| Titolo originale | Die unendliche Geschichte |
| Anno | 1984 |
| Genere | Fantastico |
| Produzione | Germania |
| Durata | 92 minuti |
| Regia di | Wolfgang Petersen |
| Attori | Barret Oliver, Noah Hathaway, Tami Stronach, Gerald McRaney, Chris Eastman Darryl Cooksey, Nicholas Gilbert, Thomas Hill, Tilo Prückner, Moses Gunn. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,39 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 1 settembre 2020
Tratto dal best-seller di Michael Ende, la storia del piccolo Bastian che, dopo la morte della mamma, non va a scuola e preferisce leggere libri fantastici. In Italia al Box Office La storia infinita ha incassato 8,4 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Tratto dal best-seller di Michael Ende, la storia del piccolo Bastian che, dopo la morte della mamma, non va a scuola e preferisce leggere libri fantastici. La "storia infinita" comincia quando, rifugiatosi in soffitta per un giorno e una notte, rivive la favola del libro identificandosi nel protagonista. Un piccolo arciere, in lotta affinché il "Nulla" non distrugga il "Tutto". Il film, costato circa 27 milioni di dollari, ha avuto un grande successo di pubblico, grazie anche alla canzone leit-motiv ( Neverending story).
La storia infinita, tratto dalla prima parte del romanzo di Michael Ende, è basato sul percorso di formazione del protagonista. Per Bastian, la realtà è un mondo fatto di dolore, razionalismo, incomprensione, rapporti di forza. Di contro, l’immaginazione è un mondo fatto di emozioni, sogni, desideri. Nei libri, Bastian trova la possibilità di superare prove che nella realtà non sa fronteggiare. La fuga dalla realtà nella fantasia è però una questione problematica: da una parte, perdersi nella fantasia significa vivere i propri desideri; dall’altra, può portare alla chiusura verso la realtà, verso gli altri. Bastian compie il suo percorso attraverso Atreyu, il cui viaggio è lastricato di prove iniziatiche. La prima tappa è data dalle Paludi della Tristezza (il dolore per la perdita della madre): se si viene vinti dalla sconforto, si sprofonda nel fango (la necessità di elaborare il lutto). La seconda tappa è la Porta delle Sfingi, che inceneriscono chi non ha fiducia in sé (la necessità dell’autostima). La terza tappa è la Porta dello Specchio Magico: Atreyu vi vede riflessa l’immagine di Bastian: si ha l’identificazione tra il lettore-personaggio primario (Bastian) e l’eroe (Atreyu). La quarta tappa è il Mare delle Possibilità: Atreyu vede dipinte le proprie imprese: si ha così l’incontro di tre livelli di rappresentazione, letterario, cinematografico, pittorico. La quinta tappa è l’incontro di Atreyu e Bastian con l’Imperatrice, la rigenerazione di Fantàsia. Bastian all’inizio è legato alla realtà; poi entra nel mondo della fantasia; alla fine rientra nella realtà, diventando trait d’union tra i due mondi. Bastian ha compiuto il suo percorso di maturazione: ha acquisito fiducia in sé, si è staccato dal dolore, non adotta più la fantasia come fine, chiusura, fuga dalla realtà, ma come mezzo, nuova apertura alla realtà, conquista la capacità di sognare senza abbandonare i bisogni concreti, ma fronteggiando la realtà con estro e fiducia nel futuro. Se di solito il lettore ha bisogno dell’eroe per vivere avventure impossibili nella vita vera, in La storia infinita tale situazione mostra anche il suo rovescio: l’eroe, Atreyu, ha bisogno del lettore, Bastian, per compiere la propria missione. Senza l’eroe non esiste il lettore, senza il lettore non esiste l’eroe.
Pochi film sanno trasmetterti emozioni sul conto della fantasia che spesso incontra la realtà, veramente pochi. E questo film affronta ogni tipo di emozioni che anche nella realtà troviamo soffocanti e tragici: la morte, quando ci perdiamo per strada, quando rischiamo di non sapere più dove andare, o quando affrontiamo viaggi con mille ostacoli. Questo è tutto.