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Ciambelloni

Nutty apple loaf

03:18

Un dolce dei mesi freddi, profumato d'Autunno e di pioggia, che preannuncia il Natale. Per un pomeriggio davanti al camino con una tazza di cioccolata calda, la musica che più ci piace e un libro a farci compagnia. Cosa si può pretendere di più! Ah, sì, un cane con noi sul divano (quanto lo vorrei!)



Ingredienti:


175 gr di burro a temperatura ambiente
140 gr di zucchero di canna chiaro
2 cucchiai di confettura di fragole ( io di visciole Rigoni di Asiago)
2 uova
140 gr di farina 00 Molino Chiavazza
1 cucchiaio di lievito (io 5 gr , sufficienti)
1 cucchiaino di cannella (io meno)
100 gr tra noci, nocciole e mandorle (io solo nocciole tostate) tritate
50 gr di cioccolato fondente Venchi tritato grossolanamente
2 mele tagliate a tocchetti

Uno stampo da plumcake 23x13, io ho usato 2 tegliette usa e getta

In una ciotola con le fruste elettriche lavorare il burro con lo zucchero e la confettura fino ad avere un composto montato e chiaro.
Aggiungere un uovo alla volta, sempre montando.
Unire la farina setacciata con il lievito e la cannella. Mescolare delicatamente ed aggiungere la frutta secca e il cioccolato, quindi le mele.
Coprire e mettere in frigo per alcune ore, meglio se tutta la notte. Non ho capito il perché di questo passaggio ma l'ho rispettato.
Versare nella teglia e cuocere a 170° per circa 50 minuti. Prova stecchino che comunque non uscirà perfettamente asciutto per la presenza del cioccolato e delle mele.
A mio parere l'impasto può essere disposto nella teglia già prima del riposo.

Da " The hummingbird bakery", per la gioia di Eleonora ( la strega n°3) che me l'ha regalato mi sono ripromessa di provare tutte le ricette e sinora nessuna mi ha delusa, anzi, magiche scoperte!
Ho trovato questo dolce ottimo, davvero, sarà che amo tutti gli ingredienti che lo compongono!

Con piacere partecipo così al contest di Sapori divini


e al contest di Nuvole e farina con La casa di Artù


Primi piatti

Pappardelle al cacao con ragù d'Autunno

01:14

Il mio peccato quotidiano è la gola, non ci sono dubbi, il più ricorrente, quello in cui cado felice, soddisfatta, appagata, senza rimorsi.
E' vero, mi è capitato di alternarlo ad altri, è naturale, come voi, come tutti, difficile oggi incontrare santi, sono troppe le occasioni e le tentazioni.
 Ultimamente però cedo sempre più spesso e malvolentieri all'ira furibonda e ne ho ben donde.
Vi siete mai serviti delle prestazioni di pseudomuratori e affini? C'è da impazzire! Non mi sono mai adirata tanto in 50 anni come negli ultimi 3 quando invece l'equilibrio di una personalità dovrebbe essere consolidato.
Per una vita progetti la tua casa nei minimi dettagli, ci spendi più del preventivato e poi? Difficile trovare un angolo che sia come l'avresti voluto e all'altezza di quanto sborsato. Anche Giobbe avrebbe perso il senno oltre la pazienza.
Sono adirata, ma così nera che pure la pasta ha cambiato colore!


Ingredienti per 4 persone:

per la pasta 
300 gr di farina
3 uova
25 gr di cacao Due Vecchi Venchi

per il ragù
400 gr di salsiccia fresca
250 gr di funghi champignon surgelati ( in mancanza di porcini freschi)
10 gr di funghi porcini secchi
4 pomodori ramati maturi
3 monoporzioni di burro di cacao Venchi 
2 spicchi di aglio interi
prezzemolo
olio, sale e peperoncino



Setacciare la farina con il cacao e impastarla con le uova. Lasciare riposare per 20 minuti coperta con una ciotola rovesciata, tirare la sfoglia sottilmente, infarinarla, farla asciugare leggermente,arrotolarla e tagliare le pappardelle larghe 1 cm.
Mettere a bagno in acqua tiepida i funghi secchi.
Incidere a croce i pomodori e sbollentarli per qualche minuto per eliminare la buccia, privarli dei semi e tagliarli a cubetti.
In una padella far sciogliere il burro di cacao, aggiungere la salsiccia spellata e sbriciolata grossolanamente e farla rosolare.
In un'altra padella mettere l'olio con l'aglio e il peperoncino, lasciare scaldare bene, unire i funghi, anche quelli secchi strizzati e tritati, salare, portare a cottura e aggiungere il tutto alla salsiccia.
Versare anche i pomodori, regolare di sale e far restringere il ragù. Quasi alla fine mettere il prezzemolo tritato finemente.
Cuocere la pasta al dente e condirla.

L'idea è stata liberamente tratta da un opuscolo della Venchi e adattata al mio metodo di cottura e al mio gusto.

La novità è certamente l'utilizzo del burro di cacao in cucina. Per chi non lo conoscesse, ha certamente molteplici caratteristiche positive da  scoprire . E' un grasso digeribilissimo, non crea tossine perché il suo punto di fumo è altissimo, 230° contro i 120 del burro, non ha sapore quindi non altera quello degli altri ingredienti, anche dei più delicati, non contiene colesterolo, è  idoneo alla cucina vegetariana.
Comodo nelle sue monoporzioni, per cuocere una bistecca ne basta una. 


Più che mai motivata con questa ricetta partecipo al contest i Ely

Con le mani

Una sciarpa gioiello...

04:38

...per affrontare l'inverno!
Della serie "non si vive di solo pane". Le mie mani hanno la necessità di muoversi e non solo in cucina, di concretizzare, non oso dire creare, ogni tanto qualche lavoretto deve venir fuori, magari che non richieda troppo tempo, che possa essere terminato in un  giorno e che dia comunque soddisfazione. Come questa sciarpa proposta da Lella di Creare per hobby. 
L'idea è molto simpatica e il risultato dipende dal filato usato e dalle perle che l'impreziosiscono, poca manualità direi, quasi un gioco.



A me sembra carina! Buon fine settimana a tutti ma con un pensiero particolare a Genova!

Kahlil Gibran - I Figli -

01:54


Dedicato a Marinella, che mi ha fatto conoscere questo brano, e a tutte le mamme che con sofferenza vedono i propri figli prendere il volo.



E una donna che stringeva un bambino al seno disse: 
Parlaci dei Figli 


Ed egli rispose: 


Sono lo strumento perfetto del divino: l’espressione vivente forgiato dal suo unico "pensiero".


E i figli sono le risposte che la vita dona ad ognuno di noi.


Sono loro l’essenza del vostro sorriso.


Sono sangue e carne della vostra carne 


ma non il vostro sangue e la vostra carne.


Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se stessa.


Attraverso di voi giungono, ma non da voi. 


E benché vivano con voi, non vi appartengono.


Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri:


Essi hanno i loro pensieri.


Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:


Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.


Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:


La vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato.


Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono stati scoccati in avanti.


È l’Arciere che guarda il bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.

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