Non essere cattivo è l'energia vitale di cui è imbevuto, la fame di rivalsa, la voracità con cui Vittorio e Cesare azzannano la vita. Con Luca Marinelli, Alessandro Borghi, Silvia D'Amico, Roberta Mattei, Alessandro Bernardini. Drammatico, Italia, 2015. Durata 100 min. Consigli per la visione +13."/>
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Ultimo aggiornamento martedì 7 ottobre 2025
Il film, ambientato nella periferia romana, è prodotto dall'attore Valerio Mastandrea. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto 3 Nastri d'Argento, 14 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, In Italia al Box Office Non essere cattivo ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 780 mila euro e 776 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Ostia, 1995. Vittorio e Cesare sono amici da una vita, praticamente fratelli. Cresciuti in un quartiere degradato campano di espedienti, si drogano, bevono e si azzuffano con altri sbandati come loro. A casa Cesare ha una madre precocemente invecchiata che accudisce una nipotina malata, la cui madre è morta di Aids. Vittorio invece sembra non avere nessuno al mondo, e quando incontra Linda vede in lei una possibilità di costruire una vita normale. Trova lavoro e cerca di coinvolgere anche Cesare, che nel frattempo si è innamorato di Viviana, una disperata come lui ma piena di voglia di costruirsi un futuro. Riusciranno Rosencrantz e Guildenstern a diventare protagonisti della loro vita?
L'ultimo film di Claudio Caligari, 17 anni dopo L'odore della notte, è un altro excursus nei luoghi oscuri non solo dell'hinterland romano, ma dell'animo umano e della società contemporanea, raccontato attraverso due figure di confine, l'una encomiabile per la sua volontà di tirarsi fuori dalle sabbie mobili della propria condizione, l'altra patetica per l'incapacità strutturale di farlo. In certi luoghi e certe circostanze non essere cattivo, per citare il titolo, non è una scelta, perché per sopravvivere alla violenza e alla prevaricazione che ti circonda devi tirare fuori la tua natura peggiore, e possibilmente un "ferro".
Al di là di una trama piuttosto prevedibile e molto già vista al cinema, ciò che colpisce di Non essere cattivo è l'energia vitale di cui è imbevuto, la fame di rivalsa, la voracità con cui Vittorio e Cesare azzannano la vita, strappandone brandelli di carne viva. La fotografia (di Maurizio Calvesi), lucida e colorata al neon, crea un 3D "de noantri", un bassorilievo pagano. Anche l'archeologia suburbana è messa a frutto per delineare un universo coatto e coattante, un pianeta selvaggio dove è inevitabile sentirsi marziani, come marziano doveva sentirsi Caligari rispetto a gran parte della inciviltà contemporanea.
Luca Marinelli nei panni di Cesare è irriconoscibile rispetto alle sue interpretazioni cinematografiche precedenti e rivela una cifra comica tutta sua, anche se in filigrana si intravede quella che avrebbe potuto essere in quel ruolo l'interpretazione di Valerio Mastandrea, produttore del film e interprete de L'odore della notte. E Alessandro Borghi è una rivelazione nel ruolo meno centrale di Vittorio, che passa dalle allucinazioni cocainomani alla tenerezza del buon padre di famiglia senza mai perdere credibilità.
“ … per chi viaggia in direzione ostinata e contraria col suo sguardo speciale di speciale disperazione e tra il vomito dei respinti muove gli ultimi passi per consegnare alla morte una goccia di splendore di umanità, di verità …” & [...] Vai alla recensione »
Se io oggi volessi rigirare Accattone non potrei più farlo. Non troverei più un solo giovane che fosse nel suo corpo (...), che sapesse dire con quella voce quelle battute». Così disse Pasolini. Invece eccoli, i corpi e le voci. Non sono quelli di Accattone, è vero. Sono quelle dei figli dei suoi figli. Vittorio, come lui, si chiama uno dei protagonisti.