| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Nina Di Majo |
| Attori | Margherita Buy, Fabio Volo, Luciana Littizzetto, Francesca Inaudi, Marisa Berenson Mohammad Bakri, Massimo De Francovich, Italo Dall'Orto, Gianna Giachetti, Elisabetta Piccolomini, Stefano Abbati, Jarkko Pajunen, Antonio Petrocelli, Sergio Forconi, Laura Pestellini, Mehmet Günsür, Danilo Nigrelli, Nicoletta Boris, Lorenzo Caponetto. |
| Uscita | venerdì 23 aprile 2010 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,76 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 10 marzo 2014
Con una storia sentimentale alle spalle non delle più felici e un presente ancor più instabile Nanà deve organizzare il matrimonio perfetto della sorella più giovane e carina. Il film ha ottenuto 2 candidature ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Matrimoni e altri disastri ha incassato nelle prime 9 settimane di programmazione 3,6 milioni di euro e 1,1 milioni di euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Nanà è la primogenita di una ricca famiglia fiorentina e, al contrario della sorella, non è mai stata fortunata con gli uomini. Dapprima un'adolescenza da bruttina studiosa e poi un lungo rapporto culminato con la presa dei voti da parte del partner. Ora è una cinquantenne insoddisfatta. E come se non bastasse l'insoddisfazione di una vita priva d'amore (e di sesso, come non manca di ricordargli il suo pc), adesso dovrà anche organizzare il matrimonio della sorella minore, carina e spigliata, con un uomo che già le sta poco simpatico ma che ha conquistato tutta la famiglia. I giorni che la separano dalla cerimonia saranno un'unica lunga presa di coscienza.
È un oggetto molto curioso Matrimoni e altri disastri. Un film che in fondo parla molto poco di matrimoni (ce n'è uno solo) e più che altro di disastri, familiari e non, in un nucleo disfunzionale al centro del quale c'è uno dei personaggi più curiosi del nostro cinema moderno: una donna di mezza età, sola (come sempre più spesso ci capita di vedere), dalle convinzioni progressiste salde solo a parole ma che sa trarre forza da queste incertezze invece che farne una debolezza.
Nell'interpretare Nanà Margherita Buy bridgetjoneseggia per tutto il film (cosa in cui eccelle), in un tripudio di brutte figure, errori, distrazioni, inciampi, abrasioni, gaffes, stupori, colpi di scena, sfortune casuali e causate, tali e tante da andare oltre la macchietta e diventare instabilità pura. Con il suo incedere allegramente malinconico Nanà attraversa un film che non ha un unico intreccio bensì procede per accostamento di situazioni, sempre più estreme, a mano a mano che si avvicina la fatidica data del matrimonio, l'evento che scandisce il ritmo di tutta la storia.
Più gli eventi sembrano pretesti per una gag o l'ennesimo incidente diplomatico (ma anche fisico) della protagonista, più emerge dall'altro canto un mood autentico. Come in un film di Virzì (e non sembra un caso che alla sceneggiatura ci sia Francesco Bruni) la protagonista diventa il collettore delle infelicità e dei problemi altrui, benchè tra tutti i personaggi presentati sia quella che più avrebbe da lamentarsi.
Nonostante alcune cadute di stile, dei passaggi un po' raffazzonati e qualche ingenuità Matrimoni e altri disastri ha la qualità migliore che si possa riconoscere a un film, la consapevolezza di se stesso e una spiccata sincerità sentimentale. Con tono leggero ci racconta il percorso accidentato di una donna abituata ad addossarsi le sciagure altrui e intanto tiene di sfondo un'umanità pessima in ogni senso, alla quale però non ha l'arroganza di regalare disprezzo ma solo la giusta dose di esposizione. Procedendo per accumulo di instabilità riesce a raccontare in maniera sottile la caotica esistenza priva di certezze di chi, privo di una figura a cui regalare e da cui ricevere affetto, si affanna a cercare la normalità dimenticandosi che invece le persone "normali" sono quelle che non si sforzano di essere tali.
Nonostante sia evidente da quale parte pendano le idee di chi scrive e chi dirige, ogni punto di vista è trattato con la medesima equità e la divisione non è mai in buoni e cattivi, quanto in disperati e ancora più disperati. Cosa decisamente inusuale in una commedia che si fa notare soprattutto per la sua comicità.
Il buon cinema italiano va sempre sostenuto,apprezzato ed amato,ma aimè questo film pur annoverando un cast di tutto rispetto può essere considerato ed il titolo stesso ne rappresenta un malaugurante presagio, un autentico disastro in ogni suo elemento che ne caratterizza la struttura.La sceneggiatura debole, quasì naif, rende gli attori intrappolati in ruoli statici [...] Vai alla recensione »
Dopo un gelido inverno e un mite autunno, Nina Di Majo volge in commedia il suo cinema. La forma dell'ironia domina Matrimoni e altri disastri, riequilibrando qualsiasi deriva sentimentale e mettendo in schermo una donna sofisticata e sfumata che ha il volto “instabile” di Margherita Buy. Quarantenne refrattaria al matrimonio e alla vita familiare, Nanà è costretta suo malgrado a organizzare le nozze della sorella minore con un giovane uomo impudente e apparentemente spregiudicato.
Ecco un nome da ricordare, Nina di Majo. Sperando che questo riuscito esordio trovi presto, o anche un po' più tardi, conferma. Per carità Matrimoni e altri disastri, che già nel titolo porta impressa l'ironia della regista, non è certo un capolavoro. Ma nell'asfittica commedia all'italiana, piena di pedanti tromboni, spicca per a rguzia, leggerezza e senso dell'umorismo.