| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 91 minuti |
| Regia di | Simone Aleandri |
| Attori | Mimmo Mignemi, Ambra Angiolini, Luigi Fedele, Francesco Di Napoli, Michele Eburnea Nicolò Galasso, Massimo Popolizio, Alessandro Haber, Anna Ammirati, Antonio Petrocelli, Massimo De Francovich, Matteo Carlomagno, Aglaia Mora, Fabio Pompili, Pietro Sarubbi, Pascal Zullino. |
| Uscita | giovedì 27 gennaio 2022 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,85 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 27 gennaio 2022
Nella lunga notte del solstizio d'inverno a Potenza si intrecciano quattro storie. In Italia al Box Office La notte più lunga dell'anno ha incassato 71,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Potenza. Nella notte più lunga dell'anno, tra il 21 e il 22 dicembre, si incrociano quattro storie. Francesco Iaquinta è un politico sull'orlo del baratro che cerca disperatamente una via di salvezza. Luce è una cubista che vive col padre Saverio che è stanca della vita che sta facendo e la vorrebbe cambiare. Enzo, Pepé e Damiano sono tre ventenni che cercano il divertimento ad ogni costo durante la nottata ma uno di loro finisce per scontrarsi con gli altri due. Johnny ha una relazione senza futuro con Isabella, una donna sposata molto più grande di lui. A fare da raccordo a queste vicende c'è una stazione di rifornimento aperta tutta la notte e gestita da Sergio, un anziano benzinaio.
Tutto comincia in un'area di servizio. I protagonisti sono già avvolti nel buio. Potenza è uno spazio spettrale, interrotto soltanto dai fari delle auto sulla strada. I personaggi delle quattro storie si trovano, per motivi diversi, a un bivio della loro esistenza. La loro vita può cambiare, precipitare da un momento all'altro, rimanere maledettamente la stessa, oppure è solo un tempo da consumare come nel caso dei tre ventenni.
Simone Aleandri, dopo aver diretto alcuni documentari come Sono cosa nostra e As Time Goes By. L'uomo che disegnava i sogni, approda nel lungometraggio di finzione con un film in cui le storie si sfiorano ma non si intrecciano mai e l'unico punto di raccordo è la figura del benzinaio Sergio.
Lo spazio è sezionato dall'alto, nelle architetture degli edifici, nelle prospettive delle strade. La notte più lunga dell'anno è un film sull'immobilità dove i protagonisti sono imprigionati. C'è il momento in cui Luce si guarda allo specchio, Francesco cerca con lo sguardo una via di fuga. Oppure ci sono gli scatti improvvisi di rabbia come nella scena dell'auto bruciata. Certamente Aleandri, anche autore della sceneggiatura assieme ad Andrea Di Consoli e Cristina Borsatti, cerca di catturare gli slanci vitali provvisori dei protagonisti in questo breve ma decisivo intervallo di tempo.
La disperazione e la decadenza appaiono però troppo caricate, soprattutto per quanto riguarda la figura del politico interpretata da Massimo Popolizio, e amplificate da dialoghi troppo letterari come "la vita l'ho vista solo passare".
La notte più lunga dell'anno è eccessivamente intrappolato nella sua scrittura, probabilmente per cercare tutti gli incroci possibili nelle diverse vicende. Aleandri sembra puntare maggiormente sulla costruzione visiva di un'atmosfera realistica e astratta, che potrebbe richiamare quei viaggi della notte del primo Mazzacurati (alcuni momenti di Notte italiana e Un'altra vita) e anche L'ultimo Capodanno di Marco Risi.
Forse è un film che aveva bisogno di essere meno controllato e seguire l'impulso di lasciarsi andare. Ci sono alcuni momenti più vivi come le scene in discoteca con un'ispirata Ambra Angiolini in cui sembra muoversi sulla linea dell'abisso mentre rimbombano le note di "I'm Blue" degli Eiffel 65 o anche alcuni slanci di umanità dove Luce prende la mano di Sergio. Forse è da questi che il cineasta può ripartire per un cinema meno di testa.
Non ci vedo nessuna utilità in questo film, film che avevo approcciato pensando alla solita cavolata campata in aria e infatti campato in aria il film lo è veramente. Se l'ideatore voleva farci capire che intorno a noi esiste tutto un mondo "perso" di gente confusa, disadattata ed incosciente, beh...che dire... grazie, ma già lo sapevamo.
Fuggono tutti da se stessi, i protagonisti di questo ambizioso esordio del regista Simone Aleandri. C'è il politico corrotto interpretato da Massimo Popolizio, che fugge perché teme di poter essere arrestato; c'è la cubista interpretata da Ambra Angiolini che fugge dalla sua solitudine e da un'immagine di sé in cui non si ritrova più; c'è il giovane che fugge nella notte mezzo nudo dopo che ha dovuto [...] Vai alla recensione »