| Titolo originale | The Queen |
| Anno | 2006 |
| Genere | Biografico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Stephen Frears |
| Attori | Helen Mirren, Michael Sheen, James Cromwell, Sylvia Syms, Alex Jennings, Helen McCrory . |
| Uscita | venerdì 15 settembre 2006 |
| Tag | Da vedere 2006 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,62 su 18 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 3 febbraio 2014
Argomenti: Royal Family
Il primo ministro Tony Blair e la Regina Elisabetta II, dopo la morte della Principessa Diana. Il film ha ottenuto 5 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato a Venezia, 4 candidature e vinto 2 Golden Globes, 4 candidature e vinto un premio ai Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, In Italia al Box Office The Queen - La regina ha incassato 2 milioni di euro .
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La morte improvvisa della Principessa Diana, nell'agosto del 1997, lascia costernato il popolo britannico e attonita la famiglia reale. La tragedia non manca di coinvolgere, emotivamente e politicamente, il governo inglese e il neoeletto Primo Ministro Tony Blair. La separazione dal Principe Carlo, la controversa storia con Dodi Al Fayed, l'incidente mortale che spegne Diana in un tunnel di Parigi mettono a dura prova il protocollo "di corte". Elisabetta II, erede della tradizione vittoriana, incapace di gestire la vita pubblica di Diana, mostra un identico imbarazzo nel gestirne la dipartita. Il rifiuto della Regina di esibire la bandiera a mezzasta sopra i salotti di Buckingham Palace, di dichiarare pubblicamente il proprio cordoglio e la fuga nel castello scozzese di Balmoral, mettono a dura prova la sua popolarità. L'intervento di Blair e la volontà della Regina di comprendere e contenere la reazione degli inglesi al lutto, condurranno ai funerali pubblici di Diana e al ritrovato consenso di Sua Altezza Reale.
Immediatamente dopo Mrs Henderson Presenta, Stephen Frears torna a riferirci di una Signora, anche lei di sangue blu ma decisamente meno flessibile e mondana: Elisabetta II, Regina degli inglesi e suocera della defunta Principessa Diana. Con un gusto tutto english e una grazia tutta sua, Frears coglie la relazione tra la Regina e la Principessa nel momento del collasso. L'assenza di Diana conferma tutta la difficoltà emotiva di Elisabetta, congelata nella tradizione e incapace di intuire la portata emozionale degli eventi che, suo malgrado, accendono di nuovo i riflettori dei media sulla reale famiglia. Diana fu davvero la "principessa del popolo", amata e adorata perchè sempre esibita. Elisabetta è al contrario implosa, nobilmente riluttante all'esibizione del sentimento. Il regista inglese le fa incontrare e dialogare tra fiction e immagini di repertorio, al di là dei protocolli e della stampa sciacalla, che non risparmiò di cavalcare il sentimento anti-monarchico che agitava i cuori inglesi all'indomani della morte di Diana. A garantire il futuro della famiglia reale Frears introduce Tony Blair, un autentico gentleman progressista in grado di cogliere il cordoglio della sua nazione e il desiderio di esprimerlo pubblicamente. Ma il Primo Ministro, almeno quello di Frears, intuisce pure la bellezza della modernità di Diana e allo stesso tempo l'istituzionalità del conservatorismo di Elisabetta. Il ritratto della sovrana di Helen Mirren è puntuale e profondamente commovente nello sguardo turbato sull'ultimo applauso a Diana. A Diana che rilancia da un inserto di repertorio la sua sfida democratica al vecchio mondo.
La drammatica morte di Diana è stata quasi sempre affrontata come un fenomeno di costume, spesso dando spazio a illazioni e pettegolezzi da rotocalco gossipparo; Frears sembra voler invece capire il peso che quell'evento ha avuto nella storia della Gran Bretagna, ma la cosa che meglio gli è riuscita è il tratteggio sfaccettato ( e non unilaterale ) della regina: una sovrana [...] Vai alla recensione »
Anarchy in U.k., profetizzarono i Sex Pistols. Se la regina Elisabetta II d'Inghilterra, la notte del 20 luglio 1981, avesse osservato tra la folla sterminata l'effetto che il cielo sopra Hyde Park stava producendo sui volti incantati e ormai mutanti dei suoi sudditi, e di un miliardo di extra commonwelthiani collegati in mondovisione, non solo si sarebbe congratulata in maniera speciale con l'autore [...] Vai alla recensione »