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Quel fantastico peggior anno della mia vita

Film 2015 | Drammatico, +13 104 min.

Regia di Alfonso Gomez-Rejon. Un film Da vedere 2015 con Thomas Mann, RJ Cyler, Olivia Cooke, Nick Offerman, Jon Bernthal. Cast completo Titolo originale: Me & Earl & the Dying Girl. Titolo internazionale: Me and Earl and the Dying Girl. Genere Drammatico, - USA, 2015, durata 104 minuti. Uscita cinema giovedì 10 dicembre 2015 distribuito da 20th Century Fox Italia. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,16 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento venerdì 11 dicembre 2015

Basato sull'omonimo romanzo di Jesse Andrews, il film ha vinto il premio del pubblico e il gran premio della giuria al Sundance Film Festival 2015. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Quel fantastico peggior anno della mia vita ha incassato 72,4 mila euro .

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Consigliato sì!
3,16/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,10
PUBBLICO 3,38
CONSIGLIATO SÌ
La tragedia di una malattia terminale in età giovanile, virata in chiave di commedia colta e cinefila.
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 23 novembre 2015
Recensione di Emanuele Sacchi
lunedì 23 novembre 2015

Greg è un ragazzo di talento ma incapace di relazionarsi con il prossimo. Preferisce sfuggire la profondità nei rapporti e crogiolarsi nella sua eterna adolescenza insieme a Earl, il suo migliore amico, da lui definito solo "collega". Quando la madre di Greg lo costringe a far compagnia a Rachel, una ragazza del suo liceo malata di leucemia, le barriere emozionali di Greg cominciano lentamente a crollare, lasciando spazio a un'inaspettata maturità.
Il tema principale del secondo film di Alfonso Gomez-Rejon (un passato come assistente di Scorsese e Iñárritu, un debutto nell'horror), ossia il confronto con l'indicibile dolore della malattia terminale in età giovanile, porta inevitabilmente Quel fantastico peggior anno della mia vita a misurarsi con altri titoli cult di un sottogenere particolarmente gremito nel recente cinema indipendente americano. Prima Gus Van Sant con il mélo di L'amore che resta, poi la rielaborazione sotto forma di commedia di 50 e 50 e infine Colpa delle stelle, l'incredibile successo young adult tratto dal best-seller di John Green, hanno prepotentemente messo il cancro e il tema della morte al centro del romanzo di formazione adolescenziale. A condizionare, nel bene e nel male, Quel fantastico peggior anno della mia vita è la consapevolezza di non arrivare per primo. O meglio, è la consapevolezza tout court, a 360°. Quella di una sceneggiatura - scritta da Jesse Andrews, autore del romanzo da cui il film è tratto - così ricca di freddure da colto umorismo Sundance, da risultare incontenibile e forse ingestibile nei binari della narrazione. I movimenti di macchina inconsueti e arditi, i dialoghi velocissimi e ricchi di citazioni e la cinefilia strabordante, che sfocia nella gag delle parodie dei classici d'autore girate da Greg e Earl (con più di un debito verso Be Kind Rewind - Gli acchiappafilm), conducono il film di Gomez-Rejon su un piano di metatestualità così esasperato da distaccarsi irrimediabilmente rispetto al testo effettivo. Proprio come il suo protagonista Greg, pervicacemente cinico e immaturo, Quel fantastico peggior anno della mia vita fatica ad andare oltre la sagace strizzata d'occhio rivolta a un preciso target (il film trionfa al Sundance Film Festival), chiudendo definitivamente le spalle alla chance di comunicare con la maggioranza del pubblico. Se 10 cose che odio di te e (500) giorni insieme - da cui Gomez-Rejon riprende l'uso della voce narrante e il comandamento di non raccontare una storia d'amore - riuscivano a utilizzare l'arguzia nerd per impreziosire una storia convenzionale, la tragi-commedia mumblecore degli anni Dieci sembra porsi pervicacemente al di sopra della materia, stabilendo una gerarchia inversa tra contorno e sostanza. I comprimari Earl e Rachel finiscono così per risultare molto più interessanti del protagonista, ma rimangono confinati sullo sfondo, semplici proiezioni del pensiero debole del punto di vista dominante. Earl esiste per mostrare un minimo di saggezza da orgoglio black e insegnare a Greg il valore dell'amicizia, Rachel si ammala gravemente e solo così può legarsi a Greg e instillargli un po' di maturità, permettendogli di spiccare quel salto troppo a lungo rimandato. Una costruzione diseguale, a tratti irresistibile e a tratti irritante, che giunge all'inevitabile climax dopo aver smarrito per strada le intuizioni migliori, in un rifiuto autolesionistico di una presunta e forse temuta convenzionalità.
Tecnicamente ineccepibile - fotografia di Chung Chung-hoon, prediletto da Park Chan-wook, e musiche di Brian Eno - Quel fantastico peggior anno della mia vita vive di frammenti memorabili e sembra possedere tutte le note giuste, ma senza riuscire a strutturarle in una partitura che si dimostri convincente e longeva.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 29 novembre 2015
no_data

Greg è un ragazzo cinico e immaturo incapace di relazionarsi con il prossimo, che preferisce sfuggire alla profondità dei rapporti umani crogiolandosi nella sua immaturità insieme al suo "collega" Earl, con il quale realizza cortometraggi-parodia di classici del cinema. Ma quando sua madre lo costringe a far compagnia a Rachel, una ragazza del suo liceo malata di leucemia, [...] Vai alla recensione »

Frasi
"Le ceneri di Rachel vennero sparse in un parco dietro casa sua, era come se fosse venuta via da casa e ora vivesse nei boschi. Furono queste le parole che usò sua zia al funerale, stava cercando di rinascere scoiattolo. Disse che lo aveva desiderato molto quando era in vita, era convinta di riuscirci. Immagino fosse questo, quello che intendeva McCarthy quando diceva che le vite sono una continua rivelazione…è strano imparare cose nuove di Rachel dopo la sua morte. Ma in un certo senso è anche rassicurante!"
Una frase di Greg Gaines (Thomas Mann)
dal film Quel fantastico peggior anno della mia vita - a cura di Giacomo Marangon
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Giulia D'Agnolo Vallan
Il Manifesto

La tua compagna Rachel ha la leucemia. Sua madre pensa che le farebbe bene se tu la frequentassi. Quindi per piacere chiamala e passate un po' di tempo insieme». È con questa frase che, più o meno, comincia Il peggior anno della mia vita (titolo originale: Me Earl and the Dying GirI), leziosa versione indie del melodramma teen alla Colpa delle stelle, raccontata in voce fuori campo dal protagonista, [...] Vai alla recensione »

NEWS
NEWS
lunedì 2 febbraio 2015
 

Si è conclusa ieri la 31a edizione del Sundance Film Festival. Il film più premiato è stato Me & Earl & the Dying Girl di Alfonso Gomez-Rejon, storia di un'amicizia tra un ragazzo disadattato e una giovane malata di leucemia, che ha vinto sia il premio [...]

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