| Anno | 1962 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | Pietro Germi |
| Attori | Leopoldo Trieste, Marcello Mastroianni, Stefania Sandrelli, Daniela Rocca, Lando Buzzanca Odoardo Spadaro, Antonio Acqua, Pietro Tordi, Renzo Marignano, Renato Pinciroli, Margherita Girelli, Angela Cardile, Ugo Torrente, Bianca Castagnetta, Giovanni Fassiolo, Ignazio Roberto Daidone, Francesco Nicastro, Edy Nogara, Daniela Igliozzi, Laura Tomiselli, Saro Arcidiacono, Bruno Bertocci. |
| Uscita | lunedì 7 ottobre 2024 |
| Tag | Da vedere 1962 |
| Distribuzione | Cineteca di Bologna |
| MYmonetro | 3,76 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 1 ottobre 2024
Sicilia. Il barone Ferdinando, sposato a Rosaria, femmina orrenda e odiosissima, ama Angela, splendida giovinetta, e vorrebbe liberarsi della moglie. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, Il film è stato premiato al Festival di Cannes, ha vinto 3 Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Divorzio all'italiana ha incassato 11,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Sicilia. Il barone Ferdinando, sposato a Rosaria, femmina orrenda e odiosissima, ama Angela, splendida giovinetta, e vorrebbe liberarsi della moglie. In un primo momento ciò sembra impossibile, ma quando riappare una precedente fiamma di Rosaria, Ferdinando favorisce la tresca della moglie per poterla sorprendere in atteggiamento compromettente e ucciderla. Al processo viene condannato a una pena leggera e, quando esce dal carcere, sposa la giovane Angela.
Il barone siciliano Ferdinando Cefalù è sposato con Rosalia, ma è follemente attratto dalla cugina sedicenne, la conturbante Angela, e vorrebbe diventare suo marito. Decide allora di spingere la moglie fra le braccia di un suo antico spasimante, Carmelo Patanè, per poi coglierli in flagrante ed uccidere la donna invocando il "delitto d'onore". Il suo piano, però, non va come previsto...
Divorzio all'italiana, presentato al Festival di Cannes nel 1962, può essere definito senza dubbio uno dei vertici assoluti del cinema italiano degli anni '60, oltre che uno dei capisaldi nella carriera del grande regista Pietro Germi. Il film, scritto dallo stesso Germi con Ennio De Concini e Alfredo Giannetti, capovolge completamente i canoni della commedia, qui declinata in chiave grottesca e filtrata attraverso un corrosivo humor nero, e costituisce il primo capitolo di un'ideale trilogia nella produzione del regista, proseguita negli anni successivi con Sedotta e abbandonata (1964) e Signore e signori (1965). Accolto dagli applausi della critica americana ed europea, Divorzio all'italiana ha ottenuto un clamoroso successo in tutto il mondo e si è aggiudicato moltissimi riconoscimenti, inclusi il premio Oscar per la miglior sceneggiatura originale e la nomination per la miglior regia.
Protagonista della storia è il personaggio di Ferdinando Cefalù, detto Fefé: uno strampalato barone siciliano interpretato magistralmente dal mitico Marcello Mastroianni, per il quale questo ruolo ha rappresentato la definitiva consacrazione internazionale (un anno dopo il trionfo de La dolce vita) e gli è valso il Golden Globe e la nomination all'Oscar come miglior attore. A fare da asse portante della trama è il famigerato articolo 587 del codice penale, quello riguardante il "delitto d'onore": una legge vergognosa e incivile (abrogata soltanto nel 1981) per la quale un uomo condannato per uxoricidio poteva ottenere una significativa riduzione della pena qualora il delitto fosse volto a salvaguardare il suo "onore" (in altre parole, in caso di infedeltà da parte della moglie).
Ed è proprio su questo spunto che Germi imposta l'intera costruzione narrativa della pellicola, con il barone Fefé impegnato nel singolare tentativo di portare sua moglie Rosalia (Daniela Rocca) ad avere una relazione extraconiugale con l'imbranato Carmelo (Leopoldo Trieste), per poi sbarazzarsi di lei e poter convolare a nozze con la giovane ed attraente cugina Angela (Stefania Sandrelli). Questo bizzarro piano criminale diventa così il centro propulsore di una commedia affilata e graffiante, pervasa da un sardonico umorismo (alcune sequenze sono davvero esilaranti) che nasconde in realtà l'impietosa denuncia di una mentalità ipocrita e meschina. Ma il film va ricordato anche per il suo acuto affresco sociale della Sicilia dell'epoca, ed in particolare della vita di provincia: formidabile, a tal proposito, la scena in cui tutti gli abitanti del paese si recano in massa al cinematografo per vedere La dolce vita di Fellini, nonostante i severi moniti del parroco. La Rocca e la Sandrelli sono doppiate entrambe da Rita Savagnone.
un capolavoro sfornato dal grande germi con un Marcello Mastroianni bravissimo ed meritevole della sua prima nomination all'oscar dopo il capolavoro LA DOLCE VITA citata anche nel film, l'attore interpreta un belllissimo personaggio ed il film in sè diventerà icona ed ispirazione per le generazioni future anche a livello internazionale,il tema dell'attrazione in un paese bigotto è affrontato ai massimi [...] Vai alla recensione »
Il delitto d’onore è molto meno frequente di una volta, ma, soprattutto nel sud, continua ad inserirsi tra quei fatti di cronaca nera cui i giornali dedicano più vistoso (e rispettoso) rilievo. Il film di oggi ne traccia una divertente parodia immaginando che, a compierlo, sia un patrizio siciliano che, volendo sposare un’altra donna, spinge la moglie a tradirlo, cento di trovar dopo concordi nella [...] Vai alla recensione »