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Divergent

Film 2014 | Azione, +13 139 min.

Regia di Neil Burger. Un film con Shailene Woodley, Theo James, Ashley Judd, Maggie Q, Kate Winslet. Cast completo Genere Azione, - USA, 2014, durata 139 minuti. Uscita cinema giovedì 3 aprile 2014 distribuito da Eagle Pictures. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,79 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 13 novembre 2014

Il film è basato sul primo libro di una trilogia scritta da Veronica Roth. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Critics Choice Award, In Italia al Box Office Divergent ha incassato 2,4 milioni di euro .

Divergent è disponibile a Noleggio e in Digital Download
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Consigliato sì!
2,79/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,88
PUBBLICO 2,99
CONSIGLIATO SÌ
Limitandosi a portare al cinema la storia tratta dal romanzo, Neil Burger dimentica il dovere di creare una dimensione cinematografica per un racconto che nasce come letteratura.
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 24 marzo 2014
Recensione di Gabriele Niola
lunedì 24 marzo 2014

In un futuro in cui una grande guerra ha distrutto le città e reso necessario un mutamento nell'organizzazione delle società, la razza umana vive divisa in cinque caste la cui appartenenza non si dà per nascita ma per scelta individuale al compimento della maggiore età. I Candidi (sempre sinceri) si occupano di esercitare la legge, i Pacifici (sempre gentili) coltivano la terra per sfamare tutti, gli Eruditi (sempre a conoscenza di tutto) sono insegnanti e ricercatori, gli Abnegati (altruisti) si occupano di governare e infine gli Intrepidi si occupano della protezione. Al momento di compiere un test sulla personalità utile a capire a quale gruppo si è più affini Beatrice Prior risulta Divergent, cioè non affine a nessuna categoria, un risultato rarissimo che la mette in pericolo. L'ordine sociale infatti impone di eliminare quelli come lei poichè la loro stessa esistenza è una minaccia all'ordine così costruito. Celando la sua natura Beatrice sceglie gli Intrepidi e comincia il suo addestramento a una vita di cui non è certa.
Come gran parte della nuova narrativa popolare per ragazze che tracima in sala anche Divergent rimescola le carte di paradigmi di provato successo come la lotta di un'adolescente contro le convenzioni della propria società, l'amore contrastato da nascondere e il cambiamento nella propria vita come metafora della crescita. Tuttavia la maniera in cui Neil Burger sceglie di mettere in immagini il romanzo di Veronica Roth è tra le più scialbe che si siano viste (se si considerano tutti i "primi" film delle grandi serie arrivate al cinema).
Limitandosi a portare in sala la storia, con i suoi alti e bassi come sono descritti nelle pagine di carta, il film di Divergent dimentica di avere anche il dovere di creare una dimensione cinematografica per un racconto che nasce come letteratura. Burger infatti sceglie la più scontata e pigra delle cornici fantascientifiche, sfruttando il setting della storia e ricalcando quanto di più scontato si è fatto nel genere. Divergent però, nonostante apparentemente ne usi figure e scenari tipici, non si può assolutamente qualificare come fantascienza, nella medesima maniera in cui Twilight non poteva essere qualificato come horror (tant'è che Catherine Hardwicke, per il primo film, optò con intelligenza per un look emo di tutta la pellicola dimenticando qualsiasi soluzione dell'orrore). Quella di un futuro distopico è solo una scusa, una quinta messa per dar fascino alla trama e non la struttura di un genere. In Divergent non c'è nulla che renda la fantascienza tale, a cominciare dalla presenza della scienza nella concezione degli artefatti futuri (indistinguibili dalla magia non tanto per quel che fanno ma per la coerenza delle trovate e il rifiuto di darne anche solo una minima descrizione), fino alla necessità di avere un rapporto con la tecnologia (sia di opposizione che di collaborazione). Il racconto di Veronica Roth è una storia d'amore avventurosa, che segue pedissequamente la struttura fissata da Hunger Games, con il suo rito all'inizio, l'affermazione di un'unicità della protagonista pericolosa per l'ordine sociale e la società in cui la classe dei genitori vessa quella degli adolescenti (curiosamente manca la doppia storia d'amore, una delle componenti più fresche e liberatorie di questo tipo di successi).
Fermo restando che il rapporto vitale e appassionato che film e storie come Divergent intrattengono con il loro pubblico, proponendo loro una versione aggiornata con intelligenza di dinamiche eterne, è una delle novità migliori del cinema e della letteratura di successo degli ultimi anni, il film di Burger si qualifica come un sottoprodotto, sia per originalità che per resa cinematografica. Invece che scoprire talenti, sfrutta volti inespressivi, invece che valorizzare i grandi nomi a disposizione (Kate Winslet) li instrada nella banalità e invece che aggiungere la profondità del linguaggio per immagini alle parole scritte ne segue pedissequamente i dettami, limitandosi a rappresentare visivamente quel che le pagine dicono. Tutto ciò può andare bene a chi ha letto i libri e deve solo ripassare sopra le medesime emozioni già provate, ma è assolutamente insufficiente a chi fruisca solo del film.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
sabato 12 aprile 2014
ldf85

 Il film, tratto dal romanzo dalla scrittrice americana Veronica Roth, racconta di una Chicago postapocalittica dove la popolazione è riuscita a trovare la pace dividendosi in fazioni, ognuna delle quali svolge un preciso ruolo nella società:   I Candidi che sono quelli sinceri e dicono sempre la verità. Si occupano della legislazione.

Frasi
"La paura non ti paralizza, ti accende. A volte vorrei solo rivederlo. Vedere come ti accendi."
Una frase di Quattro (Theo James)
dal film Divergent - a cura di Borshi Aurora
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Paolo D'Agostini
La Repubblica

Solito mondo futuro post apocalittico e neo medievale dove le differenze sono paurosamente amplificate e il potere è super concentrato e le garanzie democratiche hanno fatto un salto indietro di secoli. Eppure la suggestione resta, per la solita ragione: l'eroe solitario che si batte contro la deriva è la metafora del concetto americano di libertà e di individualismo che risulta intramontabile.

NEWS
INFINITY
sabato 5 agosto 2017
 

Una grande guerra ha distrutto le città e reso necessario un mutamento nell'organizzazione delle società, la razza umana vive divisa in cinque caste la cui appartenenza non si dà per nascita ma per scelta individuale al compimento della maggiore età.

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