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santi ilaria
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sabato 3 gennaio 2026
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sono contenta del film
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film meraviglioso sono rimasta entusiasta. qualche recensione l'ho vista pessima e secondo me il film non se lo merita. sofia anche se era solo una bambina si è dimostrata molto saggia e responsabile,secondo me è un film che si potrebbre rivedere migliaglia e migliaglia di volte perché è divertente e non stanca mai perchéci insegna che pur di trattare male 9 giganti si puo salvare moltissimi bambini nel mondo che ogni giorno venivano mangiati.
forse non è adatto ai bambini di età inferiore ai 6 anni e mezzo perché potrebbero credere a questo film e pensare che anche loro potrebbero essere mangiati in una notte da giganti alti più di 20 metri.
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film meraviglioso sono rimasta entusiasta. qualche recensione l'ho vista pessima e secondo me il film non se lo merita. sofia anche se era solo una bambina si è dimostrata molto saggia e responsabile,secondo me è un film che si potrebbre rivedere migliaglia e migliaglia di volte perché è divertente e non stanca mai perchéci insegna che pur di trattare male 9 giganti si puo salvare moltissimi bambini nel mondo che ogni giorno venivano mangiati.
forse non è adatto ai bambini di età inferiore ai 6 anni e mezzo perché potrebbero credere a questo film e pensare che anche loro potrebbero essere mangiati in una notte da giganti alti più di 20 metri.
io vorrei precisare una cosa: questa recensione NON è stata creata con l'IA!
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santi ilaria
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sabato 3 gennaio 2026
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sono contenta del film
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forse non è adatto ai bambini di età inferiore ai 6 anni e mezzo perché potrebbero credere a questo film e pensare che anche loro potrebbero essere mangiati in una notte da giganti alti più di 20 metri.
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film meraviglioso sono rimasta entusiasta. qualche recensione l'ho vista pessima e secondo me il film non se lo merita. sofia anche se era solo una bambina si è dimostrata molto saggia e responsabile,secondo me è un film che si potrebbre rivedere migliaglia e migliaglia di volte perché è divertente e non stanca mai perchéci insegna che pur di trattare male 9 giganti si puo salvare moltissimi bambini nel mondo che ogni giorno venivano mangiati.
forse non è adatto ai bambini di età inferiore ai 6 anni e mezzo perché potrebbero credere a questo film e pensare che anche loro potrebbero essere mangiati in una notte da giganti alti più di 20 metri.
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filomena
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giovedì 13 novembre 2025
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film bellissimo e commovente
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È stato così bello da far commuovere tutti. Film bellissimo che si merita infinite stelle. Dal piccolo V.
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eugen
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domenica 17 dicembre 2023
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bella trasposizione di roald dahl
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"L'Ima(imagination) au pouvoir", slogan sessantottino, ossia"L'immaginazione al potere": potrebbe essere questa la migliore definizione del film de 2016 di SPielberg, dal romanzo di Roald Dahl, che era gia'stato reso filmicamente, in una pellicola d'animazione nel 1969. Spielberg lavora su toni e colori tenuti, non"dark", volutamente, anche pensando ai probabili primi furuitori del film stesso. realizzato tra l'altro, in tecnica mista, dunque particolarmente fiibile da chi non ha ancora svilupppato una "razionalita'dominante"rispetto all'emotivita' Anche lo screenplay di Melissa Mathison e'finalizzata a questo doppio copo, coinvolgere i"piccoli"(sinite parvulos, potremmo dire)a i grandi che quasi ceraemnte li accompagnanao nella visione.
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"L'Ima(imagination) au pouvoir", slogan sessantottino, ossia"L'immaginazione al potere": potrebbe essere questa la migliore definizione del film de 2016 di SPielberg, dal romanzo di Roald Dahl, che era gia'stato reso filmicamente, in una pellicola d'animazione nel 1969. Spielberg lavora su toni e colori tenuti, non"dark", volutamente, anche pensando ai probabili primi furuitori del film stesso. realizzato tra l'altro, in tecnica mista, dunque particolarmente fiibile da chi non ha ancora svilupppato una "razionalita'dominante"rispetto all'emotivita' Anche lo screenplay di Melissa Mathison e'finalizzata a questo doppio copo, coinvolgere i"piccoli"(sinite parvulos, potremmo dire)a i grandi che quasi ceraemnte li accompagnanao nella visione. Gli effetti speicali sono curatisismi, non a caso sono stati premiati, meritatamente e il fatto che dal punto di vista degli introti il film sia stato un"folp"e'probabilmente dovuto a un eccesso di concorrenza di latri film in qualche modo"analoghi"uscirti quasi contemporanemente al film stesso, fil che comunque conferma la grandezza di Spielberg, la sua capacita'di guardare con grande intelligenza allo spettacolo senza trascurare l'arte, per esprimersi con temrini ormai completamente obsolti, ma forse ancora efficaci per rendere il concetto, di una acapacita'di usare ogni strumento adeguato per redere quanto e'necessario a un film per coinvolgere persone di diversa etape d estrazione culturale. Eugen
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martedì 9 novembre 2021
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mr.
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felicity
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mercoledì 3 febbraio 2021
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c''è più mestiere che meraviglia
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Il film rientra a pieno titolo nella categoria dei prodotti per ragazzi targati Disney, e Spielberg ce la mette tutta, pur rimanendo fedele al racconto di Dahl, per stupire facendo un gran uso di effetti speciali, che danno enfasi a numerose scene.
Il problema della pellicola risiede proprio nell’aver scelto di rimanere ‘troppo’ fedeli allo script originale, senza quel sapore di favola universale che avrebbe giovato alla fruizione del racconto. Alcuni dialoghi telefonici ancorano irrimediabilmente la pellicola agli anni ottanta.
La storia della piccola orfana senza affetti, che unita all’ambientazione londinese ha un forte sapore Dickensiano, e la difficoltà di accettare il diverso da parte di tutti (GGG è diverso da Sophia perché gigante, ma è anche diverso dai suoi compagni perché vegetariano), sono ingredienti col quale si condiscono pellicole di animazione e non.
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Il film rientra a pieno titolo nella categoria dei prodotti per ragazzi targati Disney, e Spielberg ce la mette tutta, pur rimanendo fedele al racconto di Dahl, per stupire facendo un gran uso di effetti speciali, che danno enfasi a numerose scene.
Il problema della pellicola risiede proprio nell’aver scelto di rimanere ‘troppo’ fedeli allo script originale, senza quel sapore di favola universale che avrebbe giovato alla fruizione del racconto. Alcuni dialoghi telefonici ancorano irrimediabilmente la pellicola agli anni ottanta.
La storia della piccola orfana senza affetti, che unita all’ambientazione londinese ha un forte sapore Dickensiano, e la difficoltà di accettare il diverso da parte di tutti (GGG è diverso da Sophia perché gigante, ma è anche diverso dai suoi compagni perché vegetariano), sono ingredienti col quale si condiscono pellicole di animazione e non.
Da Spielberg è lecito aspettarsi qual lampo di genio che fa sembrare nuove anche le cose viste e riviste.
Alla fine della visione, tolti i bellissimi effetti speciali e la dignitosa prova degli attori, ci si chiede se valesse veramente la pena di trasporre sullo schermo questo racconto, se non per omaggiare ancora una volta un grande autore.
I primi 15 minuti di The BFG sono un concentrato di temi, topoi, stilemi del cinema spielberghiano. Sophie, la ragazzina, vince la paura, guarda dentro l'oscurità (fuori e dentro di sé) e si ritrova a faccia a faccia con un gigante, che la rapisce. Ed ecco che il mondo diventa improvvisamente più grande, anzi, gigantesco, ed entriamo in una realtà diversa, anche da un punto di vista cinematografico, in cui contano (appunto) le dimensioni.
Siamo dentro uno dei libri per ragazzi più letti e amati di sempre e Spielberg sembra preoccupato più che altro di rispettare i dialoghi originali e il lavoro dei tecnici, a scapito del ritmo e della qualità delle invenzioni.
Sembra incredibile, ma stavolta capita perfino di annoiarsi. Capita anche a Spielberg. C'è più mestiere che meraviglia. O per dirla in un altro modo, c'è più il produttore che il regista.
Anche se poi ci si ritrova alla corte della regina d'Inghilterra e la storia e il film prendono finalmente quota, con una sostanziosa iniezione di ironia.
Il Potere, qui presente nella sua forma più benevola, deve piegarsi alle ragioni dell'immaginazione, del sogno, di una ragazzina accompagnata da un gigante. E il protocollo regale finisce sovvertito dalla strana coppia, esplodendo in uno spettacolo pirotecnico.
Tutto qui? Più o meno.
Ci sarebbe anche la questione dei sogni, di cui il gigante va a caccia, e che hanno perfino il potere di convincere una regina che l'impossibile è diventato reale. Ma anche in questo caso la visione fatica a stare al passo con l'immaginazione che l'ha suscitata.
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rescart
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lunedì 7 dicembre 2020
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buona la seconda
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Al secondo tentativo la trasposizione su pellicola della fiaba di Dahl funziona. Il primo, risalente al 1989, non aveva avuto molto successo. Perso tra le innumerevoli produzioni per l'infanzia, forse era troppo vicino cronologicamente alla guerra delle Falkland, che come questo gigante, aveva rubato giovani vite seppure con le "migliori" intenzioni. Ma meglio morire in terra straniera da eroi o essere direttamente soggiogati a casa propria dalle droghe e morire di overdose stritolato dal mostro dai tanti volti, compreso l'alcol? Sognare invece non è una droga ed il cinema, lampiu grande fabbrica dei sogni, sarà comunque capace di realizzare con uno schiocchio si dita, quello che forse non si realizzerà mai.
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Al secondo tentativo la trasposizione su pellicola della fiaba di Dahl funziona. Il primo, risalente al 1989, non aveva avuto molto successo. Perso tra le innumerevoli produzioni per l'infanzia, forse era troppo vicino cronologicamente alla guerra delle Falkland, che come questo gigante, aveva rubato giovani vite seppure con le "migliori" intenzioni. Ma meglio morire in terra straniera da eroi o essere direttamente soggiogati a casa propria dalle droghe e morire di overdose stritolato dal mostro dai tanti volti, compreso l'alcol? Sognare invece non è una droga ed il cinema, lampiu grande fabbrica dei sogni, sarà comunque capace di realizzare con uno schiocchio si dita, quello che forse non si realizzerà mai. O forse sì. Ottima versione per bambini del "Soldato Jane". Ma siamo così sicuri che realtà e finzione coincidano? Ovvero che bene e male siano così contrapposti? O forse il GGGG non è anche luia versione edulcorata del male che alla fine provoca, seppure con le "migliori" intenzioni? "You snatched me" dice la bambina al mostro che l'ha rapita dall'orfanatrofio. E come venne chiamata Margaret Thatcher dai suoi detrattori: "Milk snatcher". Ma poi la laby di ferro si pentì di ciò che fece sa ministra dell'istruzione. Del senno di poi...
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martedì 29 settembre 2020
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laurence316
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sabato 31 marzo 2018
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il grande gigionesco giocattolo si rompe in fretta
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A 5 anni da Le avventure di Tin Tin, Spielberg ritorna al cinema per ragazzi che di fatto più di ogni altro lo contraddistingue, confrontandosi per la prima volta con uno dei maggiori autori di libri per bambini, Roald Dahl (che ha avuto, comunque, già una notevole influenza sull'immaginario cinematografico, vedi La fabbrica di cioccolato di Burton).
Peccato, però che questo Il GGG – Il grande gigante gentile non solo elimini gran parte dei toni più dark e affascinanti del racconto originale (comunque non molto facilmente adattabile), optando per un tono puerile, giocoso e fanfarone fin troppo esibito e ostentato, che abbassa di molto il possibile target per il film (chiunque superi i 10 anni d’età già comincerà ad annoiarsi), ma che non riesca in alcun modo ad eguagliare i suoi film del passato.
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A 5 anni da Le avventure di Tin Tin, Spielberg ritorna al cinema per ragazzi che di fatto più di ogni altro lo contraddistingue, confrontandosi per la prima volta con uno dei maggiori autori di libri per bambini, Roald Dahl (che ha avuto, comunque, già una notevole influenza sull'immaginario cinematografico, vedi La fabbrica di cioccolato di Burton).
Peccato, però che questo Il GGG – Il grande gigante gentile non solo elimini gran parte dei toni più dark e affascinanti del racconto originale (comunque non molto facilmente adattabile), optando per un tono puerile, giocoso e fanfarone fin troppo esibito e ostentato, che abbassa di molto il possibile target per il film (chiunque superi i 10 anni d’età già comincerà ad annoiarsi), ma che non riesca in alcun modo ad eguagliare i suoi film del passato. Si rivela, sorprendentemente, un film alquanto deludente.
Procede per scenette, quadri anche simpatici, ma privi del coinvolgimento, del fascino di altri, migliori film per ragazzi. In particolare, nella prima parte fatica tremendamente a partire, arranca, si barcamena tra una sequela infinita e alla lunga estenuante di scene anche talvolta fantasiose, strabilianti effetti speciali, paesaggi mozzafiato, senza però essere in grado di appassionare realmente. Non c’è reale conflitto, manca tensione drammatica, mancano personaggi o avvenimenti realmente memorabili.
Il film poi, come preda di una qualche strana forma di schizofrenia, nella seconda parte procede invece sempre più velocemente, sino ad arrivare ad una conclusione brusca, repentina e affrettata. La battaglia finale, se così si può definirla, dura talmente poco che si rivela incapace di emozionare. Ed è preceduta da una sequenza, quella a Buckingham Palace, che vorrebbe essere comica, ma è invece solo talmente ridicola da risultare quasi imbarazzante. L’assurdità della bibita “gassata” ma con le bolle che vanno all’ingiù, e dei suoi effetti che, si suppone, vorrebbero essere esilaranti, fanno di punto in bianco precipitare il film nel kitsch, se non nel trash più infimo, e rischiano di farlo deragliare dalle parti di idiozie ridanciane come Scary Movie o parodie simili.
La perizia tecnica del regista è innegabile, ma stavolta le scelte di regia non sono particolarmente notevoli, né lo sono le prove rese dagli attori (fatto salvo per Rylance). Sì, gli effetti speciali sono spesso ottimi, ma questi come la bella e coloratissima fotografia di Kaminski e l’apprezzabile colonna sonora di Williams, non bastano a risollevare le sorti del film e a non farlo risultare un mezzo fiasco.
Ultima sceneggiatura di Melissa Mathison (la stessa di E.T. l’extra-terrestre), morta di tumore endocrino all’età di 65 anni, nel 2015, alla cui memoria il film è dedicato.
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elgatoloco
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domenica 7 gennaio 2018
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dahl and spielberg
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Non sembrava realistico pensarlo, invece il grande Steven Spielberg ha reso filmicamente"The BFG"(2016)di Roald Dahl, che finora aveva avuto, più di un quarto di secolo fa, solo una versione animata. L'ha fatto, con aderenza all'originale, senza forzare i termini,accentuando con estremo rigore e un'efficacia assoluta la bellezza della produzione di senso e dichiarazione di fondo("gentilezza versus violenza e sopraffazione") insita nel libro di Dahl-in questo Spielberg è più che mai coerente con quanto ha espresso già in tutte le sue opere, da"E.T."a"The Schindler's List"a tutte le altre, la cui enumerazione sarebbe troppo lunga, in questa sede. Bella la ricostruzione di un ambiente degradato, nella Great Britain di Maggie Tatcher e le relative telefonate della"Queen"a Nancy Reagan per contattare Ronnie(sempre Reagan, ça va de soi.
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Non sembrava realistico pensarlo, invece il grande Steven Spielberg ha reso filmicamente"The BFG"(2016)di Roald Dahl, che finora aveva avuto, più di un quarto di secolo fa, solo una versione animata. L'ha fatto, con aderenza all'originale, senza forzare i termini,accentuando con estremo rigore e un'efficacia assoluta la bellezza della produzione di senso e dichiarazione di fondo("gentilezza versus violenza e sopraffazione") insita nel libro di Dahl-in questo Spielberg è più che mai coerente con quanto ha espresso già in tutte le sue opere, da"E.T."a"The Schindler's List"a tutte le altre, la cui enumerazione sarebbe troppo lunga, in questa sede. Bella la ricostruzione di un ambiente degradato, nella Great Britain di Maggie Tatcher e le relative telefonate della"Queen"a Nancy Reagan per contattare Ronnie(sempre Reagan, ça va de soi...), dal quale la protagonista pre-.adolescente, ospite di un orfanotrofio, desidera "the escape", la fuga, che però le riesce solo quando, appunto, è il BFG(grande gigante gentile)a rapirla-liberarla. Il problema è che i suoi colleghi giganti(come nella tradizione mitologica, dal"Poema di Gilgamesh"all'Odissea", alla"Bibbia", al"Kalevala"etc., i giganti(talora detti"Titani")non sono per nulla molto"gentili", anzi violenti, crudeli, sopraffattori, dunque totalmente nemici del genere umano, dunque non serve amarli troppo, anzi. IL"giant"del titolo è dunque decisamente un'eccezione e difatti viene sbeffeggiato egli stesso come"nano"dai tristi energumeni che lo minacciano e maltrattano continuamente. Anche gli effetti speciali, mai"rutilanti", sono assolutamente funzionali a una messa in scena per nulla"sontuosa", al contrario al servizio di una produzione di senso assolutamente chiara, cristallina e decisamente priva di orpelli o abbellimenti. Chi vorrebbe tout court uno Spielberg più"impegnato", non ha capito che il suo"impegno"è anche, pienamente, in un film come questo. Interpreti decisamente efficaci. El Gato
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