| Titolo originale | Into the Wild |
| Anno | 2007 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 148 minuti |
| Regia di | Sean Penn |
| Attori | Emile Hirsch, Marcia Gay Harden, William Hurt, Jena Malone, Brian H. Dierker Catherine Keener, Vince Vaughn, Kristen Stewart, Hal Holbrook, Jim Gallien, James O'Neill, Malinda McCollum, Paul Knauls, Zach Galifianakis, Craig Mutsch, Thure Lindhardt, Signe Egholm Olsen. |
| Uscita | venerdì 25 gennaio 2008 |
| Tag | Da vedere 2007 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| MYmonetro | 3,80 su 22 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 6 aprile 2022
La storia del giovane idealista Christopher McCandless che, abbandonata la vita di tutti i giorni, va a vivere nella selvaggia Alaska. Il film ha ottenuto 1 candidatura a Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, 2 candidature e vinto un premio ai Golden Globes, 7 candidature a Critics Choice Award, 4 candidature a SAG Awards, Il film è stato premiato a AFI Awards, In Italia al Box Office Into the Wild - Nelle terre selvagge ha incassato 5,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Into the wild è la libera trasposizione del libro di Jon Krakauer "Nelle terre estreme" diventato un classico della sottocultura urbana. Dalla lettura del libro, Sean Penn ha dovuto aspettare ben dieci anni prima di ottenere i diritti. Questa incredibile pazienza testimonia una testarda sensibilità che è unica nel panorama cinematografico di oggi.
Sono due gli elementi che hanno guidato Penn nel doppio binario della regia e della sceneggiatura. Il tema della fuga ma soprattutto quello dell'inseguimento di un qualcosa che faciliti la conoscenza di sé.
Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, la pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless, un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all'interno della natura selvaggia. Il forte trasformismo di Emile Hirsh facilita per lo spettatore un'istantanea immedesimazione in una figura tormentata che non viene dipinta né come giovane avventuriero né come idealista ingenuo. La maestria con cui Penn miscela tematiche così diverse e complesse è unica. Il fascino della selvatichezza dell'ambiente, le difficoltà dei legami di sangue, l'individualismo contro il bisogno di amore e le contraddizioni dell'idealismo nelle sue spinte critiche ma anche arroganti.
Il film ha una valenza politica nonostante questo non sia l'intento di base. Alle volte, si trasforma in un vero e proprio atto di fede il cui credo fugge da tutto ciò che è religioso in senso stretto per trovare sfogo in una dimensione che è solo e unicamente personale. Tutti le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l'idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio. L'acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attaverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti.
Ancora più maturo e disinvolto nel lavoro registico, Penn gioca di forti contrasti nell'alternare gli ampi spazi dei diversi paesaggi mostrati al costante senso di vuoto del ragazzo che risulta essere una pura estensione dell'enormità della natura.
Nel 1990, subito dopo la laurea, il ventiduenne Christopher McCandless decide di abbandonare la sua vita agiata e, senza dire nulla alla propria famiglia, parte per un lungo viaggio attraverso i luoghi più selvaggi dell'America, assumendo il nome Alex Supertramp. Senza avere con sé né auto né soldi, Christopher sarà il protagonista di una straordinaria avventura...
Into the wild è la trasposizione cinematografica del romanzo Nelle terre estreme, di Jon Krakauer, una non-fiction novel basata sulla vera storia di Christopher McCandless (Emile Hirsch): un ragazzo benestante del West Virginia che, dopo la laurea, ha donato tutti i propri risparmi in beneficenza ed ha intrapreso un avventuroso viaggio di due anni a piedi e in autostop, senza mai far avere nessuna notizia di sé. Prodotto e diretto da Sean Penn (già regista di apprezzate pellicole quali La promessa), che è anche autore della sceneggiatura, Into the wild racconta questi due anni della vita di McCandless, ripercorrendone le tappe fondamentali e recuperando alcuni temi topici della mitologia cinematografica classica: il viaggio on-the-road, la ricerca della libertà, il contrasto tra genitori e figli e la fuga dalla civiltà, che qui si trasforma nell'abbandono di tutti i comfort e in un radicale rifiuto della società del consumismo e della carriera a tutti i costi.
Il film ha inizio nell'aprile del 1992, quando il protagonista si avvia da solo verso Stampede Trail, una delle zone più impervie dell'Alaska, portando con sé niente di più del suo zaino. Quindi la pellicola torna indietro di qualche anno, quando Christopher, appena preso il diploma, comincia a mostrare i primi segni di insofferenza nei confronti dei propri genitori (William Hurt e Marcia Gay Harden) e della vita che gli si prospetta di fronte. Gli eventi successivi, con la sua improvvisa partenza e lo sgomento della sua famiglia, sono suddivisi in una serie di capitoli emblematici, filtrati dalla voce narrante della sua sorella minore, Carine (Jena Malone), e accompagnati da citazioni letterarie e dalle frasi del diario del ragazzo. Il viaggio di Christopher / Alex assume così il valore di una progressiva riscoperta di se stesso che è un vero e proprio itinerario di rinascita, ma anche una forma di ribellione verso la società moderna, con le sue ipocrisie e i suoi falsi miti, per immergersi anima e corpo nella dimensione più selvaggia della natura.
Nell'arco di due ore e mezzo, Sean Penn ci rende partecipi dell'incessante vagabondare del suo protagonista, offrendoci al tempo stesso squarci indimenticabili dei paesaggi più belli e suggestivi dell'America, dalle rapide del Grand Canyon alle nevi dell'Alaska. Gli spazi ampi e talvolta sconfinati percorsi da Alex diventano dunque lo scenario di un inquietante confronto fra uomo e natura, di un'eterna sfida che consiste nel mettere continuamente alla prova le proprie capacità e i propri limiti. Contemporaneamente, Alex suggella la definitiva perdita dell'identità sociale (distrugge tutti i suoi documenti, si cambia il nome) in un gesto di rivalsa rispetto a una difficile situazione familiare e alle menzogne dei suoi genitori. Le sue esperienze durante il cammino saranno intervallate dai significativi incontri con una serie di personaggi più o meno pittoreschi, come Jan Burres (Catherine Keener), una donna, nomade come Alex, che in lui rivede il figlio perduto tanti anni prima, o Ron Franz (il veterano Hal Holbrook), un anziano vedovo che, spinto dal suo affetto per il ragazzo, arriva ad offrirsi di adottarlo.
Il film di Penn può risultare a tratti magari un po' programmatico (hippie simpatici, borghesi antipatici), e il messaggio proposto rischia forse di apparire quasi ingenuo nel suo assoluto radicalismo; ma il regista rifiuta facili soluzioni e si dimostra abilissimo nel coinvolgere lo spettatore nelle vicende narrate, grazie anche alla colonna sonora composta da Eddie Vedder (in cui le canzoni contribuiscono a sottolineare gli stati d'animo del protagonista) e soprattutto all'intensa interpretazione del giovane Hirsch, spalleggiato da un cast di ottimi comprimari. I momenti commoventi non mancano di certo; e il finale, drammatico e devastante, è di quelli che lasciano il segno.
"Into the wild" è un film che mi ha emozionato, mi ha riportato a un periodo in cui giravo per l'Europa e l'America Latina in autostop, con una tenda nello zaino, con l'unico obiettivo di raggiungere luoghi solitari e impervi. La ricerca del protagonista è estrema, senza mediazioni, propria di un giovane idealista di 22 anni: vuole vivere il rapporto con la bellezza e con la natura in modo diretto, [...] Vai alla recensione »
Quarto film da regista di Sean Penn, Into the Wild è stato uno degli eventi dell'ultima Festa di Roma, dove in diversi hanno gridato al capolavoro. Sarà bene dire subito che non lo è, ma sarà anche giusto ammettere che è uno di quei film che possono far innamorare. Perché è tenerissimo il protagonista - il giovane Christopher, che molla il benessere e la famiglia borghese per sfidare le «terre selvagge» [...] Vai alla recensione »