| Titolo originale | Where the Wild Things Are |
| Anno | 2009 |
| Genere | Fantastico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 101 minuti |
| Regia di | Spike Jonze |
| Attori | Max Records, Catherine Keener, Mark Ruffalo, Lauren Ambrose, Chris Cooper, James Gandolfini Catherine O'Hara, Forest Whitaker, Paul Dano, Tom Noonan, Alice Parkinson, Michael Berry Jr, Robby D. Bruce, Steve Mouzakis, Ryan Corr. |
| Uscita | venerdì 30 ottobre 2009 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,47 su 16 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 20 gennaio 2010
Max, un bambino solitario, chiuso nella sua cameretta inizia a fantasticare e intraprende un viaggio meraviglioso nella terra delle Creature Selvagge. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Golden Globes, 4 candidature a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Nel paese delle creature selvagge ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 610 mila euro e 281 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Max è un bambino come molti irrequieto, ha una sorella più grande che, come capita spesso, non gli dà molta attenzione e una madre sola che come tante cerca di rifarsi una vita con altri uomini. Un giorno, a seguito di una serie di delusioni prima dalla sorella e poi dalla madre, esplode dalla rabbia e viene per questo redarguito. Insofferente scappa di casa finendo, dopo un tragitto in barca a vela, in una terra desolata e arida dove trova dei giganteschi mostri dal cuore anche troppo umano che credono a tutto quello che dice e lo incoronano loro re, almeno fino a quando le sue promesse di spazzare via la tristezza dalla loro vita non si rivelano mendaci.
Il libro illustrato di Max Sendack da cui il film prende quasi tutto, Where the wild things are, è un'opera tanto conosciuta e amata (nel mondo anglosassone) quanto breve. Un libricino per bambini che ha più di un perchè anche per i grandi e che doveva diventare un film di almeno un'ora e mezza, impresa non semplice per la quale viene scritturato Spike Jonze (e Dave Eggers alla sceneggiatura), il quale impiega 7 anni per capire come allargare la storia e come poter trasferire sullo schermo quella strana malinconia che pervade i disegni del libro.
La produzione però attraversa molti problemi, compresa una certa sfiducia da parte di chi i soldi ce li mette verso i toni dark che Jonze infonde nel film e alla fine il risultato come spesso capita sembra risentirne.
Nonostante infatti un inizio formidabile e una quantità di idee, intuizioni e creazioni che non hanno nulla di ordinario ma appartengono alle pagine migliori dell'arte cinematografica, l'insieme dell'opera, cioè il final cut, risulta un ibrido anche un po' noioso tra diverse intenzioni (probabilmente quelle del regista e quelle dei produttori), un pasticcio a più mani che non accontenta nessuno, tantomeno quel pubblico infantile tanto cercato dalla produzione.
Il film affronta la disillusione infantile, trasferendo la rabbia che Max ha in corpo per la frustrazione e l'incredibile solitudine che prova nella sua vita vera (lo vediamo in quelle poche ma significative scene iniziali) nelle personalità fastidiose e rabbiose delle creature selvagge. Girando in esterni nei vasti spazi australiani e quasi sempre all'ora del tramonto Jonze trova una dimensione sospesa che rende perfettamente l'equilibrio tra fantasia e realismo, donando un senso panico ad ogni scena. Ancora di più il regista già responsabile di raffinatezze come Il ladro di orchidee e Essere John Malkovich riesce a contaminare ogni inquadratura con una tensione drammatica che ha poco a che vedere con una favola rassicurante rendendo complessi e sfaccettati anche semplici scambi di sguardi.
Tutto questo però rimane nel reame delle intenzioni perchè poi non ce n'è attualizzazione per colpa di una struttura e un'organizzazione del racconto che disperdono le trovate invece che coalizzarle verso un unico fine. Verso metà tutto sembra perdersi, la noia comincia a regnare e anche la ricercata colonna sonora sembra appiccicata per risolvere la stagnante stanchezza in cui il film precipita inesorabilmente.
Tutto ciò che doveva essere la seconda parte di film, ovvero il viaggio all'interno di Max (e per esteso della psicologia infantile) attraverso la metafora delle creature selvagge, si perde e al massimo può colpire alla testa ma di certo non al cuore.
A dirigere il film è Spike Jonze, il regista di Essere John Malkovich che ha divorziato da Sofia Coppola, figlia di Francis Ford, e va matto per lo skateboard. Jonze che è considerato uno dei talenti più originali di Hollywood ha avuto dalla compagnia di distribuzione americana una grossa responsabilità, quella di realizzare la versione cinematografica di un libro tra i più amati della letteratura statunitense, edito in Italia da Babalibri, che per primo parlò al grande pubblico della rabbia e della frustrazione dei teenager. Costato 80 milioni di dollari, e girato interamente in una foresta vicino Melbourne, in Australia, Nel paese delle creature selvagge ha avuto una lavorazione non facile iniziata più di dieci anni fa. In molti infatti hanno provato a raccontare questa storia al cinema. Perfino John Lasseter, il cofondatore della Pixar, provò a fare un cartone animato sul libro di Sendak negli anni '80. Jonze che ha impiegato un anno per rimontare il film, di cui non era troppo soddisfatto, ha deciso di utilizzare gli effetti di computer grafica solo per ritoccare le strane creature incontrate da Max, girando tutto il film in live-action e puntando l'attenzione sul protagonista, il piccolo Max Records, e le voci dei mostri che eleggono il bambino loro re del divertimento. Attori di grande bravura e timbro profondo come James Gandolfini e Forest Whitaker, e nella versione italiana come Pier Francesco Favino.
PERCORSI DIDATTICI
Cosa fai quando sei arrabbiato con i tuoi genitori?
Hai mai fatto dei dispetti a mamma e papà o ai tuoi fratelli perché sentivi di essere stato offeso da loro?
Per cosa vieni sgridato di solito? Vieni mai messo in castigo? Se sì quale?
Pensi che urlare e distruggere gli oggetti sia una cosa normale da fare quando si è arrabbiati?
Se fossi Max e stessi nel paese con le creature, torneresti a casa o rimarresti con loro?
Quale delle creature ti piace di più e perché? Pensi di saper descrivere il carattere di ognuna di loro?
Questo di Jonze è un film per l’essere umano, colto in qualsiasi momento o età della vita, messo davanti a uno schermo faccia a facciona con le proprie creature selvagge. Il circa dodicenne Max, bambino vivace con retrogusto malinconico, come sa essere il suo film, scappa di casa, attraversa un oceano con una barchetta a vela, e approda nel Paese delle Creature Selvagge.
Il più appassionato - e pericoloso - è una specie di enorme leone cornuto che è insieme un artista e un potenziale assassino. La più amichevole e materna, una scimmiona dalla lunga chioma capace di nascondere il piccolo Max... in fondo alle proprie fauci, a evitare rischi maggiori. Poi ci sono gli altri: un pappagallo gigante e zelante; una capretta frustrata e saccente; una rinocerontessa infida e [...] Vai alla recensione »