| Anno | 2009 |
| Genere | Fantascienza, |
| Produzione | USA |
| Durata | 127 minuti |
| Regia di | J.J. Abrams |
| Attori | Chris Pine, Zachary Quinto, Eric Bana, Simon Pegg, Winona Ryder, Zoe Saldana Karl Urban, John Cho, Bruce Greenwood, Ben Cross, Anton Yelchin, Leonard Nimoy, Greg Ellis, Chris Hemsworth, Jennifer Morrison, Clifton Collins Jr., Rachel Nichols, Jimmy Bennett, Akiva Goldsman. |
| Uscita | venerdì 8 maggio 2009 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,85 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 3 settembre 2018
I Romulani trovano un modo per tornare indietro nel tempo, in questo modo potranno vendicarsi della Federazione e del loro più acerrino nemico il capitano Kirk. Il film ha ottenuto 4 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 2 candidature a BAFTA, 5 candidature a Critics Choice Award, ha vinto un premio ai SAG Awards, In Italia al Box Office Star Trek - Il futuro ha inizio ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 2,3 milioni di euro e 887 mila euro nel primo weekend.
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James Tiberius Kirk è nato tra le stelle ed è cresciuto nell'Iowa, ribelle e ostinato vuole conoscere il nome della bella Uhura, onorare la memoria del padre, servire una causa, esplorare nuovi mondi e arrivare là dove nessun uomo è giunto prima. Spock è nato sul pianeta Vulcano da madre umana e padre vulcaniano, razionale e controllato pratica la disciplina del Kolinahr per purificarsi dalle emozioni, ama con virtuoso trasporto Uhura, domina la sua metà umana e si arruola nella Flotta stellare. È sull'Enterprise, prestigiosa nave spaziale governata dal Capitano Christopher Pike, che i due giovani si incontrano e si scontrano per affrontare un temibile nemico venuto dal futuro. Nero, diabolico Capitano Romulano, ha infatti deciso di distruggere tutti i pianeti della Federazione per mettere a tacere il dolore di una perdita incommensurabile. Tra passato, presente e futuro, Kirk e Spock si arrenderanno a una grande amicizia e curveranno lo spaziotempo, salpando verso l'ultima frontiera.
Non è mai facile adattare un'opera letteraria per lo schermo, rielaborarla e conformarla alle esigenze e alle restrizioni del mezzo filmico, figuriamoci realizzare la versione cinematografica della più celebre serie di fantascienza della storia della televisione americana. Eppure, tre stagioni e dieci film dopo, J.J. Abrams ha accettato la sfida Star Trek e ha varato una nuova nave stellare, esplorando nuovi mondi e nuove possibilità narrative, nel rispetto del culto e del mito e nell'osservanza della tradizione. Tele-trasportata dal passato e radicalmente trasformata da un trucco tecnologicamente più avanzato, torna l'Enterprise, carica del "suo" equipaggio: l'istintivo capitano Kirk, l'alieno Spock, l'ufficiale medico Leonard McCoy, l'ufficiale delle comunicazioni Uhura, l'ingegnere dei miracoli Montgomery Scott, il guardiamarina russo e adolescente Pavel Checov e, al comando dell'acceleratore nei viaggi spaziali, lo schermidore Sulu. A non tornare sarà invece il già dato della saga e il già vissuto dai personaggi, perché il regista newyorkese li farà implodere come il pianeta Vulcano, alterandone per sempre i destini, girando il timone del tempo e dirigendosi verso un sequel ancora tutto da inventare.
Star Trek è anche e soprattutto, dunque, una sorprendente dimostrazione della natura del racconto, che offre una prestazione in maggiore dei più antichi meccanismi della gestione dell'attenzione spettatoriale. Così, con la magnifica esagerazione di chi ritiene che nessun'altra storia come questa sia stata mai raccontata, il narratore Abrams stabilisce un'identità (autoriale) e una paternità al film e gira un prequel (che prequel non è) che introduce i personaggi (Kirk e Spock) e l'ambito di azione che gli compete (la Federazione Unita dei Pianeti e la Frontiera). L'autore concepisce letteralmente le origini dei "figli delle stelle", eroi e avversari precipitati in una dimensione spazio-temporale anomala, riflessi al presente di un passato già accaduto. Kirk e Spock sono giovani eroi contrastati, bisognosi di confrontarsi con se stessi oltre che con l'impresa da portare a termine. Il riscatto riguarda un percorso insito nelle insicurezze dell'individuo: essere degno erede di un padre eroico (il primo) e dominare il dissidio interiore vulcaniano-umano (il secondo). Il conseguente superamento della crisi fornirà la misura della loro grandezza, perché il potere non si dà senza spiegazione, un passaggio obbligato, un ingresso che definisca l'eroe e segnali l'ipotesi di un destino al di là di ogni rotta conosciuta.
Per Abrams le storie sono sempre profondamente legate al tempo che la storia impiega a raccontare il proprio tempo. Non c'è mondo (o spazio) di finzione che una scrupolosa narrazione non possa estendere, espandere, rilanciare, curvare indefinitamente, ovviando al naturale invecchiamento del personaggio (e dell'attore). Star Trek by J.J. Abrams fa rivivere Kirk e Spock, attingendo a un passato enorme la rotta per il futuro. Il presente intanto ha la perfezione di un algoritmo, una successione (in)finita di atti d'amore organizzati in ordine logico, dove l'Enterprise incrocia il Millennium Falcon, due irriducibili ricercatori incorrono in due prodi cavalieri Jedi, la Forza circonda la Federazione, mantenendo unita la galassia. Quella trekkista e quella starwarista.
Dal creativo regista newyorkese J.J. Abrams (Mission Impossible 3, Alias e Lost), qui anche produttore insieme a Damon Lindelof, Bryan Burk, Jeffrey Chernov e agli sceneggiatori Robert Orci e Alex Kurtzman, arriva l'undicesimo capitolo della saga cinematografica di Star Trek: l'equipaggio è sempre lo stesso ma, precisano gli autori, ci troveremo di fronte all'avventura spaziale più grande di tutti i tempi. In alcune sale europee a partire dal 5 maggio, il film di fantascienza distribuito da Universal Pictures, arriva invece sugli schermi italiani tre giorni dopo, contemporaneamente a quelli statunitensi. Che, in termini di tempo, vuol dire oltre un anno dall'inizio della promozione. Già nel novembre del 2007, infatti, a supporto della presenza del capitano Christopher Pike, era stata distribuita, in oltre cinquecento cinema, una versione redigitalizzata incentrata sulle vicende del personaggio. Due mesi dopo, nel gennaio 2008, contestualmente alla distribuzione del teaser trailer allegato al film Cloverfield (prodotto dallo stesso Abrams), veniva lanciata una campagna marketing virtuale raggiungibile dal sito ufficiale. Nel corso della successiva stagione estiva poi, l'uscita dei primi poster dei personaggi principali che, posizionati uno al fianco dell'altro, formavano il simbolo della Flotta Stellare. Fino a che, lo scorso novembre, dopo una lunga e trepida attesa, l'uscita del secondo trailer del film, una vera e propria anticipazione della durata di due minuti con alcune immagini originali. Nata dall'idea di Paramount che già tre anni fa aveva l'obiettivo di rilanciare la fortunata serie televisiva dei fine anni Sessanta, Star Trek sarà una pellicola a dir poco spettacolare, risultato del lavoro di squadra degli sceneggiatori che, pur rimanendo fedeli al passato per onorare la serie, hanno voluto introdurre nuovi entusiasmanti elementi.
Attratto da un ottimismo di base che investe l'intera vicenda, il quarantatreenne regista ha spiegato: "Ho scelto di dirigere questo film perché è divertente. e soprattutto perché nonostante ci siano conflitti e battaglie, al tempo stesso emerge l'ottimismo e la speranza. È il senso della famiglia che rendere la saga davvero speciale".
Girato per lo più segretamente tra il novembre 2007 e il successivo mese di aprile, il film annovera nel cast il ventottenne Chris Pine nel ruolo del capitano James Tiberius Kirk che fu di William Shatner, mentre Zachary Quinto e lo stesso Leonard Nimoy (l'attore che per primo diede il volto al personaggio) condividono quella del diplomatico vulcanico Spock, il famoso alieno dalle orecchie a punta visto in età giovanile e in età adulta. Ci sono poi Erik Bana nel ruolo di Nero, Simon Pegg in quello di Scotty e Winona Ryder nei panni dell'insegnante terrestre Amanda Grayson. Ed è proprio a partire dal primo incontro tra Spok e James Kirk, che si snodano le avventure dei principali membri della missione Enterprise, la navicella spaziale più famosa della galassia nata dalla mente del produttore texano Gene Roddenberry. Cresciuto con il mito dei guerrieri stellari Luke Skywalker e Han Solo, Abrams ha confessato di non essere mai stato un grande amante della serie. Di qui, ha spiegato, la scelta di fare "una pellicola per gli appassionati di film, che non fossero solo i trekkers". Pur non sbilanciandosi particolararmente sulla trama, ha poi dichiarato che, a differenza dei precedenti film sulla saga, così come Star Trek La nemesi del regista britannico Stuart Baird, la novità del "suo" Star Trek sta nella combinazione tra la storia e gli effetti visivi della Industrial Light & Magic del creatore di Guerre Stellari, George Lucas. "Mai e poi mai sono stati realizzati effetti speciali di questo tipo", ha tenuto a precisare il regista e fondatore della casa di produzione Bad Robot Productions. "Nell'universo di Star Trek è davvero la prima volta che succede".
Quando ci si accinge a parlare di Star Trek ci si deve rendere conto che si sta per parlare di una delle maggiori saghe cinematografiche di fantascienza del nostro tempo. Con Star Trek la fantascienza si dà per la prime volta delle regole, una linea storico-narrativa che si evolve episodio dopo episodio, serie dopo serie e film dopo film, concetto, è il caso di dirlo, del tutto alieno a J.
Amata da legioni di "trekkers", ma anche da raffinati intellettuali come il nostro Franco La Polla (che le dedicò un libro), la saga Star Trek sonnecchiava da qualche anno. La celebre creatura di Gene Roddenberry pareva aver dato tutto: cicli di telefilm, sei episodi per grande schermo, poi uno di transizione e altri tre con la "next generation" di eroi dello spazio, l' ultimo dei quali risalente a [...] Vai alla recensione »