| Anno | 2014 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Paolo Ruffini |
| Attori | Paolo Ruffini, Frank Matano, Nina Senicar, Gianluca Fubelli, Ahmed Hafiene Chiara Francini, Paolo Calabresi, Angelo Pintus, Enzo Ghinazzi, Chiara Gensini, Alessandra Schiavoni, Simone Colombari, Michael Righini, Daniel Tonelli, Enrica Guidi, Saverio Marconi, Jacqueline Ferry, Anis Gharbi, Aymen Mabrouk, Niccolò Senni, Lallo Circosta, Salvatore Misticone, Nicola Di Gioia, Claudia Campolongo, Antonio Fiorillo, Simonetta Cartia. |
| Uscita | giovedì 9 ottobre 2014 |
| Distribuzione | Medusa |
| MYmonetro | 1,66 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 10 ottobre 2014
La storia di Giuseppe (Paolo Ruffini) e Antonio (Frank Matano), due personaggi agli antipodi. In Italia al Box Office Tutto molto bello ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,6 milioni di euro e 794 mila euro nel primo weekend.
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Giuseppe e Antonio si incontrano nel reparto maternità dell'ospedale, ognuno in attesa della nascita del proprio primogenito. Non potrebbero essere più diversi: Giuseppe lavora per l'Agenzia delle entrate, è pignolo e convinto che tutti vogliano imbrogliarlo, e ha un forte accento toscano; Antonio è un precario artistoide di buon carattere che vive alla giornata, sembra non preoccuparsi di nulla e ha un forte accento campano. In attesa del lieto evento, Antonio invita Giuseppe in pizzeria, e lì comincia un'odissea comica che trascina i due per bische clandestine, feste mascherate e assortite peripezie.
Tutto molto bello è una contraddizione in termini, perché di bello c'è veramente poco nel secondo film da regista di Paolo Ruffini, conduttore e comico televisivo che in passato ha anche creato almeno una caratterizzazione cinematografica interessante: il Cristiano Cenerini de La prima cosa bella.
Peccato che in Tutto molto bello manchi un'idea di cinema, una qualsiasi: gli eventi si susseguono senza alcun senso della storia, dei caratteri, della realtà e persino della commedia, giacchè il livello delle battute è "Errare umanum est, perseverare ovest" e "Alì e i quaranta ricchioni" (detto di un improbabile emiro accolto dal saluto "salam e mortadella").
Ruffini e Frank Matano, che interpretano Giuseppe e Antonio, stanno a Benigni e Troisi come Woody Allen a Ingmar Bergman (Woody però fa ridere) e i personaggi di contorno sono semplicemente imbarazzanti: dal suocero di Giuseppe (Paolo Calabresi) con la forfora a nevicata al "cantante idiota" (Gianluca "Scintilla" Fubelli) allo psicopatico tatuato (Angelo Pintus, il più sprecato). Tutti provenienti dal cabaret televisivo o anche da Youtube (Matano), tutti apparentemente intrappolati in un'animazione da villaggio turistico, di quelle i cui costumi si rimediano pescandoli a caso da una cesta e ognuno improvvisa battute puerili (peccato che, dietro a Tutto molto bello, ci siano ben quattro sceneggiatori fra cui, incredibilmente, Guido Chiesa, già cosceneggiatore di Fuga di cervelli).
Nessuno ha reazioni credibili, nemmeno in chiave comica, con l'unica eccezione di Pupo (sì, il cantante), sottoposto ad una pioggia di sgradevoli battute sulla sua altezza, la sua presunta bigamia e la sua passione per il gioco d'azzardo. Magari il pubblico di Ruffini premierà quest'opera seconda come ha fatto con Fuga di cervelli, ma il cinema è un'altra cosa, per fortuna.
Giuseppe (Paolo Ruffini) e Antonio (Frank Matano) sono due personaggi agli antipodi. Giuseppe 33 anni mette il senso del dovere prima di tutto, il che per un impiegato all'Agenzia delle Entrate, significa essere un acerrimo nemico per parecchie persone. Giuseppe è infatti osteggiato da tutta la famiglia della moglie Anna (Chiara Francini) per aver inflitto una salatissima "stangata" al padre Marcello (Paolo Calabresi) proprietario di un negozio di scarpe. Ad aggravare ulteriormente la situazione, nell'occasione del controllo fiscale Giuseppe gli ha pure messo incinta la figlia. Antonio 28 anni, scanzonato, socievole e generoso, sembra vivere in un pianeta parallelo in cui avere sempre fiducia del prossimo è la cosa più naturale e ovvia. Se Giuseppe non da mai del tu a persone appena conosciute, Antonio non fa altro che affibbiargli dei nomignoli. I due si incontrano in ospedale davanti alle culle dei neonati: entrambi aspettano la nascita di un figlio. Ma mentre Giuseppe e tutto concentrato sulla parte organizzativa, Antonio è sereno, persino spensierato. Alla richiesta di Antonio di ingannare l'attesa in un ristorante di dubbia qualità, Giuseppe non si sottrae e dal quel momento i due si troveranno coinvolti in una serie di esilaranti avventure. Durante questa imprevedibile notte, alla nostra coppia si aggiungeranno alcuni compagni di viaggio; Eros (Gianluca Fubelli), imbarazzante cantante quarantenne fallito, con il vizio di denudarsi durante i concerti e ancora innamorato di Katia (Chiara Gensini) la sua ex cui dedica delle orribili serenate; Serafino (Angelo Pintus) attuale compagno di Katia, dal temperamento placido finché non viene assalito dal virus della gelosia che lo rende completamente pazzo e imprevedibile. Infine la bellissima Federica (Nina Senicar) un'interprete per uomini d'affari la cui bellezza spesso la porta ad essere scambiata per una escort. Il quartetto si ritroverà quindi catapultato in una serie di avventure tragicomiche tra bische, equivoci e inseguimenti, fino ad essere rapiti da un ricco sceicco con la passione per i sosia di personaggi famosi ed i travestimenti.... Litigi, abbracci, zuffe, fughe in motoscafo e alla fine l'amore ritrovato e una nuova inaspettata amicizia.
Prima di iniziare faccio notare bene una parola del titolo:ALTRA occasione:certo,perchè dopo l'uscita di "Fuga di cervelli",film che ha avuto un ottimo incasso ma molti commenti negativi,Ruffini ci riprova,ma perde ancora una volta l'occasione di fare un buon film.Mi spiego meglio:Il film parla di un personaggio molto preciso e pignolo che si ritrova,mentre la sua compagna [...] Vai alla recensione »
Giuseppe sta per diventare padre, non senza paure e dubbi. All'ospedale, conosce un altro uomo in attesa, il socievole Antonio, che lo coinvolgerà in una bislacca odissea tra bische clandestine, emiri, cantanti pazzi di Pupo (presente nel film), psicopatici. Ruffini, alla sua seconda regia, è riuscito nella non facile impresa di far peggio del già impalpabile Fuga di cervelli.