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giuseppe boffa
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sabato 1 settembre 2007
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un tarantino d'annata per un cult-movie doc
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Un Tarantino d'annata per un cult-movie DOC. Come è nel suo stile, le vite dei personaggi dei film di Tarantino si intrecciano e gli attori, tutti di primissimo livello, si ritagliano uno spazio da protagonista. Unico neo rimane il titolo, che fa intuire chi sarà ad uscirne "vincente" da una complessa serie di guai: Jackie Brown, appunto! E dal maestro dei "colpi di scena" non ce lo saremmo propio aspettato che il finale fosse così scontato, anche perchè la trama è come al solito, ben articolata, resa ancora più godibile da una linearità insolita per il regista! Niente flashback, nessun capovolgimento temporale della storia, tutto scorre in modo elementare e lineare, come i classici di un tempo pur essendo innovativo ed originale.
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Un Tarantino d'annata per un cult-movie DOC. Come è nel suo stile, le vite dei personaggi dei film di Tarantino si intrecciano e gli attori, tutti di primissimo livello, si ritagliano uno spazio da protagonista. Unico neo rimane il titolo, che fa intuire chi sarà ad uscirne "vincente" da una complessa serie di guai: Jackie Brown, appunto! E dal maestro dei "colpi di scena" non ce lo saremmo propio aspettato che il finale fosse così scontato, anche perchè la trama è come al solito, ben articolata, resa ancora più godibile da una linearità insolita per il regista! Niente flashback, nessun capovolgimento temporale della storia, tutto scorre in modo elementare e lineare, come i classici di un tempo pur essendo innovativo ed originale. In ogni caso rimane un capolavoro e con una colonna sonora da oscar.
Come Pulp Fiction, Jackie Brown più lo si guarda, più lo si apprezza, un pò come la torta della nonna, la prima fetta è buona, ma assaggiando la seconda, capisci che non ne trovi una uguale in pasticceria.
Per tutti gli amanti di Tarantino, accetto commenti, impressioni, critiche, opnioni, soprattutto chicche e curiosità sui suoi films. Sarei lieto di conoscere particolarità di questo genio definito da molti in modo dispregiativo "pulp" e "trash", ma che secondo me, come tutti gli artisti contemporanei è giudicato in modo superficiale al momento e si apprezzerà il suo lavoro, ahimè quando non sarà più un contemporaneo. Quindi scrivetemi: giuseppeboffa@katamail.com
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everlong
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mercoledì 9 febbraio 2011
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un tarantino più "normale"
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Sicuramente Jackie Brown non verrà ricordato come il masterpiece di Tarantino, ma nel complesso è buon film. Il più "normale" del regista americano e ingiustamente sottovalutato. Pur uscendo dalla logica di una estetica fatta di eccessi e di intemperanze visive, Jackie Brown rientra pienamente nello stile tarantiniano, nella sceneggiatura (iper-tarantiniana anche se tratta da un romanzo di Elmore Leonard), nelle atmosfere anni '70 della blaxploitaition (il film è un vero e proprio omaggio a questo genere), nella regia certamente più classica ma indubbiamente riconoscibile (si pensi alla scena della consegna, al riavvolgimento della narrazione per ben tre volte combinando tre punti di vista diversi).
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Sicuramente Jackie Brown non verrà ricordato come il masterpiece di Tarantino, ma nel complesso è buon film. Il più "normale" del regista americano e ingiustamente sottovalutato. Pur uscendo dalla logica di una estetica fatta di eccessi e di intemperanze visive, Jackie Brown rientra pienamente nello stile tarantiniano, nella sceneggiatura (iper-tarantiniana anche se tratta da un romanzo di Elmore Leonard), nelle atmosfere anni '70 della blaxploitaition (il film è un vero e proprio omaggio a questo genere), nella regia certamente più classica ma indubbiamente riconoscibile (si pensi alla scena della consegna, al riavvolgimento della narrazione per ben tre volte combinando tre punti di vista diversi). Tuttavia, è altrettanto vero che il film è decisamente lungo e a volte dà la sensazione che ci si soffermi troppo su scene in fondo non necessarie, che fanno perdere ritmo e agilità all'incedere della trama. Per questo, alti e bassi si alternano con sfumature più soft rispetto al Tarantino di Pulp Fiction o Kill Bill, con dialoghi in cui sarcasmo e cinismo sono presenti ma un po' più ovattati e meno "illuminanti" rispetto alle attese e alle pretese dell'esigente cinefilo tarantiniano. Ciononostante Jackie Brown rimane un film godibilissimo, con spunti geniali, un intreccio fatto di complotti, giri e raggiri davvero intricato e con un cast azzeccato (solo De Niro sembra un po' fuori posto), che riesce perfettamente a suggerire i contesti e le ambientazioni del cinema blax degli anni 70.
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cineamatore
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lunedì 11 ottobre 2010
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la blaxploitation secondo quentin
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Il cineasta di Knoxville ha ancora una volta fatto centro utilizzando,per la delizia dello spettatore,la sua enorme cultura cinematografica rivolta in questo caso a un genere da molti dimenticato..Tarantino ridà vita non solo alla blaxpoloitation tanto in voga negli anni 70,ma ripropone Pam Grier,dea nera che rese celbre il genere(su tutti il film "Coffy "tanto amato dal regista),in una pellicola che esalta meno le ossessioni del regista ma che cmq riesce a incantare facendo emergere il suo genio in una molteplicità di elementi stilistici...Sotto le note blues dei "Delfonics" Jeckie Brown(Pam Grier),un hostess poco appagata dai guadagni della sua attività,si trova immischiata in una "sporca faccenda" col poco affidabile quanto inesperto trafficante d'armi Ordell Robbie(Samuel L.
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Il cineasta di Knoxville ha ancora una volta fatto centro utilizzando,per la delizia dello spettatore,la sua enorme cultura cinematografica rivolta in questo caso a un genere da molti dimenticato..Tarantino ridà vita non solo alla blaxpoloitation tanto in voga negli anni 70,ma ripropone Pam Grier,dea nera che rese celbre il genere(su tutti il film "Coffy "tanto amato dal regista),in una pellicola che esalta meno le ossessioni del regista ma che cmq riesce a incantare facendo emergere il suo genio in una molteplicità di elementi stilistici...Sotto le note blues dei "Delfonics" Jeckie Brown(Pam Grier),un hostess poco appagata dai guadagni della sua attività,si trova immischiata in una "sporca faccenda" col poco affidabile quanto inesperto trafficante d'armi Ordell Robbie(Samuel L.Jackson,ancora una volta scelto da Tarantino,e ancora una volta su standard altissimi)che approfitta della donna per contrabbandare denaro,fino a quando Jackie non finisce nel mirino di due agenti federali pronti ad incastrare il malviventente se non fosse per un ingegnoso piano che vedrà la donna unica trionfatrice...Un importante ruolo nella vicenda lo ha Max Cerry(Robert Forster)un garante di cauzioni che si innamorerà di Jackie aiutandola a realizzare il suo piano..Ad arricchire il film uno splendido Robert De Niro che interpreta Louis Gara il socio di Ordell,un criminale di vecchia data un po rincoglionito che rappresenta dal mio punto di vista il personaggio più interessante e divertente del film,che da vita insieme a Melanie(Briget Fonda)una delle donne di Ordell,a una splendida gag finale in pieno stile Tarantino...Per il resto splendidi i dialoghi,poche le citazioni rispetto a kill bill o pulp fiction se non fosse per il fatto che il film stesso è una citazione,risplendono come sempre le inquadrature-feticcio di Tarantino:dalla splendida scena in qui Melanie accarezza coi piedi il bicchiere di Louis,all'inquadratura dal bagagliaio che ha fatto la storia a partire da"Le iene",arrivando alla scena in cui Jeckie è in bagno a sistemare il denaro altra costante del regista nelle sue opere...Consiglio finale per i"Tarantiniani" e non: ,a prescindere dalle critichenegative,il film offre tanto divertimento,azione,emozione(non capita spesso con quentin),e sopratutto mette a nudo tanti elementi dell 'universo di tarantino che,per chi ama il cinema,è sempre bene cogliere..FILM ASSOLUTAMENTE DA VEDERE
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oblivion7is
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domenica 28 agosto 2011
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bellissimo, lineare, piacevolmente sotto le righe
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Quando il film è di Tarantino, sai già a cosa stai per assistere: droga, "fuck", malavita, armi, sangue, montaggio incasinato ma non troppo, eccetera. Invece il nostro regista italoamericano ci propina una deliziosa e linare commedia criminale sottotono, a differenza di tutti i lavori di Tarantino, sorprendendoci. Ed è forse per questo che annovero questa pellicola come la seconda migliore di Tarantino dopo Pulp Fiction (segue Bastardi Senza Gloria), proprio perché è originale ed atipica. È tutto fuorché un film di genere (lo definirei una commedia per quante risate ho fatto, ma sarebbe riduttivo), con un cast eccellente, una sceneggiatura ottima ed un montaggio altrettanto buono (in particolare nella tripla scena del camerino), ma soffermiamoci sulla trama.
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Quando il film è di Tarantino, sai già a cosa stai per assistere: droga, "fuck", malavita, armi, sangue, montaggio incasinato ma non troppo, eccetera. Invece il nostro regista italoamericano ci propina una deliziosa e linare commedia criminale sottotono, a differenza di tutti i lavori di Tarantino, sorprendendoci. Ed è forse per questo che annovero questa pellicola come la seconda migliore di Tarantino dopo Pulp Fiction (segue Bastardi Senza Gloria), proprio perché è originale ed atipica. È tutto fuorché un film di genere (lo definirei una commedia per quante risate ho fatto, ma sarebbe riduttivo), con un cast eccellente, una sceneggiatura ottima ed un montaggio altrettanto buono (in particolare nella tripla scena del camerino), ma soffermiamoci sulla trama. L'ignobile e sporco Samuel L. Jackson interpreta un bruto venditore di armi di nome Ordell con un misteriodo deposito in Messico: grazie alla hostess che dà il nome al film riesce ad averne un po' pezzo per pezzo, ma lei, a causa di una soffiata di un amico che poi Ordell uccide, viene arrestata. Un cauzionista la tira fuori sotto l'ordine del nostro venditore d'armi, e se ne innamora. A questo punto Jackie, sincera solo con il cauzionista, deve cercare di ingannare sia Ordell che la polizia, per poi scappare in Spagna. Divertentissimo, con poca azione e poco sangue (però su sei protagonisti, tre muoiono nell'ultima mezz'ora abbondante). De Niro insolito in un ruolo da attore bravino, interpretato in modo bravino, ovvero l'amico di Ordell; Samuel L. Jackson personaggione eccellente ma agghiacciante; Forster il pezzo minore del combo, ma comunque nominato all'oscar per il ruolo (misteri dell'Academy... o soldi?); la Grier fenomenale, uno dei migliori personaggi femminili del cinema anni '90 oserei dire; Keaton in un piccolo, simpatico ruolo; e concludiamo in bellezza con la bella Fonda in un ruolo a tratti malizioso, reso tale forse dal feticismo dei piedi di Tarantino, che inquadra sempre le dilei gambe e scarpe, a tratti quasi cattivo. Ma questo film perché è così atipico, così poco tarantiniano benché la sua firma sia così evidente? Beh, a causa del fatto che è tratto da un libro non suo, ma che sembra suo per la realizzazione delle scene e della sceneggiatura, ovviamente modificata per adattarsi alle esigenze del regista. Più o meno come "Shining", film in cui è nota la delusione di King sul film, e Stanley "Genio" Kubrick gli ha risposto "Beh, mica era un capolavoro il libro".
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d. leo's
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lunedì 21 gennaio 2013
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alternativo
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Già, alternativo è il Maestro Quentin Tarantino, regista e sceneggiatore del film in questione. "Jackie Brown" è il terzo lungometraggio diretto per mano sua dopo "Le Iene" e "Pulp Fiction"; e allo stile che a noi fans piance definire "pulp" ai gangstern movie che già avevamo visto nei film precedenti, in "Jackie Brown" subentra sempre il genere noir, ma molto più romantico, visto che c'è spazio anche per una piccola storia d'amore all'interno del film. Ma abbiamo detto "Jackie Brown" è più romantico rispetto a tutti gli altri film finora diretti da Tarantino, non significa che parli solo di romanticismo.
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Già, alternativo è il Maestro Quentin Tarantino, regista e sceneggiatore del film in questione. "Jackie Brown" è il terzo lungometraggio diretto per mano sua dopo "Le Iene" e "Pulp Fiction"; e allo stile che a noi fans piance definire "pulp" ai gangstern movie che già avevamo visto nei film precedenti, in "Jackie Brown" subentra sempre il genere noir, ma molto più romantico, visto che c'è spazio anche per una piccola storia d'amore all'interno del film. Ma abbiamo detto "Jackie Brown" è più romantico rispetto a tutti gli altri film finora diretti da Tarantino, non significa che parli solo di romanticismo. Infatti Jackie Brown è un hostess che lavora per conto di un trafficante di armi esportando e importando soldi e merce illegalmente. Purtoppo le cose si metteranno male per la bellissima Jackie che verrà arrestata e poi costretta a lavorare per la polizia per incastrare l'uomo per cui lavora.
Ma cosa è veramente alternativo in questo film rispetto al classico stile "tarantiniano"? Lo stampo registico certo, ma ciò che lo contrassegna di più sono, non tanto i dialoghi (Quentin Tarantino è anche noto per essere un ottimissimo dialoghista) quanto l'umorismo nero che in questo film è totalmente assente. Questo film fa mancare nei personaggi quel profilo psicologico che in genere è evidente in tutte le altre figure rese note dal Maestro, il quale si pone come unico intento di realizzare un film in stile noir anni '70. Infatti "Jackie Brown" è tratto si dall'omonimo romanzo di Elmore Leonard, ma è ispirato anche alla commedia del 1974 "Colpo in Canna" di Fernando Di Leo, che "più o meno" tratta la stessa figura di hostess.
Pam Grier è Jackie Brown, protagonista femminile affiancata alla figura maschile di Samuel L. Jackson, che riveste i panni di Ordell, il trafficante d'armi per cui lavora Jackie. Non emerge tanto l'aspetto psicologico dei protagonisti, quanto invece quello di due personaggi secondari resi magistralmente da Robert DeNiro, nel ruolo di un imbranato amico di Ordell, e Bridget Fonda, la quale interpreta la svampita e apatica compagna di Ordell.
Tra gli altri attori emergono le figure di Michael Keaton e Micheal Bowen nei panni dei due sbirri con i quali Jackie deciderà di collaborare; ma tra gli attori emerge quella che è la più significativa di tutto il film: quella di Max, un uomo che lavora alle cauzioni, interpretato da Robert Forster, il quale, per il suo ruolo, ha ottenuto la nomination agli Oscar come Migliore Attore non Protagonista. Sarà lui a intraprendere la storia d'amore, destinata poi a non continuare, con Jackie, che sa ricambiare l'amore per Max; sfortunatamente i due decideranno di continuare ognuno per la sua vita.
L'amore non è un argomento sconosciuto a Tarantino; infatti apparte "Jackie Brown", il romanticismo è affrontato in altri due film sceneggiati dal Maestro ma non diretti: "Una Vita al Massimo" (per la regia di Tony Scott) ovvero "True Romance" in lingua originale,e "Assassini Nati" (regia di Oliver Stone)
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jacopo b98
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martedì 17 giugno 2014
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tarantino non sbaglia un colpo!
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L’hostess Jackie Brown (Grier) arrotonda lo stipendio trasportando denaro dal Messico alla California per conto del trafficante d’armi Ordell (Jackson). Quando Jackie viene fermata dalla polizia, i detective vogliono il suo aiuto per incastrare Ordell. Lei accetta ma fa il doppio gioco e in realtà prende ordini da Ordell. Tuttavia alla fine Jackie e un garante di cauzioni (Forster) che si è innamorato di lei riusciranno a fregare tutti. Tarantino ha sceneggiato e diretto questo suo opus n. 4, l’unico tratto da un romanzo (Rum Punch di Elmore Leonard). Il risultato è il suo film più classico: privo dei vizi (ma di conseguenza anche di alcune virtù) del cinema del regista Jackie Brown è un film riuscitissimo nel suo essere classico, poco tarantiniano (anche se il suo cinema mantiene anche qui alcune caratteristiche peculiari), e sostanzialmente già visto.
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L’hostess Jackie Brown (Grier) arrotonda lo stipendio trasportando denaro dal Messico alla California per conto del trafficante d’armi Ordell (Jackson). Quando Jackie viene fermata dalla polizia, i detective vogliono il suo aiuto per incastrare Ordell. Lei accetta ma fa il doppio gioco e in realtà prende ordini da Ordell. Tuttavia alla fine Jackie e un garante di cauzioni (Forster) che si è innamorato di lei riusciranno a fregare tutti. Tarantino ha sceneggiato e diretto questo suo opus n. 4, l’unico tratto da un romanzo (Rum Punch di Elmore Leonard). Il risultato è il suo film più classico: privo dei vizi (ma di conseguenza anche di alcune virtù) del cinema del regista Jackie Brown è un film riuscitissimo nel suo essere classico, poco tarantiniano (anche se il suo cinema mantiene anche qui alcune caratteristiche peculiari), e sostanzialmente già visto. Con ciò Tarantino è un genio nel mescolare anche qui citazioni (in particolare da Pulp Fiction), canzoni, scene d’azione, ecc. Tarantino si emula, senza ripetersi, e Jackie Brown è talvolta sorprendente, specie nella seconda parte, più riuscita, avvincente e convincente della prima. Il risultato è un Tarantino raffreddato (meno violento, cinefilo, dialogato; più romantico, classico…), che verrà amato anche da coloro che normalmente non sono fan accaniti del regista. A suo modo infatti è un cult! Gli attori sono comunque perfetti, spiccano la Grier, Jackson e soprattutto R. Forster (candidato all’Oscar), nel ruolo di Max. Pur senza essere ai livelli di Pulp Fiction o Bastardi senza gloria è un apprezzabilissimo, eccellente Tarantino d’annata!
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jacopo b98
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martedì 17 giugno 2014
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tarantino non sbaglia un colpo!
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L’hostess Jackie Brown (Grier) arrotonda lo stipendio trasportando denaro dal Messico alla California per conto del trafficante d’armi Ordell (Jackson). Quando Jackie viene fermata dalla polizia, i detective vogliono il suo aiuto per incastrare Ordell. Lei accetta ma fa il doppio gioco e in realtà prende ordini da Ordell. Tuttavia alla fine Jackie e un garante di cauzioni (Forster) che si è innamorato di lei riusciranno a fregare tutti. Tarantino ha sceneggiato e diretto questo suo opus n. 4, l’unico tratto da un romanzo (Rum Punch di Elmore Leonard). Il risultato è il suo film più classico: privo dei vizi (ma di conseguenza anche di alcune virtù) del cinema del regista Jackie Brown è un film riuscitissimo nel suo essere classico, poco tarantiniano (anche se il suo cinema mantiene anche qui alcune caratteristiche peculiari), e sostanzialmente già visto.
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L’hostess Jackie Brown (Grier) arrotonda lo stipendio trasportando denaro dal Messico alla California per conto del trafficante d’armi Ordell (Jackson). Quando Jackie viene fermata dalla polizia, i detective vogliono il suo aiuto per incastrare Ordell. Lei accetta ma fa il doppio gioco e in realtà prende ordini da Ordell. Tuttavia alla fine Jackie e un garante di cauzioni (Forster) che si è innamorato di lei riusciranno a fregare tutti. Tarantino ha sceneggiato e diretto questo suo opus n. 4, l’unico tratto da un romanzo (Rum Punch di Elmore Leonard). Il risultato è il suo film più classico: privo dei vizi (ma di conseguenza anche di alcune virtù) del cinema del regista Jackie Brown è un film riuscitissimo nel suo essere classico, poco tarantiniano (anche se il suo cinema mantiene anche qui alcune caratteristiche peculiari), e sostanzialmente già visto. Con ciò Tarantino è un genio nel mescolare anche qui citazioni (in particolare da Pulp Fiction), canzoni, scene d’azione, ecc. Tarantino si emula, senza ripetersi, e Jackie Brown è talvolta sorprendente, specie nella seconda parte, più riuscita, avvincente e convincente della prima. Il risultato è un Tarantino raffreddato (meno violento, cinefilo, dialogato; più romantico, classico…), che verrà amato anche da coloro che normalmente non sono fan accaniti del regista. A suo modo infatti è un cult! Gli attori sono comunque perfetti, spiccano la Grier, Jackson e soprattutto R. Forster (candidato all’Oscar), nel ruolo di Max. Pur senza essere ai livelli di Pulp Fiction o Bastardi senza gloria è un apprezzabilissimo, eccellente Tarantino d’annata!
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samanta
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mercoledì 17 settembre 2025
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un''incredibile scambio di borse
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Il film tratto da un romanzo uscì nel 1997, con la regia e sceneggiatura di Quentin Tarantino, su di lui poche parole da spendere se non riconoscendo che ha avuto un'influenza notevole nella cinematografia specie di Hollywood, ottenendo tra l'altro 2 Oscar per la migliore sceneggiatura originale (questo è forse l'unico di film di Quentin Tarantino in cui la sceneggiatura non è originale), d'altra parte tutto quello
che è uscito da lui non è solo oro, talvolta ha avuto cadute di livello qualitativo, come ad esempio in C'era una volta l'America.
Il film è un thriller poliziesco, definito noir imprpriamente, la vicenda ruota intorno a 2 protagonisti: Jackie Brown (Pam Grier) 44 anni, che approfittando del fatto che è hostess in modesta linea aerea che collega Messico e Los Angeles, trasporta cocaina e denaro guadagnato illecitamente dall'altro protagonista Ordell (Samuel L.
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Il film tratto da un romanzo uscì nel 1997, con la regia e sceneggiatura di Quentin Tarantino, su di lui poche parole da spendere se non riconoscendo che ha avuto un'influenza notevole nella cinematografia specie di Hollywood, ottenendo tra l'altro 2 Oscar per la migliore sceneggiatura originale (questo è forse l'unico di film di Quentin Tarantino in cui la sceneggiatura non è originale), d'altra parte tutto quello
che è uscito da lui non è solo oro, talvolta ha avuto cadute di livello qualitativo, come ad esempio in C'era una volta l'America.
Il film è un thriller poliziesco, definito noir imprpriamente, la vicenda ruota intorno a 2 protagonisti: Jackie Brown (Pam Grier) 44 anni, che approfittando del fatto che è hostess in modesta linea aerea che collega Messico e Los Angeles, trasporta cocaina e denaro guadagnato illecitamente dall'altro protagonista Ordell (Samuel L. Jackson), un criminale che traffica armi. Di contorno ci sono altri personaggi: Max
(Robert Forster) che ha un ufficio per le cauzioni dei detenuti da rilasciare in libertà provvisoria, Louis(Robert De Niro) un paranoico appena uscito dal carcere amico di Ordell, Melanie (Bridget Fonda) bella ragazza bionda squinternata e drogata di "Crack" una delle amichette di Ordell e infine 2 poliziotti pasticcioni: Mark Dargus (Michael Bowen) della polizia di Los Angeles e Ray Nicolette (Michael Keaton) dell'Agenzia federale che combatte i traffici clandestini d'armi; i 2 poliziotti incastrano Jackie all'aereoporto trovandogli nella borsa 50.000 $ e una bustina di cocaina invitandola a collaborare. Jackie rivela che il trafficante ha in Messico oltre 500.000 $ e che lei deve aiutarlo a trasferirli in USA, ma abilmente fa il doppio gioco alla polizia fa credere che li aiuterà se le concederanno l'immunità, facendo arrestare i complici di Ordell mentre consegna il malloppo, invece a Ordell gli fa credere che al momento del trasferimento ingannerà la polizia purché le assicuri il 10%. Nella realtà nel finale travolgentemediante un complicato scambio di borsein un centro commerciale, Ordel riceve solo 10.000 $ da Louis che aveva incaricato insieme a Melanie di ritirare la borsa con il malloppo, ma era stato ingannato da Jackie e inoltre, paranoico, aveva ucciso Melanie stufo della sua petulanza, Ordell lo uccide come aveva ucciso all'inizio del film il suo collaboratore Beaumont che aveva fatto rilasciare su cauzione temendo che spifferasse i suoi traffici alla Polizia. Ordell attirato con una scusa da Jackie nell'ufficio di Max viene ucciso da Ray, Max che aveva aiutato la donna perché innamorato decide di non andare all'estero con lei perché non si fida.
Quentin Tarantino è sempre lui, anche se in questo film lo è un pò meno, forse perché il soggetto è tratto da un romanzo, ciò nonostante abbondano secondo lo stile del regista, flashback e flashforward, anche istantanei, Tarantino criticò pesantemente i film di Hitchcock, però in questo suo film manca la suspense, le scene si succedono rapidamente e agevolmente, ma non c'é quella tensione caratteristica nei film del maestro inglese. La violenza tipica in Tarantino è presente, ma attenuata e in modo più rilassato rispetto ad altri suoi film, inoltre non si abbandona alle fantasie oniriche che avvolgendo la vicenda, confondono lo spettatore. In questo film sono presenti momenti spassosi talvolta veri e propri sketch, come all'inizio la parodia della pubblicità televisiva grossolana in cui prosperose ragazze in succinti bikini, sparano furiosamente, mentre Ordell illustra la qualità delle armi; anche il finale è ben riuscito coinvolgendo lo spettatore in un frenetico scambio di borse in meccanismo ben congegnato. Gli interpreti sono adeguati, su tutti svetta Samuel L. Jackson che interpreta un Ordell vulcanico e senza pietà che crede di "fregare" e viene "fregato", bravo Robert Forster (ebbe la nomination all'Oscar come migliore attore n.p.) un solido attore medio e di sicura professionalità (Delta force, Psyco 2, Ferewall) qui ha un colpo d'ala con la brillante interpretazione di Max uomo disilluso, ma che non cede alla tentazione di andare via con la pericolosa Charlie, bravissimo Robert De Niro nella parte di uno psicopatico, buona anche la prestazione di Bridget Fonda, (nipote di Henry e figlia di Peter) nei panni (succinti) di una ragazza disinibita e sempre "strafatta". In conclusione una pellicola più che discreta che concilia lo spettatore con Tarantino anche se non è suo fans.
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alex vale
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venerdì 4 marzo 2016
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capolavoro sottovalutatissimo
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Un film che oggettivamente è molto più strutturato di Pulp Fiction, e che oggettivamente non ha nulla di davvero scricchiolante, il problema è che la gente non lo ha capito affatto, ritenendolo un film noioso, e non cagandolo di striscio, alzandosi addirittura dalla sala dopo poco, come ha purtroppo assistito il Grande Frusciante.Non è il capolavoro di Quentin, però è un grande film, un qualcosa che solo per l'essere differente e più maturo, non è stato recepito per nulla, quando invece è appositamente lento, stra elaborato, e tecnicamente incredibile;nulla da dire poi alla geniale scelta del buon vecchio Quentin di non concentrarsi tanto sulla violenza, ma basarsi su quella che è la sua più grande dote, ovvero i dialoghi, che probabilmente alla gente annoiano.
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Un film che oggettivamente è molto più strutturato di Pulp Fiction, e che oggettivamente non ha nulla di davvero scricchiolante, il problema è che la gente non lo ha capito affatto, ritenendolo un film noioso, e non cagandolo di striscio, alzandosi addirittura dalla sala dopo poco, come ha purtroppo assistito il Grande Frusciante.Non è il capolavoro di Quentin, però è un grande film, un qualcosa che solo per l'essere differente e più maturo, non è stato recepito per nulla, quando invece è appositamente lento, stra elaborato, e tecnicamente incredibile;nulla da dire poi alla geniale scelta del buon vecchio Quentin di non concentrarsi tanto sulla violenza, ma basarsi su quella che è la sua più grande dote, ovvero i dialoghi, che probabilmente alla gente annoiano.Insomma io l'ho adorato, ho digerito a pieno Samuel L.Jackson con quella buffa coda di cavallo, e tutto il resto, apparte un po' il finale, ovvero gli ultimi nove minuti circa (credo), che personalmente non mi hanno convinto, forse non gli ho capiti perchè sono stupido, ma sinceramente mi hanno fatto un po' storcere il naso XD Per il resto grande film!
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dodo
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sabato 20 gennaio 2007
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jackie brown: stavolta non è cult...
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Il titolo della recensione esplica al meglio l'idea che si è fatta la critica, e gran parte del pubblico: "Jackie Brown" non è cult...
Dopo l'esordio strabiliante con "Le iene", la prosecuzione con "Pulp fiction" palma d'oro a Cannes, è arrivato dopo qualche anno di pausa (non del tutto pausa viste le continue collaborazioni di Quentin con l'amico Rodriguez nel mondo del pulp) "jackie Brown", che ovviamente ha mosso adunate di folle al cinema, per apprezzare ancora una volta il "genio" del giovane regista tutto pazzo...
Il risultato è stato: deludente... forse non per l'interezza del pubblico, soprattutto quello meno "informato", ma certamente per qualche critico e anche qualche fans tarantinato, si.
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Il titolo della recensione esplica al meglio l'idea che si è fatta la critica, e gran parte del pubblico: "Jackie Brown" non è cult...
Dopo l'esordio strabiliante con "Le iene", la prosecuzione con "Pulp fiction" palma d'oro a Cannes, è arrivato dopo qualche anno di pausa (non del tutto pausa viste le continue collaborazioni di Quentin con l'amico Rodriguez nel mondo del pulp) "jackie Brown", che ovviamente ha mosso adunate di folle al cinema, per apprezzare ancora una volta il "genio" del giovane regista tutto pazzo...
Il risultato è stato: deludente... forse non per l'interezza del pubblico, soprattutto quello meno "informato", ma certamente per qualche critico e anche qualche fans tarantinato, si...
Un critico che si rispetti da un regista che si rispetti come Tarantino, si aspetta sempre qualcosa in più, si aspetta sempre qualcosa di "non umano": come il non ripetersi mai, il rinnovarsi in continuazione creando sempre nuovi "modelli" ai quali ispirarsi; insomma detto in gergo cinefilo si aspetta sempre il "cult"... ma il cult stavolta non è arrivato, e Tarantino è diventato più "umano".
Quentin, ormai travolto dalla fama e dal successo, e dal "peso" delle due grandi opere prime che ha sfornato, forse ha avuto il suo "Otto e mezzo" (il suo momento di crisi)... e quando si è ritrovato a girare un film "suo", e non un "gioco" come "Four rooms" (sicuramente riuscito): non è riuscito a tramutare l'afflosciamento di ispirazione, come fece il buon Fellini, in un altro capolavoro.
Tarantino è un tipo che non sa stare con le mani in mano: questo si capisce subito, appena ha avuto una sceneggiatura che lo ispirasse (ahimè...) si è subito ricalato nella "ruolo" senza pensare a niente, senza pensare che il mondo guardava a lui come ad un nuovo Dio o mito del cinema, senza pensare che i "grandi" restano sempre più "grandi" in funzione alla loro abilità di stupire il pubblico in continuazione. Tarantino in conclusione ha compiuto il "misfatto", ha girato "jackie Brown".
Il film inizia subito con la classica scena alla Tarantino, ed è subito emozione: le coscie della pupa in primo piano, le cazzate americane in tv (stavolta donne seminude che imbracciano mitra nella più classica riproduzione del feticcio americano) e poi il grandissimo Samuel Jackson (diventato un vero mito dopo la parte in Pulp Fiction) e per di più accompagnato da Robert De Niro!!!! Verrebbe voglia di stracciarsi le vesti di fronte allo schermone del cinema senza pudore e davanti a tutti! Però c'è una cosa che non va: i dialoghi sembrano subito monotomi (sensazione che si ripeterà più volte durante il film)... l'idea di parlare per dieci minuti di hamburger o cofee shop evidentemente attrae di più.. Invece qua si parla di soldi e mitra (saranno felici gli americani) e mancano tutte quelle battute, quel sarcasmo tutto folle che ha contraddistinto Tarantino a partire dalle Iene.
Insomma: sembra bello ma si ci potrebbe aspettare di più...
Il film continua, Samuel Jackson, che interpreta la parte di Ordell, un killer spietato con gli attributi che vende armi ma vuole ritirarsi al più presto, è semplicemente fenomenale. Forse anche più che in Pulp fiction. Robet De Niro, che interpreta la parte di un'amico di Ordell, il suo braccio destro, è invece più "floscio", ma è la parte che gli ha assegnato Tarantino e come al solito la interpreta alla grande. La protagonista è Pam Grier, attrice b-movies di (una ventina?) d’anni fa, che interpreta proprio la parte di Jackie Brown, una hostess che fa da tramite ad Orwell portandogli i soldi dal Messico. Senza anticipare nulla della trama: si può dire che è proprio la sceneggiatura a toppare.
Naturalmente scritta da Tarantino (come tutti gli altri film da lui girati) appare troppo incasinata, stile “Ocean’s eleven” , con la protagonista che cerca di prendersi gioco del mondo intero, e ci riesce. Non è solo questo ovviamente a destare perplessità, ma appunto l’intero andamento del film (troppo lungo:poco più di due ore e mezza) che risulta farraginoso, a tratti noioso, e poco divertente. Mai avremmo pensato di muovere simili accuse ad un film di Tarantino, ma così è purtroppo. Le tematiche non si discostano da Pulp fiction, solo questo film assume più i toni del thriller, e tutto ruota attorno alla costruzione della sceneggiatura. Stavolta Tarantino non punta sull’intreccio: solo verso la fine Quentin usa l’escamotage di far vedere la stessa scena tre volte con gli occhi e i punti di vista dei diversi protagonisti. Dà l’idea di voler fare l’essenziale il nostro Quentin, di non voler strafare, ma forse è talmente abituato a giocare coi suoi film nei modi più assurdi, che forse stavolta questa “assenza” pesa.
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