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lunedì 21 novembre 2016
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un capolavoro sulla disco music
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La febbre del sabato sera descrive un'epoca e la nascita della disco music, una colonna portante del mondo del cinema e della musica.
Bella la storia e bravissimi gli attori, ma ancora meglio la colonna sonora che prende e porta il film verso le stelle.
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aristoteles
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venerdì 31 luglio 2015
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the king tony manero
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La simpatia e la semplicita' di Tony entrano nel cuore dello spettatore fin dai primi minuti per non uscirne piu'.
Un ragazzone umile, con il dono del ballo, che tiene appesi nella stanzetta i poster di Rocky e Al Pacino ,con la forza e l'incoscienza di tutti i suoi venti anni,conquista tutti.
Ognuno di noi avrebbe voluto ,almeno una volta,entrare nella "propria" Odissea 2001 per sentirsi Tony Manero ,il Re della pista.
Ogni cosa ha il suo tempo e anche l'incosciente ballerino lo capira'.
Attuale e immortale ,con un Jhon Travolta superlativo.
Costumi e musiche da oscar.
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daniela macherelli
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mercoledì 17 giugno 2015
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la febbre del sabato sera : storia di un riscatto
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La febbre del sabato sera : storia di un possibile riscatto
New York è la vera protagonista di questo film, presenza affascinante ed imprescindibile nella
quale si dipanano le vicende di Tony, Stephanie e i loro amici, emblemi tragicamente eloquenti del
malessere metropolitano.
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La febbre del sabato sera : storia di un possibile riscatto
New York è la vera protagonista di questo film, presenza affascinante ed imprescindibile nella
quale si dipanano le vicende di Tony, Stephanie e i loro amici, emblemi tragicamente eloquenti del
malessere metropolitano.
Il regista mette a fuoco la loro situazione esistenziale, lo stato di emarginazione e la rabbia che ne
consegue, il disastro interiore che li rende aggressivi, con continui conflitti tra loro e con altri
gruppi.
In questo contesto problematico si inserisce la passione di Tony e Stephanie per il ballo, da loro
vissuto come un momento di elevazione spirituale, di visibilità agli occhi degli altri che permette
loro di sentirsi in quei momenti protagonisti positivi, in una quotidianita per loro gravemente
segnata dalla mancanza di punti di riferimento, di progetti, di valori, di cultura.
La macchina da presa è efficace ed
agile nel riprendere la fisicità dirompente con cui si muovono nello spazio circostante, fino a
diventarne padroni assoluti, l'energia vitale nella quale si incanala positivamente una rabbia repressa
e un disorientamento interiore che altrimenti si esprimerebbero in ulteriori comportamenti pericolosi
e devianti. La fluidezza e l'armoniosità della danza fanno da contraltare alla brutalità del loro agire e
parlare nella vita quotidiana, in una sorta di funzione catartica; tale esperienza porterà alla fine i due
protagonisti , dopo aver toccato il fondo, a vedere meglio dentro se stessi, a intuire quello che
vogliono dalla vita e a cercare di realizzarlo guardando nella stessa direzione. Inoltre la presenza
insistente dei ponti di New York durante lo svolgersi della vicenda può essere vista come il desiderio
da parte dei protagonisti di raggiungere un altrove, di attraversare l'oscurità nella quale si
trovano per approdare ad un riscatto morale e spirituale non ancora raggiunto, ma che, alla fine,
appare loro un po' più vicino.
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il befe
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domenica 8 marzo 2015
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capolavoro
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onufrio
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martedì 17 febbraio 2015
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il re delle discoteche
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Film culto che ha segnato un intera generazione, Tony Manero il sabato sera si trasforma in pista diventando un formidabile ballerino, apprezzato da tutti, soprattutto donne, tante donne. Il Sabato diventa lo sfogo del giovane 19enne, e come lui tanti altri ragazzi si divertono fra eccessi di alcool e rischi di gioventù, un salto generazionale ci porta al confronto James Dean/John Travolta, in una "gioventù bruciata" di fine anni 70.
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dandy
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domenica 16 novembre 2014
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la febbre che ha contagiato il mondo.
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Un film giustamente diventato una leggenda così come il suo protagonista.Semplice e diretto,mescola perfettamente le parentesi musicali(entusiasmanti),coi momenti dolenti:Tony e i suoi compagni non sono altro che un gruppo di "losers" senza futuro,per i quali la pista da ballo è l'unico posto dove poter veramente sentirsi realizzati e riscattati.Tutt'altro che zuccheroso e caramellato(come molta gente che non l'ha visto è portata a credere),il ritratto di questa gioventù italoamericana:il realismo brutale di certe situazioni(il modo in cui vengono trattate le ragazze)e l'abbondande turpiloquio non facevano certamente parte dell'immaginario collettivo di allora,e la censura è intervenuta(sia in patria che da noi).
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Un film giustamente diventato una leggenda così come il suo protagonista.Semplice e diretto,mescola perfettamente le parentesi musicali(entusiasmanti),coi momenti dolenti:Tony e i suoi compagni non sono altro che un gruppo di "losers" senza futuro,per i quali la pista da ballo è l'unico posto dove poter veramente sentirsi realizzati e riscattati.Tutt'altro che zuccheroso e caramellato(come molta gente che non l'ha visto è portata a credere),il ritratto di questa gioventù italoamericana:il realismo brutale di certe situazioni(il modo in cui vengono trattate le ragazze)e l'abbondande turpiloquio non facevano certamente parte dell'immaginario collettivo di allora,e la censura è intervenuta(sia in patria che da noi).E non manca nemmeno qualche frecciatina al bigottismo di certi italiani vecchio stampo.Un successo planetario,che ha portato alla ribalta i Bee Gees e soprattutto il 23enne Travolta,al suo secondo ruolo vero e proprio dopo"Carrie- Lo sguardo di Satana".Idolo di tutte le ragazze del periodo,completo bianco e mosse entrate nella memoria collettiva(fra le altre il dito puntato verso il cielo).Piacevole e sorprendente ancora oggi.Con un trascurabile sequel diretto da Sylvester Stallone,e una sorta di remake nel'78,"Grease".
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igorde
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sabato 12 aprile 2014
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debra winger
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Debra ha fatto la parte della moglie di Tony Manero nel film: La febbre del sabato sera, 1977; perché ciò non compare mai nella sua filmografia? In tutte le mie ricerche, mai l'ho trovata e non ne capisco la ragione!
Qualcuno me lo dire? Grazie
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g_andrini
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venerdì 13 dicembre 2013
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bel film.
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E' veramente ben realizzato, quasi un capolavoro, dal mio punto di vista. Il protagonista è ben recitato, figura semplice e pulita. Ottima la protagonista femminile, che incarna la donna matura e attraente. E' diverso dal successivo Staying Alive, spin-off interessante ma non quanto questo film. Ottima la prima parte, la seconda un po' calante, ma accettabile, con un buon finale. 36 anni sono tanti, ma la questa pellicola regge bene la sua età.
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break
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domenica 23 settembre 2012
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simbolico
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La febbre del sabato sera è un film di costume che ha rappresentato una generazione. Tony Manero è tutto e nessuno, re in discoteca e ragazzo di bottega nella vita. Non penso che si possa definire un capolavoro e neanche un ottimo film, l'assenza di un finale all'altezza lo penalizza non di poco. Resta comunque un cult.
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gianni lucini
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sabato 3 dicembre 2011
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con la disco music iniziano gli ottanta
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Il 14 dicembre 1977 viene presentato a New York in prima mondiale il film “Saturday night fever” (La febbre del sabato sera), diretto da John Badham, scritto da Norman Wexler e ispirato a un raccontino di Nick Cohn. Interpretato da John Travolta il film racconta le avventure di una coppia di giovani proletari i cui problemi gravitano quasi esclusivamente intorno a una discoteca. Si avvale di una lussuosa colonna sonora che comprende brani di artisti come i Bee Gees, i Trammps, i Kool & the Gang, i Tavares, gli MSFB, i K.C. & the Sunshine Band e Yvonne Elliman. È l’inizio del boom della disco music, ma soprattutto è l’inizio della cultura del “riflusso” che troverà degli anni Ottanta il suo trionfo.
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Il 14 dicembre 1977 viene presentato a New York in prima mondiale il film “Saturday night fever” (La febbre del sabato sera), diretto da John Badham, scritto da Norman Wexler e ispirato a un raccontino di Nick Cohn. Interpretato da John Travolta il film racconta le avventure di una coppia di giovani proletari i cui problemi gravitano quasi esclusivamente intorno a una discoteca. Si avvale di una lussuosa colonna sonora che comprende brani di artisti come i Bee Gees, i Trammps, i Kool & the Gang, i Tavares, gli MSFB, i K.C. & the Sunshine Band e Yvonne Elliman. È l’inizio del boom della disco music, ma soprattutto è l’inizio della cultura del “riflusso” che troverà degli anni Ottanta il suo trionfo. In Italia, come nel resto del mondo, la delusione per gli scarsi risultati ottenuti dall’impegno politico e sociale anche per l’incapacità della sinistra parlamentare ed extraparlamentare di trovare sbocchi reali al desiderio di cambiamento, porta i giovani a rinchiudersi sempre più nel privato. È la cultura del “ritorno a casa” e il primo sintomo che qualcosa sta cambiando nella testa delle giovani generazioni è il boom della disco music, nella riscoperta dei locali da ballo. Le discoteche vivono in quel periodo un momento di rapidissima espansione tanto da raddoppiare di numero nei primi mesi del 1978, mentre le statistiche dicono che i giovani frequentatori abituali di questo tipo di locali sono passati da poco più di un milione a quasi cinque milioni. La musica che fa da colonna sonora a questo mutamento si chiama ‘disco music’ ed è un ritmo di quattro quarti senza scansione di accenti, in cui le funzioni del battere e del levare sembrano unificarsi. Ha una ritmica monotona, ossessionante e ripetitiva, ideale per ballare. Pur affondando le sue radici nel soul nero degli anni Sessanta, viene “ripulita” e patinata per rispondere alle esigenze della nuova industria discografica. Il film “La febbre del sabato sera” ne rappresenta il principale traino mediatico, crea il mito passeggero di John Travolta e consegna alla storia alcune canzoni dei Bee Gees, un gruppo bianco di pop melodico un po’ in disarmo che ha ritrovato smalto aggiungendo una diversa base ritmica alla struttura dei suoi brani.
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