vita dopo: buona l'idea ma manca la giusta distanza tra attore ed autore. Con Chiara Martegiani, Arturo Marchetti, Renato Carpentieri, Stefano Dionisi, Milena Vukotic, Mattia Stramazzi, Walter Toschi. Drammatico, Italia, 2018. Durata 95 min. Consigli per la visione +13."/>
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Ride

Film 2018 | Drammatico, +13 95 min.

Anno2018
GenereDrammatico,
ProduzioneItalia
Durata95 minuti
Regia diValerio Mastandrea
AttoriChiara Martegiani, Arturo Marchetti, Renato Carpentieri, Stefano Dionisi, Milena Vukotic, Mattia Stramazzi, Walter Toschi Giancarlo Porcacchia, Silvia Gallerano, Emanuele Bevilacqua, Milena Mancini, Giordano De Plano, Lino Musella.
Uscitagiovedì 29 novembre 2018
Distribuzione01 Distribution
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,76 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Valerio Mastandrea. Un film con Chiara Martegiani, Arturo Marchetti, Renato Carpentieri, Stefano Dionisi, Milena Vukotic, Mattia Stramazzi, Walter Toschi. Cast completo Genere Drammatico, - Italia, 2018, durata 95 minuti. Uscita cinema giovedì 29 novembre 2018 distribuito da 01 Distribution. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,76 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento martedì 11 dicembre 2018

Una donna perde il marito in un incidente sul lavoro. Manca un giorno al funerale e deve fare i conti con se stessa e il dolore che la sta travolgendo. Ha vinto un premio ai Nastri d'Argento, Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office Ride ha incassato 470 mila euro .

Ride è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
2,76/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,60
PUBBLICO 3,17
CONSIGLIATO SÌ
Una toccante cronaca della vita dopo: buona l'idea ma manca la giusta distanza tra attore ed autore.
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 27 novembre 2018
Recensione di Marzia Gandolfi
martedì 27 novembre 2018

Carolina è vedova da una settimana e non riesce a piangere. Seduta sul divano, assorta in cucina, in piedi alla finestra, scava alla ricerca delle lacrime che tutti si aspettano da lei. Anche Bruno, il figlio di pochi anni che sul terrazzo di casa 'mette in scena' i funerali del genitore. Nessuno, nemmeno il padre e il fratello di Mario Secondari, giovane operaio morto in fabbrica, sembra riuscire a fare i conti col lutto. Tra un occhio nero e una nuvola carica di pioggia, Carolina farà i conti con l'assenza.

Ride, debutto alla regia di Valerio Mastandrea, è la cronaca della vita dopo.

Dedicato a chi resta, confronta melanconicamente una giovane donna con la perdita della sua giovinezza e del suo amore, la prepara a vivere veramente, a fare della morte che arriva improvvisa l'incessante condizione della sua sopravvivenza.

Quello della protagonista non è però un lutto 'convenzionale', è un lutto bloccato, complicato. Perché come ogni altra esperienza emotiva, anche quella del lutto è soggettiva. Quieta, pratica ed efficientissima, Carolina attende tra il divano e il tavolo della cucina che le emozioni si facciano vive, che le lacrime arrivino copiose. Ma niente. La perdita del consorte, che sconvolge, scompagina e dissesta il modo di vedere il mondo, non si trasforma in lavoro. Il lavoro del lutto, la reazione adeguata all'esperienza della perdita. Al suo sentimento di doglio intimo fa eco quello sociale.

Caduto in fabbrica, Mario Secondari è l'assenza che permette a Mastandrea di aprire una finestra collettiva su un dramma privato. A incarnarli insieme è il saldo Renato Carpentieri, padre in ambasce davanti all'inaccettabile morte del figlio. Ride tocca di sponda la tragedia di (una) classe (che non c'è più) e il conflitto generazionale, meglio, il reciproco sospetto delle generazioni da cui nascono le ferite che padre (Renato Carpentieri) e figlio (Stefano Dionisi) non riescono a risanare.

Valerio Mastandrea non trova però la maniera coerente di fare dialogare due assi narrativi che hanno in fondo la stessa ossessione: la morte al lavoro, la terribile e dolorosa precarietà di tutte le imprese umane. Nei movimenti a latere, il film incontra turbolenze improvvise e perde quota (la sequenza 'di piombo' della pistola), indeciso sulla rotta da seguire per guarire il trauma della perdita. Trauma che una moglie nega con una reazione anestetica, un figlio esorcizza volgendolo in recita e un padre elabora 'confiscando' il corpo (del reato) allo Stato. Confisca che disattiva deliberatamente l'aspetto politico e l'abiezione morale delle morti sul lavoro, diluendo di nuovo il film nel percorso elusivo e fantastico delle traiettorie intime.

Ritornando sulle proprie premesse, Mastandrea offre la libertà ai personaggi di piangere. Di piangere meglio, di piangere finalmente sotto l'ombrello e una nuvola che scuote corpi pieni di lacrime. Recitare per Valerio Mastandrea significa da sempre 'mettersi in scena', con Ride ribadisce l'attitudine all'autofiction e fa un passo di lato. Non è più lui a incarnare la naturale laconicità esistenziale ma un alter ego femminile, che ha il volto e la semplicità limpida di Chiara Martegiani.

Virtuoso dell'understatement sulla scena, l'attore non trova nella direzione la stessa misura e quella sottrazione di peso, su cui come Calvino ha sempre avuto "più cose da dire". Film di un attore sul mestiere dell'attore (la performance mimetica di Carolina che prova a riprodurre l'afflizione della ex del marito), Ride svolge in maniera singolare l'implacabile dialettica del dolore e disegna con altrettanta inusualità l'implosione interiore della sua protagonista. Tuttavia la voce del regista finisce per occupare lo spazio vuoto del suo spirito dolente e ingombrare un film dove ogni attore è proiezione dell'autore. A mancare è forse la giusta distanza, quella che ripara i personaggi e lascia andare gli attori.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 2 dicembre 2018
Alex2044

Che peccato . Le buone intezioni ci sono tutte e le idee brillanti non mancano accoppiate a intuizioni anche interessanti .  Ma come per un soufflè non basta usare gli ingredienti giusti per farlo lievitare così questo film viaggia piatto per tutta la sua durata . Persino gli attori , alcuni di comprovata professionalità , danno l'impressione di recitare con il freno a [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
giovedì 29 novembre 2018
Luigi Abiusi
Il Manifesto

C'è nella figura di Mastandrea come un alone, un'eco che lo trasfigura in qualcos'altro da un corpo: qualcosa come un'atmosfera, proprio un campo semantico che viene direttamente da quel Tutti giù per terra che lo consacrò attore dotato di magnetismo, al centro di un immaginario incarnatosi da lì in poi nelle sue espressioni, nelle movenze, tutto un recitare che scandisce un'urbanità randagia, periferica, [...] Vai alla recensione »

NEWS
PRIME VIDEO
martedì 1 ottobre 2019
Giorgio Crico

Esordio alla regia di un lungometraggio per Valerio Mastandrea, Ride - ora disponibile su Amazon Prime Video - racconta un dramma familiare che si intreccia con la problematica sociale delle morti bianche, tema molto caro all'attore e regista romano.

VIDEO RECENSIONE
martedì 4 dicembre 2018
A cura della redazione

Carolina è vedova da una settimana e non riesce a piangere. Seduta sul divano, in piedi alla finestra, scava alla ricerca delle lacrime che tutti si aspettano da lei. Tra un occhio nero e una nuvola carica di pioggia, Carolina farà i conti con l'assenza.Debutt [...]

VIDEO
mercoledì 21 novembre 2018
 

Una domenica di maggio, a casa di Carolina si contano le ore. Il lunedì successivo bisognerà aderire pubblicamente alla commozione collettiva che ha travolto una piccola comunità sul mare, a pochi chilometri dalla capitale.

TRAILER
giovedì 8 novembre 2018
 

Una domenica di Maggio, a casa di Carolina si contano le ore. Ne mancano solo 24 al giorno in cui bisognerà aderire pubblicamente alla commozione collettiva che ha travolto una piccola comunità sul mare, a pochi chilometri dalla capitale.

POSTER
giovedì 25 ottobre 2018
 

Una domenica di maggio, a casa di Carolina si contano le ore. Il lunedì successivo bisognerà aderire pubblicamente alla commozione collettiva che ha travolto una piccola comunità sul mare, a pochi chilometri dalla capitale.

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