| Anno | 1968 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 94 minuti |
| Regia di | Salvatore Samperi |
| Attori | Gabriele Ferzetti, Lisa Gastoni, Lou Castel, Nicoletta Rizzi, Massimo Sarchielli . |
| MYmonetro | 2,94 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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L'unico erede di una famiglia di ricchi industriali, Alvise, ostenta insofferenza nei confronti della famiglia e della soffocante società borghese di provincia. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, ha vinto un premio ai David di Donatello,
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CONSIGLIATO SÌ
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L'unico erede di una famiglia di ricchi industriali, Alvise, ostenta insofferenza nei confronti della famiglia e della soffocante società borghese di provincia. Il suo disadattamento si manifesta con una paralisi alle gambe, autentica o simulata poco importa, dalla quale una giovane zia tenta di guarirlo. È Alvise a coinvolgere invece la zia dottoressa in una serie di giochi assurdi che lo aiuteranno, in una allucinante atmosfera di sensualità, a raggiungere lo scopo prefisso: farsi uccidere dalla donna.
All'esordio nella regia, il padovano Salvatore Samperi, diventa noto con questo dramma-incestuoso di grande successo mondiale. Il film presenta alcune scene di nudità con la Gastoni e alcune di autoerotismo con Lou Castel e sempre la Gastoni, senza sfociare nell'eros esplicito. Il film uscì VM18 e suscito grande scalpore ma oggi fa ridere.
Arrivano, se pure in ritardo, le appendici e i surrogati de I pugni in tasca. Era scontato e, in fondo, c'è solo da stupirsi che abbiano tardato tanto a venire. Eppure, se c'è un film irripetibile, nella novità come nei limiti, è proprio quello di Bellocchio. E infatti l'esito di Escalation e, soprattutto, di Grazie, zia lo conferma puntualmente. Samperi rifà il verso a Bellocchio (e non solo a lui, [...] Vai alla recensione »