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Buffet

Croissant avec l'aubergine...

11:01

...est plus chic!
Vuoi mettere che "cornetti con le melanzane"!
Le melanzane....per me esistono solo in Estate, mai prese in altre stagioni, come i peperoni, eppure impazzisco per le une quanto per gli altri ma non ci riesco, non li compro, quasi mi dessero l'impressione di essere finti, venuti su con chissà quali sortilegi. Magari mi sbaglio a non vederci niente di naturale, non sono al passo coi tempi, ecchevuoifa', ho un'età. Oppure sono così male abituata a comprare i frutti della terra direttamente da chi, amorevolmente e imprecando per il cattivo tempo, li ha coltivati fino a raccoglierli seppur non bellissimi ma tanto biologici che non di rado ci trovo il bruchetto che fa capolino.
Stavolta ho messo da parte tutto il preambolo, potevo anche evitarlo e passare direttamente alla ricetta, avevo tanta voglia di provarli che a Marzo, e dico Marzo, ho comperato 2, ben 2, melanzane!
Gli originali sono qui , grazie Anna Luisa!



Ingredienti:


per la pasta
350 g farina 00
150 g manitoba
250 g di acqua ( ma dipende dall'umidità della farina, metterne un po' alla volta)
100 g di olio
10 g di sale
5 g di lievito disidratato
2 cucchiaini di zucchero

per la farcia
2 melanzane
150 g di prosciutto cotto
200 g di provola
aglio-prezzemolo-basilico-olio-sale

1 tuorlo-poco latte

Nella planetaria con il gancio iniziare ad impastare la farina con l'acqua, il lievito e lo zucchero. Aggiungere a filo l'olio e per ultimo il sale. Continuare ad impastare per almeno dieci minuti. L'impasto deve risultare morbido ma non appiccicoso, liscio ed elastico.
Lasciare lievitare fino al raddoppio.
Intanto pelare le melanzane e tagliarle a cubetti piuttosto piccoli. Cuocerle in una padella antiaderente con olio, aglio e sale mescolando spesso. Alla fine aggiungere il prezzemolo e il basilico tritati. Far raffreddare e unire il prosciutto cotto e la provola tagliati a cubetti.
Dividere l'impasto in 2 parti e stendere ciascuna all'altezza di 1\2 centimetro.  Da ogni tondo ricavare 8 triangoli, farcirli alla base, arrotolarli per formare il cornetto, spennellarli con il tuorlo diluito con poco latte e metterli a lievitare fino al raddoppio.
Infornare a 200° fino a doratura.

Lievitati dolci

Torta di rose, anch'io!

00:22


Sonetto XVII


Non t'amo come se fossi rosa di sale, topazio

o freccia di garofani che propagano il fuoco:
t'amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, tra l'ombra e l'anima.

T'amo come la pianta che non fiorisce e reca

dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il concentrato aroma che ascese dalla terra.

T'amo senza sapere come, né quando, né da dove,

t'amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti

che così, in questo modo in cui non sono e non sei,

così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

Pablo Neruda

Tratto da cento sonetti d'amore.

"Presente anche nel film Patch Adams"





Ingredienti:
600 g di farina
200 g di latte intero
100 g di burro 
100 g di zucchero
2 uova
7 g di lievito secco
scorza di limone
scorza d'arancia
semi di 1\2 bacca di vaniglia
un pizzico di sale
confettura di albicocche Rigoni di Asiago
lievitino
Mescolare bene 150 g della farina prevista  con il lievito, 1\2 cucchiaio dello zucchero e il latte necessario ad avere un impasto morbido. Far lievitare fino al raddoppio.

Nella planetaria al resto della farina ( lasciandone ancora da parte un paio di cucchiai) unire il lievitino, le uova, lo zucchero, le scorze grattugiate, la vaniglia, il latte e impastare a velocità 1 e 1\2.   Quando la pasta inizierà ad incordare aggiungere il burro morbido, poco alla volta alternandolo alla farina rimasta.  Continuare ad impastare per almeno 10 minuti.
Lo stesso procedimento potrà essere eseguito anche a mano allungando i tempi di lavorazione.
Mettere a lievitare, la pasta deve triplicare di volume.
Stenderla in un rettangolo spesso 1\2cm.  Coprire con la marmellata, senza eccedere, arrotolare dal lato lungo e tagliare a cilindri lunghi 6 cm. Sistemare le rose così ottenute in una teglia dal diametro di 30 cm rivestita di carta forno. Far lievitare nuovamente ed infornare a 180° fino a doratura.


Dolci al cioccolato

Cheesecake-mousse nocciola e cioccolato

06:11

Padre, ho peccato!.....E non mi pento, anzi lo rifarei!



Ingredienti:

per la base
80 g di burro
150 g di biscotti al cioccolato
50 g di nocciole tostate

per la mousse
200 g di mascarpone
200 g di panna
100 g di nocciolato fondente Venchi
1 cucchiaio di cacao amaro Venchi
6 cucchiai di Nocciolata Rigoni di Asiago
10 g di gelatina in fogli

cacao amaro

In un mixer tritare i biscotti con le nocciole, unire il burro fuso e freddo, mescolare bene e disporre il composto su una teglia apribile   ( ho usato Square easy-cake della Pavonideapiù comoda perchè la base di vetro rimane dopo aver tolto il cerchio) e livellare con il dorso di un cucchiaio. Tenere in frigorifero.
Mettere a bagno in acqua fredda la gelatina.
Al mascarpone unire la crema di cioccolato, il cacao e il cioccolato fondente alle nocciole tritato finemente. Quindi la panna montata e la gelatina sciolta in pochissimo latte caldo. Disporre il composto sulla base di biscotti e lasciare solidificare in frigorifero per almeno tre ore. Spolverizzare con cacao amaro.

Con questa ricetta partecipo al contest di Dolcizie...le mie dolci delizie



Felder

Flan di asparagi

13:02

  


GLI ASPARAGI E L'IMMORTALITA' DELL'ANIMA

Non c’è alcun rapporto fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima. Quelli sono un legume appartenente alla famiglia delle asparagine, credo, ottimo lessato e condito con olio, aceto, sale e pepe. Alcuni preferiscono il limone all’aceto; anche eccellente è l’asparago cotto col burro e condito con formaggio parmigiano. Alcuni ci mettono un uovo frittellato sopra, e ci sta benissimo. L’immortalità dell’anima, invece, è una questione; questione, occorre aggiungere, che da secoli affatica le menti dei filosofi. Inoltre gli asparagi si mangiano, mentre l’immortalità dell’anima no. Questa, insomma, appartiene al mondo delle idee. Naturalmente, nel caso in esame, all’idea corrisponde un fatto. Da questo punto di vista si può dire che l’immortalità dell’anima è una qualità dell’anima, una proprietà peculiare dell’anima, un concetto insomma, il quale indica il fatto che le anime sono immortali. Siamo sempre ben lontani dagli asparagi.
Altra differenza è che sono state scritte molte più opere sull’immortalità dell’anima che sugli asparagi. Almeno credo. Ancora: non tutti credono nell’immortalità dell’anima, mentre che degli asparagi e della loro esistenza tutti sono certi, nessuno dubita. Eppure la verità è proprio l’opposto: si può dubitare dell’esistenza degli asparagi, non dell’immortalità dell’anima. Tuttavia, anche così, tra gli uni e l’altra c’è un enorme divario.
Ciò senza dire d’infinite altre differenze fra quelli e questa.
Vediamo ora se e in quali direzioni si possano ricercare punti di contatto fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima. Questa e quelli possono generalmente considerarsi cose gradevoli. Difatti, se l’anima non fosse immortale, nulla resterebbe di noi e questo sarebbe molto sgradevole. Di tutt’altro genere è la gradevolezza degli asparagi, che graditi sono al palato.
Mi accorgo che casualmente m’è venuta sotto la penna un’analogia del tutto accidentale fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima: m’è capitato, cioè, di dire che, se l’anima non fosse immortale, nulla resterebbe di noi; invece, essendo essa immortale, resta molto, resta la parte migliore di noi. Anche degli asparagi resta molto, purtroppo; ma al contrario di noi, non la parte migliore o più nobile. Anzi resta la peggiore, il gambo. Tuttavia, esso resta in misura considerevole, il che non sempre avviene nel caso d’altri vegetali già cotti, come, per esempio, gli spinaci, che sono interamente commestibili. Forse questo è l’unico punto di contatto fra l’immortalità dell’anima e gli asparagi e sono lieto di averlo trovato, sia pure involontariamente e per mero caso, perché questo dà un contenuto positivo all’indagine che ci eravamo proposti e ci procura dei risultati che vanno oltre le più ottimistiche previsioni. Ma, ripeto, è un contatto puramente formale ed esteriore, in quanto c’è una bella differenza fra l’anima e un gambo d’asparago! Non solo, ma questa analogia del tutto formale non è nemmeno esclusiva degli asparagi, poiché anche i carciofi si trovano nella stessa situazione, quanto a percentuale di scarto.
Per concludere e terminarla con un’indagine che la mancanza di idonei risultati rende quanto mai penosa, dobbiamo dire che, da qualunque parte si esamini la questione, non c’è nulla in comune fra gli asparagi e l’immortalità dell’anima. 
                                                                           Achille Campanile




Ingredienti:

pasta brisè Felder
200 g di farina 00
90 g di burro
1 uovo
5 g di sale
20 g di acqua
un pizzico di bicarbonato ( mia aggiunta )

per la farcia
200 g di asparagi selvatici
70 g di ricotta
60 g di mascarpone
30 g parmigiano
3 uova
olio d'oliva
sale e pepe

Preparare la pasta brisè con un mixer mettendo tutti gli ingredienti insieme o a mano, con la punta delle dita, velocemente, evitando di scaldare il burro sabbiandolo prima con la farina e unendo poi gli altri ingredienti.Tenere in frigo.
Soffriggere gli asparagi a pezzetti con l'olio.
Mescolare i formaggi, unire le uova, gli asparagi, il sale e il pepe.
Rivestire gli stampini ( Pedrini ) con la pasta brisè stesa all'altezza di 2-3 mm e riempire con la farcia.
Cuocere in forno a 180° per circa 20 minuti, la pasta deve risultare leggermente dorata.




Primi piatti

Spaghetti con pachino al forno e tonno

06:55

Il problema si presenta quotidianamente: che prepari per pranzo?
La mente comincia a volare e, a seconda dell'isola dove approda, la salivazione aumenta e inizi a pregustare una fantasia. Poi apri il frigo e, come spesso succede, precipiti nel vuoto, assoluto, nel baratro senza fine del nulla. Guardiamo meglio, ci sarà pur qualcosa in questa valle di desolazione ( ma non  hai voglia di uscire? certo hai i capelli dritti che non riesci a dargli una piega decente nel giro di mezz'ora e comunque hai deciso che sarebbe una fatica prepararsi e andare a fare la spesa! ) :  pomodorini pachino - tonno.
Già è tanto per non morire di fame ma per non scendere nell'ovvio della solita pasta, fai finta di essere Laura Ravaioli e ci metti un po' di buona volontà.



Ingredienti:


spaghettoro Verrigni
pomodori pachino
cipolla tagliata a fette sottilmente
prezzemolo
parmigiano o pecorino per chi lo preferisce
pangrattato
olio extravergine d'oliva e sale


tonno sott'olio


Foderare una teglia con carta forno.
Tagliare i pomodorini a metà e sistemarli nella teglia con la parte tagliata verso l'alto.  Coprire con la cipolla e il prezzemolo tritato finemente. Salare e condire abbondantemente con l'olio. Cospargere  il formaggio e poi  il pangrattato.
Mettere in forno a 170° per circa un'ora ( con più tempo a disposizione sarebbe meglio a 120° per 2-3 ore )
In una ciotola sistemare il tonno sbriciolato e i pomodorini, mescolare e unire gli spaghetti.
Irrorare con un filo d'olio e servire.

Nota. Visto che mi è stato chiesto, aggiungo che i pomodorini si possono anche preparare e tenere in frigo per qualche giorno, e, a piacere, unire capperi e olive nere. Si parte da qui poi si vola con la fantasia!

Fritti

Cornucopie alla crema

00:52

Ci siamo appena liberati dell'odore del fritto di Carnevale, lo so,  ma la Domenica esige un dolce, possibilmente alla crema, di quelli che non ti metteresti a pasticciare durante la settimana e che proprio durante la settimana ti farebbe venire mille scrupoli e pentimenti.  
 Nei giorni "di festa" ( a volte pure inventati!) mi sento meno colpevole se sgarro, ricerco tutte le attenuanti possibili per assolvermi e ne trovo a bizzeffe, mi giustifico, mi alleggerisco la coscienza anche se consapevolmente appesantisco il girovita e il colesterolo.
 Almeno per un giorno su sette che non mi si tolga la gola!



Ingredienti:


per la pasta
300 g di farina 00
60 g di zucchero
2 uova
30 g di olio di oliva non extravergine o di semi
un pizzico di lievito
1 cucchiaio di sambuca

Olio di oliva per friggere
Zucchero a velo

Montare le uova con lo zucchero, unire l'olio, la sambuca e quindi la farina con il lievito setacciati.
Impastare e far riposare per 30 minuti.
Stendere allo spessore di 2-3 mm in un rettangolo con un lato da 25 cm. Ricavare delle strisce da 1 e 1\2 cm, inumidirle appena con un pennello e avvolgerle sui cannoli di metallo.
 Friggere le cornucopie e scolarle su carta assorbente.

per la crema
4 tuorli
4 cucchiai di zucchero
4 cucchiai rasi di farina
1\2 l di latte
4 g di colla di pesce in fogli
scorza di limone

Mettere a bagno la gelatina in acqua fredda.
Mescolare bene i tuorli con lo zucchero, aggiungere la farina, mescolare ancora e diluire lentamente con il latte. Unire la scorza del limone e cuocere a fuoco bassissimo fino ad avere una crema densa senza superare gli 85°.  Aggiungere la gelatina ben strizzata.
 Far raffreddare mescolando spesso.
Con una sacca farcire le cornucopie e spolverizzare di lo zucchero a velo.

Ringrazio con grande affetto
 Tiziana del blog Cucinando e assaggiando per aver pensato a me con un premio, andate a farle visita, merita!




Dovrei elencare 7 dolci che più mi appassionano e passare il premio. 
Per quanto riguarda i dolci direi in ordine: le torte di compleanno purchè molto cremose ma non pannose, la pastiera napoletana, i cannoli siciliani, le sfogliatelle, il tiramisù, tutti quelli a base di caffè e quelli fritti. In effetti non ce ne sono che non mi piacciono o che scarterei, lo so, sono una peccatrice!
Per il premio di solito non lo passo ma lo dedico a tutte le amiche che vengono a trovarmi e che devo ringraziare per l'affetto che mi dimostrano. Un bacio a tutte voi!


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