| Anno | 2005 |
| Genere | Drammatico, Sentimentale |
| Produzione | Taiwan, Francia |
| Durata | 132 minuti |
| Regia di | Hou Hsiao-Hsien |
| Attori | Chen Chang, Qi Shu, Fang Mei, Shu-Chen Liao, Mei Di, Shi-Shan Chen Lee Pei-Hsuan. |
| MYmonetro | 3,04 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 25 novembre 2014
Un film diviso in tre episodi in cui si riflette sulla im-possibilità dell'amore. Al Box Office Usa Three Times ha incassato 147 mila dollari .
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CONSIGLIATO SÌ
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1966 Kaohsiung: Un tempo per l'amore. Chen incontra May che lavora nella sala del biliardo. I due fanno una partita insieme prima che lui parta per il servizio militare. Ottenuto un permesso torna per cercarla ma sembra essere scomparsa.
1911 Dadaocheng: Un tempo per la libertà. Il proprietario di una piantagione di tè vuole rilevare il contratto di una cortigiana. Ma il figlio la mette incinta e i rapporti con il padre si complicano. Ne conseguirà una partenza per il Giappone dove si trova un rivoluzionario cinese in esilio.
2005 Taipai: Un tempo per la giovinezza. Jing è una giovane cantante epilettica e con un difetto alla vista. Vive con la madre e la nonna e una giovane amante. Zhen lavora presso un fotografo e ha una compagna, Blue. Quando questa scopre che Zhen la tradisce con Jing, la situazione precipita.
Hou Hsiao Sien è un grande maestro del cinema orientale che sa di realizzare film destinati a un pubblico ristretto. È però dotato di un assoluto controllo dell'inquadratura, tale da far sì che ogni suo film si avvicini sempre più a un'opera d'arte più visiva che narrativa. Questa volta si è mosso su un territorio inusuale per lui: una narrazione divisa in tre storie diverse che vedono però in scena la stessa coppia di attori che sono due star a Taiwan. Ne nasce un film dolente sulla im-possibilità dell'amore indipendentemente dalle epoche, con una riflessione sul potere di condizionamento, anche in questo campo apparantemente così privato, delle convenzioni sociali. La conclusione sembra essere che la libertà dei costumi non è neanch'essa la soluzione di tutti i problemi. Ne porta con sè solo di nuovi e forse ancor più complessi.
Three Times, titolo che evoca tre epoche temporali, tre tentativi, tre movimenti dell’anima al pari di tre partiture musicali, tre viste infine sull’amore e sulle sue varie interpretazioni e complicazioni. Il regista è Hou Hsiao-Hsien, che ricorre a due beniamini del cinema asiatico, la stupenda Shu Qi ed il navigato Chang Chen per far loro interpretare i ruoli principali dei tre [...] Vai alla recensione »
Non ci crederete, ma il film migliore è arrivato in extremis. Eravamo pronti a riferirvi di un festival di Cannes con parecchi buoni film, ma senza un capolavoro che si stagliasse all’orizzonte... e invece, all’ultimo giorno di concorso, ecco Tre tempi del taiwanese Hou Hsiaohsien, un grande artista di 58 anni che anni fa vinse a sorpresa il Leone d’oro di Venezia con Città dolente.