|
|
samanta
|
domenica 22 marzo 2026
|
una grande agatha christie
|
|
|
|
Tratto dal romanzo giallo di Agatha Christie che ha avuto almeno altre 3 versioni cinematografiche: quella del 1945 diretta dal grande René Clair e altre 2 nel 1974 diretta da Peter Collison e nel 1989 diretta da Alan Birkinshaw, questa è diretta da George Pollock inglese, regista ha diretto pochi film (alcuni con protagonista Miss Marple), ma con una lunga carriera di aiuto regista.
8 persone sono invitate da un certo Mr. Owen in un castello isolato su una montagna innevata a cui si accede solamente con una lunga funivia, nel castello non trovano l'ospite, ma solamente un maggiordomo Joseph Grohmann (Mario Adorf) la moglie Elsa (Marianne Hoppe) cuoca, assunti il giorno prima da un'agenzia.
[+]
Tratto dal romanzo giallo di Agatha Christie che ha avuto almeno altre 3 versioni cinematografiche: quella del 1945 diretta dal grande René Clair e altre 2 nel 1974 diretta da Peter Collison e nel 1989 diretta da Alan Birkinshaw, questa è diretta da George Pollock inglese, regista ha diretto pochi film (alcuni con protagonista Miss Marple), ma con una lunga carriera di aiuto regista.
8 persone sono invitate da un certo Mr. Owen in un castello isolato su una montagna innevata a cui si accede solamente con una lunga funivia, nel castello non trovano l'ospite, ma solamente un maggiordomo Joseph Grohmann (Mario Adorf) la moglie Elsa (Marianne Hoppe) cuoca, assunti il giorno prima da un'agenzia. Gli ospiti che tra loro non si conoscono, sono: un giudice in pensione Arthur Cannon (Wilfred Hide White), un generale a riposo John Mandrake (Leo Genn), un medico Edward Armstrong (Dennis Price), la segretaria Ann Clyde (Shirley Eaton) che non conosce Owen perché anche lei assunta il giorno prima da un'agenzia, una nota attrice Ilona Bergen (Daliah Lavi), un investigatore privato (Stanley Holloway), una pop star Mike Raven (Fabian), un ingegnere Hugh Lombard (Hugh O'Brian). Durante la cena la voce registrata di Owen li elenca tutti, rivelando per ognuno i crimini e i delitti commessi in passato e rimasti impuniti, il registratore è stato attivato inconsapevolmente da Joseph, si pensa a uno scherzo , ma Raven canticchia ubriaco una filastrocca in cui ci sono 10 piccoli indiani che ad uno ad uno muoiono e confessa il delitto commesso, giusto in un tavolo c'è un piatto di legno con nei bordi le figure in legno, di 10 indiani. Raven è il primo a morire avvelenato da un bicchiere contenete un veleno, così per la notte e il giorno seguente muoiono gli invitati e (ogni volta scompare una figurina di legno di un indiano) fino all'epilogo e alla sorpresa finale.
Il film mi è piaciuto molto, visto anni fa in TV e rivisto ora in dvd, lo ritengo superiore al film di Renè Clair che esagera nel descrivere la storia "leggermente" e quasi comicamente. La vicenda si dipana snellamente, la storia creata da Agatha Chrisie funziona perfettamente, la trama è intricata con tanti personaggi,ma il meccanismo giallo funziona anche qui in modo preciso e lineare. Ritengo che sia stata rispettata la visione morale della scrittrice che era profondamente cristiana, gli invitati confessano (salvo la Clyde) un quadro dei vari delitti i più vari dall'omicidio doloso o colposo al furto, alla menzogna, è una esposizione del male frutto del peccato originale che ha leso l'animo umano, concezione che è presente nell'opera della scrittrice; al riguardo è da ricordare circa la fede della Christie il c.d. "indulto Agatha Christie" concesso da Paolo VI all'Inghilterra nel 1969 di continuare in Inghilterra a celebrare la messa in latino, a seguito di un appello di 57 intellettuali tra cui la Christie.
Ritornando al film il soggetto è stato tradotto in modo corretto nella sceneggiatura, anche se l'ambientazione è diversa, il fatto non impinge nella storia essendo comunque gli ospiti sempre invitati in un posto isolato, in un'atmosfera di prigionieri rinchiusi come in una gabbia, perseguitati da un perfido, misterioso e onnipotente assassino che uccide inesorabilmente una persona dopo l'altra; è da notare che il finale è quello della commedia teatrale curata dalla stessa Christie diverso da quello del romanzo. Certamente il regista ha condotto con mano ferma la storia senza divagazioni, ma creando la giusta suspense nel succedersi di eventi tragici, avvalendosi di un cast di attori di tutto riguardo: 2 americani la pop star Fabian, il prestante Hugh O'Brian attore tv e cinematografico (vari Western: La lancia che uccide, La vergine della valle, Il pistolero), Daliah Lavi bellezza israeliana che ebbe negli anni '60 un decennio di popolarità (2 settimane in un'altra città, Lord Jim, 007 Casinò Royale). Soprattutto emerge la classe di alcuni attori inglesi, come: l'impareggiabile Hyde-White bravissimo attore e caratterista in molti film (Il terzo uomo, Frontiera a Nord Ovest, My Fair Lady) qui astuto e intrigante giudice, Stanley Halloway perfetto detective senza scrupoli, bravo caratterista in molte produzioni (L'incredibile avventura di Mr. Holland, Mary Poppins, Prima Vittoria), ma anchegli altri attori inglesi sono bravi: Leo Genn perfetto arrogante generale (Quo Vadis, Gli avvventurieri di Plymouth, 55 giorni a Pechino) e infine la bellissima Shirley Eaton (Goldfinger in cui intepreta la ragazza uccisa con la vernice d'oro, Sumuro) che affronta egregiamente la parte drammatica di un'innocente accusata ingiustamente.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a samanta »
[ - ] lascia un commento a samanta »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
albert
|
sabato 22 marzo 2025
|
e adesso a chi tocca?
|
|
|
|
Nel 1939. Agatha Christie scrisse "Dieci piccoli indiani". Il romanzo ebbe un successo clamoroso, tanto che vennero fatti diversi film ispirantesi a tale romanzo. Il primo di questi fu proprio quello girato da Rene' Clair, famoso regista francese approdato negli Usa già nel 1940, che ne modificò il finale, aggiungendovi un po' di ironia e un impronta melodrammatica. Ormai sono passati ottant'anni da quando venne girato il film e si sentono tutti. Rimane, però, quello che un bravo regista come Clair lascia indelebile: il riuscire ad avvincere lo spettatore con un ritmo serrato, lo scegliere attori che, anche se non di primissimo piano, riescano a creare un perfetto amalgama per cui nessuno si trovi fuori ruolo.
[+]
Nel 1939. Agatha Christie scrisse "Dieci piccoli indiani". Il romanzo ebbe un successo clamoroso, tanto che vennero fatti diversi film ispirantesi a tale romanzo. Il primo di questi fu proprio quello girato da Rene' Clair, famoso regista francese approdato negli Usa già nel 1940, che ne modificò il finale, aggiungendovi un po' di ironia e un impronta melodrammatica. Ormai sono passati ottant'anni da quando venne girato il film e si sentono tutti. Rimane, però, quello che un bravo regista come Clair lascia indelebile: il riuscire ad avvincere lo spettatore con un ritmo serrato, lo scegliere attori che, anche se non di primissimo piano, riescano a creare un perfetto amalgama per cui nessuno si trovi fuori ruolo. Si aggiunga uno splendido bianco e nero ed anche una sceneggiatura senza evidenti intoppi ed ecco che questo film può essere considerato, a buon ragione, la miglore trasposizione cinematografica del celebre romanzo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a albert »
[ - ] lascia un commento a albert »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
carloalberto
|
domenica 9 maggio 2021
|
siamo tutti colpevoli
|
|
|
|
Memorabile la sequenza iniziale con la barca sbattuta tra le onde mentre il caronte bonario, vecchio marinaio con la faccia cotta dal sole che addenta sornione un panino sotto gli occhi del passeggero russo col mal di mare, traghetta le sue dieci anime verso l’isola in cui saranno giudicate e condannate, costrette, infine, dal loro carnefice, trasfiguratosi in vittima, a confessare la loro colpa in un giudizio universale papiniano prima di essere giustiziati.
Clair modifica il finale salvando l’amore, l’unico innocente, ed il titolo del romanzo, perché già nel ’45 appariva non politicamente corretto parlare di dieci piccoli negri. Meglio gli indiani, anche se la loro sorte per mano inglese non è stata migliore di quella degli schiavi di colore.
[+]
Memorabile la sequenza iniziale con la barca sbattuta tra le onde mentre il caronte bonario, vecchio marinaio con la faccia cotta dal sole che addenta sornione un panino sotto gli occhi del passeggero russo col mal di mare, traghetta le sue dieci anime verso l’isola in cui saranno giudicate e condannate, costrette, infine, dal loro carnefice, trasfiguratosi in vittima, a confessare la loro colpa in un giudizio universale papiniano prima di essere giustiziati.
Clair modifica il finale salvando l’amore, l’unico innocente, ed il titolo del romanzo, perché già nel ’45 appariva non politicamente corretto parlare di dieci piccoli negri. Meglio gli indiani, anche se la loro sorte per mano inglese non è stata migliore di quella degli schiavi di colore.
Lo spettatore è chiamato in causa appena si arriva alla villa arroccata sulla roccia dell’isola, ripresa dal basso per renderla più tetra e solitaria, forse spunto per la casa degli orrori di Psyco, quando gli ospiti si presentano declinando ciascuno nome, cognome e professione alla cinepresa e, ancora più avanti, quando qualcuno tra gli invitati ammiccherà in camera cercando la complicità del pubblico.
Il messaggio è chiaro: anche noi siamo stati invitati al macabro convivio. Nessuno è innocente, tutti nascondono un piccolo o un grande segreto nel loro cuore, un misfatto che non vorremmo mai rivelare. Nel finale, Clair ottimisticamente assolve gli innamorati e li salva, unici superstiti, unici innocenti. Ma sarà vero?
Più cinica la Christie che per nulla al mondo avrebbe rinunciato al meccanismo ad orologeria del suo delitto perfetto, in questo caso una strage perfetta, più interessata alla riuscita del suo giallo e a stupire i suoi lettori, piuttosto che alla sorte dell’umanità.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a carloalberto »
[ - ] lascia un commento a carloalberto »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
aristoteles
|
martedì 28 luglio 2015
|
grazie agatha
|
|
|
|
Ho visto altre versioni di questo capolavoro ,quella del 66 e del 74 ad esempio, ma questa per me rimane la più affascinante , accativante ed emozionante.
I personaggi sono ben caraterizzati e l'ambientazione è convincente,
La trama è bellissima e geniale come il capolavoro assoluto di Agatha Christie, anche se il finale è leggermente diverso.
Quasi impossibile riuscirere a capire chi è l'assassino fino a quando ovviamente non si renderà manifesto.
Da vedere assolutamente.
|
|
|
[+] lascia un commento a aristoteles »
[ - ] lascia un commento a aristoteles »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
themorenina
|
venerdì 19 giugno 2015
|
non esiste nulla o quasi di così bello
|
|
|
|
Il libro é il mio preferito,il film è di una bellezza infinita anche se il finale non è come quello del libro. Comunque sia se avessi un figlio lo farei crescere a "pane e 10 piccoli indiani". Troppo bello!
|
|
|
[+] lascia un commento a themorenina »
[ - ] lascia un commento a themorenina »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
nicolas bilchi
|
sabato 24 settembre 2011
|
dieci piccoli indiani.
|
|
|
|
La classe di René Clair e la grandezza della regina del brivido Agatha Christie si fondono per creare un'opera di altissima qualità, un perfetto connubio di suspence, dramma e humor (anche nero) che trascende qualsiasi classificazione rigida in un genere specifico e fa di questo film un'opera a suo modo unica. Vedere Dieci piccoli indiani significa prima di tutto trascorrere un'ora e mezzo di puro intrattenimento, significa immergersi completamente in una storia trascinante che non annoia mai e coinvolge lo spettatore sotto ogni punto di vista, offrendo ogni tipo di approccio (talvalta comico, grottesco, o squisitamente "giallo") col giusto dosaggio.
[+]
La classe di René Clair e la grandezza della regina del brivido Agatha Christie si fondono per creare un'opera di altissima qualità, un perfetto connubio di suspence, dramma e humor (anche nero) che trascende qualsiasi classificazione rigida in un genere specifico e fa di questo film un'opera a suo modo unica. Vedere Dieci piccoli indiani significa prima di tutto trascorrere un'ora e mezzo di puro intrattenimento, significa immergersi completamente in una storia trascinante che non annoia mai e coinvolge lo spettatore sotto ogni punto di vista, offrendo ogni tipo di approccio (talvalta comico, grottesco, o squisitamente "giallo") col giusto dosaggio. Veramente per tutti i gusti. Il soggetto della Christie aiuta non poco, ma ci vuole l'abilità di un genio per realizzare qualcosa che non potesse essere considerato come un comune film thriller. Il salto di qualità è dovuto alla capacità di Clair di innestare, su una base di partenza che è quella del thriller, una serie di registri stilistici fortemente in contrasto tra loro, ma che proprio da questa dialettica di fondo arrivano ad una sintesi attiva concretizzantesi nella straordinaria vitalità della pellicola in questione. Alternando i toni con la sapienza di un esperto artigiano, il regista francese carica il suo prodotto di una tale molteplicità di sfumature che risulta impossibile annoiarsi. Clair non appesantisce il film marcando la mano soltanto sull'intreccio investigativo, e al contempo riesce ad evitare di deformare la materia con eccessivi innesti di comicità, che avrebbero potuto ridicolizzare la trama, che in realtà è seria e profondamente drammatica. Non manca neanche la riflessione etica, in quanto tutti (o quasi) gli "indiani" che vengono eliminati da questo misterioso U. N. Owen non sono persone degne di compassione, ma tutte figure meschine ed ipocrite che si sono macchiate senza scusanti di crimini gravissimi. Non c'è poi molto da dire su film del genere: parlare della trama sarebbe superficiale ed inconcludente, sviluppare una critica eccessivamente soggettivo proprio per questa grande varietà di sfaccettature e di angolazioni da cui il film è osservabile. E' giusto però soffermarsi sul rapporto che si crea tra il soggetto dell'opera e il regista che la realizza. In quest'ottica devono essere menzionati due stupendi concetti riconducibili alla regia di Clair. Prima di tutto tanto di cappello alla scelta (pericolosa sì dal punto di vista del budget, ma sono proprio prese di posizione acome questa a fare la differenza tra la grande massa più o meno a formato standard e i pochi capolavori della cinematografia) di non arruolare alcuna "star" di Hollywood tra i caratteristi - tranne Barry Fitzgerald, che comunque non figura tra i mostri sacri del periodo - perchè sarebbe stato scontato che un attore prestigioso sarebbe arrivato fino alla fine della pellicola, in quanto non era assolutamente possibile farlo uscire di scena nel mezzo o all'inizio e anche per dare un maggiore tocco di realismo alla vicenda, mostrando persone normali, con visi normali, non le maschere d'oro delle grandi leggende. L'altro elemento è il magnifico rovesciamento di prospettiva nel rapporto spettatore-proiezione. La maggior parte dei film che compongono il cinema sono opere che potremmo dire si sviluppano "verso l'esterno", vale a dire che, venendo presentati una serie di oggetti, di situazioni, di personaggi che il pubblico osserva, lo spettatore si ritrova quasi sempre a sapere di più sui fatti rispetto ai personaggi stessi; al contrario, Dieci piccoli indiani rappresenta uno squisito esempio di cinema intimista, nel senso che l'azione è quasi ridotta a zero in un categorico rispetto delle unità aristoteliche di spazio, tempo e azione, e il vero turbine di cambiamenti si verifica solamente all'interno della mente dei vari protagonisti. Dato che l'osservatore rimane ignaro sull'identità dell'assassino e sulla dinamica degli omicidi sino alla fine, si ritrova anche escluso dalla possibilità di conoscere i reali sentimenti dei personaggi; i personaggi stessi invece, ovviamente sanno cosa provano essi stessi, e di conseguenza ci si ritrova nella paradossale e strabiliante condizione per cui lo spettatore è completamente tagliato fuori dalla possibilità di dominare il film grazie ad alcun parametro di certezza. Clair non offre mai nulla di certo, non ci dà uno scoglio cui aggrapparci per permetterci di dire di avere il controllo dell'intreccio: pura arte, che va al di là del cinema.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a nicolas bilchi »
[ - ] lascia un commento a nicolas bilchi »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
jason66
|
martedì 31 maggio 2011
|
i piccoli indiani di clair
|
|
|
|
Dieci persone,sette uomini e tre donne,sono invitati a Nigger Island,un'isola sulle coste del Devon.Comincieranno tutti a morire lentamente,uccisi da un misterioso assassino che si fa chiamare mr. Owen, in base ad una filastrocca appesa nelle loro camere.Sicuramente questo primo film è il più bello, un film che riesce a mettere insieme suspanse, ironia e dramma,mentre negli altri film c'era solo una delle tre cose.In quello del 66 c'è troppa suspanse.In quello del 74 c'è troppo dramma.Nella versione russa dell' 87, anche se più fedele al romanzo, c'è troppa cupezza.In quello dell' 89, c'è troppa ironia, anche se involontaria.
[+]
Dieci persone,sette uomini e tre donne,sono invitati a Nigger Island,un'isola sulle coste del Devon.Comincieranno tutti a morire lentamente,uccisi da un misterioso assassino che si fa chiamare mr. Owen, in base ad una filastrocca appesa nelle loro camere.Sicuramente questo primo film è il più bello, un film che riesce a mettere insieme suspanse, ironia e dramma,mentre negli altri film c'era solo una delle tre cose.In quello del 66 c'è troppa suspanse.In quello del 74 c'è troppo dramma.Nella versione russa dell' 87, anche se più fedele al romanzo, c'è troppa cupezza.In quello dell' 89, c'è troppa ironia, anche se involontaria.Insomma in questo film c'è tutto quello che serve per essere un perfetto giallo, con un' ottima regia e bravissimi attori.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a jason66 »
[ - ] lascia un commento a jason66 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
julien sorel
|
martedì 11 maggio 2010
|
giallo d'autore
|
|
|
|
Trasposizione cinematografica di un famoso racconto giallo intitolato "And Then There Were None", scritto da colei che fu, e continua ad essere, regina madre dello stesso genere, Dieci piccoli indiani siglò e concluse la serie di produzioni realizzate negli USA da parte del celebre regista francese Renè Clair. Largamente fedele al racconto, la pellicola si discosta da questo solo per alcuni dettagli presenti perlopiù nel finale, glissando su alcuni passaggi ritenuti piuttosto forti e preferendo a questi una conclusione fortemente mitigata, apannaggio anche di un maggiore impatto cinematografico. La storia narra di una sorta di "Rendez-vous" tra dieci diversi personaggi, tre donne e sette uomini, sconosciuti tra loro e riuniti da un non meglio precisato Signor Owen.
[+]
Trasposizione cinematografica di un famoso racconto giallo intitolato "And Then There Were None", scritto da colei che fu, e continua ad essere, regina madre dello stesso genere, Dieci piccoli indiani siglò e concluse la serie di produzioni realizzate negli USA da parte del celebre regista francese Renè Clair. Largamente fedele al racconto, la pellicola si discosta da questo solo per alcuni dettagli presenti perlopiù nel finale, glissando su alcuni passaggi ritenuti piuttosto forti e preferendo a questi una conclusione fortemente mitigata, apannaggio anche di un maggiore impatto cinematografico. La storia narra di una sorta di "Rendez-vous" tra dieci diversi personaggi, tre donne e sette uomini, sconosciuti tra loro e riuniti da un non meglio precisato Signor Owen. Il luogo in cui si svolgono i fatti è un'elegante villa costruita su di un'isola sperduta e totalmente inabitata. Convocati come ospiti, ad ognuno di loro, attraverso un grammofono, verrà pronunciata un'accusa riguardante svariati omicidi commessi da loro stessi in determinati frangenti. Da qui inizia l'incalzante percorso dell'assassino che, sulla falsariga di una vecchia filastrocca per bambini, inizierà ad eliminare uno ad uno gli inquilini della casa. Ritenuto dapprima estraneo ai dieci, verrà poi identificato come presente tra loro stessi, l'assassino col procedere del film, apparirà in modo sempre maggiore come mosso da una cinica e crudele opera di morte, assurdamente complice e vittima nello stesso istante. L'epilogo vedrà gli ultimi superstiti scoprire e raggirare il sadico esecutore grazie ad una trovata che, l'assassino stesso erroneamente, non aveva considerato. Il film colpisce e si fa apprezzare per la fluidità e lo stile con il quale prosegue lungo tutta la sua durata. Sorretta da un ottimo ritmo narrativo e da un'intrigante susseguirsi di avvenimenti e colpi di scena, la pellicola viene recitata in maniera impeccabile da tutti gli attori, senza eccessi o forzature, merito anche della bravura di Clair, che come suo solito, dona e trasmette un senso di elegante ironia e sobrietà. Considerata l'età di questa pellicola, stupisce quasi il livello di godibilità e interesse che riesce a suscitare nello spettatore, dall'inizio alla fine rapisce e intriga, concedendo talvolta anche attimi di pura tensione. Stupendo giallo psicologico, "Dieci piccoli indiani" vale sicuramente la pena vederlo. Un classico che il tempo non ha sminiuto, e che sicuramente, ancor di più consacrerà.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a julien sorel »
[ - ] lascia un commento a julien sorel »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
diomede
|
giovedì 29 aprile 2010
|
veramente intrigante
|
|
|
|
Raccontare la trama, sarebbe rovinare un po' la souspence del film. Da guardare con calma e attenzione, un ottimo film tratto da un racconto della signora del Giallo per eccellenza. E' guardando film del genere che ci si accorge di quanta grande sia la loro influenza, e di come sia alta la loro qualità. Lo consiglio vivamente agli amanti del genere e agli amanti del buon cinema.
|
|
|
[+] lascia un commento a diomede »
[ - ] lascia un commento a diomede »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
g. romagna
|
lunedì 11 gennaio 2010
|
dieci piccoli indiani
|
|
|
|
Una vicenda assai avvincente (frutto della penna di Agatha Christie) messa in scena in maniera ineccepibile dal regista francese. Un film gradevolissimo che, grazie alla notevole suspance, riesce a tenere incollati di fronte allo schermo dall'inizio alla fine, nella consapevolezza dell'importanza di carpire ogni minimo particolare utile alla risoluzione del mistero che avvolge la villa in cui sono ospiti i dieci protagonisti della vicenda.
|
|
|
[+] lascia un commento a g. romagna »
[ - ] lascia un commento a g. romagna »
|
|
d'accordo? |
|
|
|