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Il regista di "300", Zack Snyder, ha detto: "Io ho una mia teoria sui film, e cioè che se non è sexy, fottutamente violento e fottutamente fico, perché dovrei andare al cinema! Se io mi trovo davanti allo schermo come faccio a non addormentarmi se qualcuno non ammazza qualcun altro?". Ora vi chiedo: pensate che questo sia il cinema? Sembra che ormai le uniche emozioni che si possono provare andando al cinema siano il divertimento o l’esaltazione. Ma sono solo queste le emozioni che esistono? Bastano davvero soltanto la violenza e gli effetti speciali per emozionare? Dai risultati di questo film al botteghino, sembra di sì. Questo succede perché pochi considerano il cinema la settima arte, e molti invece lo considerano puro intrattenimento. E’ vero che il divertimento fine a se stesso non è da condannare, ma è anche vero che non deve essere scambiato per il cinema. "300" è un film di guerra epico, okay, ma in cui manca lo spessore dei personaggi, ridotti a dei guerrieri palestrati che pronunciano battute ad effetto di una retorica irritante, parolone cariche di forza, onore, patriottismo… Ma sono così poche le sfaccettature di una personalità? Un guerriero è pur sempre un uomo, non può solo parlare come se leggesse il libro delle frasi eroiche fatte! "300" punta sull’esteriorità, su un grosso spettacolo fine a se stesso: l'esaltazione di tutto ciò che di macho e grandioso c'è. Ma oltre i pettorali c’è il nulla. “300” è una pellicola vuota, che giostra su dei soldati-burattini che il regista si diverte a far massacrare. Non sono solo le scenografie digitali ad essere finte, ma soprattutto i protagonisti, manichini scolpiti che si uccidono; e Snyder se la spassa a mostrarci le morti più cruente, prolungando il momento con interminabili ralenti. Ma non esiste sono il ralenti per rendere una scena spettacolare. I veri registi ci riescono con le sole inquadrature e con il montaggio. Snyder non usa l'effetto speciale al fine del film, ma il film al fine dell'effetto speciale. Fa violenza gratuita di cui si compiace, giustificando tutto con un finto eroismo. Questo giocattolone fa breccia su un pubblico spesso ipnotizzato da videogame e videoclip. La fotografia bronzea di questo film non può certo passare in primo piano rispetto a quello che dovrebbe distinguere i film dai videogiochi, degli uomini da delle macchine da guerra, ossia lo spessore dei personaggi. Per poco in sala non ci portavano il joystick. “Ma “300” è tratto da un fumetto! Ed è anche fedele ad esso!”, ho letto. Un film, però non si giudica mai in base all’opera da cui è tratto, che sia un romanzo, un fumetto, ecc. Un film si esprime con un linguaggio proprio, diverso da qualsiasi altra fonte scritta. Inoltre, dato che ogni regista dovrebbe essere Autore del proprio film (così come Miller lo è del suo fumetto), dovrebbe far sentire la sua presenza, non limitandosi a fare fotocopie in celluloide del fumetto. Di kolossal epici ben fatti ce ne sono, e si rimpiangono infatti film come “Spartacus” del grande Kubrick o il recente “Il gladiatore", in cui oltre alle gesta eroiche c'erano degli esseri umani. Il tempo ripulisce i film sopravvalutati come “300”: i veri film restano sui libri di storia del cinema, questi restano sui libretti degli assegni. Un giorno l'"innovazione" digitale, se eccessiva, potrebbe distruggere la più grande caratteristica del cinema: rendere veri i sogni. I veri autori, infatti, non hanno bisogno di schede grafiche potenti per far sognare i loro spettatori.
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nico
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venerdì 21 settembre 2007
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parallelo musica?
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Sono d'accordo sul fatto che l'innovazione digitale possa deturpare, se utilizzata male, il bello del cinema. Purtroppo credo sia un processo in atto da tempo. L'unico auspicio è che permanga la fantasia, l'estro di chi il film "lo crea" davvero, utilizzando i mezzi della tecnologia appunto come mezzi, e non come fini. Aprendo una parentesi su un'altra arte,possiamo notare che tale fenomeno ha già caratterizzato sempre più, seppur con peculiarità diverse ma in fondo non troppo,la musica degli ultimi anni, dove a mio parere il genio scarseggia mentre le tecnologie sono sempre più avanzate. E si ricorre,proprio perché la fantasia sembra esaurirsi,a continue rivisitazioni e cover di canzoni memorabili.
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Sono d'accordo sul fatto che l'innovazione digitale possa deturpare, se utilizzata male, il bello del cinema. Purtroppo credo sia un processo in atto da tempo. L'unico auspicio è che permanga la fantasia, l'estro di chi il film "lo crea" davvero, utilizzando i mezzi della tecnologia appunto come mezzi, e non come fini. Aprendo una parentesi su un'altra arte,possiamo notare che tale fenomeno ha già caratterizzato sempre più, seppur con peculiarità diverse ma in fondo non troppo,la musica degli ultimi anni, dove a mio parere il genio scarseggia mentre le tecnologie sono sempre più avanzate. E si ricorre,proprio perché la fantasia sembra esaurirsi,a continue rivisitazioni e cover di canzoni memorabili. Mi domando con un pò di preoccupazione se ci stiamo approssimando ad una mera riproposizione di opere già di per sè perfette e geniali, perché quello che si crea ex novo è purtroppo spesso di scarsa qualità.
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andrea
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lunedì 24 settembre 2007
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certo, lo stesso succede per la musica
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E' vero, lo stesso sta accadendo per quell'altra fantastica arte che è la musica. Ormai la musica non la fanno più gli strumenti, ma un computer. Programmi televisivi in cui compare solo il cantante, senza un gruppo dietro, e che canta su una base, lo dimostrano. Questo accade anche perché chi non ascolta la musica intendendola come espressione artistica, ma come passatempo, fa attenzione solo alla linea vocale. La base fatta di una batteria, un basso, una o più chitarre, e, se c'è, una tastiera, non importa. Lo dico anche per esperienza personale, dato che suono da diverso tempo. Una delle cause fondamentali è stata la mediocre televisione dell'ultimo trentennio, che ha contaminato il cinema (iniziando a far perdere i connotati della settima arte, confondendoli con quelli televisivi), e la musica, con i video musicali, che hanno contribuito a creare la concezione di musica-moda d'abbigliamento.
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nico
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mercoledì 26 settembre 2007
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il perché del parallelo 1
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Ho tirato fuori l'argomento della musica in quanto non raramente, per esempio, mi trovo a parlare con persone che esclamano "fica questa NUOVA CANZONE!!!" - vedi "take a look at my girlfriend" dei Supertramp in versione R
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nico
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mercoledì 26 settembre 2007
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il perché del parallelo 2
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I due esempi che ti ho riportato sono riferiti al pubblico ed ai mass media. Ma il problema investe anche la musica in senso proprio, dove gli artisti "originali" sono davvero contati. Forse è solo una mia pessimistica impressione per cui spero di essere smentito. Saluti.
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nico
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mercoledì 26 settembre 2007
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il perché del parallelo 1.1(se ce la faccio)
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ho capito l'arcano: dopo la "e commerciale" il commento viene cancellato. Dicevo allora (per la terza volta): in versione R "and" B uscita questa estate. Al che preciso solo che la canzone non è proprio di questa estate ed a farla fu un altro gruppo e con un altro titolo, alcuni reagiscono bene, anzi apprezzano la precisazione, altri invece restano piccati per essere stati corretti. Dispiace un pò per tali lacune. Un altro episodio(forse più grave) che mi ha fatto riflettere è l'affermazione diffusa in più occasioni dai mass media inerente Mika, reputato "il nuovo F.Mercury"(quella volta caddi dalla seggiola). Ora mi chiedo chi medita tale cavolate. A mio parere Lennon, Mercury Gilbert, Dylan e pochi altri dovrebbero meritare più considerazione.
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ho capito l'arcano: dopo la "e commerciale" il commento viene cancellato. Dicevo allora (per la terza volta): in versione R "and" B uscita questa estate. Al che preciso solo che la canzone non è proprio di questa estate ed a farla fu un altro gruppo e con un altro titolo, alcuni reagiscono bene, anzi apprezzano la precisazione, altri invece restano piccati per essere stati corretti. Dispiace un pò per tali lacune. Un altro episodio(forse più grave) che mi ha fatto riflettere è l'affermazione diffusa in più occasioni dai mass media inerente Mika, reputato "il nuovo F.Mercury"(quella volta caddi dalla seggiola). Ora mi chiedo chi medita tale cavolate. A mio parere Lennon, Mercury Gilbert, Dylan e pochi altri dovrebbero meritare più considerazione. Il bisogno di vendere dovrebbe avere più "pudore"(so che quel che dico è velleitario)..ma ciò non sembra rientrare in un certo tipo di "commercio".
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nico
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mercoledì 26 settembre 2007
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complimenti x la risp. a l.pixel
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Porca mignotta Andrea sei davvero bravo. Cazzo mi sono quasi commosso. Lo dico senza ironia. A parte la tua preparazione ed il linguaggio che usi, che è èstrememante cristallino e "va via" come l'olio, a differenza mia hai pure il notevolissimo pregio di non offendere mai nessuno anche quando leggi delle castronate o ricevi delle offese. Sei ammirevole e ti faccio i miei più sinceri auguri per le ambizioni(suppongo quali)che hai.
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andrea
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giovedì 27 settembre 2007
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grazie
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Ti ringrazio per i complimenti che mi fai. Sì, in effetti le ambizioni ci sono, e non resterai sorpreso se ti dico che riguardano il cinema, e in particolare la regia, nella quale mi sono cimentato più volte "per hobby" (ho 20 anni). Naturalmente sono consapevole delle difficoltà che questo sogno comporta, però l'ambizione non va via, e se non si riesce a fare cinema, anche scrivere di cinema andrebbe benissimo... Per quel che riguarda la musica, credo che il 90 percento delle canzoni attualmente in circolazione sia fatto di plagi volontari o involontari di pezzi del passato; questo è ovvio se si utilizzano sempre gli stessi banali giri di accordi e non si sperimenta. Mercury e Dylan sono come Kubrick e Bergman, non li vediamo più in giro, e ho paura che non li vedremo più.
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Ti ringrazio per i complimenti che mi fai. Sì, in effetti le ambizioni ci sono, e non resterai sorpreso se ti dico che riguardano il cinema, e in particolare la regia, nella quale mi sono cimentato più volte "per hobby" (ho 20 anni). Naturalmente sono consapevole delle difficoltà che questo sogno comporta, però l'ambizione non va via, e se non si riesce a fare cinema, anche scrivere di cinema andrebbe benissimo... Per quel che riguarda la musica, credo che il 90 percento delle canzoni attualmente in circolazione sia fatto di plagi volontari o involontari di pezzi del passato; questo è ovvio se si utilizzano sempre gli stessi banali giri di accordi e non si sperimenta. Mercury e Dylan sono come Kubrick e Bergman, non li vediamo più in giro, e ho paura che non li vedremo più. La realtà dei fatti è che l'arte in generale è in declino ormai, perché la sensibilità artistica sta scomparendo, a favore di una visione del mondo troppo pragmatica per i miei gusti. La fantasia è indispensabile.
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nico
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giovedì 27 settembre 2007
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20 anni? non te li avrei dati.
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Cavolo a 20 anni ci sono ragazzi "che non sanno distinguere "un culo da un buco per terra"(Citazione dal film "Una calibro20 per lo specialista", se non ricordo male); sono contento ci siano persone come te. Saluti.
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vale '93
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sabato 14 giugno 2008
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grazie tante!
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Ciao andrea,ti ringrazio molto per avermi risp...Credevo di essere l'unica(Beh,nn proprio)a cui nn piacesse qst film e invece trovo sempre più persone come me...Meno male!!!Ora ti saluto..Ciaooo!
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