Tante le ricette arrivate, tutte interessanti, da raccogliere e condividere, idee da riprendere per la Pasqua dei prossimi anni, grazie a tutti per aver partecipato in questi giorni in cui in ogni casa c'è tanto da fare, per avermi dedicato un po' del vostro tempo prezioso. Grazie!
Preparata di corsa per festeggiare il compleanno di una zia che ha superato gli ottanta, semplice come piace a lei e come forse preferiscono gli anziani.
Un po' di fiori che sostituiscono quelli che la natura ancora non ci ha regalato e un sorriso, due occhi che brillano per ringraziare. Basta così!
Ingredienti
per il pandispagna
3 tuorli
3 albumi
90 g di zucchero
100 g di farina
4 g di lievito
Montare i tuorli con metà zucchero e gli albumi con 'l'altra metà.
Unire delicatamente i composti e aggiungere, sempre delicatamente, la farina setacciata con il lievito.
per la crema
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai rasi di farina
1\2 l di latte
un pezzetto di scorza di limone
Mescolare bene i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina e il latte a filo sempre mescolando.
Portare su fuoco basso e cuocere fino a farla addensare.
Versarla in una ciotola e farla raffreddare più velocemente possibile su un bagnomaria di acqua e ghiaccio.
per la bagna
100 g di acqua
50 g di zucchero
Aurum o liquore all'arancia a piacere
Far bollire per un paio di minuti acqua e zucchero, lasciare raffreddare e aggiungere il liquore.
E' preferibile preparare il pandispagna due giorni prima della festa e una volta freddo conservarlo in una pellicola.
Il giorno successivo tagliarlo in tre strati, disporlo con la parte in alto rovesciata sul piatto di servizio, preparare la crema, bagnarlo e farcirlo. Avvolgerlo nuovamente nella pellicola e conservarlo in frigorifero.
Il giorno dell'utilizzo coprirlo con la panna e decorarlo. I sapori si amalgamano e risulta umido al punto giusto.
Per i fiori in pasta di zucchero, veramente preparati a velocità della luce, ho utilizzato i cutter della Pavonidea disponibili, insieme ad altri tantissimi prodotti per il cakedesign, sul suo sito on line... dove volentieri mi perderei.
La dedico con piacere al contest A tutta panna del blog Fragole e panna
E' Martedì e posso rimanere a casa, fuori piove, la nebbia è fitta e il silenzio è totale. Mi sembra di essere sospesa in un limbo fuori dal mondo, una situazione costante soprattutto in inverno. Non ci sono voci, qualche lontano abbaiare di cane nella campagna, il cinguettio degli uccelli al mattino e alla sera e il rintocco perpetuo delle campane che segna il tempo che passa, niente altro...e il naufragar m'è dolce in questo mare...di leopardiana memoria.
Ingredienti
2 tuorli
70 g di zucchero
20 g di fecola
250 g di latte
150 g di cioccolato bianco
8 g di gelatina in fogli
400 g di panna fresca semimontata
Mettere a bagno in acqua fredda la gelatina.
In un pentolino mescolare i tuorli con lo zucchero, aggiungere la fecola, mescolare ancora e unire a filo il latte.
Portare sul fuoco e cuocere fino a raggiungere gli 82° o comunque finché la crema non sia addensata ma senza raggiungere l'ebollizione.
Unire la gelatina strizzata e asciugata tra due fogli di carta assorbente, mescolare bene e aggiungere anche il cioccolato a pezzetti.
Lasciare raffreddare mescolando spesso. Aggiungere un paio di cucchiai di panna semimontata per alleggerire il composto e quindi la rimanente con delicatezza.
Dividere in ciotoline monoporzione e coprire con una coulis di fragole o frutti di bosco.
A piacere decorare con panna montata e frutta fresca.
Per la coulis:
300 g di fragole o frutti di bosco
2 cucchiai di zucchero
2 g di gelatina in fogli
Con un frullatore ad immersione frullare le fragole o i frutti di bosco.
Portare a bollore un quarto del prodotto ottenuto con lo zucchero, la quantità comunque dipende dal gusto, spegnere e unire la gelatina tenuta a bagno in acqua fredda e asciugata, lasciare appena intiepidire, aggiungere il resto del frullato, filtrare e coprire la bavarese.
Qui il tocco è del maestro, anche per una preparazione semplice e banale come può essere una verdura gratinata. Le dritte di chi ne sa più di noi fanno comodo, è inutile, c'è sempre da migliorare, conoscere la tecnica in cucina mi sono resa conto sia fondamentale, niente è da considerarsi scontato diversamente da come invece avviene spesso sui nostri fornelli, o soprattutto sui miei.
La besciamella, fondamentale in tante preparazioni, e la salsa mornay, più ricca, per gratinare dalle verdure alle crespelle e dare quella sfumatura in più nel gusto, nel piacere.
Besciamella
Ingredienti
1 litro di latte intero fresco
80 g di burro
80 g di farina
10 g di sale
noce moscata
Portare a bollore il latte.
In un'altra casseruola far fondere il burro, unire la farina in una sola volta e mescolare.
Far cuocere per circa 2 minuti.
Versare quindi nel latte bollente mescolando con una frusta e continuare la cottura per 10 minuti.
Salsa mornay
Ingredienti
500 g di besciamella
60 g di tuorli
100 g di panna
80 g di parmigiano
sale e pepe
Nella besciamella calda mettere i tuorli, la panna, il parmigiano e regolare di sale e pepe considerando che la besciamella è già salata e il parmigiano conferisce sapidità. Mescolare bene con una frusta.
Lessare il cavolfiore al dente, scolarlo in una bacinella con acqua e ghiaccio e asciugarlo.
Ungere una pirofila da forno con del burro, coprire il fondo con uno strato leggero di salsa, disporre il cavolfiore. A piacere cospargere delle nocciole tritate e coprire il tutto con altra salsa.
Importantissimo: pulire bene i bordi della pirofila, Montersino docet!!!
Infornare a modalità ventilata fino a doratura.
Il cavolfiore può essere sostituito con qualsiasi tipo di verdura, ottimi anche i finocchi ugualmente lessati.
Un post un po' freddino, mi sono resa conto, ma che scalda nel momento in cui rappresenta un ponte per arrivare a voi e voi a me, vi abbraccio.
Ringrazio Mary del blog Delizie & Bijoux per aver pensato a me condividendo questo premio
e l'amica del blog Cipolla rossa per quest'altro
Siete state molto gentili e li metto a disposizione di chi puntualmente viene a trovarmi, con affetto.
Si ricomincia. A giorni che scorrono lenti, troppo lenti, quasi ciondolando per casa con il trastullo di mille piccoli lavoretti tra le mani, di quelli che non hanno una funzione se non di far passare il tempo piacevolmente e chi ha visitato l'altro mio blog se ne è reso conto, a giorni pieni, pieni di un impegno a cui rivolgere tutta la concentrazione. Ho ripreso a lavorare e ne avrò fino alla fine di Giugno per una supplenza. Questo alternarsi di periodi vuoti ad altri fin troppo pieni mi destabilizza, non sono una casalinga e non sono un'insegnante. Lo so, è colpa mia, ho preferito fare la mamma e stringere la cinghia pur di non lasciarle le mie tre figlie ad estranei, qui non c'erano asili nido venti anni fa. Non avrei mai pensato di dover rientrare nella scuola e ora afferro la possibilità, seppur saltuaria, di poter lavorare. Cercherò di non trascurare il mio spazio virtuale e le mie amiche reali, abbiate pazienza per i passi lenti che da qui a Giugno dovrò sostenere ma anche se zoppicando seguirò il vostro cammino sapendo che non mi lascerete indietro.
Ingredienti
per la pasta
250 g di farina
1 uovo
1 cucchiaio e 1\2 di olio evo
1\2 bicchiere di acqua
un pizzico di sale
una piccola presa di bicarbonato
per la farcia
200 g di ricotta
1 uovo
parmigiano grattugiato
speck tritato
provoletta a cubetti
sale
Mescolare bene.
per colorare
1 tuorlo
pochissimo latte
Lavorare energicamente gli ingredienti della pasta e lasciare riposare per almeno 30 minuti.
Stenderla abbastanza sottilmente e con un coppapasta ( o con una tazza da latte) ricavare dei tondi dal diametro di circa 12 cm. Disporre su ogni tondo un cucchiaio di farcia e chiudere a panzerotto sigillando bene i bordi con un cordoncino.
Spennellare con l'uovo, bucherellare con i rebbi di una forchetta e infornare a 180° per circa 20 minuti.
Pronti per il Lunedì dell'Angelo!
La pasta utilizzata è ottima, rimane morbida, e si presta comunque ad altre farciture, spazio alla fantasia.
Le rocce su cui si era stata eretta nel XVII la fortezza di Oran, sulla costa nord occidentale dell'Africa, erano chiamate Fort Lamoune per le numerose scimmie (monos) che le abitavano e furono queste rocce che diedero il nome a quel pane dolce portato in dono per Pasqua dai parenti ai loro cari prigionieri della corona spagnola.
Divenuto poi pane dolce di Pasqua della tradizione andalusa racchiude quelle che furono le influenze ebraiche nord africane e magrebine sulle famiglie spagnole che a Oran avevano trovato rifugio.
La fonte: il blog di Irene
La mia versione.
Ingredienti
400 g di farina 00
200 g di manitoba
4 g di lievito secco
2 uova a temperatura ambiente
250 g di latte a temperatura ambiente
50 g di olio extra vergine di oliva
100 g di zucchero
scorza di 1 limone
scorza di 1 arancia
1\4 di cucchiaino di sale
per lucidare e decorare
1 tuorlo
poco latte
zucchero in granella
Mescolare bene il latte, non tutto, le uova, l'olio, le scorze e lo zucchero. Nella planetaria usare la frusta per un paio di minuti . Montare il gancio, aggiungere le farine e il lievito. Iniziare ad impastare e unire il sale. Continuare a lavorare l'impasto a velocità 1 e 1\2 fino ad ottenere un impasto liscio, morbido ma non appiccicoso, considerando se occorre aggiungere il latte rimasto.
Capovolgere su un piano di lavoro, appiattire leggermente e fare delle pieghe a tre per due volte.
Lasciare riposare per circa 30 minuti.
Ripetere le pieghe, chiudere a palla e far lievitare fino al raddoppio.
Dividere in sei parti e ogni parte in tre formando sei trecce.
Arrotolare ogni singola treccia e disporla su una teglia foderata di carta forno.
Far lievitare nuovamente, deve triplicare.
Spennellare delicatamente con il mix di tuorlo e latte e cospargere la granella di zucchero.
Infornare a 180° per circa 40 minuti o comunque fino a doratura.
Sformare e lasciare raffreddare su una griglia.
Con questa ricetta partecipo al giveaway del blog La cuisine très jolie
Mi farebbe piacere riavere i lettori del vecchio blog, vi unireste di nuovo? Grazie!