| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Italia, Svizzera |
| Durata | 102 minuti |
| Regia di | Paolo Franchi |
| Attori | Bruno Todeschini, Elio Germano, Irène Jacob, Maria de Medeiros, Paolo Graziosi Mimosa Campironi, Alexandra Stewart, Rinaldo Rocco. |
| Uscita | venerdì 28 marzo 2008 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 2,49 su 21 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 25 marzo 2011
Bruno è nelle mani di un usuraio che scompare misteriosamente. Tutto potrebbe andare per il meglio se non si materializzasse al suo fianco il figlio di chi lo perseguitava. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office Nessuna qualità agli eroi ha incassato nelle prime 4 settimane di programmazione 52,4 mila euro e 23,7 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Il quarantenne Bruno Ledeux ha appena saputo che non potrà mai avere figli e ha contratto un debito difficilmente estinguibile con un usuraio. La moglie Anne non può far altro che assistere al suo lento scivolare nella depressione. Fin quando un giorno l'usuraio scompare. Tutto dovrebbe volgere per il meglio senonché il figlio del suo persecutore, Luca, fa in modo di incontrarlo e inizia a pedinarlo.
Paolo Franchi, dopo l'inatteso successo di critica di La spettatrice, torna sul tema della depressione declinandolo però al maschile. Purtroppo cade nella trappola dell'opera seconda indebolendo un soggetto che avrebbe potuto essere interessante sovraccaricandolo di un'estetizzazione talvolta davvero inutile. Cesure di montaggio improvvise, eccessi di sonorizzazione brutalmente troncati finiscono col divenire ripetitivi e fastidiosi. A ciò si aggiunge la recitazione forzatamente monocorde di Todeschini in opposizione a un Elio Germano costantemente in tensione che riscatta la propria partecipazione (erezione fugace compresa) con il lungo primo piano in cui mette a nudo la propria fragilità.
Le sofferenze esistenziali dei due protagonisti sono troppo 'dette' per essere credibili e dinanzi a esse ben poco possono le due misurate presenze di Irène Jacob e di Maria de Medeiros. Franchi è comunque un regista interessante che può riuscire a liberarsi da quello che rischia di divenire il manierismo di se stesso. Lo attendiamo all'opus n°3.
Film introspettivo. Sofisticato. Raro. Elio Germano non è mai stato così bravo, eppure ho visto tutti i film che ha fatto. Qui è veramente diretto. E lo si vede dalla perfezione attoriale di tutti! Un film non italiano. Europeo. Di profondità angosciante. Si vede che l'autore studia psicoanalisi. Un film che vedi. Che pensi.
Paolo Franchi dopo la sua felice opera prima, «La spettatrice». Qui a livelli più alti e più maturi. Là c’era una donna che faceva da spettatrice, prima solo a distanza, dell’amore di un uomo per un’altra donna. Rifiutando una conclusione positiva anche quando sembrava raggiungerla. In cifre spesso sospese ma non mai lontane da sapori di cronaca. Qui, invece, si naviga soprattutto fra le tenebre dell’incons [...] Vai alla recensione »