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il film è un quasi-remake di "Man in the wilderness" (1971) con Richard Harris, bel film in cui un cacciatore di pelli ferito da un orso viene abbandonato dai compagni d'avventura. Nel film del 2016 la trama è più o mano la stessa con alcune "varianti" che non svelerò.
Il film con Di Caprio, che ho visto ieri, è un film dove il paesaggio maestoso della natura americana... la fa da padrone: tutto quello che avviene tra gli uomini è "piccola cosa" rispetto alla natura (il che comprende, in questo caso, fiumi con rapide, neve, foreste con enormi alberi ad alto fusto, freddo, fame, belve feroci tipo lupi, ors,i alci, ecc). Siamo nei primi dell' '800 quindi troviamo tribù indiane (meno note di altre) poi in seguito scomparse, coloni francesi, americani, armi mono-colpo "ad avancarica" ...niente a che vedere quindi con i Western in cui ci si spara con fucili Winchester "a leva" (a ripetizione) o con i revolver da pistolero (anche i revolver "ad avancarica" con tamburo da 5 colpi compariranno molto più tardi, poco prima della "Guerra di Secessione" che è del 1865). Il film punta molto sui maestosi paesaggi e sulla sopravvivenza..tutto il resto ...può avvenire solo dopo ed a condizione di saper sopravvivere, che è la premessa ad ogni altra cosa, dunque il regista indugia molto a descrivere la natura ...ed è giusto cosi. C'è anche un accenno al "rapporto con gli indiani" visto che il figlio del protagonista e la moglie (uccisi) erano indiani...e visto che altri indiani cercano una loro donna (rapita dai francesi). Metafora della lotta che si deve sempre affrontare nella vita "finche si ha fiato in corpo", il film è decentemente recitato (non solo da Di Caprio) ma la recitazione che si richiede agli attori in un film del genere... non prevede lunghi dialoghi, nè lunghi monologi, ma una recitazione di chi, per capirci, a denti stretti e rughe sul viso, debba trascinarsi sulla neve...Di Caprio ci riesce a da credibilità al suo personaggio barbuto. Nel suo genere (definibile avventuroso-stoorico-drammatico) il film è ben fatto, ben girato (ci sono anche delle spettacolari inquadrature "in movimento" che rendono meno banali gli inseguimeni a cavallo ed una bellissima scena di attacco degli indiani all'accampamento dei cacciatori di pelli costretti a rifugiarsi su un barcone) e una capacità di sfruttare al meglio lo scenario naturale. Molto lungo il film, può diventare monotono, perchè racconta la "monotonia" di chi deve resistere per l'intera durata del film in un ambiente duro e freddo e quindi la trama non aiuta come ad es. invece faceva in "Balla coi lupi" (dove il protagonista interagiva e dialogava con più persone). VALUTO IL FILM TRA LE 3 E LE 4 STELLE
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