Il più famoso parco di dinosauri cinematografico creato da Spielberg e Crichton 20 anni fa ritorna in una sua più evoluta veste e con esso anche questo reboot (in digitale, in 3D e con un dinosauro mai esistito prima a creare curiosità nello spettatore). E anche un nuovo titolo: “Jurassic World”, a dimostrazione (vedi il successo al box-office) che una saga può ripartire e ripartire alla grande. Il nuovo film, ricalcato sul modello originario della pellicola del ’93, è un’opera godibile, di grande impatto spettacolare (notevoli effetti speciali, cast empatico, ritmo spedito, regia efficace, ecc) che coinvolge. Citazionistico, morale, nostalgico verso il passato, sentimentale nel senso della famiglia; interessante a livello tematico nello scontro/incontro tra vecchio e nuovo, animale e uomo, natura e ingegneria genetica; il film diventa anche metafora consapevole del cinema: remake e sequel devono superare i propri modelli, anche solo migliorandone le eredità, se vogliono sopravvivere.