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mystica86
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mercoledì 6 febbraio 2019
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film altamente egocentrico e propagandistico
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Film storico-drammatico, ambientato nell'Istria del 1943 dopo l'arresto di Mussolini. Descrive le barbarie perpetrate da parte dei partigiani comunisti jugoslavi ai danni dei civili italiani, abbandonati a se stessi dall'esercito italiano e tedesco sprofondati nel caos. Argomento a mio parere interessante, perché di solito ignorato dai film ambientati durante la seconda guerra mondiale, concentrati più che altro sulle deportazioni e sulle barbarie naziste. Di fatto però il film è un continuo susseguirsi di insistenti scene di violenza gratuita e descritte nei minimi dettagli, intervallate da discorsi retorici sulla cattiveria e stupidità degli uomini.
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Film storico-drammatico, ambientato nell'Istria del 1943 dopo l'arresto di Mussolini. Descrive le barbarie perpetrate da parte dei partigiani comunisti jugoslavi ai danni dei civili italiani, abbandonati a se stessi dall'esercito italiano e tedesco sprofondati nel caos. Argomento a mio parere interessante, perché di solito ignorato dai film ambientati durante la seconda guerra mondiale, concentrati più che altro sulle deportazioni e sulle barbarie naziste. Di fatto però il film è un continuo susseguirsi di insistenti scene di violenza gratuita e descritte nei minimi dettagli, intervallate da discorsi retorici sulla cattiveria e stupidità degli uomini. Un film altamente egocentrico e propagandistico, dove i partigiani slavi sono i mostri cattivi, e gli italiani i martiri senza colpa, senza però analizzare le discriminazioni razziali e le violenze subite precedentemente dagli slavi, di cui le vicende descritte sono solo una naturale conseguenza. È più semplice prendere lo spettatore "per lo stomaco", anziché indurlo a ragionare su una visione d'insieme. In un cinema che ricorre sempre più spesso a scene di violenza e sesso gratuiti per nascondere trame mediocri, mi aspettavo da questo film "serio" e premiato dalla critica qualcosa di un po' più raffinato.
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mercoledì 6 febbraio 2019
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film altamente egocentrico e propagandistico, con scene insistenti di violenza gratuita tipiche di un film di serie b
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Film storico-drammatico, ambientato nell'Istria del 1943 dopo l'arresto di Mussolini. Descrive le barbarie perpetrate da parte dei partigiani comunisti jugoslavi ai danni dei civili italiani, abbandonati a se stessi dall'esercito italiano e tedesco sprofondati nel caos. Argomento a mio parere interessante, perché di solito ignorato dai film ambientati durante la seconda guerra mondiale, concentrati più che altro sulle deportazioni e sulle barbarie naziste. Di fatto però il film è un continuo susseguirsi di insistenti scene di violenza gratuita e descritte nei minimi dettagli, intervallate da discorsi retorici sulla cattiveria e stupidità degli uomini. Un film altamente egocentrico e propagandistico, dove i partigiani slavi sono i mostri cattivi, e gli italiani i martiri senza colpa, senza però analizzare le discriminazioni razziali e le violenze subite precedentemente dagli slavi, di cui le vicende descritte sono solo una naturale conseguenza.
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Film storico-drammatico, ambientato nell'Istria del 1943 dopo l'arresto di Mussolini. Descrive le barbarie perpetrate da parte dei partigiani comunisti jugoslavi ai danni dei civili italiani, abbandonati a se stessi dall'esercito italiano e tedesco sprofondati nel caos. Argomento a mio parere interessante, perché di solito ignorato dai film ambientati durante la seconda guerra mondiale, concentrati più che altro sulle deportazioni e sulle barbarie naziste. Di fatto però il film è un continuo susseguirsi di insistenti scene di violenza gratuita e descritte nei minimi dettagli, intervallate da discorsi retorici sulla cattiveria e stupidità degli uomini. Un film altamente egocentrico e propagandistico, dove i partigiani slavi sono i mostri cattivi, e gli italiani i martiri senza colpa, senza però analizzare le discriminazioni razziali e le violenze subite precedentemente dagli slavi, di cui le vicende descritte sono solo una naturale conseguenza. È più semplice prendere lo spettatore "per lo stomaco", anziché indurlo a ragionare su una visione d'insieme. In un cinema che ricorre sempre più spesso a scene di violenza e sesso gratuiti per nascondere trame mediocri, mi aspettavo da questo film "serio" e premiato dalla critica qualcosa di un po' più raffinato.
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eugenio berci
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domenica 3 febbraio 2019
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cio' che ho visto a 7 anni.
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Sono nato a Pola. Il mio vivo ricordo è la paura di un bambino e della sua famiglia. Le luci degli aerei che sembravano stelle, le bombe che deflagravano e le corse notturne verso un rifugio sotto il monte, con mamma che teneva in braccio il mio fratellino e la mano ferrea di mio papa' stretta alla mia per non perdermi. Finito l'incubo apparvero i felini conquistatori titini: serbi, bosniaci e tutti gli altri poi iugoslavi. I pochi istriani comunisti guidavano i rastrellamenti mossi da vendette miserabili. Mio papà, ufficiale di marina, aiutato dai due suoi militari, imballo' i nostri ricordi di casa in tre casse di legno e ci imbarcammo sul "Toscania". Lungo la strada per raggiungere il porto, su un carretto trainato da un asino, ho visto morti impiccati e fucilati.
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Sono nato a Pola. Il mio vivo ricordo è la paura di un bambino e della sua famiglia. Le luci degli aerei che sembravano stelle, le bombe che deflagravano e le corse notturne verso un rifugio sotto il monte, con mamma che teneva in braccio il mio fratellino e la mano ferrea di mio papa' stretta alla mia per non perdermi. Finito l'incubo apparvero i felini conquistatori titini: serbi, bosniaci e tutti gli altri poi iugoslavi. I pochi istriani comunisti guidavano i rastrellamenti mossi da vendette miserabili. Mio papà, ufficiale di marina, aiutato dai due suoi militari, imballo' i nostri ricordi di casa in tre casse di legno e ci imbarcammo sul "Toscania". Lungo la strada per raggiungere il porto, su un carretto trainato da un asino, ho visto morti impiccati e fucilati. Per fortuna eravamo in processione con altri sette carri e ci scortava una jeep militare inglese. Dopo una notte di mare arrivammo in Italia e l'accoglienza fu ostile. Il film mi ha fatto male.
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cinemavero
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sabato 2 febbraio 2019
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uno dei migliori film storici
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Fare un film storico che non fosse un documentario, che non fosse una fiction, che non fosse uno scimmiottare altre pellicole, non era davvero compito facile. Ma Red Land-Rosso Istria, non solo ci riesce, ma va ben oltre, supera lo stereotipo, accomuna scelte filmografiche originali, presenta una fotografia straordinaria, interpretazioni magistrali, tenendo alto il valore espressivo e comunicativo anche dei non protagonisti e delle comparse, musica originale e ansiosamente coinvolgente, regia e montaggio davvero notevoli, ma soprattutto, tiene incollato lo spettatore riuscendo infine a calarlo per intero nelle complessità di quel momento, facendogli vivere lo smarrimento, le emozioni, le paure, le contraddizioni, sbattendogli infine in faccia tutta l'amara realtà di una storia nascosta.
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Fare un film storico che non fosse un documentario, che non fosse una fiction, che non fosse uno scimmiottare altre pellicole, non era davvero compito facile. Ma Red Land-Rosso Istria, non solo ci riesce, ma va ben oltre, supera lo stereotipo, accomuna scelte filmografiche originali, presenta una fotografia straordinaria, interpretazioni magistrali, tenendo alto il valore espressivo e comunicativo anche dei non protagonisti e delle comparse, musica originale e ansiosamente coinvolgente, regia e montaggio davvero notevoli, ma soprattutto, tiene incollato lo spettatore riuscendo infine a calarlo per intero nelle complessità di quel momento, facendogli vivere lo smarrimento, le emozioni, le paure, le contraddizioni, sbattendogli infine in faccia tutta l'amara realtà di una storia nascosta. Complimenti a Maximiliano Hernando Bruno e a tutto lo staff. Un film che segna una svolta, che rimarrà nella storia del cinema italiano e non solo.
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mauro nicoli
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giovedì 31 gennaio 2019
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prima di tutto, è un brutto film
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Non avendo seguito per mia ignoranza le vicende che hanno preceduto l'uscita del film, l'ho trovato mediocre già nella prima parte ancora poco connotata politicamente, che già anticipa la scarsa coerenza della narrazione (ad esempio la parte di Geraldine Chaplin nel magazzino è imbarazzante, soprattutto per unattrice del suo calibro).
Altrettanto imbarazzante la sceneggiatura, fatta di frasi retoriche e luoghi comuni, che miete fra le vittime fra chi le pronuncia, coinvolgendo anche il povero Franco Nero).
Divisione manichea fra i cattivi (tutti rigorosamente da una parte, a volte addirittura ridicoli nella loro cattiveria) ed i buoni dall'altra, compresi gerarchi fascisti ingenue ed incolpevoli brave persone solo un po' frastornate.
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Non avendo seguito per mia ignoranza le vicende che hanno preceduto l'uscita del film, l'ho trovato mediocre già nella prima parte ancora poco connotata politicamente, che già anticipa la scarsa coerenza della narrazione (ad esempio la parte di Geraldine Chaplin nel magazzino è imbarazzante, soprattutto per unattrice del suo calibro).
Altrettanto imbarazzante la sceneggiatura, fatta di frasi retoriche e luoghi comuni, che miete fra le vittime fra chi le pronuncia, coinvolgendo anche il povero Franco Nero).
Divisione manichea fra i cattivi (tutti rigorosamente da una parte, a volte addirittura ridicoli nella loro cattiveria) ed i buoni dall'altra, compresi gerarchi fascisti ingenue ed incolpevoli brave persone solo un po' frastornate.
Ai buoni eed alle vittime per la prima volta nella cinematografia italiana viene messa in bocca la speranza che attivi il Terzo Reich a salvarli, che rappresenta una assoluta novità; spero che qualcuno si ricordi dei 12000 soldati italiani martiri di Cefalonia.
Puerile inoltre la trattazione delle vicende della disintegrazione dell'esercito italiano occupante i balcani dopo l'8 settembre.
Ridicolo e caricaturale il comandante partigiano, capo di un'orda di soli ubriaconi e sadici; un fenomeno complesso e doloroso come la resistenza iugoslava andrebbe trattato con ben altro equilibrio.
Ma SOPRATTUTTO, CERTO A MIO PERSONALE GIUDIZIO, IL FILM E' MEDIOCRE DAL PUNTO DI VISTA CINEMATOGRAFICO IN GRAN PARTE DEI SUOI ELEMENTI (si salva la fotografia e la colonna sonora, esperienza interessante).
La cosa che ho trovato strana è il fatto che gli attori recitano in modo impostato, innaturale, scolastico, perfino artisti in grado di fornire ben altre prestazioni.
In alcune parti del film attori e comparsi si muovono come nei film di serie B o C di una volta.
Lo sviluppo delle varie fasi non è logico, la collocazione spazio temporale di molti eventi incoerente.
Mi aspetto che il compito doveroso di fare luce sugli eventi che hanno interessato quel momento e quella terra venga svolto da una filmografia di adeguato valore culturale e storico, nell'interesse di tutto quanto deve essere conosciuto per averne momeria, che non può essere affidato solo ad un prodotto come Red Land.
E' vero, certe semplificazioni andrebbero evitate, ma non è un caso che il principale promotore della diffusione del film sia CASA POUND.
Mauro Nicoli
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antrace
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mercoledì 23 gennaio 2019
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giusta memoria
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Una pagina cruenta della nostra Storia, raccontata senza veli, senza indulgere in toni faziosi, con dedizione alla verità degli eventi. La popolazione italiana d'Istria ha antiche radici nella regione, conserva l'eredità e la cultura dell'epoca romana e della repubblica di Venezia, convive con gli slavi evitando turbamenti e scontri . Alla fine della prima guera mondiale l'Istria viene annessa allo stato italiano, il fascismo ne accentua l'assimilazione , impone lo studio esclusivo della lingua italiana nelle scuole. Tra il '43 ed il '45, dopo l'armistizio di Badoglio, l'armonia si infrange di fronte all'avvento delle bande partigiane di Tito, che risalgono dai territori serbi e croati, compiendo stermini, razzie , stupri, mentre l'esercito italiano, privato di comandi, ripiega disordinatamente verso il confine di Trieste, scomponendosi fra disertori, volontari di Salò, aderenti alla Resistenza.
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Una pagina cruenta della nostra Storia, raccontata senza veli, senza indulgere in toni faziosi, con dedizione alla verità degli eventi. La popolazione italiana d'Istria ha antiche radici nella regione, conserva l'eredità e la cultura dell'epoca romana e della repubblica di Venezia, convive con gli slavi evitando turbamenti e scontri . Alla fine della prima guera mondiale l'Istria viene annessa allo stato italiano, il fascismo ne accentua l'assimilazione , impone lo studio esclusivo della lingua italiana nelle scuole. Tra il '43 ed il '45, dopo l'armistizio di Badoglio, l'armonia si infrange di fronte all'avvento delle bande partigiane di Tito, che risalgono dai territori serbi e croati, compiendo stermini, razzie , stupri, mentre l'esercito italiano, privato di comandi, ripiega disordinatamente verso il confine di Trieste, scomponendosi fra disertori, volontari di Salò, aderenti alla Resistenza. La campagna di odio e violenza dei comunisti slavi ha culmine nelle stragi delle foibe, cavità carsiche in cui migliaia di vittime innocenti vengono fatte cadere, legate fra loro con filo di ferro, individui assassinati a bruciapelo trascinano corpi in vita nelle gole profonde, in un macabro destino comune. Il film descrive il dramma istriano con cura dei dettagli, ed esemplare trasparenza, non eccede in commenti, sottotitoli e indicazioni dell'autore fra le pieghe dei dialoghi dei protagonisti. Resta l'amara considerazione che una vicenda così dolorosa, e lo stesso esodo quasi unanime degli italiani dall'Istria sia stato argomento a lungo nascosto nelle documentazioni di storia e nelle cronache sullo schermo.
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sbrillope
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mercoledì 9 gennaio 2019
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un cancro
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Non merita neanche di essere commentato….attori ridicoli e per quanto riguarda la storia uno schifo! Per questa tragedia mi aspettavo un filmone..male male male
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v
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mercoledì 2 gennaio 2019
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la verità finalmente al suo riscatto
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la pellicola racconta di una verità finalmente al suo riscatto
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giuliano
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martedì 1 gennaio 2019
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perché 1919?
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Perché far partire dal 1919 la storia dei rapporti tra slavi e neolatini? Facciamola iniziare da quando, nel 640, in quei territori abitati da popoli (neo)latini arrivarono gli slavi e si annunciarono distruggendone quasi tutte le città e massacrandone gli abitanti. Le rovine di Salona, la capitale, non ci parlano dell'amore degli slavi ma della loro brutalità. Facendo un salto di più di mille anni ricordo che a metà dell'800 il fascismo non c'era ma Lijudevit Vulicevic scriveva libri propagandando la necessità della pulizia etnica nei confronti dei non slavi e Vasa Cubrilovic arrivava a scrivere un manuale su come attuarla. Ed è tra il 1770 e il 1880 che gli slavi, su esplicito mandato dell'Austria, misero in atto efferate violenze nei confronti degli italiani costringendoli all'esodo in massa.
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Perché far partire dal 1919 la storia dei rapporti tra slavi e neolatini? Facciamola iniziare da quando, nel 640, in quei territori abitati da popoli (neo)latini arrivarono gli slavi e si annunciarono distruggendone quasi tutte le città e massacrandone gli abitanti. Le rovine di Salona, la capitale, non ci parlano dell'amore degli slavi ma della loro brutalità. Facendo un salto di più di mille anni ricordo che a metà dell'800 il fascismo non c'era ma Lijudevit Vulicevic scriveva libri propagandando la necessità della pulizia etnica nei confronti dei non slavi e Vasa Cubrilovic arrivava a scrivere un manuale su come attuarla. Ed è tra il 1770 e il 1880 che gli slavi, su esplicito mandato dell'Austria, misero in atto efferate violenze nei confronti degli italiani costringendoli all'esodo in massa. Nel 1850 la Dieta del Regno di Dalmazia era composta da 28 membri del partito filo italiano e 12 del partito filo slavo; nel 1910 i membri del partito filo italiano,a causa dell'esodo, erano ridotti a 6. Tra il 1900 e il 1910 l'Austria ha fatto affluire a Trieste masse di slavi per indebolirne la componente italiana. Allo scoppio della Prima guerra mondiale decine di migliaia di istriani e di dalmati furono deportati nei campi di concentramento e alcune migliaia morirono di fame e di stenti, quando tornarono la maggior parte trovò la sua casa occupata da slavi; se l'Austria avesse vinto la guerra che fine avrebbero fatto? Per quanto riguarda l'italianizzazione dei cognomi, dei toponimi e l'uso della lingua, documentatevi meglio e non partite dal 1919.
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alex
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domenica 16 dicembre 2018
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onore ai martiri
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credo in questa verita' che lentamente si fa strada certa che non si fermera' e finalmente arrivera' il giorno dove i nostri martiri avranno giustizia...la Storia puoi nasconderla per un po'...ma non si cancella...grazie a chi con il film Red Land ha voluto aprire questa strada,,,ora non ci fermeremo...!!!
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