| Titolo originale | Lawless |
| Anno | 2012 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 120 minuti |
| Regia di | John Hillcoat |
| Attori | Tom Hardy, Gary Oldman, Jessica Chastain, Shia LaBeouf, Guy Pearce Mia Wasikowska, Dane DeHaan, Noah Taylor, Jason Clarke, Lew Temple, Chris McGarry, Alex Van, Randall Franks, Bruce McKinnon, Ron Clinton Smith, Joel Rogers, Eric Mendenhall, William J. Harrison, Ricky Muse, Darryl Booker, Trevor Alexander Mann, Duncan Nicholson, Jeff Braun, Tim Tolin, Marcus Hester, Bill Camp, Mark Ashworth, Tom Proctor, Toni Byrd, Robert T. Smith, Jake Nash, Joyce Baxter, Malinda Baker, Tom Turbiville, Chad Randall, Terry Keasler, Anna House, Peter Krulewitch. |
| Uscita | giovedì 29 novembre 2012 |
| Distribuzione | Koch Media |
| MYmonetro | 2,34 su 11 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 31 luglio 2013
I tre fratelli Bondurant commerciano brandy clandestino negli anni del proibizionismo, protetti da una leggenda di famiglia che li vorrebbe immortali. Almeno fino a quando non compare un uomo di nome Charlie Rakes. In Italia al Box Office Lawless ha incassato 139 mila euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Nella Virginia dei primi anni del proibizionismo i tre fratelli Bondurant distillano e vendono clandestinamente alcolici, prima fuori città, senza immischiarsi con i gangster che si ammazzano tra loro per le strade, poi alzando il rischio e il tenore degli affari, quando anche il più giovane dei tre, Jack, trova il coraggio che inizialmente sembrava non avere. L'arrivo da Chicago di Charlie Rakes, rappresentante della legge corrotto e feroce, mette però i fratelli Bonduant sulla strada di una guerra inevitabile e all'ultimo sangue.
L'australiano John Hillcoat, in coppia con Nick Cave alla sceneggiatura, gioca a fare l'americano, con un western tratto dal romanzo di Matt Bondurant, nipote del vero Jack; un libro che non è mai diventato un caso letterario e, per una volta, s'intuisce anche il perché. A salvare il film dal ridursi ad essere una tiritera di vendette e controvendette che procedono senza troppo ritmo verso il faccia a faccia più scontato, è soltanto la presenza di un manipolo di attori bravi e carismatici, da Tom Hardy a Jason Clarke a Guy Pearce. La loro presenza scenica anima una serie di personaggi bidimensionali, che sembrano fare il verso a quelli di Nemico Pubblico (e non solo loro, c'è anche il dono del vestito e molto altro): peccato che il paragone con Mann non si ponga proprio. Non c'è dubbio, tuttavia, che l'intento di Hillcoat fosse esattamente quello di fare un gangster movie, mascherato dalle strade di campagna, dalla parrocchia della piccola setta e da una versione appena più moderna del classico saloon.
Il film procede non senza coinvolgere, lungo un binario narrativo usato ma non usurato, però la voice over che introduce e commenta è letteraria e debole, come la leggenda famigliare che vorrebbe i Bondurant immortali, e, non fosse per le scene in cui scorre copioso il sangue, il tutto rimarrebbe piatto e ordinario, quando non colpevolmente calligrafico.
Lo spettacolo è assicurato ma, a differenza delle precedenti prove del regista, non lascia alcun pensiero o emozione che travalichi il tempo del film. Se non la convinzione che si tratti del divertissement americano di un pool di talenti australiani qui piuttosto sprecati, che serve giusto la visibilità delle star in scena e la curiosità di chi non chiede di più.
Jack, il minore dei tre fratelli Bondurant, corre verso il suo amico Cricket per raccontargli con voce concitata ed emozionata la sparatoria del famigerato gangster Banner a cui è stato testimone, citando una frase cruciale: “Banner è un uomo che ha una direzione”(…); direzionalità e convinzione che purtroppo mancano in Lawless.
Più difficile capire cosa ha portato in gara Lawless a parte le risonanze mitiche di questo (ennesimo) «c’era una volta in America» che rievoca le gesta incredibili di tre fratelli di campagna distillatori di whisky, capaci di superare ogni sciagura (lo script, del cantante Nick Cave, è tratto dal romanzo di un loro nipote: Matt Bondurant, La contea più fradicia del mondo, Dalai editore).