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Amore, amore, amore.
E' il motore del mondo (insieme ai soldi si capisce), ma per un momento lasciamo il cinismo da parte e analizziamo una delle più interessanti commedie romantiche dell'anno.
"Amor che null'amato amar perdona", citava il padre della lingua italiana Dante, e aveva perfettamente ragione. Cal è un uomo oltre gli anta, sposato da quasi venticinque anni con la rossa Emily (interpretata dalla bravissima Julianne Moore), la quale una sera, in tono informale, a cena, gli comunica che l'ha tradito e che al posto del dessert vuole il divorzio. Cal (il nasino più aggraziato di Hollywood, Steve Carrell), indossa i panni del depresso innamorato, e decide di trascorrere le sue serate in un bar, a centellinare pessimi drink, in compagnia di se stesso, alternando solo fugaci momenti in cui tedia il prossimo circa la sua sfortunata storia d'amore epilogatasi con due belle e lunghe corna. Ed è qui che arriva l'angelo figo della situazione: Jacob Palmer (interpretato dal super bonus Ryan Gosling, magistrale interprete ne "Le idi di Marzo", per il quale si è guadagnato anche una nomination al Golden Globe), avvenente Adone biondo americano, con un notevole successo nel campo dei cuori femminili, prende a cuore lo sfigato Cal e decide di rimetterlo a nuovo, non solo esteticamente, ma soprattutto interiormente. Cal inizia così a rivivere e a scoprire i piaceri della vita, a cui lui si era sottratto in adolescenza, sotto la guida dell'esperto Jacob, il quale si innamora della bella e logorroica Hannah (l'easy girl Emma Stone). Una serie di eventi, e anche qualche colpetto di scena, condurranno a un epilogo abbastanza previdibile, ma realmente sperato. Un cast di stelle (belle e brave) si inseriscono magnificamente in questa cornice di quotidianità. John Requa e Glenn Ficarra esprimono il desiderio di far comprendere alla gente, che quando amiamo siamo tutti uguali, tutti dei comuni mortali. Questo film non parla solo dell'amore, come sentimento e come atto, narra ogni sua sfumatura e tratta un tema che, a prima vista può sembrare triviale, già sentito, ma in realtà distrugge la voglia di amare: il divorzio. Il divorzio non come semplice separazione tra due persone che non vanno più d'accordo, ma il divorzio come lacerazione di sentimenti, come ripercussione sui figli, come pensiero insostenibile. E parla dell'amore sfuggevole, quello di una notte magari, forse perchè non hai ancora trovato la persona giusta. "Crazy, stupid, love" ci mette dinanzi alla realtà che esistono tanti tipi di amore, ma tutti fruibili e inclusi in un'unica radice. Da vivere così, perchè è pazzo, stupido, ma è sempre amore.
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