| Anno | 2003 |
| Genere | Erotico |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Tinto Brass |
| Attori | Maruska Albertazzi, Virgina Barrett, Sara Cosmi, Lyudmyla Derkack, Angela Ferlaino, Antonio Salines . |
| MYmonetro | 1,77 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Tinto Brass: sei episodi per il maestro dell'erotismo boccaccesco italiano
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CONSIGLIATO NO
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Sei episodi boccacceschi raccontano l'erotismo visto da Tinto Brass; triangoli, tradimenti, scappatelle e scambi di coppia.
"Lo famo strano" ripreso da ogni angolatura possibile per raccontare usi e costumi della la trasgressione nella italica provincia. Questa, almeno, sembrerebbe la motivazione dell'operazione, di fatto un remake del precedente "Fermo posta: Tinto Brass". Operazione che, evidentemente gracile a livello programmatico, si rivela semplicemente fallimentare sul piano della realizzazione. Il regista le tenta tutte: gran dispendio di falli finti, evocazione di perversioni varie, posizioni ginecologiche ripetute e nudità come se piovesse. Ma il suo, più che un film erotico, sembra un porno privato delle scene hard, con una preoccupante inclinazione alla comicità involontaria e rabbrividenti sciatterie registiche e di montaggio. Siamo dalle parti dell'erotismo da caserma, con l'aggravante di qualche pretesa autoriale (con tanto di autocitazioni e apparizioni del regista stesso).Ma di trasgressivo o anche solo realmente erotico non c'è nulla. Da tempo Brass ha ben poco da dire: ma adesso lo dice veramente male.
Assolutamente ridicolo questo filmaccio di Brass che continua a vendere il suo"brand" come fosse garanzia di qualità, sfornando film fotocopia di se stessi e dove non c'è traccia di erotismo. Da evitare
La cosa più spiritosa dell'ultimo film di Tinto Brass sono (detto senza ironia) le biografie delle sue attrici alla fine del press-book destinato ai giornalisti: ragazze laureate o laureande in sociologia, giurisprudenza, economia e commercio o scienze della comunicazione (con 110 e lode). Utilizzandone le competenze in modo assai personale, Brass le ha messe biotte dalla prima all'ultima, sovente [...] Vai alla recensione »