| Titolo originale | La bête humaine |
| Anno | 1938 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | Francia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Jean Renoir |
| Attori | Jean Gabin, Gérard Landry, Fernand Ledoux, Simone Simon, Jenny Hélia, Jean Renoir Blanchette Brunoy, Colette Régis, Claire Gérard, Charlotte Clasis, Jacques Berlioz, Tony Corteggiani, André Tavernier, Jacques Roussel, Marcel Pérès, Julien Carette. |
| Tag | Da vedere 1938 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 16 |
| MYmonetro | 4,27 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 14 giugno 2017
Il capostazione Roubaud accecato dalla gelosia uccide un corteggiatore della moglie Sévérine. La donna s'innamora di Jacques Lantier, un ferroviere, e...
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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Il capostazione Roubaud accecato dalla gelosia uccide un corteggiatore della moglie Sévérine. La donna s'innamora di Jacques Lantier, un ferroviere, e lo incita ad assassinare il marito per liberarsene. Il ferroviere ucciderà invece Sévérine e si getterà sotto un treno. Tratto dal romanzo di Émile Zola e sceneggiato dallo stesso Renoir, questo film è uno dei più riusciti del grande regista francese, che appare anche come attore nel ruolo di Cabuche, un bracconiere. Jean Gabin che aveva appena terminato di girare Il porto delle nebbie è qui in uno dei suoi ruoli più felici. Questo film fu rifatto da Fritz Lang nel 1954 in chiave prettamente americana con il titolo La bestia umana (Human Desire) con Glenn Ford, Broderich Crawford e Gloria Grahame; e con minor efficacia nel '57 da Daniel Tinayre con il titolo Ossessione di sangue con Massimo Girotti.
Un capolavoro del realismo poetico francese del ‘38 rifatto in chiave noir nel ’54 da Lang. Il titolo italiano capovolge arbitrariamente e senza ragione il ruolo di protagonista, sia del film di Renoir che del romanzo di Zola da cui è tratto, spostando il baricentro del dramma dalla figura del macchinista, Jacques Lantier ovvero Jean Gabin, la bete humain preda di improvvisi raptus omicidi, al personaggio [...] Vai alla recensione »