Titolo originale | Hustle |
Anno | 2022 |
Genere | Commedia |
Produzione | USA |
Durata | 117 minuti |
Regia di | Jeremiah Zagar |
Attori | Ben Foster, Adam Sandler, Robert Duvall, Queen Latifah, Jaleel White Raúl Castillo, Lyon Beckwith, Boban Marjanovic, Maria Botto, Juancho Hernangomez. |
Tag | Da vedere 2022 |
MYmonetro | 3,23 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 7 giugno 2022
Un film sportivo che racconta la storia dell'ascesa di un giovane talento nel mondo dello street ball. Il film ha ottenuto 1 candidatura a SAG Awards,
CONSIGLIATO SÌ
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Stanley Sugarman lavora come talent scout per i Philadelphia 76ers, squadra dell'NBA. Promosso a vice allenatore dall'anziano presidente, si ritrova in giro per il mondo a osservare talenti dopo la morte del suo mentore e la retrocessione voluta dal figlio, che ha assunto la guida della squadra. Durante un viaggio in Spagna, Stanley - la cui carriera da giocatore è stata stroncata da un incidente - scopre Bo Cruz, un operaio nel quale vede un futuro campione. Portatolo con sé a Philadelphia, farà di tutto per convincere la sua squadra a credere in lui, scontrandosi con un mondo che non gli perdona il suo passato e non crede nella bravura di un atleta sbucato fuori dal nulla.
A stilare la lista di tutti i giocatori, gli ex giocatori, gli allenatori, gli osservatori, i dirigenti della NBA coinvolti nel progetto - a cominciare dal produttore LeBron James - si prenderebbe tutto lo spazio della recensione: Hustle è l'autoelogio di un mondo, di uno sport, di una modalità di intendere l'agonismo.
Per fortuna che l'unico o quasi a non far parte della lega professionistica del basket americano (e non solo, vista la presenza di giocatori e allenatori europei, tra cui Sergio Scariolo) è il protagonista Adam Sandler, che aiuta a non fare di Hustle la semplice estensione del motto della NBA, «I Love This Game».
Sandler, che se la prende ironicamente col calcio dicendo proprio l'opposto («I hate that game!»), è in realtà l'unica ragione d'interesse del film, in una prova figlia del tour-de-force di Diamanti grezzi, in cui portava a livelli parossistici la sua figura di adulto ossessivo e fallito. Il talent scout Stanley è il classico sportivo a cui viene concessa la seconda opportunità, cosa che fa di Hustle una prevedibile parabola di redenzione in cui la cocciutaggine del protagonista dà alla vicenda un certo grado d'isteria e ambiguità.
La rinascita dell'eroe - in questa storia scritta da Will Fetters e Taylor Materne e diretta da Jeremiah Zagar, ennesimo regista che passa dall'indie patinato (Quando eravamo fratelli) alle produzioni medio-alte delle compagnie in streaming - è per di più doppia, perché coinvolge anche lo sconosciuto giocatore spagnolo portato in cima al mondo: uno schema vecchio come il mondo ripreso recentemente anche da Creed, in cui lo scontro era fra outsider ed establishment, allenatore e allievo, allievo e sé stesso («Il tuo avversario sei tu», dice continuamente Stanley a Bo Cruz).
Le due ore di film sono però troppe per non farsi venire a noia i prevedibili alti e bassi della fortuna di Stanley e della sua creatura, anche perché nessun aspetto che caratterizza lo sport americano fuori e dentro il campo - il giornalismo esaltato, il fiume di soldi, i video virali sui social, l'idolatria per vip e star - viene mai messo in discussione: tutto, nel film, è semplicemente parte del monumento che l'NBA ha deciso di erigere a sé stessa.
Gli appassionati si divertiranno a riconoscere vecchi e nuovi eroi (alla fine sono elencati tutti), ma una parola va spesa per Juan Hernangómez, l'ala grande spagnola in forza agli Utah Jazz che ha fatto debuttato come attore: le movenze in scena sono un po' legnose, va detto, ma con la palla fra le mani il ragazzo sa il fatto suo. Chissà che felici i suoi compagni di squadra e i colleghi a vederlo trasformato in eroe popolare, simbolo dell'autenticità un po' perduta dello sport più amato (dopo il calcio, ovviamente).
Stanley Sugarman, scout dei Philadelphia 76ers, si aggira per tutto il pianeta alla ricerca di talenti da proporre alla sua squadra. Quando in Spagna s’imbatte in Bo Cruz, operaio con figlia e madre a carico, che gioca fra un turno di lavoro e il seguente, Stan capisce che prepararlo per la NBA potrebbe essere l’occasione di rilancio sia per Bo ma anche per la sua carriera.
La storia è molto bella, il cast è infarcito di giocatori (o ex giocatori) NBA che recitano bene le parti a loro assegnate (anche il ragazzo spagnolo scovato dallo scout dei Philadelphia 76ers, è in realta un cestista NBA). Grande l'interpretazione di Adam Sandler (lo scout di cui sopra), che è molto ma molto di più dell'attore di film demenziali noti [...] Vai alla recensione »
La storia è molto bella, il cast è infarcito di giocatori (o ex giocatori) NBA che recitano bene le parti a loro assegnate (anche il ragazzo spagnolo scovato dallo scout dei Philadelphia 76ers, è in realta un cestista NBA). Grande l'interpretazione di Adam Sandler (lo scout di cui sopra), che è molto ma molto di più dell'attore di film demenziali noti [...] Vai alla recensione »
La storia è molto bella, il cast è infarcito di giocatori (o ex giocatori) NBA che recitano bene le parti a loro assegnate (anche il ragazzo spagnolo scovato dallo scout dei Philadelphia 76ers, è in realta un cestista NBA). Grande l'interpretazione di Adam Sandler (lo scout di cui sopra), che è molto ma molto di più dell'attore di film demenziali noti al pubblico. [...] Vai alla recensione »
Molto piacevole. Mi ricorda il film "L'arte di vincere" con brad pitt sul baseball.
Da anni, ormai si sa, lavora praticamente solo per Netflix. Quel che non si sa, o non si è messo a fuoco in maniera chiara, è che Adam Sandler è uno straordinario attore drammatico, «intrappolato» nella carriera di un comico che qualcuno non ritiene ancora degno di una nomination all'Oscar. E invece «Hustle» (assolutamente da recuperare su Netflix) dimostra il contrario.
I film con Adam Sandler si vanno a cercare ovunque. E' un comico poco amato dagli spettatori italiani (roba da meritarsi Pieraccioni tutta la vita) e dai distributori. Il magnifico "Diamanti grezzi", diretto da Josh e Benny Safdie, fece un giretto nei cinema dopo che gli affezionati lo avevano già goduto su Netflix ("Uncut Gems", siete ancora in tempo).
Stanley Sugarman lavora come talent scout per i Philadelphia 76ers, squadra dell'NBA. Dopo la morte del suo mentore-capo e la "retrocessione" voluta dal figlio (che assume la guida della squadra), si ritrova (nuovamente) in giro per il mondo a osservare talenti. Durante un viaggio in Spagna, Stanley scopre Bo Cruz, un operaio nel quale vede un futuro campione.
Da un paio di settimane, nel catalogo Netflix è incluso Hustle di Jeremiah Zagar. Nel film si narra di un uomo che cerca il cosiddetto unicorno e, contemporaneamente, dell'unicorno che non sa di esserlo. Un tema classico dell'estetica quando si interroga sul genio e sul suo riconoscimento, peraltro presente anche in quel cinema di genere che esplora le origini di un supereroe o di un individuo destinato [...] Vai alla recensione »
L'usanza di affollare i film di camei di volti dai mondi dello sport, della musica e della tv risale già agli esordi di Adam Sandler al cinema: Hustle porta la pratica all'ebollizione vantando sulla scena almeno una decina di star dell'NBA passate e presenti, per gran parte nel ruolo di se stessi, al di là dei giovani assi Juancho Hernangómez e Anthony Edwards, che sono il Rocky Balboa e l'Apollo Creed [...] Vai alla recensione »
Stanley Sugarman (Adam Sandler) è un uomo di mezza età, ha alle spalle un glorioso passato sui campi da basket e lavora come talent scout per i Philadelphia 76ers. Gode della stima (e dell'affetto) del vegliardo presidente (il monumentale Robert Duvall, a cui bastano tre pose per imporsi nella memoria), che finalmente intende gratificarlo con il posto da coach.
Sudore, lacrime e vittorie. C'è un vero proliferare (un sovraffollamento?) di film e serie su qualsiasi sport. Sulle varie piattaforme possiamo trovare un numero sempre maggiore di opere che pretendono di cogliere l'epica sportiva, sui ring, campi di calcio o playground. Dal "finto" documentario celebrativo alle serie-reality che - in vero - di realtà spesso hanno pochissimo.
Ogniqualvolta escono film della linea "seria" della carriera di Adam Sandler, a cui può essere ascritto Hustle di Jeremiah Zagar, le lodi all'attore e sceneggiatore di Un weekend da bamboccioni sanno di velate ammonizioni per le sue performance più demenziali. Eppure, è qualcosa di più di una semplice suggestione pensare a Sandler come a un vero e proprio autore (come abbiamo cercato di mostrare nel [...] Vai alla recensione »
Adam Sandler (perfetto nella parte) è Sta ley, uno scout della squadra Nba dei Philadelphia 76ers. Sempre in giro in cerca di futuri talenti, si imbatte per caso nello spagnolo Bo (Juanch0 Hernangomez, vero giocatore Nba, meglio di tanti attori professionisti), che gioca nelle strade e ha un passato travagliato. Stanley punta tutto su di lui, mettendo a rischio il suo lavoro.
Rinvigorito dal successo di Diamanti grezzi (2020), l'ex comico grossolano Adam Sandler si rigetta in un altro ruolo barbuto e inconsueto per The Hustle di Jeremiah Zagar, su Netflix. Sandler nel film è uno scout Nba per Philadelphia. Lo vediamo girare il mondo per cercare giocatori adatti al campionato di basket più prestigioso del mondo. Mentre sta cercando un Michael Jordan tedesco, lo promuovono [...] Vai alla recensione »
Hustle, da oggi disponibile sulla piattaforma Netflix, è un film che parla del sogno dell'NBA ma che ha le carte giuste per intrattenere non soltanto i fan del basket dal momento che parla di speranza e determinazione. Ancora prima del titolo scopriamo quel che c'è da sapere del protagonista, Stanley Sugarman (Adam Sandler), vedendo come l'uomo, armato di sarcasmo, sopravviva a cibo spazzatura e jet [...] Vai alla recensione »