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Italiano medio

Film 2015 | Comico, 90 min.

Regia di Marcello Macchia. Un film Da vedere 2015 con Marcello Macchia, Luigi Luciano, Enrico Venti, Lavinia Longhi, Barbara Tabita. Cast completo Genere Comico, 2015, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 29 gennaio 2015 distribuito da Medusa. - MYmonetro 3,00 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 24 novembre 2017

Dopo il successo di "Mario - Una serie di Maccio Capatonda", giunta alla sua seconda stagione, Marcello Macchia porta al cinema la sua comicità. In Italia al Box Office Italiano medio ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 4 milioni di euro e 2 milioni di euro nel primo weekend.

Italiano medio è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
3,00/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,63
PUBBLICO 3,35
CONSIGLIATO SÌ
Un esercizio sulle contraddizioni del nostro Paese, una parabola comica sulla parte trash di ognuno di noi.
Recensione di Paola Casella
venerdì 23 gennaio 2015
Recensione di Paola Casella
venerdì 23 gennaio 2015

Giulio Verme reagisce fin da piccolo all'appiattimento dei genitori sui non-valori televisivi con una preoccupazione insistente per l'educazione civica e l'ambiente, ma il suo atteggiamento integralista lo confina ad un lavoro di smistamento rifiuti, che conferma la sua "tormentosa consapevolezza del lerciume che ci circonda". Anche il rapporto con la fidanzata Franca è logoro: lei lamenta che lui parli molto e concluda poco (e siccome siamo in un film di Maccio Capatonda, fenomeno mediatico politically incorrect, la metafora che usa Franca è assai più greve). Poiché "fra il dire e il fare c'è di mezzo il male", il cittadino modello Giulio cederà ad una tentazione banale: assumere una pasticca, fornitagli dall'amico Alfonzo, che dovrebbe aiutarlo ad usare ben più di quel 20% del proprio cervello accessibile agli esseri umani. Peccato che Alfonzo gli allunghi una pillola che riduce il suo 20% a un misero 2%, trasformando il Verme in un egoista lascivo e sfrenato che pensa solo al sesso, ai vizi e al proprio tornaconto. Un italiano medio, insomma, giacché l'assunto di Maccio Capatonda è che vent'anni di dominio incontrastato della televisione commerciale abbiano ridotto al 2% il cervello della maggioranza dei cittadini della Penisola.
Italiano medio è un esercizio sulle contraddizioni del nostro Paese che trova il suo coronamento ironico nella distribuzione del film stesso, ad opera di Medusa. Ciò nonostante il lungometraggio di esordio di Capatonda, al secolo Macello Macchia, possiede una sua coerenza interna che si esprime in termini di tono, spinto all'eccesso fin dalla prima scena, e di contesto, quello satirico che si nutre di paradossi e parodie. Macchia attinge infatti a piene mani dal cinema di cui ha fatto infinite caricature, in primis quel Fight Club citato esplicitamente in (almeno) una scena ma che sottende l'intera narrazione, per continuare con Arancia Meccanica, Hunger Games e, ovviamente, Limitless. Del resto la commedia inizia con un ciclo di lavatrice, metafora del modo con cui il regista-sceneggiatore-attore-montatore "frulla" la cultura pop del nostro tempo in cerca di una sua forma espressiva originale. E in Italiano medio la trova: volgare, corrotta, iconoclasta, isterica, lunare - come l'Italia di oggi, insomma.
Il bestiario c'è tutto: docenti universitari decrepiti e vicine zoccole, Grandi Fratelli e Mastervip, calciatori e veline, complottisti e vegani, disoccupati che mendicano una password per tornare a galla e precari disposti a fare i tassisti, i piazzisti, i testimoni di guru improvvisati, e ci sono anche i guru improvvisati, le pacifiste violente e i cumenda senza scrupoli alla Ruggero De Ceglie: ma la pietra cinematografica di paragone non sono I soliti idioti, perché qui la volgarità non è mai fine a se stessa e non c'è compiacimento autoreferenziale. Piuttosto, c'è l'indignazione ironica del Nanni Moretti prima maniera, quello di Io sono un autarchico, mixata con l'irriverenza comica postmoderna di Checco Zalone.
In Italiano medio ci sono attori di comicità clownesca e di segreta dolcezza come Luigi Luciano (alias Herbert Ballerina) e Barbara Tabita, e c'è il talento pirotecnico di Maccio Capatonda, omino buffo vagamente ripugnante capace di creare macchiette spassose, giochi di parole esilaranti, qui pro quo fuori di testa. Capatonda è esattamente l'antieroe tragicomico che ci meritiamo, in questi tempi scellerati.
Il Macchia regista (assistito da Paolo Massari) da un lato si attiene ai dialoghi campo-e-controcampo e alle riprese elementari, dall'altro lavora di montaggio (con un veterano come Giogiò Franchini) e controllo del colore per velocizzare la storia, e soprattutto lavora alla storia stessa (insieme al suo team di cosceneggiatori) evitando quello che sarebbe stato il rischio maggiore: inanellare una serie di gag senza creare un percorso narrativo degno di questo nome. Il percorso narrativo invece è chiaro, e accresce la comicità per accumulo - prova ne è che le scene del film, isolate su Youtube, non sono altrettanto efficaci, mentre nel film raggiungono l'effetto valanga. Anche i personaggi importati dalla Rete vengono incanalati efficacemente nel contesto filmico, rimanendo "rimandi ad altro", non riassunti incompleti di un universo parallelo.
Italiano medio è una parabola comica sulla parte trash di ognuno di noi in lotta titanica con la propria parte decorosa, una denuncia degli integralismi come delle derive qualunquiste, una galleria di mostri contemporanei e di quotidiane nefandezze, di cui ridere senza mai potersene chiamare fuori, in quanto italiani medi.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 30 gennaio 2015
Giordano Brunetti

Certo, probabilmente Italiano Medio è un film imperfetto, con qualche caduta di tono e di ritmo qua e là. Però, al confronto delle tante commedie melenso-buoniste-fotocopia che ormai ci vengono proposte in dosi massicce, il film di Maccio Capatonda è una ventata di aria fresca e salutare, un sasso nello stagno paludoso del cinema italiano.

Frasi
A me che me ne frega a me
Una frase di Giulio Verme, Antonino Verme, Mariottide (Marcello Macchia)
dal film Italiano medio - a cura di SavioCurci
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alessandra Levantesi
La Stampa

Per gli ignari, che devono essere pochi, Marcello Macchia (alias Maccio Capatonda) è un trentacinquenne abruzzese che spopola fra tv e web mettendo alla berlina in vignette surreal-grottesche usi e costumi dell'Italiano medio. Come il Giulio Verme del suo film d'esordio che, in reazione a genitori patiti di tv spazzatura, è cresciuto nell'ascetico impegno di essere un virtuoso, seppur frustrato, cittadino. [...] Vai alla recensione »

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