| Titolo originale | Sin City: A Dame To Die For |
| Anno | 2014 |
| Genere | Thriller, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Frank Miller (III), Robert Rodriguez |
| Attori | Mickey Rourke, Jessica Alba, Josh Brolin, Joseph Gordon-Levitt, Rosario Dawson Bruce Willis, Eva Green, Powers Boothe, Dennis Haysbert, Ray Liotta, Stacy Keach, Jaime King, Christopher Lloyd, Jeremy Piven, Jamie Chung, Christopher Meloni, Juno Temple, Marton Csokas, Jude Ciccolella, Julia Garner, Lady GaGa. |
| Uscita | giovedì 2 ottobre 2014 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| MYmonetro | 2,89 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 3 ottobre 2014
Sequel del successo del 2005, Frank Miller torna nei bassifondi di Sin City dove Dwight medita vendetta contro Ava Lord e Nancy è in lutto per la morte del Detective Hartigan. In Italia al Box Office Sin City - Una donna per cui uccidere ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 1,5 milioni di euro e 665 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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Dopo nove anni trascorsi a rimandare il progetto per contraccolpi finanziari (l'insuccesso dell'operazione Grindhouse con Tarantino) e ripensamenti, Sin City 3D - Una donna per cui uccidere approda sugli schermi come se nulla o quasi fosse cambiato dal tempo del primo episodio. Fedeltà rigorosa alla graphic novel originaria, con additivi concepiti ex novo da Frank Miller in continuità di spirito e plot, stessa estetica e cast con qualche cambiamento forzato (Josh Brolin per Clive Owen, Jamie Chung per Devon Aoki). Il "quasi" è rappresentato dal 3D, ormai immancabile nelle produzioni ad alto budget, che risulta stranamente forzato, quasi ossimorico per illustrare le sporche faccende di Basin City.
Difficile infatti concepire un'opera più orgogliosamente bidimensionale del fumetto di Frank Miller - incentrato sulla stilizzazione delle silhouette e sui chiaroscuri, sui tratti netti - e un film meno adatto al 3D di quello di Rodriguez, dominato dai primi piani e raramente in cerca di una profondità nella direzione dello spettatore. Al contrario sembrano ricercare tutt'altro effetto le sequenze più riuscite di Sin City, a partire dal tuffo "speculare" di Ava Lord/Eva Green (non eccezionale il doppiaggio italiano, che cambia il nome del personaggio in Eva, come l'attrice che lo interpreta, quando era Ava Gardner la prima ispirazione) sviluppato orizzontalmente e non verticalmente. 3D a parte, Sin City 3D - Una donna per cui uccidere è ciò che il pubblico della Sin City più grande, quella intorno a noi, chiede a gran voce: donne stupende dalle curve mozzafiato, generosamente discinte e irrimediabilmente sexy, sia quando indifese che quando letali; eroi che calpestano la legge per inseguire brandelli di principi o vendette personali secondo un personale concetto di giustizia; villain privi di scrupoli, spietati e moralmente abbietti.
La formula più antica del mondo, immancabilmente tacciata di misoginia, senza che sia mai messa in discussione da Rodriguez/Miller la visione totalmente maschile della vicenda e il gioco postmoderno (come si diceva un tempo) sugli stereotipi del noir hollywoodiano: una femme fatale tratteggiata unendo i puntini, come in un gioco enigmistico, perché stilizzazione di uno stereotipo, rivissuto attraverso una doppia crossmedialità (cinematografica e fumettistica). Pretendere verosimiglianza, pari opportunità o una visione equilibrata suona ridicolo prima ancora che fuori contesto.
È altrove che si misura la riuscita o meno del film di Rodriguez: nel bilanciamento delle sue sezioni, riuscito, nella forza dei personaggi (Eva Green perfetta per il ruolo, così come Brolin, Rourke e i mille caratteristi, mentre Jessica Alba denota tutti i suoi limiti nell'episodio più debole del lotto), nell'impatto e nel coinvolgimento della componente action (inferiore al primo episodio). Ma soprattutto nella risposta alla domanda principale: il pubblico ha ciò che vuole dopo un viaggio nella sudicia Città del Peccato? Perché se la risposta è sì, forse il processo alle intenzioni, con annesse le sue capziosità, merita una sospensione.
Robert Rodriguez ritorna a collaborare con Frank Miller per il secondo episodio dell'epica saga a fumetti, confermando gran parte del cast del film originale: Mickey Rourke (Marv il gorilla), Jessica Alba (la spogliarellista Nancy), Powers Boothe (il senatore Roark), Rosario Dawson (Gail, la regina della città vecchia) e introducendo nuovi interpreti con risultati perfino più convincenti [...] Vai alla recensione »
Aggiunge poco al poliziesco di nove anni prima questo grottesco fumetto rimpinzato di finta violenza nel solito bianco e nero spruzzato di vermiglio. Una storia mosaico con otto personaggi piuttosto vendicativi, che s'incrociano di continuo. Cinque bulli e tre pupe, di cui due super: la spogliarellista Jessica Alba e la nudissima dark lady Eva Green.