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onufrio
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giovedì 24 luglio 2014
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non coinvolge lo spettatore
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Tratto dal romanzo del 1990 di Dacia Maraini, il regista Faenza ne trae una trasposizione cinematografica raccontando la vita di Marianna Ucria, ragazza sordomuta costretta all'età di 13 anni a sposarsi con lo zio molto più vecchio di lui, per motivi che verranno spiegati nelle scene conclusive del film. Un cast abbastanza ricco, non evita comunque un voto basso a questa pellicola incapace di coinvolgere lo spettatore e di approfondire alcuni temi importanti, tutto è vissuto con poca enfasi, quasi senza emozione ed i personaggi appaiono sottotono scegliendo un profilo basso.
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rita branca
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lunedì 19 agosto 2013
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una donna non comune
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Marianna Ucrìa, film di Roberto Faenza (1997) basato sul romanzo di Dacia Maraini La lunga vita di Marianna Ucrìa con Emmanuelle Laborit, Bernard Giraudeau, Roberto Herlitzk, Laura Morante, Philippe Noiret, Laura Betti.
L’interessante film ambientato nella Palermo del XVIII secolo, con una bella fotografia, splendidi costumi e adeguata recitazione, narra la storia di una vita condizionata da uno stupro familiare in età infantile che segna per sempre la vita della vittima, Marianna Ucria, facendole perdere la parola e l’udito.
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Marianna Ucrìa, film di Roberto Faenza (1997) basato sul romanzo di Dacia Maraini La lunga vita di Marianna Ucrìa con Emmanuelle Laborit, Bernard Giraudeau, Roberto Herlitzk, Laura Morante, Philippe Noiret, Laura Betti.
L’interessante film ambientato nella Palermo del XVIII secolo, con una bella fotografia, splendidi costumi e adeguata recitazione, narra la storia di una vita condizionata da uno stupro familiare in età infantile che segna per sempre la vita della vittima, Marianna Ucria, facendole perdere la parola e l’udito.
A niente servono le esperienze forti, come l’assistere ad un’impiccagione, per farle riacquistare l’uso della parola ed a tredici anni viene costretta dalla famiglia aristocratica a cui appartiene, a sposare un ricco uomo molto più anziano con cui comunque riesce a stabilire con encomiabile forza d’animo un rapporto accettabile, dando alla luce anche cinque figli.
Una volta adulta, l’eroina, dotata di intelligenza e senso critico, riesce ad affermare i suoi diritti di donna, piegando garbatamente il marito ad accettare le sue esigenze.
Il colpo di scena finale contribuisce a dare ulteriore spessore al personaggio di Marianna che ha, considerata l’epoca, realizzato livelli di autocoscienza e autostima non comuni.
Rita Branca
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lillowelm
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domenica 5 ottobre 2008
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iijiivei
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etrusco
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lunedì 5 maggio 2008
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senza titoli
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Film insulso, noioso, non lascia memoria alcuna.Come si possono lodare film così inconsistenti? Misterioso è inoltre il successo di certe scrittrici.
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sixoclock
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giovedì 13 dicembre 2007
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monache e silenzi
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Bellissimo film di Faenza. Una Laborit veramente brava. Il silenzio che dovrebbe regnare per tutto il film è però messo in secondo piano, spettacolari alcune scene(l'impiccagione del giovane all'inizio e lo studio del linguaggio dei sordomuti[con critiche cattoliche annesse]). La religione regna sovrana in una Sicilia in cui una donna già da bambina viene vestita da monaca. Più lenta la seconda parte. Bellissima Laura Morante
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