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I dannati

Film 2024 | Drammatico, +13 89 min.

Titolo originaleThe Damned
Anno2024
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia, Belgio
Durata89 minuti
Regia diRoberto Minervini
AttoriRené W. Solomon, Noah Carlson, Jeremiah Knupp, Timothy Carlson, Cuyler Ballenger Chris Hoffert.
Uscitagiovedì 16 maggio 2024
TagDa vedere 2024
DistribuzioneLucky Red
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,28 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Roberto Minervini. Un film Da vedere 2024 con René W. Solomon, Noah Carlson, Jeremiah Knupp, Timothy Carlson, Cuyler Ballenger. Cast completo Titolo originale: The Damned. Genere Drammatico, - Italia, Belgio, 2024, durata 89 minuti. Uscita cinema giovedì 16 maggio 2024 distribuito da Lucky Red. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,28 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 16 maggio 2024

Un film di finzione, storico, in costume, che non sacrifica il realismo, l'immediatezza e l'intimità. Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office I dannati ha incassato 135 mila euro .

Consigliato sì!
3,28/5
MYMOVIES 4,00
CRITICA 3,31
PUBBLICO 2,52
CONSIGLIATO SÌ
Tableaux vivants di una guerra che è tutte le guerre insieme. Minervini si dimostra ancora una volta attentissimo a persone e luoghi.
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 16 maggio 2024
Recensione di Marzia Gandolfi
giovedì 16 maggio 2024

Inverno, 1862. Da qualche parte nelle terre dell'Ovest, un manipolo di soldati nordisti deve perlustrare il territorio e resistere due settimane prima dell'arrivo della 'cavalleria'. In attesa di un nemico invisibile organizzano il campo e le guardie. Giovani volontari, che hanno sparato soltanto ai conigli, o soldati di lungo corso, che lucidano Colt e fucili, giocano a carte e si scambiano pensieri sulla guerra civile che dilania l'America. Come solo orizzonte un crinale dietro il quale riparare ed oltre il quale avanzare e interrogare il senso del loro arruolamento. Sono soli sulla terra, trafitti soltanto da un colpo di carabina, ed è subito neve.

I nordisti, i cavalli, le giubbe blu, le montagne innevate, i carri, l'accampamento... sono tutti archetipi del western eppure nel film di Roberto Minervini sembra di scoprirli per la prima volta.

È una questione di sguardo, di tempo, di suoni, soprattutto di silenzio, è una questione di attesa (soltanto Buzzati ha fatto meglio), è una questione di soldati perduti, malgrado la fede, il padre e la Patria.

Discretamente e ostinatamente, l'autore italiano traslocato in America prosegue la sua strada di cinema, un sentiero accidentato ai margini di Hollywood e contro le regole dello spettacolo dominante. Si fa domande Minervini e le risposte sono sempre magnifiche. Questa volta è un film di guerra come una preghiera, fondato sull'esperienza della durata, l'attenzione minuziosa alle persone e ai luoghi, la forza tellurica dei quadri, gli spazi vergini, l'assordante laconismo degli attori.

Perché i suoi film parlano un po' meno, osservano un po' di più e comprendono meglio quello che siamo. I paesaggi sommergono lo schermo e hanno il tempo di depositarsi, come i personaggi, che marciano o resistono trafiggendo con la loro presenza e le loro questioni montagne e pianure. E in quello spazio infinito c'è sempre un posto dove raggomitolarsi, come il soldato che si è arruolato senza ragione e adesso 'sente' la vita come la neve.

I dannati comincia come il romanzo di Stephen Crane ("Il segno rosso del coraggio"), fonte di tutta la letteratura sulla guerra civile americana (1861-1865), avanza a cavallo lungo sentieri di fango liquido, costeggia un fiume nero e poi smonta i soldati per montare alloggi e rifugi da occupare con settimane di ozio e di monotona attesa. Un raggio di sole dorato buca le nuvole e accarezza le barbe incolte dei 'guerrieri', sfuggendo liricamente alla circolarità dei loro ragionamenti. Minervini compone dei tableaux vivants di una guerra che è tutte le guerre insieme, dove i soldati combattono per diventare uomini, forse eroi, sicuramente cadaveri. Il film prende piena misura del destino dell'individuo in mezzo a forze collettive. La battaglia è imminente, l'inferno non è mai lontano. Irrompe improvviso nelle immagini e nei suoni, avvicinando la narrazione al fantastico, come per ritagliare le scene di guerra da una possibile realtà. Quello che i soldati vedono non è di questo mondo, ma appartiene al regno dei morti.

Tutta l'arte di Minervini è tesa a rendere ogni loro istante sensibile in un film spoglio di elementi romanzeschi. Una sola attitudine, una sola situazione, un solo sentimento occupa tutti i personaggi: l'attesa. L'esercito del resto è forse la sola istituzione la cui unica giustificazione è la preparazione di una guerra che tutti passano la vita ad aspettare. E quello che tutti aspettano è così indeterminato, così improbabile, che lo diremmo quasi immaginario ma poi la guerra arriva come uno schioppo e senza occasioni di gloria. Il nemico carica e spara, è un'ombra a cavallo, in controluce o dietro i bagliori delle fucilate. È la luce a legare materia e spirito, alto e basso, puro e impuro. La luce colpisce tutte le cose, accarezza i contorni degli uomini, conferisce una densità inedita alla materia, impregna la natura con la sua fosforescenza e ricopre il mondo di un'aura magica.

Autore 'fotosensibile', Minervini coglie mirabilmente la sua naturale irradiazione, la sua diffusione pallida, le sue orlature crepuscolari. Nelle sue mani la luce è veicolo di una grazia sempre rinnovata, un soffio che attraversa e assolve il mondo materiale, compresa la carne. I dannati, che disegna l'America come stato di secessione permanente, non è una commistione di documentario e fiction ma la conferma della perfetta obsolescenza delle due categorie. Stabilendo una vicinanza (sempre) sorprendente coi suoi 'personaggi' ed evocando il panteismo luminoso di Malick, Minervini ci ricorda che qualche volta c'è più storia in un silenzio o in un guizzo di luce che in tutti i romanzi del mondo. Poi la neve cade sui volti levati, la morte è rimandata, la vita deve ancora arrivare.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 2 giugno 2024
Kostanzo

Il <Dannato per mancanza di fiducia > è un libro del 1600 dello scerittore spagnolo Tirso de Molina. Ecco, io, povero spettatore, mi sento un dannato per eccesso di fiducia. Fiducia nei critici e negli amici che mi hanno spinto a vedere questo dannato film. Dannato me e dannati tutti loro! Stavolta non ricorrerò alla corazzata Potemkin.

FOCUS
FOCUS
domenica 19 maggio 2024
Paola Casella

Come si diventa uomini? E come si rimane uomini quando intorno c’è una guerra deumanizzante, come lo sono tutte le guerre? Sono queste le domande al cuore di I dannati scritto e diretto da Roberto Minervini, la cui storia è stata creata insieme a Jeremiah Knupp e Tim Carlson, che nel film interpretano i ruoli di uno degli scout e del sergente alla guida di un piccolo contingente, incaricato di presidiare le terre di confine inesplorate dell’Ovest durante la Guerra di Secessione americana.

C’è chi è in quella guerra per essere dalla parte giusta della Storia, in particolare riguardo al tema della schiavitù, chi ritiene di seguire la volontà di Dio, chi ha bisogno di definire la propria identità adulta e chi semplicemente aveva bisogno di un lavoro. C’è anche chi non sa nemmeno più perché è lì, a guardare verso quel niente che era nel 1962 la frontiera Ovest degli Stati Uniti: ovvero il Far West, qui raccontato come una landa desolata e non come la terra promessa dei coloni e dei cowboy.

Così come Fango, sudore e polvere da sparo? di Dick Richards nel 1971 e Balla coi lupi di Kevin Costner nel 1990 decostruivano il mito del il Far West come affermazione del pioniere maschio, bianco e in qualche modo privilegiato, I dannati racconta la Guerra Civile come un western laconico, desaturato e privato di ogni entusiasmo avveniristico, dettagliandone fango, freddo e paura, attese interminabili e assalti improvvisi e imprevisti. La fotografia di Carlos Alfonso Corral, anche autore delle musiche originali, staglia queste le solitarie degli scout contro un fondale livido dove anche i possibili nemici diventano sagome indistinte.

CELEBRITIES
mercoledì 15 maggio 2024
Francesca Pellegrini

«Il cinema serve per imparare, non per insegnare. La macchina da presa va puntata sulle cose che non si conoscono».

Ex frontman di una punk band e consulente aziendale, Roberto Minervini ha trascorso anni a instaurare legami e relazioni di fiducia all'interno delle collettività, filmando nel frattempo le loro vite. Il regista e sceneggiatore di Fermo è salito alla ribalta esplorando il sottobosco americano (ma con una poetica visiva alla Malick): che si tratti dei bianchi poveri ai margini (Louisiana) o di una comunità nera che cerca di sopravvivere (Che fare quando il mondo è in fiamme? (guarda la video recensione)). In contemporanea con il Festival di Cannes (Un Certain Regard) arriva nelle sale il suo sesto lavoro, I dannati. Debutto al cinema narrativo del documentarista marchigiano residente in Texas, la pellicola segna la sua terza partecipazione alla kermesse.

I Dannati sono i soldati, mercenari arruolati durante la Guerra di Secessione. Smarriti e alienati nel selvaggio Montana, questi uomini offrono allo spettatore un prospettiva provocatoria e collaterale della disumanizzazione del conflitto armato. Minervini esplora le contraddizioni e le peculiarità della società americana, immergendosi nei temi della memoria storica e delle radici culturali. La scelta di ritornare a un momento cruciale della storia degli Stati Uniti, caratterizzato da profondi contrasti tra Nord e Sud, cristianesimo e mascolinità tossica, è stata consapevole e mirata. Questo approccio permette di evidenziare come tali problemi persistano nel tessuto sociale contemporaneo. 

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 23 maggio 2024
Marina Visentin
Cult Week

Sembrano giocare a nascondino i soldati protagonisti di questo film, I dannati, come dichiara il titolo del nuovo lavoro di Roberto Minervini. Nel lungo inverno del 1862, nel bel mezzo della guerra di Secessione americana, un drappello di soldati nordisti viene inviato a Ovest, a esplorare e presidiare una gelida e inospitale terra di frontiera. Mandati in avanscoperta, in mezzo al nulla, armati della [...] Vai alla recensione »

NEWS
PREMI
venerdì 24 maggio 2024
 

I dannati - ora al cinema - è un'intensa riflessione sulla violenza. Tutti i vincitori »

CANNES FILM FESTIVAL
giovedì 16 maggio 2024
Marzia Gandolfi

Il regista ci ricorda che c’è tanta storia in un silenzio o in un guizzo di luce. In Concorso al Festival di Cannes e ora al cinema. Vai all'articolo »

CELEBRITIES
mercoledì 15 maggio 2024
Francesca Pellegrini

L'acclamato documentarista marchigiano racconta la Guerra Civile americana. I dannati, al Festival di Cannes e da domani al cinema. Vai all'articolo »

TRAILER
venerdì 10 maggio 2024
 

Un film di finzione, storico, in costume, che non sacrifica il realismo e l'intimità dei lavori precedenti del regista. Presentato al prossimo Festival di Cannes e dal 16 maggio al cinema. Guarda il trailer »

TRAILER
venerdì 10 maggio 2024
 

Regia di Roberto Minervini. Un film con Cuyler Ballenger, Jeremiah Knupp, René W. Solomon, Noah Carlson, Timothy Carlson. Da giovedì 16 maggio al cinema. Guarda il trailer »

NEWS
lunedì 22 aprile 2024
 

Un film di finzione, storico, in costume, che non sacrifica il realismo, l'immediatezza e l'intimità. Vai all'articolo »

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