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gianleo67
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venerdì 11 ottobre 2013
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fanta-politica pacifista del giovane wise
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Misterioso disco volante atterra nel centro di Washington accolto da un pronto schieramento militare e da una folla di curiosi. Ne discendono un flemmatico umanoide ed un impenetrabile robot d'acciaio. Ferito e catturato, il conciliante alieno rivelerà di essere ambasciatore di una federazione di mondi che temono lo sviluppo bellico della tecnologia atomica da parte dei popoli terrestri e ne reclamano l'immediato disarmo: pena la distruzione del pianeta da parte dell'implacabile robot. Finale rocambolesco ed edificante.
Tratto dal racconto 'Farewell to the Master' di Harry Bates e sceneggiato da Edmund H. North, l'opera del giovane ma già prolifico Robert Wise dimostra una decisa predilezione per il fantastico ed il thriller qui declinato secondo il 'gusto' del tempo per la (neanche tanto) velata metafora antimilitarista in tempo di guerra fredda.
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Misterioso disco volante atterra nel centro di Washington accolto da un pronto schieramento militare e da una folla di curiosi. Ne discendono un flemmatico umanoide ed un impenetrabile robot d'acciaio. Ferito e catturato, il conciliante alieno rivelerà di essere ambasciatore di una federazione di mondi che temono lo sviluppo bellico della tecnologia atomica da parte dei popoli terrestri e ne reclamano l'immediato disarmo: pena la distruzione del pianeta da parte dell'implacabile robot. Finale rocambolesco ed edificante.
Tratto dal racconto 'Farewell to the Master' di Harry Bates e sceneggiato da Edmund H. North, l'opera del giovane ma già prolifico Robert Wise dimostra una decisa predilezione per il fantastico ed il thriller qui declinato secondo il 'gusto' del tempo per la (neanche tanto) velata metafora antimilitarista in tempo di guerra fredda.
Pur con diverse leggerezze e incongruenze a livello di sceneggiatura (dovute ad uno sviluppo eccessivamente lineare di un soggetto decisamente didascalico) ed un comparto scenografico votato al risparmio, è un film che gioca le sue carte più sulla costruzione dell'atmosfera che sulla credibilità dei personaggi, precipitando gli eventi nel vortice di una frettolosa escalation in cui si rivelano la meschinità dei caratteri umani (l'ambizioso agente assicurativo) o il loro ingenuo e coraggioso idealismo (la bella segretaria) e dove la salvezza del mondo viene affidata ad una oscura e incomprensibile formula recitata davanti alla impenetrabile maschera di un implacabile distruttore metallico («Klaatu, Barada, Nikto!»). Regista di sicuro mestiere e di qualche arguzia, Wise dissemina il film degli ingannevoli indizi di una ironica ambiguità (la pensionante che fa illazioni sulla natura terrestre del fenomeno) e centra una descrizione scenografica dei simboli del potere (il campidoglio) in una dialettica di forze contrapposte in cui si propende più per la ragionevolezza del messaggio alieno (marziano?) piuttosto che per la scelleratezza autodistruttiva di una autoctona civiltà marziale o sulle ricadute negative dei progressi scientifici (la visita al cimitero monumentale di Arligton, la rigida ottusità del comando militare, la burocratica stupità dei governi della Terra). Girato in economia dalla 20th Century Fox è una ingenua parabola pacifista che prelude al maccartismo e fu sconfesssata dall'autore del libro da cui è tratta. Ottimi comunque i protagonisti principali: un penetrante e misurato Michael Rennie nella parte dell'ambasciatore alieno nei panni di un impostore umano (di nome Carpenter!) e la bella Patricia Neal intrepida mammina impegnata a salvare il mondo. Remake del 2008 con l'insipido blockbuster interpretao da Keanu/Klaatu Reeves e dalla sempreverde Jennifer Connelly. Conservato nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.
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lu pichi
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giovedì 6 marzo 2025
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capolavoro conservato al national film registry
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Capolavoro assoluto del cinema di fantascienza anni 50 quando a primeggiare erano le idee e non gli effetti speciali, Ultimatum alla Terra e un film ricco di tematiche e suggestioni ancora attuali, e una pellicola che ancora oggi riesce ad affascinare, coinvolgere e far riflettere. Nel 2008 la 20th Century Fox ha prodotto un remake con Keanu Reeves e Jennifer Connelly e nonostante le buone intenzioni del regista Scott Derrickson (The Exorcism Emily Rose) che si è dichiarato super fan di Robert Wise che ha potuto conoscere quand'era uno studente, il film non è riuscito ad omaggiare degnamente il primo, il risultato è stato di un film visivamente più interessante grazie agli effetti speciali ma senza la profondità morale di quello di Wise.
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Capolavoro assoluto del cinema di fantascienza anni 50 quando a primeggiare erano le idee e non gli effetti speciali, Ultimatum alla Terra e un film ricco di tematiche e suggestioni ancora attuali, e una pellicola che ancora oggi riesce ad affascinare, coinvolgere e far riflettere. Nel 2008 la 20th Century Fox ha prodotto un remake con Keanu Reeves e Jennifer Connelly e nonostante le buone intenzioni del regista Scott Derrickson (The Exorcism Emily Rose) che si è dichiarato super fan di Robert Wise che ha potuto conoscere quand'era uno studente, il film non è riuscito ad omaggiare degnamente il primo, il risultato è stato di un film visivamente più interessante grazie agli effetti speciali ma senza la profondità morale di quello di Wise. Personalmente adoro Ultimatum alla Terra (1951) non me lo ricordavo l'ho rivisto e mi ha affascinato come la prima volta, è perfetto così. Nel 1995 e stato scelto per essere conservato al National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti (ATTENZIONE ADESSO SPOILERO) Tempo dopo l'uscita di questo film alcuni critici hanno fatto notare che il personaggio principale (Klaatu) arriva dal cielo a parlare di pace e mostra i suoi poteri soprannaturali provocando un black out mondiale, poi viene tradito, viene ucciso dai soldati, impedisce al robot Gort di punire i suoi assassini, tutto questo richiama un po' alle tematiche cristiane, lui arriva quasi come fosse un creatore, la sua navicella non si può aprire o scalfire, il suo Robot non si può abbattere ed è talmente forte che può distruggere tutto, ma Klaatu può morire, è fatto umano. Il regista è il produttore hanno ribadito la totale casualità di questa analogie, ma lo sceneggiatore ha ammesso che erano volute, aggiungendo che comunque "per più di 10 anni non se n'è accorto nessuno".
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lu pichi
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venerdì 7 marzo 2025
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capolavoro senza tempo
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Ultimatum alla terra è un nobile esempio di fantascienza degli anni 50 con all'interno un messaggio di pace, fatto ancor più apprezzabile se consideriamo il momento storico in cui fu girato. Nel film non c'è nessuna predominanza degli effetti speciali, vive del suo monito sempre attuale e dell'originalita di una fantascienza non terroristica. E' un'autentico capolavoro di tensione narrativa, un'opera semplice, quasi elementare, con una struttura lineare, fluida, con l'a regia di Wise che non prende posizioni ma procede spedita a dispiegare l'intreccio mantenendo la giusta dose di realismo. E' da qiesto film che parte la prima vera vita dei film di fantascienza sociale che diverge anche dal racconto alla base infatti Farewell to the master (1946) di Harry Bates, è meno consolatorio,.
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Ultimatum alla terra è un nobile esempio di fantascienza degli anni 50 con all'interno un messaggio di pace, fatto ancor più apprezzabile se consideriamo il momento storico in cui fu girato. Nel film non c'è nessuna predominanza degli effetti speciali, vive del suo monito sempre attuale e dell'originalita di una fantascienza non terroristica. E' un'autentico capolavoro di tensione narrativa, un'opera semplice, quasi elementare, con una struttura lineare, fluida, con l'a regia di Wise che non prende posizioni ma procede spedita a dispiegare l'intreccio mantenendo la giusta dose di realismo. E' da qiesto film che parte la prima vera vita dei film di fantascienza sociale che diverge anche dal racconto alla base infatti Farewell to the master (1946) di Harry Bates, è meno consolatorio,. Ultimatum alla terra è un classico tra i primi del genere insieme a "La cosa da un'altro mondo" che aveva una visione degli alieni diametralmente opposta ma generata dalla stessa fobia nucleare (la Guerra Fredda) è dall'ignoto (la ricerca spaziale muoveva i primi passi importanti). L'espediente della creatura "divina" venuta dal cielo, diretta emancipazione del Giudizio Universale (Klaatu assume il nome di Carpenter "falegname" e resuscita) è il migliore per ridimensionare la portata dell'uomo, rimarcare l'ottusità e riconoscerne i progressi e la civilizzazione. Nel 2018 la 20th Century Fox ha prodotto un remake con Keanu Reeves e Jennifer Connelly per la regia di Scott Derrickson (The Exorcism of Emily Rose) che si è dichiarato un grande fan di Robert Wase e che ha potuto conoscere quand'era studente, ma nonostante questo seppur il film è visivamente interessante manca di quella profondità che ha il film di Wise. Ultimarum alla Terra 1951 è stato scelto per essere conservato nel National Film Registry della Biblioteca degli Stati Uniti che è davvero un grande riconoscimento per un film, i criteri per entrare a farne parte sono che la pellicola sia "culturalmente, storicamente o esteticamente significativa."
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claudus
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giovedì 30 settembre 2010
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ricatto alla terra con molta fanta e poca scienza
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I film di fantascienza sono troppo dipendenti dalla tecnologia...Ecco perchè è necessario non cadere nelle trappole del tempo per fare un grande film di genere.
Chi considera questo film un capolavoro non ha visto abbastanza film e quindi è un ignorante.
Robert Wise è un ottimo regista, ma qui commette tre errori imperdonabili.
1) La banalità dei motivi per cui gli alieni vengono sulla Terra,ad avvertire cioè che verrano distrutti se procederanno ad agire in un certo modo. Praticamente un ricatto.
La scienza non deve , quindi, essere usata per i materiali bellici...Ma allora per quale motivo il robot poteva disintegrare chi voleva? Significa che il progresso della scienza a loro è stato permesso ! E come ne hanno capito gli errori, se non attraverso l'esperienza del loro sbagliato utilizzo?
2) Il grossolano equivoco di utilizzare certi costumi, che nel tempo si sarebbero mostrati davvero noiosamente carnevaleschi.
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I film di fantascienza sono troppo dipendenti dalla tecnologia...Ecco perchè è necessario non cadere nelle trappole del tempo per fare un grande film di genere.
Chi considera questo film un capolavoro non ha visto abbastanza film e quindi è un ignorante.
Robert Wise è un ottimo regista, ma qui commette tre errori imperdonabili.
1) La banalità dei motivi per cui gli alieni vengono sulla Terra,ad avvertire cioè che verrano distrutti se procederanno ad agire in un certo modo. Praticamente un ricatto.
La scienza non deve , quindi, essere usata per i materiali bellici...Ma allora per quale motivo il robot poteva disintegrare chi voleva? Significa che il progresso della scienza a loro è stato permesso ! E come ne hanno capito gli errori, se non attraverso l'esperienza del loro sbagliato utilizzo?
2) Il grossolano equivoco di utilizzare certi costumi, che nel tempo si sarebbero mostrati davvero noiosamente carnevaleschi.Del Gort non ne parliamo neanche...Davvero ridicolo, un pompiere dello spazio, camminava come un palombaro ma si vedeva benissimo che aveva delle gambe umane !
Era una cosa da prevedere, Kubrick insegna...(vedi monolite).
3) Mostrare l'interno dell'astronave...I dispositivi di funzionamento risultano a oggi poco più che dei fossili, tanto che possiamo guardare questi alieni avanzati come a dei cavernicoli.
Per il resto il ritmo del film, la regia e le interpretazioni sono davvero buone. Il film non è affatto antiquato nella sua parte poliziesca...
Il ritorno dalla morte solo temporaneo...è interessante...Come è stata buona l'idea di togliere la corrente elettrica dal mondo...Anche se trattata superficialmente( come lasciarla negli ospedali etc...Non ci viene spiegato ).
Ma non si può per questo far finta di non aver notato le suddette lacune.
Troppo approssimativo
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(di andrea_65)
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