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Invincibile

Film 2001 | Drammatico, +13 133 min.

Titolo originaleInvincible
Anno2001
GenereDrammatico,
ProduzioneGran Bretagna, Germania, Irlanda, USA
Durata133 minuti
Regia diWerner Herzog
AttoriTim Roth, Jouko Ahola, Anna Gourari, Max Raabe, Jacob Wein, Udo Kier .
DistribuzioneRipley's Film
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 3,14 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Werner Herzog. Un film con Tim Roth, Jouko Ahola, Anna Gourari, Max Raabe, Jacob Wein, Udo Kier. Titolo originale: Invincible. Genere Drammatico, - Gran Bretagna, Germania, Irlanda, USA, 2001, durata 133 minuti. distribuito da Ripley's Film. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 3,14 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Tratto da una storia vera, raccontata come una favola, il film di Herzog richiama rievoca una delle pagine più tristi della storia europea senza cadere mai nel retorico. In Italia al Box Office Invincibile ha incassato nelle prime 10 settimane di programmazione 22,8 mila euro e 6,2 mila euro nel primo weekend.

Consigliato sì!
3,14/5
MYMOVIES 3,25
CRITICA 2,86
PUBBLICO 3,31
CONSIGLIATO SÌ
Un film "magico" sulla natura umana, ispirato alla tradizione e all'estetica "debole" del cinema yiddish.
Recensione di Marzia Gandolfi
Recensione di Marzia Gandolfi

Zishe Breitbart è figlio di un fabbro ebreo e ha la forza di Sansone. Battuto in un circo un forzuto energumeno, viene notato da un impresario di Berlino che vorrebbe condurlo in città e al successo. Convintosi che la sua potenza fisica sia un dono di Dio, Zishe lascia il suo villaggio in Polonia per raggiungere a piedi Berlino. Ingaggiato da Hanussen, un sedicente mago e preveggente che pronostica l'avvento di Hitler e sogna di istituire il Ministero dell'Occulto, si esibisce nel suo teatro interpretando Sigfrido, l'eroe epico della mitologia germanica in grado di piegare metallo e nemici. Invaghito di una bella pianista e intuito l'antisemitismo diffuso, Zishe si persuade di dover guidare il suo popolo verso la salvezza. Ma un chiodo arrugginito e l'esasperato razzismo avranno la meglio sul Sansone dello shtetl e sul popolo di Israele.
Il cinema di Werner Herzog è da sempre restio ad una definizione, ad una classificazione o all'individuazione di precise influenze e derivazioni. Nei suoi film documentarismo e finzione si fondono senza soluzione di continuità. La sua macchina da presa rimane puntata su un "paesaggio" (la Germania del '33 che elesse Hitler tramite regolari elezioni) e capace di creare immagini-simbolo (le sequenze oniriche dei granchi rossi aggrappati agli scogli) che disvelano una mitica e incontaminata purezza al fondo dell'uomo. Zishe Breitbart è un altro eroe semplice e dimesso che va ad aggiungersi alla galleria degli outsiders di Herzog, accanto ai suoi trovatelli, ai reietti, agli aborigeni australiani, ai nani, ai muti, agli avventurieri e agli ingegneri aeronautici. Un "Giusto" provvisto di una dignità radicalmente umana, che lo pone al centro di una società borghese distorta e deformata, un visionario portatore di un'irriducibile diversità rispetto all'uomo borghese.
Anticipando di quattro anni l'esplorazione sulla natura umana di Grizzly Man, Invincibile è una cupa ma efficace storia sulla follia collettiva, che contrappone l'eccesso di pathos e il calore privato della cultura minoritaria alla freddezza della ragione e del potere della cultura allora dominante. Presentato nel 2001 alla Mostra del Cinema di Venezia e poi dimenticato in un cassetto per sette anni, Invincibile subì il duro e unanime giudizio della critica, che si affrettò a deprecare una regressione nella filmografia herzoghiana e a certificarlo come mero prodotto "televisivo". Eppure la prima metà del film di Herzog, licenziata come fiction dai più, è al contrario ispirata alla tradizione e all'estetica "debole" del cinema yiddish. Se il lavoro di riscrittura del Nosferatu di Murnau si inseriva nella volontà di recuperare il rapporto col momento più alto del cinema tedesco (l'espressionismo) prima dell'avvento del nazismo e prima della codificazione hollywodiana del racconto, Invincibile si confronta con il cinema yiddish di prima della guerra e vi attinge direttamente. È un invito alla riflessione religioso-magica sul tempo più oscuro della Germania, quello che preannunciava le Leggi di Norimberga e riduceva gli ebrei a fuorilegge privi di ogni personalità giuridica. Invincibile riproduce la tipologia di personaggi e situazioni di una cinematografia prodotta da una cultura di intrattenimento itinerante: il protagonista in viaggio dalla campagna alla città per avanzare verso un futuro migliore, il fortissimo senso di appartenenza, la perdita dolorosa, il felicissimo ricongiungimento, i progetti destinati a naufragare, il sentimento di perdita che infonde nostalgia e folclore. Se il viaggio è metafora primordiale del cammino esistenziale dell'uomo, rappresentando uno dei modelli narrativi più antico e universale, al viaggio di Zishe si aggiunge l'esperienza dell'emigrazione di massa di un popolo perennemente in movimento, che ancora non vive come dovrebbe poter vivere.

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Recensione di Pino Farinotti

Tratto da una storia vera, raccontata come una favola, il film di Herzog richiama rievoca una delle pagine più tristi della storia europea senza cadere mai nel retorico. Zishe, un giovane fabbro ebreo fortemente religioso, vive in un tranquillo paese della Polonia. Durante una prova di forza viene notato da un imprenditore dello spettacolo tedesco che lo porta in una Berlino già in odore di nazismo. Zishe lavora con l'occultista Hanussen (personaggio intepretato da Tim Roth), che gli affida la parte di Sigfrid l'Ariano.Però la sua coscienza non gli permetterà di esibirsi di fronte all'establoishment nazista.
Il cineasta tedesco racconta i giorni prima dell'ascesa del nazismo attraverso gli occhi di questo umile ebreo polacco, che diventerà martire e leggenda per il popolo ebraico. La prestanza fisica del ragazzo ebreo rispecchia in pieno la sua bellezza interiore e stride con l'infima condizione morale dei nazisti.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 6 dicembre 2011
fedeleto

In pieno periodo nazista,un fabbro ebreo dalla forza impressionante ,si ritrova a lavorare a berlino presso un ipnotista che profetizza la salita al potere del fuhrer.Dopo varie situazioni decidera' di lasciare quel posto da burattino e seguire la sua fede ebrea ,anche se il suo destino sara' segnato ,nonostante egli avverta gli ebrei di un grande pericolo imminente e orribile.

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Lietta Tornabuoni
La Stampa

Berlino, 1932. Sono i tempi della Repubblica di Weimar, prossima a morire l'anno seguente con l'avvento di Adolf Hitler alla Cancelleria. Tempi inquieti, turbolenti, cattivi: i disegni spietati di Grosz, i mutilati di guerra in cerca di elemosine con i mancherini esibiti sui marciapiedi, le ragazze sguaiate, gli arricchiti detti pescecani con i loro cappotti di pelliccia, i dipinti di Schiele, l'eccentricit [...] Vai alla recensione »

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venerdì 25 luglio 2008
Chiara Renda

Film di genere È arrivato anche da noi, a distanza di qualche giorno dall'uscita americana, Il cavaliere oscuro. Non si fa che parlare di questo campione d'incassi che ha battuto ogni record, arrivando a incassare ben 155 milioni di dollari soltanto [...]

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