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luca scial�
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giovedì 17 maggio 2012
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il lato disumano e grottesco della rivoluzione
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Yurij Andrèevic Živago è un aspirante medico russo che con l'esplosione della Prima guerra mondiale viene mandato al fronte. Qui si innamora della crocerossina Lara Antipov (Christie), ma essendo entrambi sposati decidono di interrompere ogni sogno di stare insieme. Nel 1917, scoppiata la rivoluzione bolscevica, si rifugia con moglie e figlio in un villaggio degli Urali dove incontra di nuovo Lara in un paese limitrofo e ne diventa l'amante.
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Yurij Andrèevic Živago è un aspirante medico russo che con l'esplosione della Prima guerra mondiale viene mandato al fronte. Qui si innamora della crocerossina Lara Antipov (Christie), ma essendo entrambi sposati decidono di interrompere ogni sogno di stare insieme. Nel 1917, scoppiata la rivoluzione bolscevica, si rifugia con moglie e figlio in un villaggio degli Urali dove incontra di nuovo Lara in un paese limitrofo e ne diventa l'amante. Tenta di mantenere entrambe le relazioni, ma un imboscata dei bolscevichi lo costringe di nuovo a seguire le armi come medico, per due anni. Mentre Tonja con due figli, tra cui uno suo che porta in grembo, trova riparo all'estero grazie all'aiuto di un prepotente che torna a fargli visita.
Prodotto da Carlo Ponti e dallo stesso regista David Lean, nonché girato in Spagna, Finlandia e Canada, è tratto dall'omonimo romanzo di grande successo scritto da Boris Leonidovič Pasternak, scrittore russo di origine ebraica, che vinse anche un Nobel. Pellicola molto lunga, di oltre tre ore, che dilata la storia dei protagonista adeguandola alle tormentate vicende storiche. La rivoluzione bolscevica viene presentata nel suo aspetto più disumano, ingiusto e a tratti buffo e grottesco.
Ciò che lascia un segno indelebile nello spettatore sono gli occhioni espressivi di Omar Sharif, la bellezza glaciale di Julie Cristie e il sottofondo graffiante a colpi di Balalaika. Fece incetta di premi.
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filippo catani
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martedì 27 dicembre 2011
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un classico da non perdere
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Nella Russia pre rivoluzionaria si incrociano le storie di un funzionario politico senza scrupoli che intreccia una relazione con una giovane ragazza promessa ad un rivoluzionario con quella del giovane e promettente dottor Zivago in procinto di sposarsi. I personaggi verranno travolti da eventi storici quali Guerra Mondiale, Rivoluzione d'Ottobre e guerra civile che finiranno per avvicinare alcuni e allontanare altri.
Ottima la trasposizione cinematografica di questo classico della letterautura che, al netto di qualche pausa, riesce ad appassionare lo spettatore grazie all'intrecciarsi delle varie storie. Si ha poi anche modo di riflettere sulla grande povertà che affliggeva la Russia e la speranza nell'avvento della Rivoluzione.
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Nella Russia pre rivoluzionaria si incrociano le storie di un funzionario politico senza scrupoli che intreccia una relazione con una giovane ragazza promessa ad un rivoluzionario con quella del giovane e promettente dottor Zivago in procinto di sposarsi. I personaggi verranno travolti da eventi storici quali Guerra Mondiale, Rivoluzione d'Ottobre e guerra civile che finiranno per avvicinare alcuni e allontanare altri.
Ottima la trasposizione cinematografica di questo classico della letterautura che, al netto di qualche pausa, riesce ad appassionare lo spettatore grazie all'intrecciarsi delle varie storie. Si ha poi anche modo di riflettere sulla grande povertà che affliggeva la Russia e la speranza nell'avvento della Rivoluzione. La guerra civile che ne scaturì, la povertà e le privazioni che ne seguirono fanno da tragico sfondo alla vicenda narrata. Vediamo così un ragazzo di buon cuore trasformato dall'esperienza della guerra e che diventerà un sanguinario condottiero così come il terribile funzionario capace di riciclarsi ora amico dello zar e poi amico dei rivoluzionari. E poi il dottor Zivago stretto dall'amore per due donne e quello per le poesie che, con l'arrivo dei bolscevichi, vennero messe al bando. Un ottimo film con ottimi interpreti pluripremiato per costumi e scenografie.
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jayan
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domenica 27 novembre 2011
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tra i capolavori del cinema di tutti i tempi
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"Il dottor Zivago" è il più bel film d'amore di tutti i tempi, incastonato perfettamente nella cornice storica della rivoluzione russa. L'amore tra il dottor Yuri Zivago e la moglie, e ancor più con l'amante Lara è stravolgente e va al di là di ciò che si può dire o fare. L'attore Omar Sharif è perfetto, e anche gli altri, tutti grandi attori del cast internazionale. Bravissimo Rod Steiger e Julie Christie. Bellissime le scene - se il pubblico sapesse che sono state tutte girate in Finlandia, perché il comunismo vietò sia la pubblicazione del libro di Pasternak che la realizzazione del film in terra sovietica, naturalmente.
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"Il dottor Zivago" è il più bel film d'amore di tutti i tempi, incastonato perfettamente nella cornice storica della rivoluzione russa. L'amore tra il dottor Yuri Zivago e la moglie, e ancor più con l'amante Lara è stravolgente e va al di là di ciò che si può dire o fare. L'attore Omar Sharif è perfetto, e anche gli altri, tutti grandi attori del cast internazionale. Bravissimo Rod Steiger e Julie Christie. Bellissime le scene - se il pubblico sapesse che sono state tutte girate in Finlandia, perché il comunismo vietò sia la pubblicazione del libro di Pasternak che la realizzazione del film in terra sovietica, naturalmente. L'ho visto ben 7 volte. E così bello. E' ineguagliabile, indimenticabile. Bravissimo il regista David Lean. So che in alcuni casi faceva recitare Omar Sharif senza vedere nulla dello scenario che avrebbero creato, doveva recitare soltanto con la sua immaginazione guidata dal regista.
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cilia
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martedì 19 luglio 2011
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dalla russia, con amore.
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Un brivido. Fatevi prendere per mano...sentite il sottile strato di ghiaccio che si frantuma sotto alle vostre scarpe. Un silenzio eterno. Una landa desolata che sembra congiungersi con il cielo. Impossibile non innamorarsi di questa storia: la storia di un popolo che lentamente si prepara al cambiamento; la storia di due giovani russi che si incontrano sul fronte di guerra. Consapevoli dei mille ostacoli e di figli lasciati a casa, Lara e Yurij si lasciano attraversare dalla loro passione, senza sensi di colpa, senza rimprovero, senza paura. Se non è questo, il vero amore?
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vero2
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domenica 8 maggio 2011
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una meraviglia russa
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Film stupendo ma anche molto drammatico.
La parte che mi è piaciuta di meno: il funerale della mamma di Yuri (troppo... atroce)
che mi è piaciuta di più: Yuri da grande (Omar Sharif era un... bell'uomo baffuto, così simpatico... :-D:-))
che mi è sembrata la più triste: la morte di Yuri (sniff sniff)
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il mago99
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martedì 28 settembre 2010
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bello comunque
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il mago99
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martedì 28 settembre 2010
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questo film meritava piu di 5 stelle
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questo film si puo dire che e un capolavoro che racconta tutta la russia del novecento la guerra la poverta e la fame e anche il freddo ce anche un ottimo omar sharif e una bellissima julie christie poi ci sono tanti altri attori bravi come geraldine chaplin ralph richardso e tanti altri ma torniamo al film e un fil che dura 3 0re e 12 minuti ma rimane bello la stessa cosa ha vinto 5 premi oscar tra cui miglior film ma questo e un film drammatico bello che una volta visti non si dimenticano piu
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g. romagna
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domenica 24 gennaio 2010
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dottor zivago
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Non c'è che dire: la sapiente mano di David Lean si vede in qualsiasi suo film, ed anche Il Dottor Zivago non fa eccezione. Una grande storia dalle tinte romanzate, da grande pubblico, ma che, grazie all'autorevole soggetto scelto (l'omonimo romanzo di Boris Pasternak), non perde di vista la veridicità dei fatti storici. La realtà degli eventi russi del 1917 e dei drammatici anni della guerra civile sono raccontati in una maniera che mette pienamente in luce tanto la loro portata e la loro significatività quanto tutto il corollario di errori ed anche, purtroppo, di atrocità che ne conseguirono. Sbaglia chi cerca di vedere in questa pellicola solamente un significato antirivoluzionario ed antisocialista: tutti i sentimenti positivi, tutti gli slanci dei rivoluzionari in procinto di prendere il potere sono raccontati con grande vigore, ma l'evolversi delle vicende non può poi esimersi dal mettere in luce, da un lato, l'eccessivo zelo -sconfinante spesso in puro fanatismo, quello di cui rimase vittima l'innocente vena poetica del protagonista- che portò alla messa in atto di considerevoli orrori ai danni dello stesso popolo e, dall'altro, la progressiva burocratizzazione ed inclinazione alle purghe incondizionate di un regime sempre più lontano dagli oppressi (simboleggiato da uno dei più reazionari borghesi, Komarovsky -interpretato da un come sempre bravissimo Rod Steiger-, nominato ministro per cercare di garantire un po' più di stabilità al governo), prodromo all'arrivo di Stalin, il cui baffo con annesso faccione non per niente vediamo apparire, ben visibile, al lato dello schermo verso la fine della proiezione.
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Non c'è che dire: la sapiente mano di David Lean si vede in qualsiasi suo film, ed anche Il Dottor Zivago non fa eccezione. Una grande storia dalle tinte romanzate, da grande pubblico, ma che, grazie all'autorevole soggetto scelto (l'omonimo romanzo di Boris Pasternak), non perde di vista la veridicità dei fatti storici. La realtà degli eventi russi del 1917 e dei drammatici anni della guerra civile sono raccontati in una maniera che mette pienamente in luce tanto la loro portata e la loro significatività quanto tutto il corollario di errori ed anche, purtroppo, di atrocità che ne conseguirono. Sbaglia chi cerca di vedere in questa pellicola solamente un significato antirivoluzionario ed antisocialista: tutti i sentimenti positivi, tutti gli slanci dei rivoluzionari in procinto di prendere il potere sono raccontati con grande vigore, ma l'evolversi delle vicende non può poi esimersi dal mettere in luce, da un lato, l'eccessivo zelo -sconfinante spesso in puro fanatismo, quello di cui rimase vittima l'innocente vena poetica del protagonista- che portò alla messa in atto di considerevoli orrori ai danni dello stesso popolo e, dall'altro, la progressiva burocratizzazione ed inclinazione alle purghe incondizionate di un regime sempre più lontano dagli oppressi (simboleggiato da uno dei più reazionari borghesi, Komarovsky -interpretato da un come sempre bravissimo Rod Steiger-, nominato ministro per cercare di garantire un po' più di stabilità al governo), prodromo all'arrivo di Stalin, il cui baffo con annesso faccione non per niente vediamo apparire, ben visibile, al lato dello schermo verso la fine della proiezione. Ciò che resta impresso della caratterizzazione di tutti i personaggi maschili è il fatto che ognuno sia carico, tanto tra i buoni quanto tra i cattivi, di una certa dose di ambiguità, a simboleggiare forse proprio quella terribile precarietà di cui era avvolta la Russia del tempo, barcollante tra un genuino slancio rivoluzionario ed una realtà dei fatti che si avviava, sempre più, giorno per giorno, ad abbracciare la via totalitaria: Yuri è un uomo generoso e di buon cuore, ma diviso tra due amori per due donne differenti; il fratello riesce silenziosamente a disobbedire al partito, ma mai, nemmeno sotto la guida di Stalin, accetterà di farlo esplicitamente; Komarovsky è un personaggio spregevole, ma, seppur più per rivalsa personale, salva Lara e figlia; Antipov, infine, dapprima si professa non bolscevico pur combattendo attivamente per la causa rivoluzionaria, indi, dopo l'Ottobre, guidando le truppe rosse, si fa promotore di terribili azioni nei villaggi della campagna russa, salvo poi finire di fronte al plotone di esecuzione in quanto divenuto, improvvisamente, nemico della rivoluzione per i vertici del partito. Così come in Lawrence d'Arabia, anche qui grande è la fotografia (nonostante le tinte cromatiche siano comprensibilmente differenti), con gli scenari siberiani che ammaliano per la loro bellezza e per quello sfavillante bianco della neve che si estende a perdita d'occhio. L'imponente lunghezza della pellicola, contando su un ritmo sempre medio e costante, riesce comunque a mantenere un ritmo scorrevole e coinvolgente, senza mai annoiare o perdersi in eccessive prolissità. Assolutamente calzante ed azzeccata, infine, è la musica di Jarre.
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jayan
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venerdì 4 dicembre 2009
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il più bel film d'amore di tutti i tempi!
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E' un capolavoro, il più bel film d'amore di tutti tempi. Merito del regista David Lean e degli attori (in particolare Omar Sharif e Julie Christie), ma anche del musicista Maurice Jarré, autore della splendida colonna sonora. I paesaggi sono splendidi (pur essendo stato girato in Finlandia perché allora il regime socialista aveva vietato la pubblicazione del romanzo e non avrebbe mai permesso di girare il film in Russia), la fotografia eccellente, Omar Sharif è più grande che mai. E' un film che ispira, un grande amore ma anche un grande film storico, che ci aiuta a comprendere ciò che era lo zarismo e ciò che fu poi la rivoluzione russa e la dittatura socialista, con le sue epurazioni e massacri.
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E' un capolavoro, il più bel film d'amore di tutti tempi. Merito del regista David Lean e degli attori (in particolare Omar Sharif e Julie Christie), ma anche del musicista Maurice Jarré, autore della splendida colonna sonora. I paesaggi sono splendidi (pur essendo stato girato in Finlandia perché allora il regime socialista aveva vietato la pubblicazione del romanzo e non avrebbe mai permesso di girare il film in Russia), la fotografia eccellente, Omar Sharif è più grande che mai. E' un film che ispira, un grande amore ma anche un grande film storico, che ci aiuta a comprendere ciò che era lo zarismo e ciò che fu poi la rivoluzione russa e la dittatura socialista, con le sue epurazioni e massacri. Questo amore per l'amante, che incontra e poi perde e infine ritrova. Le sue poesie, il suo animo nobile e sensibile, il rispetto per la moglie, la ricerca del fratello... il finale drammatico. Forse soltanto "L'amore è una cosa meravigliosa" può competere con questo film, pur non avendo scenari così grandiosi e una storia molto più complessa come ce l'ha invece il Doottor Zivago. Eccellente, straordinario. L'ho visto 7 volte. Da non perdere. Uno dei classici della storia del cinema. David Lean grandioso più che mai.
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mik
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martedì 10 marzo 2009
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il novecento russo di lean
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Non ho letto il romanzo di Pasternak, e forse dopo aver visto questo film mi prenderà la curiosità di leggerlo, se non altro per capire dove e quanto il regista è intervenuto. Visto così, si intuisce che si tratta di un buon film perchè ha alle spalle un grande (forse grandissimo) romanzo.
Soprattutto la prima parte è scorrevole, intensa e piacevolissima, mentre la seconda (dal trasferimento in treno negli urali in poi) diventa più sonnacchiosa e sembra essere stata curata meno dell'altra.
Detto ciò il giudizio del Morandini mi sembra francamente un pò eccessivo: sebbene di critiche al film se ne possano fare tante (ad iniziare da una sua dimensione "polpettosa" che potrebbe far storcere qualche naso) resta comunque una narrazione avvincente alle spalle, evidente merito del romanzo, che intreccia le storie dei personaggi con la Storia del '900 russo e non può non catturare ed appassionare lo spettatore.
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Non ho letto il romanzo di Pasternak, e forse dopo aver visto questo film mi prenderà la curiosità di leggerlo, se non altro per capire dove e quanto il regista è intervenuto. Visto così, si intuisce che si tratta di un buon film perchè ha alle spalle un grande (forse grandissimo) romanzo.
Soprattutto la prima parte è scorrevole, intensa e piacevolissima, mentre la seconda (dal trasferimento in treno negli urali in poi) diventa più sonnacchiosa e sembra essere stata curata meno dell'altra.
Detto ciò il giudizio del Morandini mi sembra francamente un pò eccessivo: sebbene di critiche al film se ne possano fare tante (ad iniziare da una sua dimensione "polpettosa" che potrebbe far storcere qualche naso) resta comunque una narrazione avvincente alle spalle, evidente merito del romanzo, che intreccia le storie dei personaggi con la Storia del '900 russo e non può non catturare ed appassionare lo spettatore.
Altro discorso mi sembra debba meritare il giudizio dell'autore sul comunismo in URSS e sulla rivoluzione, cosa per cui dovrei certamente rimandare alla lettura del romanzo.
Mi sembra però che il testo(almeno per quanto trapela dal film) guardi al comunismo più con delusione che con disprezzo. E lo stesso Zivago (alter-ego dell'autore) confessa a sua volta la simpatia per quanto di buono il comunismo aveva introdotto, pur non condividendone i metodi (o per citare il film nella scena che più mi ha colpito "avevamo la sua approvazione, ma per motivi che erano sottili come i suoi versi") chiaro poi che siamo di fronte ad un film americano in piena guerra fredda, e come tale risente del periodo storico in cui si è venuto a trovare.
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[+] spesso i critici accusano di essere mielosi i film
(di jayan)
[ - ] spesso i critici accusano di essere mielosi i film
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