| Titolo originale | Ti stimo fratello |
| Anno | 2012 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Paolo Uzzi, Giovanni Vernia |
| Attori | Giovanni Vernia, Maurizio Micheli, Susy Laude, Stella Egitto, Bebo Storti Carmela Vincenti, Diego Abatantuono, Carol Visconti, Giancarlo Barbara, Paolo Sassanelli, Albertino, Vito Facciolla, Massimo Olcese, Sabino Alberto Di Molfetta, Peppino La Ricotta, Tonino La Ricotta, Timothy Martin, Carmelo Pappalardo, Mauro Leonardi, Daniele Quistelli, Graziano Scarabicchi, Ilir Jacellari, Diego Verdegiglio, Cristian Guadalaxara, Yohana Allen, Nicola Canal, Daniela De Vita, Andrea Delogu, Riccardo Graziosi, Luigi Mazzullo, Martina Panagia. |
| Uscita | venerdì 9 marzo 2012 |
| Distribuzione | Warner Bros Italia |
| MYmonetro | 1,79 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 3 marzo 2014
Il debutto sul grande schermo di Giovanni Vernia alias Jonny Groove. In Italia al Box Office Ti stimo fratello ha incassato nelle prime 3 settimane di programmazione 2,1 milioni di euro e 975 mila euro nel primo weekend.
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Giovanni è un ingegnere elettronico fresco di laurea in cerca di un lavoro e di un amore. Lasciata Genova per la più produttiva Milano, è raggiunto presto e con risultati rovinosi da Jonny, gemello diverso col vizio della house music e l'inettitudine al pensiero. Occupato presso un'agenzia pubblicitaria e legatosi sentimentalmente alla tirannica figlia del suo capo, Giovanni deve fare fronte alle continue incursioni del fratello, sistemato a casa sua e in attesa dell'esame per entrare nel corpo della Guardia di Finanza. Ossessionato dalla discoteca e da una ragazza intravista tra una gazzosa e una performance ipnotica, Jonny scompaginerà la vita convenzionale di Giovanni, rivelandone la spontaneità e chiarendone una volta per tutte le ambizioni professionali e sentimentali.
Dei tanti, troppi e inflazionati personaggi di Zelig, Jonny Groove era il più difficile da pensare sul grande schermo perché 'agito' da sole pulsioni ritmiche e privo di qualsiasi radicalità comica. Portatore di un giovanilismo ebete dentro jeans muccati, Jonny Groove è un fenomeno di costume senza un atteggiamento nei confronti della vita, senza un 'discorso' da articolare, senza una prospettiva morale (condivisibile o meno). Da questa assenza e insufficienza deriva la necessità di raddoppiare il personaggio e sdoppiare l'attore.
Giovanni Vernia, che in Ti stimo fratello mantiene il suo nome reale, è allora colui che abita il film e agisce la storia, accordando al più celebre gemello le (in)terminabili figurazioni ritmiche sui tappeti armonici della house e del Gilez. Sfruttato fino all'esaurimento sulle tavole dell'Arcimboldi, Jonny parte quindi svantaggiato se confrontato a quelle formidabili macchine comiche che sono Aldo, Giovanni e Giacomo, Salvo Ficarra e Valentino Picone e ancora Alessandro Besentini e Francesco Villa. Capaci di stemperare il comico delle loro tradizionali gag in un impianto narrativo ambizioso ma compiuto, le 'tre formazioni' hanno realizzato commedie scanzonate e amare, esilaranti e problematiche, malinconiche e divertenti, che percepiscono le incongruenze nelle regole del mondo, in quello che è serio, sacro, nobile.
Giovanni Vernia e Paolo Uzzi investono più prudentemente nel 'già visto', allestendo una vicenda esile che produca il pretesto per i nonsense deliranti dell'alias televisivo, eletto a protagonista di un percorso di (de)formazione, che contrappone all'arido (e corrotto) mondo delle convenzioni sociali la demenziale sfrontatezza di un paladino del nulla. Come per Zalone prima di lui, l'epopea sgangherata e irrisoria di Jonny Groove non proviene da una poetica cinematografica, da filoni tradizionali della commedia all'italiana o da riviste da avanspettacolo ma dalla traduzione moderna del genere che è il cabaret televisivo. Si aggiunga poi che se ieri il cinema per un comico rappresentava il momento culminante e la certificazione di una carriera nello spettacolo, oggi è più banalmente l'anello di uno dei tanti territori su cui applicare la propria identità multimediale. Niente impedisce la compresenza su media e piattaforme differenti, sia inteso, ma alla lunga certi volti e certe situazioni finiscono per venire a noia. Eppure ci risiamo. Zelig presta al cinema un altro cabarettista e ipoteca il sogno di un altro successo, 'mungendo' l'ennesima identità televisiva, popolare e sedimentata.
Se Luca Medici fonda il suo umorismo sul gioco di parole proprio delle canzonette 'demolite' in tv, Vernia svolge e rende comprensibile la fisicità ottusa del 'suo', tenendo sottotraccia una sorta di mormorio anti-istituzionale (il padre ufficiale della Finanza corruttore, il quasi suocero evasore) e procedendo per addizioni di battute comiche piuttosto che per evoluzione del testo. In conclusione la messa in scena di Ti stimo fratello uguaglia il nulla visivo e intende l'inspiegabile necessità di mostrare Vernia su uno schermo più grande e dentro una sala più buia.
Il film è molto divertente, mi ha fatto passare 90 minuti in allegria! Leggendo alcuni precedenti commenti credevo che fosse davvero terribile, invece sono rimasto piacevolmente sorpreso. Certo, non aspettatevi una trama complessa ed un finale incerto, ma vale la pena lo stesso di vederlo. Il film è molto "leggero" e le scene comiche non mancano.
Ecco un altro pseudocomico, lanciato dalla tv (Zelig), in cerca di gloria al cinema. L’attore regista Giovanni Vernia, in arte Jonny Grove, impersona due gemelli, uno serio e uno pazzerellone, giunto a Milano a scombinare la vita dell’altro. Uno spettacolo penoso, degno parente dei Soliti idioti, da cui almeno si stacca per la mancanza di volgarità.Mache strazio. Da Il Giornale, 9 marzo 2012