| Titolo originale | The Lone Ranger |
| Anno | 2013 |
| Genere | Avventura, |
| Produzione | USA |
| Durata | 135 minuti |
| Regia di | Gore Verbinski |
| Attori | Armie Hammer, Johnny Depp, James Frain, James Badge Dale, Barry Pepper, Harry Treadaway Helena Bonham Carter, Ruth Wilson, William Fichtner, Matt O'Leary, Leon Rippy, W. Earl Brown, Tom Wilkinson. |
| Uscita | mercoledì 3 luglio 2013 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| MYmonetro | 2,88 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 5 agosto 2013
In passato si è tentato già due volte di trasporre per il grande schermo le vicende del Ranger Solitario: nel 1981 e nel 2003. Il film ha ottenuto 2 candidature a Premi Oscar, 5 candidature e vinto un premio ai Razzie Awards, In Italia al Box Office The Lone Ranger ha incassato nelle prime 7 settimane di programmazione 3,9 milioni di euro e 1,4 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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John Reid è un uomo di legge, educato in città e tornato nel vecchio west per consegnare alla giustizia il pluricriminale Butch Cavendish. Durante la spedizione, però, un'imboscata uccide suo fratello, il Texas Ranger Dan Reid, e gli altri uomini della compagnia. John viene salvato da Tonto, un indiano, e da un cavallo bianco. I tre diverranno inseparabili.
Come inseparabili, nel contribuire alla nascita di questo esoso progetto cinematografico, sono stati Bruckheimer, Verbinski e Jhonny Depp: produttore, regista e interprete dei Pirati dei Caraibi. Ma, se è innegabile che lo stile sia quello (anche gli sceneggiatori sono gli stessi), in The Lone Ranger le derive più fracassone degli ultimi capitoli dei bucanieri restano fuori dai giochi e anche il personaggio di Depp gigioneggia di meno e non si avventura in parentesi solipsistiche ma serve il racconto, né più né meno del dovuto, quanto basta per dare a Tonto la dignità di partner alla pari del ranger, non più sua semplice spalla.
La coppia formata dal Cavaliere Solitario e da Tonto nasce all'inizio degli anni Trenta alla radio, per trasferirsi poi in televisione, sui fumetti e nei cartoni animati, accumulando una popolarità enorme. Verbinski e compagnia scrivono per immagini la storia di come John è arrivato a indossare la maschera, ma anche la genesi dell'avventura di Tonto, il come e perché si è allontanato dalla comunità ed è diventato un guerriero solitario. La struttura narrativa è sofisticata ma né complessa né ridondante e serve a tingere di leggenda ma soprattutto di nostalgia il racconto interno, la stessa nostalgia che il pubblico adulto associa inevitabilmente al titolo.
Più che ai Pirati, rispetto ai quali questo film si pone in continuità, prolungando il sapore del gioco infantile, è soprattutto a Rango che viene immediato (ri)guardare: non solo per l'ambientazione polverosa ma per la parabola del protagonista -eroe per caso, poi "smascherato" con dileggio e, infine, eroe per merito- e soprattutto per l'impianto narrativo (con il politico corrotto al centro della vicenda doppiogiochista).
Indiani e cowboy, ponti ferroviari e dinamite, bordelli e mitragliatrici, miniere d'argento e gambe d'avorio: al grande gioco del west non manca un tassello, il gusto dunque c'è, ma l'entusiasmo è moderato e a tratti lotta con la stanchezza. La fanfara rossiniana del Guglielmo Tell, sinonimo di libertà, assicura un finalone ma cozza con la sorte del vecchio Tonto, ridotto ad attrazione da museo, imprigionato nei pochi metri quadri di un'ambientazione ricostruita e posticcia. Il grande spettacolo del cinema classico non andrebbe lasciato alla polvere della cineteca, sembra dire Verbinski, se basta lo sguardo di un bambino a riportarlo in vita.
Film Disney, Gore Verbinski come regista (autore della trilogia iniziale dei Pirati dei Caraibi ), il selvaggio West e Johnny Depp: direi che come premessa non è niente male. Il film si apre negli anni trenta del secolo scorso quando un bambino, all’interno di un parco divertimenti, va a visitare un’ attrazione dedicata al West.
Equivalente americano dell'europea «chanson de geste» - il poema epico che nel medioevo cantò i cavalieri (cristiani), le armi e gli amori, tramandandone ai posteri la leggenda - il western creò il mito di cowboy solitari impegnati a proteggere i pionieri dagli assalti dei fuorilegge e dei pellerossa. Come The Lone Ranger, protagonista con il transfuga cheyenne Tonto di una serie radiofonica di quasi [...] Vai alla recensione »