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dana scully
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martedì 15 dicembre 2015
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ancora meglio delle aspettative
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Nonostante le mie già alte aspettative, stavolta Moretti (e la Buy, e la Lazzarini) è riuscito a sorprendermi, in positivo.
Una vicenda semplice e solo in apparenza privata trattata con la massima delicatezza e lievità, personaggi delineati in modo credibile, dialoghi mai sopra le righe, una profondità mascherata da quotidianità - tutto meraviglioso. E' un film che guarderò molte alte volte.
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kronos
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lunedì 14 dicembre 2015
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grigio
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Un Moretti in tono minore, grigio e (troppo) trattenuto: "Mia madre", per molti versi, pare provenire direttamente dagli anni '90 e non è un complimento.
Dopo l'imprevedibile, creativo "Habemus papam" era lecito aspettarsi qualcosa di più dal regista romano, ma stavolta ha preferito rifugiarsi nell'autobiografia senza prendersi troppi rischi.
Anche i fans più sfegatati stavolta non faranno salti di gioia.
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rampante
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domenica 22 novembre 2015
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fratelli
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Margherita sta girando un film sul mondo del lavoro, le riprese si rilevano più complicate del previsto e lei passa le giornate a litigare con tutti
Lei in quel momento vorrebbe solo stare in Ospedale con la madre.
Margherita ha chiamato come protagonista del suo film un attore dagli Stati Uniti, eccentrico e bizzoso, non ricorda mai le battute ma, al momento giusto ha sempre un gesto di conforto per quella regista con cui litiga a morte.
Margherita assiste la madre assieme al fratello Giovanni, figlio e fratello perfetto, è sempre un passo avanti a lei che non sa come gestire il dolore per il lutto che si sa imminente e fatica a trovare la strada in tutta quella sofferenza.
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Margherita sta girando un film sul mondo del lavoro, le riprese si rilevano più complicate del previsto e lei passa le giornate a litigare con tutti
Lei in quel momento vorrebbe solo stare in Ospedale con la madre.
Margherita ha chiamato come protagonista del suo film un attore dagli Stati Uniti, eccentrico e bizzoso, non ricorda mai le battute ma, al momento giusto ha sempre un gesto di conforto per quella regista con cui litiga a morte.
Margherita assiste la madre assieme al fratello Giovanni, figlio e fratello perfetto, è sempre un passo avanti a lei che non sa come gestire il dolore per il lutto che si sa imminente e fatica a trovare la strada in tutta quella sofferenza.
Il sogno accanto alla realtà sono costantemente confusi da Margherita e da sua madre Ada.
Mia madre: un film dove c'è sempre qualcuno accanto, qualcosa accanto a Margherita, il fratello Giovanni, un angelo che sta a fianco al personaggio, che silenziosamente lo accompagna sempre alla ricerca di quella giusta distanza che anestetizzi il dolore, quel dolore raccontato da Moretti che toglie il fiato.
Uno dei motivi per cui amiamo Moretti è l'ostinata istanza morale sulla quale si fonda da un lato una società civile alla deriva, dall'alto lui, irritato,irritante ed egocentrico.
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davidino.k.b.
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sabato 24 ottobre 2015
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noia mortale
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BUY brava come sempre, in un film inguardabile sul rapporto madre figli con l'ennesima furba sbriciolata lotta di classe... Poi ci chiediamo perchè il cinema Italiano va male..
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irishman
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mercoledì 21 ottobre 2015
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pessimo
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andrea battantier
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sabato 10 ottobre 2015
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il regista è uno stronzo a cui voi permettete...
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MIA MADRE. "Il regista è uno stronzo a cui voi permettete di fare tutto! Anche un film come questo, che è solo di poco meno orrendo di quello dentro il film che sta girando Margherita Buy. Moretti, gliene si dia atto, ha avuto il coraggio di riflettere sulla morte di sua madre, senza preoccuparsi della noia arrecata allo spettatore. Quasi 1 ora e 50, tra improbabili scene di lotta di classe, e spaesamenti interiori che raggiungono l'apice in Buy che non trova le bollette (misticando grossolanamente scartoffie) e quando resta affogata dall'acqua in casa facendo ciaf ciaf. Per provare un misero stimolo serve attendere la macchietta di Turturro in qualche inutile scenetta buffa. E questo ha un interessante valore filosofico: la Morte perde con la Noia la sua tragicità.
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MIA MADRE. "Il regista è uno stronzo a cui voi permettete di fare tutto! Anche un film come questo, che è solo di poco meno orrendo di quello dentro il film che sta girando Margherita Buy. Moretti, gliene si dia atto, ha avuto il coraggio di riflettere sulla morte di sua madre, senza preoccuparsi della noia arrecata allo spettatore. Quasi 1 ora e 50, tra improbabili scene di lotta di classe, e spaesamenti interiori che raggiungono l'apice in Buy che non trova le bollette (misticando grossolanamente scartoffie) e quando resta affogata dall'acqua in casa facendo ciaf ciaf. Per provare un misero stimolo serve attendere la macchietta di Turturro in qualche inutile scenetta buffa. E questo ha un interessante valore filosofico: la Morte perde con la Noia la sua tragicità. Più di una volta mi sono sentito colto in fallo da cecagna in sala Sacher, quasi in colpa, come un uomo che sbadiglia -senza poterne fare a meno- ad un funerale di qualche parente lontano. Sintetizzando, io provo dispiacere per la morte della mamma di Moretti, purtuttavia, da spettatore, mi sono rotto i coglioni dall'inizio alla fine. Moretti meglio avrebbe fatto a restarsene chiuso nel suo dolore, e invece, ha preferito farsi finanziare il suo lutto amoroso da noi cittadini contribuenti. È un film sciatto e scritto male. Pensate: in 4 hanno scritto il soggetto ed in 3 la cosiddetta sceneggiatura. Io già mal sopporto la Tv (sciatta e telefonata), perché devo addirittura ritrovarmela in un film di Moretti dedicato alla morte di sua madre? Personaggi senza spessore senza senso, se non quello di macchiette a coprire uno scialbo tappeto. Turturro, perché? Per compensar l'agonia della madre con 4 risate a base di malintesi e simpatica follia? Ancor peggio la solita nevrotica Buy. Atroci le scene oniriche. Con questo film non sembra morta la madre, sembra morto Nanni Moretti". (Andrea Battantier, 2015).
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ile97
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domenica 20 settembre 2015
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mia madre,commuove dopo un'attenta riflessione.
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Nanni Moretti si pone al centro del suo ultimo film,affidando l'interpretazione di se stesso a Margherita Buy.
Margherita è una regista alle prese con un film che tratta il tema della crisi e della disoccupazione,ambientato in una fabbrica e incentrato sull'arrivo di un nuovo proprietario americano che vuole operare tagli e licenziamenti.
La donna vive una realtà non troppo felice all'interno del set tra un amante con cui vorrebbe chiudere, un attore americano egocentrico ed esuberante che non ricorda una battuta del copione e un team che non riesce davvero a comprendere lo scopo del suo lavoro.
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Nanni Moretti si pone al centro del suo ultimo film,affidando l'interpretazione di se stesso a Margherita Buy.
Margherita è una regista alle prese con un film che tratta il tema della crisi e della disoccupazione,ambientato in una fabbrica e incentrato sull'arrivo di un nuovo proprietario americano che vuole operare tagli e licenziamenti.
La donna vive una realtà non troppo felice all'interno del set tra un amante con cui vorrebbe chiudere, un attore americano egocentrico ed esuberante che non ricorda una battuta del copione e un team che non riesce davvero a comprendere lo scopo del suo lavoro.
All'uscita dal set ciò che la aspetta non è nulla di più gioioso:un ex marito,una figlia che non riesce a fare i conti con la scuola e una madre in fin di vita che accudisce insieme al fratello Giovanni.
"Mia madre" tocca molte tematiche senza approfondirne una in particolare:la crisi non è importante forse perché nemmeno Margherita riesce a trovare il modo giusto per rappresentarla nel suo film;la malattia della madre accompagna i personaggi fino alla fine,ma come in piccole dosi,brevi scene che lasciano il segno soprattutto nel finale.
In conclusione, Nanni Moretti produce un'opera che non può essere apprezzata nell'immediato ma solo dopo un'attenta riflessione. Può avere diverse chiavi di lettura e quella che io ho trovato è una profonda critica alla società italiana nei suoi aspetti politici,cinematografici ed esistenziali.
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alexander 1986
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sabato 19 settembre 2015
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la crisi di un uomo è quella di una nazione
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Margherita (Margherita Buy) è una regista alle prese con un film dal soggetto forse un po' antiquato: la lotta di un gruppo operai contro il padrone straniero (John Turturro) che li vuole licenziare. Storia d'altri tempi, verrebbe da dire in giorni come questi, durante i quali il concetto di lotta sociale viene criminalizzato (vedi il caso-Colosseo a Roma) se non proprio ignorato dai lavoratori stessi. Ma a Margherita ciò non importa: concepisce il proprio lavoro di intellettuale come un dovere testimoniale, un messaggio che non ha la necessità di essere recepito. Il suo idealismo va a infrangersi però con una realtà che non può controllare.
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Margherita (Margherita Buy) è una regista alle prese con un film dal soggetto forse un po' antiquato: la lotta di un gruppo operai contro il padrone straniero (John Turturro) che li vuole licenziare. Storia d'altri tempi, verrebbe da dire in giorni come questi, durante i quali il concetto di lotta sociale viene criminalizzato (vedi il caso-Colosseo a Roma) se non proprio ignorato dai lavoratori stessi. Ma a Margherita ciò non importa: concepisce il proprio lavoro di intellettuale come un dovere testimoniale, un messaggio che non ha la necessità di essere recepito. Il suo idealismo va a infrangersi però con una realtà che non può controllare. Infatti sua madre Ada (Giulia Lazzarini), ex-insegnante di latino amata da tutti, sta morendo mettendo involontariamente in evidenza tutta la sua inadeguatezza come figlia e come donna. Margherita parla di politica, sì, e lo fa anche bene. Ma a farla davvero, la politica, è il fratello Giovanni (Nanni Moretti) che senza urla né lamenti ha il coraggio di lasciare il lavoro per dedicarsi totalmente agli affetti. L'uno e l'altra sono le due facce di una stessa medaglia: la crisi personale che deriva dalla perdita di una collocazione identitaria nel mondo in cui viviamo.
La madre che dà il titolo alla pellicola è 'anche' figurazione della vera madre di Moretti, e il sentimento veicolante il racconto ricalca quello realmente vissuto dal regista in prima persona. Ma essa è soprattutto l'Italia. Anzi, più precisamente: è l'idea di 'Italia' che gli intellettuali della generazione passata hanno coltivato, e che per orgoglio o per paura non riescono a superare; o che non 'dovrebbero': non si capisce mai bene dove stia il confine tra ammonimento ed esortazione nel discorso morettiano. In un divertente gioco meta-cinematografico, la Buy interpreta il Nanni Moretti di un tempo mentre il Nanni Moretti attuale le si pone accanto come un contraltare antipodico: passato e presente, entusiasmo e disillusione, si intersecano in quella che è un'importantissima autobiografia, una testimonianza del passaggio da un'era a un'altra nella storia del nostro paese.
Tutte le pellicole di Moretti vivono su simbolismi e metafore, e lo stesso regista ha definito 'Mia Madre' il suo film 'più politico'. Che quasi nessuno abbia colto il vero senso di quest'opera, mi lascia più che sbalordito.
Possiamo dire poi molte cose: che Moretti, aiutato nella scrittura da Francesco Piccolo, sostiene indirettamente il renzismo; o che dice più o meno le stesse cose da molti anni; o che mantiene ancora un velo della tradizionale spocchia da intellettuale di sinistra.
Resta però il fatto che abbiamo a che fare con l'opera più matura e complessa di uno dei pochi intellettuali italiani degni di questo nome. Almeno, nel cinema.
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pier delmonte
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giovedì 27 agosto 2015
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pensavo meglio
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Il film e’ abbastanza noioso ed io l’avrei titolato “una madre”, ma e’ girato talmente bene che vien difficile dire che non e’ un bel film, la Buy e Moretti sorella e fratello sono uno spettacolo, gli altri un po’ meno, l’attore americano subito stona ma poi la sua stonatura da’ equilibrio alla storia (diciamo cosi’!), non vi sono scene geniali a parte quella del motorino... e frasi ad effetto, insomma, non e’ memorabile l’ultimo di Nanni ma ce ne fossero cosi’… in giro.
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robert1948
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sabato 22 agosto 2015
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contro i denigratori
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"Pasta pomodoro e basilico...pasta corta
...perché l'altra volta i tagliolini si
sono appicicati... e la spigola ...l'ho
spinata tutta...." E' il tenero approccio
di un figlio , Nanni Moretti nel film ,
che va a trovare la mamma in ospedale .
Non riesco ancora a comprendere una sorta
di livore nei confronti del film e dello
stesso Moretti scaturiti da alcuni
commenti e recensioni in questo sito. Nei
confronti di un "intellettuale" che ha
raccontato anche l'Italia degli ultimi
30/35 anni. Evito di rimarcare , ma lo dico ,
che il film mi è piaciuto , mi ha commosso ,
e che la visione dello stesso mi ha trasmesso
una profonda empatia .
A chi ha rivolto aspre critiche nei confronti del film
e del suo autore dico semplicemente che i sentimenti ,
la tenerezza , l'amore materno si possono comprendere
soltanto se si hanno dentro .
[+]
"Pasta pomodoro e basilico...pasta corta
...perché l'altra volta i tagliolini si
sono appicicati... e la spigola ...l'ho
spinata tutta...." E' il tenero approccio
di un figlio , Nanni Moretti nel film ,
che va a trovare la mamma in ospedale .
Non riesco ancora a comprendere una sorta
di livore nei confronti del film e dello
stesso Moretti scaturiti da alcuni
commenti e recensioni in questo sito. Nei
confronti di un "intellettuale" che ha
raccontato anche l'Italia degli ultimi
30/35 anni. Evito di rimarcare , ma lo dico ,
che il film mi è piaciuto , mi ha commosso ,
e che la visione dello stesso mi ha trasmesso
una profonda empatia .
A chi ha rivolto aspre critiche nei confronti del film
e del suo autore dico semplicemente che i sentimenti ,
la tenerezza , l'amore materno si possono comprendere
soltanto se si hanno dentro . E' un pò come le opere d'arte :
la bellezza la vedi se è dentro di te.
Memorabile la scena del ballo di Turturro ,"great actor" ,
con la grassona del cast.
Roberto .
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[+] errata corrige
(di robert1948)
[ - ] errata corrige
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