| Anno | 1959 |
| Genere | Guerra |
| Produzione | Italia |
| Durata | 129 minuti |
| Regia di | Mario Monicelli |
| Attori | Vittorio Gassman, Alberto Sordi, Bernard Blier, Folco Lulli, Silvana Mangano, Nicola Arigliano Geronimo Meynier, Mario Valdemarin, Elsa Vazzoler, Tiberio Murgia, Livio Lorenzon, Ferruccio Amendola, Carlo D'Angelo, Achille Compagnoni, Marcello Giorda, Guido Celano, Gérard Herter, Tiberio Mitri, Luigi Fainelli, Leandro Punturi, Mario Frera, Edda Ferronao, Gian Luigi Polidoro, Mario Colli, Gianni Baghino, Mario Feliciani, Vittorio Sanipoli, Romolo Valli, Mario Mazza. |
| Tag | Da vedere 1959 |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 4,67 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 28 gennaio 2016
1916: Oreste Jacovacci, romano, e Giovanni Busacca, milanese, sono due scansafatiche furbastri e vigliacchetti. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, ha vinto 2 Nastri d'Argento, 2 candidature e vinto un premio ai David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia,
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ASSOLUTAMENTE SÌ
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1916: Oreste Jacovacci, romano, e Giovanni Busacca, milanese, sono due scansafatiche furbastri e vigliacchetti. Dopo aver cercato invano di imboscarsi si trovano arruolati e al fronte. Da quel momento vivono tutte le disgrazie di una guerra: il cibo pessimo, le marce forzate, il freddo, la paura, qualche piccola distrazione militare, persino un'avventura con una prostituta (la vive il "milanese" Gassman). In una cosa i due sono sempre in prima fila: nell'evitare le grane, piccole o grandi che siano. Riescono a farla franca tutte le volte, ma una notte si trovano per caso in una cascina che viene presa dai nemici. Cercano di scappare travestendosi da austriaci, vengono catturati e proprio in virtù del travestimento potrebbero essere fucilati. Il colonnello nemico promette che li salverà se riveleranno l'ubicazione di un certo ponte di barche sul Piave. I due conoscono l'informazione delicatissima e decidono, per salvarsi, di parlare. Ma il colonnello dice la frase sbagliata e provoca nei due un incredibile rigurgito di orgoglio. È Gassman il primo a reagire, con la famosa battuta, al colonnello: "... visto che parli così, mì a tì te disi propri un bel nient, faccia di merda...". E muoiono da eroi, fucilati. Film importante ed esclusivo, irresistibile per quasi tutti gli aspetti: l'interpretazione di tutti gli attori, la ricerca iconografica, la verità degli episodi e l'attendibilità storica. La sceneggiatura di Age, Scarpelli e dello stesso Monicelli presenta spesso toni comici - Gassman assomiglia molto a quello dei Soliti ignoti - e privilegia la bravura di tutti i caratteristi, anche non attori, come il pugile Tiberio Mitri e il cantante Nicola Arigliano. L'artificio, certamente commerciale, di contrapporre a una situazione divertente una drammatica, si è tradotto, alla resa dei conti, in un arricchimento, anche rispetto ai toni dei grandi film italiani della stagione del neorealismo, capolavori sì, ma spesso cupi e monocordi. Gli anni de La Grande guerra erano davvero quelli d'oro. Il nostro cinema non sarebbe mai più stato a quell'altezza.
Che dire, UN CAPOLAVORO! Se il cinema è una forma d'arte, "La grande guerra" ne è la sua espressione piu' sublime. Un perfetto mix di buoni sentimenti, ironia, comicità, storia, eroismo; il tutto diretto con maestria e rara sensibilità. Tutti gli attori, dai protagoniti(splendidi Gassman e Sordi) alle comparse, con le loro toccanti e semplici storie, che si incontrano e si intrecciano grazie e per [...] Vai alla recensione »
Nell’esercito italiano della prima guerra mondiale, due fantaccini stravaganti e paradossali, e soprattutto, pieni di paura. Durante una ritirata, si sbandano. Presi dagli austriaci, sanno lasciarci onestamente la pelle. Un cordiale film di Monicelli che nonostante le sue abituali concessioni al colore, al macchiettismo e al bozzetto comico fine a se stesso, seppe sfuggire all’oleografia tradizionale. [...] Vai alla recensione »