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The Hours

Film 2002 | Drammatico +16 114 min.

Anno2002
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata114 minuti
Regia diStephen Daldry
AttoriMeryl Streep, Nicole Kidman, Julianne Moore, Miranda Richardson, Ed Harris, Jeff Daniels John C. Reilly, Margo Martindale, Stephen Dillane, George Loftus, Charley Ramm, Sophie Wyburd, Lyndsey Marshal, Linda Bassett, Christian Coulson, Michael Culkin, Jack Rovello, Toni Collette, Allison Janney.
TagDa vedere 2002
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +16
MYmonetro 3,21 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Stephen Daldry. Un film Da vedere 2002 con Meryl Streep, Nicole Kidman, Julianne Moore, Miranda Richardson, Ed Harris, Jeff Daniels. Cast completo Genere Drammatico - USA, 2002, durata 114 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +16 - MYmonetro 3,21 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 27 dicembre 2018

Primi piani che sembrano ritratti, un montaggio parallelo e fluido che lega le vicende per parlarci di donne coraggiose e forti che arrivano al punto di sentirsi ingabbiate, ferite, soffocate dai ruoli che la società ha loro imposto. Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Berlino, 5 candidature e vinto 2 Golden Globes, 4 candidature a SAG Awards, a AFI Awards, Al Box Office Usa The Hours ha incassato 41,6 milioni di dollari .

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Consigliato sì!
3,21/5
MYMOVIES 2,67
CRITICA
PUBBLICO 3,74
CONSIGLIATO SÌ
Esibizioni letteraria di problematiche e dolori riferiti a una nicchia umana di cultura esclusiva e aristocratica.
Recensione di Pino Farinotti
Recensione di Pino Farinotti

Dal libro di Michael Cunningham, emergentissimo autore americano già insignito di Pulizter. Storia di tre donne legate dal romanzo "Mrs Dalloway" scritto da Virginia Woolf e letto dalle altre due con risultati devastanti. Prima storia: della stessa Woolf (Kidman, deturpata per assomigliare all'originale), fine anni venti, Inghilterra, quando la scrittrice non riesce ormai più a controllare il suo mortale esaurimento (infatti si annegherà riempiendosi le tasche di sassi). La seconda è quella di Laura (Moore) a Los Angeles 1949, che ha, fra le altre angosce, un marito dolciastro e convenzionale che le fa odiare la vita e il figlio: li abbandonerà per trovare se stessa. Infine ecco Clarissa, editor newyorkese ai giorni nostri, che sostiene un poeta morente di AIDS (che poi è il figlio abbandonato da Laura). Tutte le donne sono rigorosamente lesbiche e gli uomini rigorosamente gay. La qualità letteraria del romanzo si traduce nel più verboso esercizio della storia del cinema, dove l'intelligenza, tanto sottile e snob quanto letteraria (appunto), non riesce mai ad essere afferrata e consumata dallo spettatore. Si assiste a esibizioni di problematiche e dolori riferiti a una nicchia umana di cultura esclusiva e aristocratica che appartiene a così pochi e "particolari" da smarrire un significato che valga per i poveri mortali. Incomprensibili le nove nomination all'Oscar. O meglio, sono comprensibili alla luce dell'ingenuità americana, che spesso confonde ciò che è intelligente e profondo con ciò che è complicato e superfluo. Parliamo di cinema naturalmente. Allo spettatore puoi certamente imporre il dovere e il ricatto della noia (9 nomination! e come fai a dire che non ti piace?), è un gioco assodato di certi autori, ma perché applicare al più bel volto del cinema il più brutto naso della letteratura? Certo, le tre protagoniste sono bravissime, ma si sapeva.

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Stefano Lo Verme

Nel 1923, in Inghilterra, la scrittrice Virginia Woolf, afflitta dalla depressione, inizia la composizione del suo libro La signora Dalloway. Nel 1951, a Los Angeles, la casalinga Laura Brown legge La signora Dalloway e comincia a rivalutare la propria vita. Nel 2001, a New York, l'editrice Clarissa Vaughan è impegnata a preparare una festa in onore del suo amico Richard, un noto poeta malato di Aids.
Opera seconda del regista inglese Stephen Daldry, autore dell'apprezzato Billy Elliot, The hours è tratto dall'acclamato romanzo Le ore, di Michael Cunningham, il quale a sua volta era ispirato al capolavoro letterario di Virginia Woolf, La signora Dalloway. Realizzata nel 2002 e presentata al Festival di Berlino, la pellicola di Daldry ha ottenuto un grande successo presso critica e pubblico, aggiudicandosi il Golden Globe e la nomination all'Oscar come miglior film. Sceneggiato dal commediografo David Hare, che ha trasferito sullo schermo la complessità e il carattere profondamente introspettivo del libro di Cunningham, The hours è suddiviso in tre linee narrative parallele, ambientate in tre periodi diversi; ognuno di questi segmenti è costruito attorno ad una giornata nella vita delle tre donne protagoniste del film, splendidamente interpretate da Meryl Streep, Nicole Kidman e Julianne Moore.
A costituire il punto di contatto delle tre storie del film è Mrs. Dalloway, il romanzo che segnerà in maniera indelebile l'esistenza di ciascuno dei tre personaggi principali: Virginia Woolf (Kidman), che si interroga su come concludere il proprio libro mentre cerca di resistere alla depressione che l'attanaglia; Laura Brown (Moore), una casalinga incinta degli anni '50 che dietro la facciata di una fittizia serenità familiare nasconde una silenziosa disperazione; e Clarissa Vaughan (Streep), un'editrice newyorkese ancora legata al proprio passato e ai rimpianti della giovinezza. E così, mentre Laura legge il romanzo della Woolf e riflette sul proprio presente, Clarissa (che ha lo stesso nome del personaggio della Woolf), soprannominata "signora Dalloway", ripercorre idealmente le vicende della protagonista del libro (anche lei impegnata nei preparativi di una festa). Sebbene separate da distanze abissali nello spazio e nel tempo, le vite di queste tre donne finiranno tuttavia per intrecciarsi secondo vie misteriose e imperscrutabili, che le avvicineranno più di quanto loro stesse non possano immaginare.
La magnifica sceneggiatura riesce a catturare lo spettatore rendendolo partecipe delle emozioni e dei tormenti delle tre donne del film, ciascuna delle quali si trova ad affrontare i propri demoni e a dover fare i conti con l'angoscia che le opprime; la narrazione è costantemente accompagnata dall'avvolgente colonna sonora di Philip Glass, che fa da perfetto contrappunto musicale agli stati d'animo delle protagoniste. In definitiva, The hours si propone come una toccante riflessione sulla felicità, sul significato della vita e sulle "ore" che scandiscono inesorabili il tempo della nostra esistenza. Eccezionali le prove delle tre interpreti, con Meryl Streep e Julianne Moore in stato di grazia e la Kidman (imbruttita dal trucco e con un naso posticcio) che ha vinto il premio Oscar e il Golden Globe come miglior attrice. Nel superbo cast della pellicola, vanno citati anche nei ruoli secondari Ed Harris (il poeta Richard), Miranda Richardson (Vanessa Bell), John C. Reilly, Jeff Daniels, Toni Collette ed Allison Janney.

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Recensione di Caterina Chimenti

Tre episodi ambientati in epoche diverse, tre storie di donne che cercano di speratamente di dare una svolta alla propria vita. Il primo episodio ha per protagonista la scrittrice Virginia Woolf (Kidman) che, negli anni '20, lotta contro la pazzia mentre comincia la stesura del suo celebre romanzo Mrs. Dalloway; il secondo ci mostra la storia di Laura (Julianne Moore), casalinga americana, che negli anni '50 leggendo il romanzo della Woolf decide di cambiare radicalmente vita; l'episodio finale è invece la storia di Clarissa (Meryl Streep), moderna Mrs. Dalloway innamora ta di un poeta malato di Aids. Il film ha ottenuto 2 Golden Globes nel 2003: miglior film e miglior attrice (una irriconoscibile Nicole Kidman nei panni di Virginia Woolf).

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Recensione di Alessandra Montesanto

1923: in un sobborgo di Londra. Una donna inizia a scrivere un romanzo. Si tratta di Virginia Woolf e del suo famoso Mrs. Dalloway. Dopo una visita della sorella, mamma di tre figli e lingua tagliente, la scrittrice cade in depressione e da questo momento la sua vita e la sua Arte si influenzeranno a vicenda fino ad una scelta estrema da parte della donna. 1952: Los Angeles. Laura Brown legge avidamente il romanzo Mrs. Dalloway. Laura e' incinta del secondo figlio, ma si sente triste e sola; si prende cura del marito, eroe di guerra, e del suo primogenito, ma fa fatica ad accettare i ruoli di madre e moglie. Tocca il fondo, Laura, vorrebbe morire. Ma, leggendo il libro della Woolf, ritrova in se stessa il coraggio di andare avanti e di cambiare la propria vita. 2002: New York. Clarissa vuole organizzare una festa in onore di Richard, suo grande amore, che sta per morire di AIDS. Richard e' un poeta e chiama Clarissa "la sua Mrs. Dalloway". Alla fine del film capiremo il significato di questo soprannome, ma solo dopo il suicidio del poeta. Una Nicole Kidman, invecchiata e imbruttita per questo film in concorso alla Berlinale, inarca il suo famoso sopraciglio per narrare la storia di Virginia Woolf, le sue inquietudini, le sue idee rivoluzionarie e prefemministe, il suo bisogno lacerante di vivere di istinto. Juliane Moore e Maryl Streep, intense e bravissime, fanno da specchio riflettente della scrittrice. Primi piani che sembrano ritratti, un montaggio parallelo e fluido che lega le vicende per parlarci di donne coraggiose e forti che arrivano al punto di sentirsi ingabbiate, ferite, soffocate dai ruoli che la società ha loro imposto; ingabbiate, ferite e soffocate anche a causa delle passioni che provano. La musica che accompagna il racconto introduce le emozioni delle protagoniste: i sensi di colpa, le frustrazioni, la rabbia. Si tratta di donne che decidono di non essere vittime, che tutelano il senso della dignita' e che decidono, anche a costo di soffrire; che decidono, anche a costo di morire.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 11 febbraio 2013
Gerardo Monizza

Gerardo Monizza Credere che un libro possa influire sulla vita di chi lo scrive e – soprattutto – di chi lo legge e lo leggerà è un desiderio di onnipotenza che gli scrittori neanche celano. Eppure, se qualche libro ha cambiato il corso degli eventi di un’epoca, si può accettare che “Mrs. Dalloway” abbia segnato l’esistenza di almeno tre [...] Vai alla recensione »

Frasi
Non si può trovare la pace sottraendosi alla vita.
Una frase di Virginia Woolf (Nicole Kidman)
dal film The Hours - a cura di Ventoacqua
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Il romanzo dei destini incrociati. Tre donne, in tre epoche diverse, condividono la brutta esperienza di sentirsi estranee alla propria vita. Una è Virginia Woolf (Nicole Kidman): mentre combatte contro la depressione che la condurrà al suicidio, riesce tuttavia a scrivere il suo grande Mrs. Dalloway. La seconda, Clarissa (Meryl Streep), abita nella New York di oggi, ha una figlia grande, convive con [...] Vai alla recensione »

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martedì 30 settembre 2008
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