| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Antonello Grimaldi |
| Attori | Nanni Moretti, Valeria Golino, Alessandro Gassmann, Isabella Ferrari, Blu Yoshimi Hippolyte Girardot, Kasia Smutniak, Denis Podalydès, Charles Berling, Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Manuela Morabito, Roberto Nobile, Babak Karim, Blu Di Martino, Beatrice Bruschi, Sara D'Amico, Babak Karimi, Tatiana Lepore, Anna Gigante, Antonella Attili, Cloris Brosca, Valentina Carnelutti, Stefano Guglielmi, Nestor Saied, Dina Braschi, Ester Cavallari, Roman Polanski. |
| Uscita | venerdì 8 febbraio 2008 |
| Tag | Da vedere 2007 |
| Distribuzione | 01 Distribution |
| MYmonetro | 2,89 su 40 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 30 novembre 2016
Un giorno d'estate Lara se ne va all'improvviso, ma suo marito Pietro non è con lei, il destino l'ha spinto verso il mare per salvare la vita a un'altra donna, una sconosciuta. Il film ha ottenuto 8 candidature e vinto 4 Nastri d'Argento, 17 candidature e vinto 4 David di Donatello, In Italia al Box Office Caos calmo ha incassato 5,4 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Pietro Paladini ha fatto una promessa. Ha promesso alla sua bambina di aspettarla davanti alla scuola fino alla fine delle lezioni. Lara, sua moglie, è morta improvvisamente l'estate scorsa e Pietro non sa decidersi a soffrire, non sa decidersi a ripartire. Seduto su una panchina, giorno dopo giorno riceve le visite e le rivelazioni dolorose dei colleghi, turbati da una fusione aziendale, e dei familiari, preoccupati per il suo stato di "arresto". Trasgredite le regole dell'efficienza e della produttività e abitato da una sorprendente calma, Pietro resta in attesa del dolore e della vita dopo il dolore.
Caos Calmo, tratto dal romanzo omonimo di Sandro Veronesi, non è un film "autosufficiente" perchè per afferrarlo è necessario affiancare alla visione una ricognizione della fonte letteraria. Eppure proprio in questa "dipendenza", in questa assenza di "autarchia" cara al Moretti in Super8, risiede il valore del film di Antonello Grimaldi. Troppe pagine di Veronesi non corrispondono esattamente al cinema, troppe cose che sono nominate non possono essere viste, perché tutto accade nella testa del personaggio, è Pietro Paladini a prevalere sull'intreccio e l'intreccio non esiste se non attraverso la sua costruzione.
Primo ostacolo per Grimaldi è stata l'esteriorizzazione dell'interiorità, che non ricorre mai o quasi mai alla soluzione più ovvia della voce fuori campo. Ecco allora che il paesaggio interiore di Paladini, impossibile da palesare, si costituisce indirettamente attraverso una scelta marcata e ricca di conseguenze sul piano narrativo: Nanni Moretti, la cui presenza attoriale raccorda il film di Grimaldi alle sue opere. Moretti ha costruito il suo cinema come un sistema di segni e di rinvii (le scarpe, un bicchiere d'acqua, un aforisma), che si configura come un linguaggio per iniziati, qualcosa che costantemente si implica e si richiama. Moretti si muove dentro un orizzonte di aspettative condivise da una parte del pubblico italiano, che si imbarazza per la "scena di sesso" con la Ferrari, già sconcertato da quella con la Morante (La stanza del figlio). Impegnati a dissertare sulla sua incompetenza copulatoria, ai detrattori è sfuggito il vistoso ripiegamento dell'ego morettiano, che non predica più e non ha più certezze ma che ha bisogno di fare ordine, di compiere, muovendosi da fermo, un percorso di conoscenza e di indagine razionale sulla insostenibile leggerezza del dolore.
L'inestricabile garbuglio interiore di Paladini/Moretti e il caotico pasticcio della varia umanità che si confessa sulla sua panchina trasformano il dolore in momento dialettico. Se nella Stanza del figlio la cognizione del dolore è asociale, in Caos Calmo è precipitato in uno spazio di socialità. Dove c'era nichilismo e chiusura adesso c'è apertura al possibile. E dopo gli abbracci è il tempo della differenza: Pietro Paladini potrà fare i conti fino in fondo col significato che ha il (non) dolore per lui. L'unica sequenza che non ha bisogno di essere integrata col romanzo è quella "occupata" da Roman Polanski. La sua entrata in scena è la semplice e geniale risposta di Grimaldi al silenzio della pagina scritta. Perché Polanski è immagine che parla.
Mentre e' in alto mare per salvare una sconosciuta che rischia di affogare, Pietro Palatini perde la moglie Lara, colta a casa da un improvviso malore. Una coincidenza spiazzante che rende la perdita della moglie ancora piu' sconvolgente. Ma Pietro, di fronte al dolore che non arriva, vive sospeso dalla realta'. Nello smarrimento dovuto al dramma, assume una calma apparente, [...] Vai alla recensione »
Sorpresa: Nanni Moretti esce da sé stesso. Solo un poco ma quanto basta a diventare un altro. E lo fa due volte, come personaggio e come artista, abbandonando la responsabilità totalizzante dell'autore-attore per concedersi il piacere di farsi dirigere da un altro nel film tratto dal libro scritto da un altro ancora. Spiazzamento: seduto tutto il giorno sulla panchina davanti alla scuola di sua figlia, [...] Vai alla recensione »