|
|
enormous
|
sabato 31 gennaio 2015
|
un capolavoro visivo
|
|
|
|
Leggendo le recensioni del pubblico e i commenti su Exodus sento voci di delusione, e la critica più sentita è diretta generalmente all'incopiutezza e alla mancanza di approfondimento nel campo dei sentimenti dei protagonisti, dello spessore dei personaggi stessi e dei "buchi" narrativi. Non mancano ovviamente anche coloro che richiamano al Gladiatore; innegabili sono infatti alcune analogìe nella struttura dell'intreccio, specialmente nella prima metà del film. Ma ora vi inviterei tutti a considerare l'opera come una ricerca ad immagini più che a sentimenti, compiuta cercando di ricreare e approfondire l'atmosfera della sfera biblica non narrativa, ma visiva.
[+]
Leggendo le recensioni del pubblico e i commenti su Exodus sento voci di delusione, e la critica più sentita è diretta generalmente all'incopiutezza e alla mancanza di approfondimento nel campo dei sentimenti dei protagonisti, dello spessore dei personaggi stessi e dei "buchi" narrativi. Non mancano ovviamente anche coloro che richiamano al Gladiatore; innegabili sono infatti alcune analogìe nella struttura dell'intreccio, specialmente nella prima metà del film. Ma ora vi inviterei tutti a considerare l'opera come una ricerca ad immagini più che a sentimenti, compiuta cercando di ricreare e approfondire l'atmosfera della sfera biblica non narrativa, ma visiva. La bibbia e le sue immagini sono i protagonisti del risultato della ricerca visiva, non sono il risultato della ricerca. Il risultato di per sè è un capolavoro visivo. Il risultato intreccia storie già sentite, già viste, volutamente ripetitive: la corte del faraone, l'invidia di Ramses per Mosè e la sua smania di potere, il vizio o la virtù negli uomini di potere; allo stesso modo l'incontro di Mosè con la figlia del pastore, la storia d'amore, le promesse; l'amore dimostrato dal faraone spietato per il figlio, quindi la sua umanità; il potere che rende mostri gli uomini. Non vi è nessun tentativo da parte del regista di mascherare la banalità di tutto ciò, e questo è evidente fin dalla prime scene, che precedono la breve battaglia. Anche nella battaglia non vi è nulla di epico, così come non vi è nulla di epico nell'eroismo di Mosè che protegge la schiava dalla spada del faraone, non vi è epicità nel ritorno di Mosè in Egitto, nè nella sua "guerriglia". Nemmeno nella traversata del Mar Rosso, non vi è il tocco epico, ma solo sofferenza e spettacolo. Gli ebrei sono costantemente caratterizzati dalla paura e nessuno, nè Dio nè tantomeno Mosè fa alzare loro la testa; emblematico il suo discorso al popolo eletto prima dell'attraversamento dello stretto: non è un discorso caldo ed epico, appunto, come quello di un Massimo Decimo Meridio nel Gladiatore o di un Baliano nelle Crociate. Mosè implora gli ebrei di seguirlo ed avere così salva la vita, e quelli lo seguono senza entusiasmo o forza, esausti e riluttanti. Exodus ha gli elementi per essere un kolossal, ma il regista ha diretto le sue risorse in una direzione completamente diversa; per questo chi si aspettava un kolossal è rimasto deluso, e chi si aspettava azione ha disprezzato il film. Non sorprenda che a livello di capacità espressiva l'unica scena forte dell'intero film è il momento in cui la la madre adottiva conferma a Mosè la verità sulle sue origini rivelate dagli anziani ebrei, nel momento in cui lei e la sorella lo accompagnano all'esilio. E' quello il momento più alto di espressione di nobiltà d'animo del protagonista, della sua umanità mai sentimentale ma pur sempre visionaria. Il personaggio infatti non ha eccessi in nessun senso, è un Giusto, ma senza pretese o ambizioni da sognatore, e diviene lo strumento di se stesso o dell'ipotetico Dio-bambino nella missione della giustizia, ossia la liberazione del popolo ebraico oppresso. Nella sua impresa non vi è mai soddisfazione o entusiasmo, ma solo stenti e sofferenze, e morte. Il Dio vendicativo e crudele è proprio il Dio dell'antico testamento e vi si adatta benissimo, quindi sbaglia chi afferma che è trascurato l'ambito religioso, perchè è proprio l'atteggiamento del popolo ebraico e quello del loro Dio ad essere in maniera cruda e quasi piccante illustrato da Ridley Scott. Dunque questo monumento di effetti speciali e grandi attori non è una parabola, nè un'allegorìa, nè un kolossal; è un rischio e una prova di coraggio inaspettata da Scott. Un viaggio introspettivo nell'immaginario tradizionale di ognuno di noi, che sa ritrovare tutta la potenza della suggestione della nostra immaginazione collettiva. Un film con un inizio e una fine eppure sfumato. Un'opera d'arte.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a enormous »
[ - ] lascia un commento a enormous »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
gabrykeegan
|
venerdì 30 gennaio 2015
|
bale, scott e un dio bambino
|
|
|
|
La trama concentra molte delle sue forze in tre momenti distinti: il primo è quello in cui viene raccontata la vita di Mosè e dei faraoni; la seconda è quella in cui il protagonista si rende conto di non essere egiziano e comincia la battaglia per liberare il suo popolo; la terza è il vero e proprio esodo degli israeliti verso la terra promessa.
Ora, sappiamo più o meno tutti come viene descritta dalla Bibbia questa storia così carica di significato per ebrei e cristiani, quanto affascinante da raccontare tramite gli effetti cinematografici.
[+]
La trama concentra molte delle sue forze in tre momenti distinti: il primo è quello in cui viene raccontata la vita di Mosè e dei faraoni; la seconda è quella in cui il protagonista si rende conto di non essere egiziano e comincia la battaglia per liberare il suo popolo; la terza è il vero e proprio esodo degli israeliti verso la terra promessa.
Ora, sappiamo più o meno tutti come viene descritta dalla Bibbia questa storia così carica di significato per ebrei e cristiani, quanto affascinante da raccontare tramite gli effetti cinematografici.
Il problema che si pone, come al solito quando si fa un film religioso, è quanto la parte spirituale debba essere aderente alle scritture per risultare anche stuzzicante da vedere per uno spettatore moderno.
Ridley Scott tira fuori la sua spada magica da gladiatore e la porta indietro di quasi 1500 anni, ai tempi in cui la civiltà più evoluta era quella egiziana, forse ancora più votata alla voglia di apparire rispetto alla Roma raccontata nel film con Russel Crowe.
Non può che essere una base perfetta per il regista britannico che ama lo sfarzo del passato e il poter mostrare la magnificenza di palazzi, statue e soprattutto il contrasto con la decadenza e la "povertà dignitosa", in questo caso rappresentata da tribù di pastori e cittadine di schiavi.
Lo sfondo di una delle più grandi civiltà è fondamentale per rappresentare la potenza divina che si abbatte con furia tramite le dieci piaghe, in cui gli effetti speciali e visivi fanno il loro dovere e dimostrano la ben nota bravura registica.
La prima parte è forse troppo prolissa nel raccontare il Mosè egiziano, mentre la seconda metà del film è quella che unisce i due elementi sopracitati: il significato religioso dell'esodo e le immagini che impressionano lo spettatore (non si può che consigliare di vedere l'opera al cinema finché si è in tempo).
Christian Bale è perfetto e forse l'unico interprete attualmente possibile per un ruolo così delicato, sulle cui azioni si basa gran parte della sceneggiatura. Barba e capelli sempre lunghi, sorriso abbozzato e muscoli che si intravedono appena per mostrare che la forza fisica serve, ma non per combattere solamente con le mani, ma soprattutto per sostenere il peso di una tale responsabilità.
Il Mosè di Bale è un uomo che ha un carattere estremamente forte, una mente fredda e non a caso è una guida scelta apposta da Dio per guidare il popolo eletto, forse fin troppo esaltato da una sceneggiatura che ha impedito al film addirittura di essere proiettato in Egitto.
Il Dio di Scott è un bambino capriccioso che potrebbe stranire i puristi e i teologi, ma è anche una rappresentazione perfetta che rispecchia la violenza dell'attacco messo in atto contro il male egiziano, talmente crudele da dover subire la furia divina.
Mosè non ha paura di usare la spada, di guidare quattrocentomila persone per strade impervie e soprattutto di litigare con Dio se non la pensa come lui. Proprio gli incontri tra i due sono le parti più significative del film, che non è solo cavalli, bighe, urla e piaghe, ma parole importanti e decine di dialoghi ben scritti.
Come detto, però, è sempre bene distinguere il significato religioso da quello cinematografico, perché seppur con tanta aderenza storica, il lungometraggio di Scott è più un blockbuster da godersi senza troppi viaggi mentali.
La violenza - a parte qualche uccisione indispensabile - viene espressa più tramite i dialoghi feroci e gli scontri psicologici (alla Commodo-Massimo Decimo Meridio) tra i due fratelli/coltelli che si amano e si odiano allo stesso tempo. Due auree di grandiosità (una scelta dalle regole terrene e l'altra da quelle divine) che sbattono l'un l'altra in ogni incontro.
Ognuno pensando un po' al proprio ego e un po' al proprio popolo, senza mai giungere a un vero scontro fisico, ma facendo esplodere la diatriba in mezzo al Mar Rosso, che spazza via tutto. Così come questo film, molto probabilmente, spazzerà via qualsiasi altro tentativo di raccontare questa storia.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a gabrykeegan »
[ - ] lascia un commento a gabrykeegan »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
artistagigliese
|
mercoledì 28 gennaio 2015
|
brutto
|
|
|
|
Davvero molto deludente, il paragone va, obbligatoriamente, sullo storico Kolossal dei 10 comandamenti e il confronto è davvero spietato su tutti i punti di vista. Primo di tutti gli attori assolutamente non all'altezza, poi per la sceneggiatura, si perde il senso biblico della storia, e persino gli effetti speciali risultano migliori quelli del 1956 rispetto a quelli di oggi.
Evitate se potete
|
|
|
[+] lascia un commento a artistagigliese »
[ - ] lascia un commento a artistagigliese »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
simone d
|
mercoledì 28 gennaio 2015
|
poco coinvolgente
|
|
|
|
EXODUS - DEI E RE
La scelta di Ridley Scott di volersi distaccare dalle sacre scritture e dalla vecchia cinematografia biblica di metà novecento è sicuramente apprezzabile e azzeccata, aprendo la tematica ad un pubblico giovane e da Action Lovers! Mosè, interpretato dal sempre impeccabile Christian Bale, è rappresentato come l'eroico guerriero che combatte per liberare il suo popolo. Straordinari effetti speciali che aggiungono il tocco di epicità stile "il Gladiatore". Non fosse per la durata estenuante, (150 minuti circa) caratteristica comune a tutti i colossal, è una pellicola sicuramente apprezzabile e movimentata per gli amanti del genere storico.
[+]
EXODUS - DEI E RE
La scelta di Ridley Scott di volersi distaccare dalle sacre scritture e dalla vecchia cinematografia biblica di metà novecento è sicuramente apprezzabile e azzeccata, aprendo la tematica ad un pubblico giovane e da Action Lovers! Mosè, interpretato dal sempre impeccabile Christian Bale, è rappresentato come l'eroico guerriero che combatte per liberare il suo popolo. Straordinari effetti speciali che aggiungono il tocco di epicità stile "il Gladiatore". Non fosse per la durata estenuante, (150 minuti circa) caratteristica comune a tutti i colossal, è una pellicola sicuramente apprezzabile e movimentata per gli amanti del genere storico.
Nota a margine: è stato un piacere vedere sul grande schermo il Jesse Pinkman, al secolo Aaron Paul, della pluripremiata serie TV Breaking Bad.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a simone d »
[ - ] lascia un commento a simone d »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
alex2044
|
martedì 27 gennaio 2015
|
un colossal ogni tanto non fa male
|
|
|
|
Un colossal ogni tanto non fa male . La storia è inifluente e non è altro che una scusa per mostrarci scene di guerra e combattimenti resi più spettacolari dalle tecnologie moderne . Gli attori sono bravini ,nulla di più ed i camei forse qualcuno inutile , fanno molta storia del cinema . Insomma Ridley Scott ha fatto di meglio ,molto meglio ma quando alla fine del film si scende dall'ottovolante su cui si è viaggiato per due ore e mezza la sensazione non è di noia ed il bambino che è in noi sorride contento .
|
|
|
[+] lascia un commento a alex2044 »
[ - ] lascia un commento a alex2044 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
francesca72
|
lunedì 26 gennaio 2015
|
il declino di ridley scott
|
|
|
|
Ho l'impressione che dopo una serie di capolavori (Blade Runner per citarne uno) e dopo il Gliadiatore, Ridley abbia infilato un film mediocre, se non brutto, dietro l'altro.
Non mi sono piaciute le crociate, ho trovato il suo Robin Hood il più brutto tra tutti i film su Robin Hood, ho trovato the counselor uno dei film più brutti e inutilmente violenti degli ultimi anni..
Exodus è brutto. E noioso.
Trovo che persino gli effetti speciali, non male quelli delle piaghe, siano più brutti di quelli dei dieci comandamenti (1956).
Che resta il capolavoro indiscusso su questo argomento.
Mentre regge il Mosè di christian Bale che ha una sola espressione da sempre, quella cupa e corrucciata, sono rimasta esterrefatta dalla scelta del Faraone.
[+]
Ho l'impressione che dopo una serie di capolavori (Blade Runner per citarne uno) e dopo il Gliadiatore, Ridley abbia infilato un film mediocre, se non brutto, dietro l'altro.
Non mi sono piaciute le crociate, ho trovato il suo Robin Hood il più brutto tra tutti i film su Robin Hood, ho trovato the counselor uno dei film più brutti e inutilmente violenti degli ultimi anni..
Exodus è brutto. E noioso.
Trovo che persino gli effetti speciali, non male quelli delle piaghe, siano più brutti di quelli dei dieci comandamenti (1956).
Che resta il capolavoro indiscusso su questo argomento.
Mentre regge il Mosè di christian Bale che ha una sola espressione da sempre, quella cupa e corrucciata, sono rimasta esterrefatta dalla scelta del Faraone.
Un ciccione, butterato, naziskin privo di personalità. Sembra più un personaggio di Gomorra che un Faraone.
L'unico spunto che ho trovato interessante è questo Dio che si fa vedere in forma di bambino il cui rapporto con Mosè non è del tutto pacifico. Anzi, quasi all'insegna del contraddittorio.
Peccato sia solo accennato in un film che scorre lento fino al mar Rosso....
[-]
[+] ridley scott? artista, e un artista non declina
(di enormous)
[ - ] ridley scott? artista, e un artista non declina
[+] centrato in pieno francesca
(di bizantino73)
[ - ] centrato in pieno francesca
|
|
|
[+] lascia un commento a francesca72 »
[ - ] lascia un commento a francesca72 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
shagrath
|
lunedì 26 gennaio 2015
|
caduta rovinosa
|
|
|
|
Film sulla celeberrima storia di Mosè, tema trito e ritrito delle Piaghe d'Egitto e dei 10 Comandamenti mai reppresentati in maniera tanto pacchiana e futile. Un film che rinuncia fin da subito alla corretta rappresentazione storica di quell'epoca, ma che rinuncia anche alla rappresentazione mitologica biblica, trasformandosi in un miscuglio indistinto di dialoghi mirabolanti (Mosè e suo cugino il Faraone non fanno altro che lanciarsi slogan e insulti, neppure fossero a un comizio), esecuzioni, scontri all'arma bianca, carrellate noiose e inutili sulla vita privata del faraone e famiglia, penosamente scopiazzata da quella di Commodo del Gladiatore (padre buono che preferisce un altro a suo figlio, che è un megalomane violento ecc ecc).
[+]
Film sulla celeberrima storia di Mosè, tema trito e ritrito delle Piaghe d'Egitto e dei 10 Comandamenti mai reppresentati in maniera tanto pacchiana e futile. Un film che rinuncia fin da subito alla corretta rappresentazione storica di quell'epoca, ma che rinuncia anche alla rappresentazione mitologica biblica, trasformandosi in un miscuglio indistinto di dialoghi mirabolanti (Mosè e suo cugino il Faraone non fanno altro che lanciarsi slogan e insulti, neppure fossero a un comizio), esecuzioni, scontri all'arma bianca, carrellate noiose e inutili sulla vita privata del faraone e famiglia, penosamente scopiazzata da quella di Commodo del Gladiatore (padre buono che preferisce un altro a suo figlio, che è un megalomane violento ecc ecc). La sceneggiatura di questo film fa più acqua del Mar Rosso in piena, al punto che nonostante gli autori abbiano provato in tutti i modi a rendere malvagio l'Egitto, infilando funzionari di stato corrotti, schiavisti violenti, lo stesso faraone rappresentato come un esaltato sanguinario geloso e disturbato mentale, alla fine lo spettatore finisce comunque per simpatizzare coi poveri egiziani vista l'evidente pazzia del dio ebreo, suppotato da un Mosè privo di qulsivoglia carisma e ragion d'essere. Vedendo questo film sembra veramente che l'unica colpa dei figli d'Egitto sia stata quella di essere nati nella rezza sbagliata. Ma anche i particolari delle singole scene sono indegni. Ad esempio la scena dello scontro finale è un bell'effetto speciale, ma qualcuno dovrebbe spiegarmene il senso di un Mosè che si comporta in quel modo, che se ne resta a prendesi uno tsunami in faccia. E non dico altro per non fare troppi spoiler, ma insomma, insensato!
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a shagrath »
[ - ] lascia un commento a shagrath »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
angelo76
|
lunedì 26 gennaio 2015
|
soporifero .... da evitare
|
|
|
|
Un polpettone dove cominci a sbadigliare dopo 20 minuti e non la smetti più ........
|
|
|
[+] lascia un commento a angelo76 »
[ - ] lascia un commento a angelo76 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
mattrab
|
lunedì 26 gennaio 2015
|
ma anche no!
|
|
|
|
C'è un Egitto pieno di divi di Hollywood (Sigourney Weaver? Ma davvero?) che ricorda tanto la Roma de Il Gladiatore: il Faraone che non ama il figlio troppo pieno di sé e con evidenti disturbi di personalità preferisce il generale buono che viene tradito e allontanato. Solo che qui complice una botta in testa abbiamo il nostro eroe che vede un roveto ardente (effetto pessimo) con un bambino capriccioso (Dio? un angelo?) e vendicativo che prima lo spinge allo scontro con Ramses (in una scuderia di cavalli bianchi: punta la spada d'oro alla gola del faraone mentre gli stallieri portano via i cavalli dietro di loro e nessuno che dica nulla) e poi gli urla in faccia che è troppo moderato e che non combina nulla di buono.
[+]
C'è un Egitto pieno di divi di Hollywood (Sigourney Weaver? Ma davvero?) che ricorda tanto la Roma de Il Gladiatore: il Faraone che non ama il figlio troppo pieno di sé e con evidenti disturbi di personalità preferisce il generale buono che viene tradito e allontanato. Solo che qui complice una botta in testa abbiamo il nostro eroe che vede un roveto ardente (effetto pessimo) con un bambino capriccioso (Dio? un angelo?) e vendicativo che prima lo spinge allo scontro con Ramses (in una scuderia di cavalli bianchi: punta la spada d'oro alla gola del faraone mentre gli stallieri portano via i cavalli dietro di loro e nessuno che dica nulla) e poi gli urla in faccia che è troppo moderato e che non combina nulla di buono. Aspetta, hai aspettato 400 anni e ora se non ottieni quello che vuoi in 2 giorni ti incazzi così tanto? E così il Signore Dio Nostro con magnanimità e bonaria misericordia uccide migliaia di primogeniti, scatena giganteschi coccodrilli, riempe di herpes gli egiziani, ecc, ecc... che mi chiedo io, ma se era così bravop a far tutto da solo perchè aspettare 400 anni e urlare in faccia aMosè che non è capace di far nulla?
Pessimo film, dialoghi esagatamente poetici e inutili, questo tanto decantato rapporto tra fratelli io non l'ho proprio visto, scenografie fantastiche ma più simili a giochi di computer.
Evitiamo poi la scena dell'apertura del mar Rosso e successiva chiusura con tante trombe d'aria che nemmeno nel ciclo "Alta tensione" di Canale5
[-]
[+] concordo pienamente
(di darkovic)
[ - ] concordo pienamente
|
|
|
[+] lascia un commento a mattrab »
[ - ] lascia un commento a mattrab »
|
|
d'accordo? |
|
|
|