| Anno | 2010 |
| Genere | Fantastico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Tim Burton |
| Attori | Mia Wasikowska, Johnny Depp, Helena Bonham Carter, Crispin Glover, Anne Hathaway Stephen Fry, Christopher Lee, Michael Sheen, Alan Rickman, Matt Lucas, Timothy Spall, Barbara Windsor, Lindsay Duncan, Eleanor Gecks, Tim Pigott-Smith, Lucy Davenport, Geraldine James, Leo Bill, Amy Bailey, Michael Gough, Jessica Oyelowo, Arick Salmea, Paul Whitehouse, John Surman (II), Marton Csokas, Eleanor Tomlinson, Annalise Basso, Jemma Powell, Frances de la Tour, John Hopkins, Austin James Wolff, Noah Taylor. |
| Uscita | mercoledì 3 marzo 2010 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Walt Disney |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,67 su 19 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 24 giugno 2011
Argomenti: Alice nel paese delle meraviglie
Nel sequel del famoso classico di Lewis Carroll, Alice tornerà nel Paese delle Meraviglie per aiutare i suoi abitanti in rivolt. Ma c'è un problema, non si ricorda della sua passata visita. Il film ha ottenuto 3 candidature e vinto 2 Premi Oscar, 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 3 candidature a Golden Globes, 5 candidature e vinto 2 BAFTA, 4 candidature e vinto 2 Critics Choice Award, In Italia al Box Office Alice in Wonderland ha incassato 30,4 milioni di euro .
Alice in Wonderland è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
e Blu-Ray
Compra subito
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Alice teme di essere pazza. Da quando è piccola continua a fare sempre lo stesso sogno, non sta mai attenta quando le parlano, è diversa dal resto della buona società che frequenta e non si integra nelle regole del suo mondo. Affinchè non rimanga zitella come la zia, che senza marito pazza lo è diventata sul serio, i parenti le combinano il matrimonio con un ottimo partito: un giovanotto integrato, conformato, di nobile lignaggio e con qualche problema digestivo. Al grande ricevimento nel quale le verrà fatta la proposta però le visioni di Alice si fanno insistenti, il ticchettio di un orologio sembra ossessionarla e sul più bello vede comparire un coniglio in doppiopetto che le indica che è oramai tardi. Alice lo segue nella sua tana e finisce in quel mondo che aveva sognato fin da piccola, dove scopre che esiste una profezia riguardo una sua omonima la quale, con l'aiuto del Cappellaio Matto, del Coniglio Marzolino ecc. ecc. sconfiggerà una creatura malvagia liberando il regno dalla tirannia della Regina Rossa e riportando al trono la sorella più bella, la Regina Bianca.
La produzione è sempre Disney ma siamo totalmente da un'altra parte rispetto al cartone animato del 1951. Benchè la storia ancora una volta mescoli elementi da i due libri di Lewis Carrol: "Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie" e "Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò", il mix è inedito. Questa volta l'andamento psichedelicamente caotico per il quale solo perdendosi completamente Alice riusciva a trarre qualcosa dal suo peregrinare è scartato a favore di una trama decisamente più canonica. Arrivata nel paese delle meraviglie Alice ha un destino già scritto, ha una missione e un nemico da sconfiggere.
Dunque non solo non siamo dalle parti dei testi originali ma non siamo nemmeno dalle parti dei film di Tim Burton, nei quali solitamente il protagonista è un outsider che trova in un luogo oscuro e apparentemente ostile il suo vero habitat perchè più sincero ed autentico dei conformismi borghesi cui era abituato. Alice si trova male nel mondo reale perchè è diversa mentre nel mondo delle meraviglie lotterà per riportare lo status quo, per normalizzare quel luogo dalla tirannia folle della Regina Rossa. Peccato che proprio la Regina Rossa sia la vera outsider: sorella maggiore brutta e dalla testa troppo grande che è sempre stata all'ombra della sorella minore, tanto carina e amabile quanto cretina e impalpabile, e che non riuscendo a farsi amare preferisce essere odiata. Ecco perchè dopo un inzio fantastico, che entra di diritto tra le cose migliori che Tim Burton abbia mai girato, il resto del film è una continua delusione. La parte nel paese delle meraviglie è un percorso verso il conformismo di un personaggio ritenuto matto che, come in un film fantasy, subisce una profezia che si deve avverare, ha un'armatura, una spada, nemici mitologici e via dicendo.
E a poco purtroppo servono le molte interessanti intuizioni visive, le mille piccole raffinatezze di scenografia (praticamente tutta in computer grafica), di costumi e di trucco di fronte ad una parabola disneiana nel senso più deteriore del termine, per la quale l'eroina del caso trova la strada che era stata decisa per lei invece di forgiarne una con le proprie mani o secondo i propri gusti.
Di certo non aiutano un 3D realizzato tutto in postproduzione e abbastanza inutile (almeno il 50% del film ne è privo tanto che se guardato senza occhiali non presenta il classico effetto "doppio") e momenti come la "deliranza" del Cappellaio Matto, che da sola è probabilmente la punta più bassa di tutto il cinema di Tim Burton e di quello di Johnny Depp messi insieme.
Del romanzo Burton ha salvato il nucleo fondante: Alice infrange i limiti, va oltre i suoi confini. Sembra smarrirsi nella dualità che è insita in lei per poi scoprire l'altrove, combattere, capire. Senza perdere l'innocenza dello sguardo e la curiosità stupita dei più piccoli. Peccato che la sceneggiatura banalizzi il tutto trasformando le sue peripezie nel più classico dei percorsi iniziatici adolescenziali in chiave fantasy. Con alcune cadute di gusto (una per tutte, la breakdance del Cappellaio Matto alla fine del film), e qualche (grossa) ingenuità storica: una business woman alla conquista della Cina in epoca vittoriana?!?!
I percorsi didattici
» All'inizio del film Alice è confusa: tutti la trattano come una bambina, mentre lei si sente già grande. A te qualche volta capita di sentirti in questa situazione “di mezzo”?
» Quando Alice capisce chi è e che cosa vuole, acquista forza e può affrontare il terribile drago della Regina Rossa. Conoscere se stessi significa accettare i propri limiti e valorizzare le proprie capacità, così da raggiungere la stabilità e la serenità necessarie per affrontare le prove difficili della vita. Sei d'accordo?
» Secondo la Regina Bianca, non bisogna vivere per accontentare gli altri perché, una volta compiuta una scelta, siamo soli nell'affrontarne le conseguenze e quindi è meglio essere ben consapevoli di ciò che si decide. Pensi che la regina Bianca abbia ragione?
» Nel film Alice annulla il matrimonio di convenienza e si dà agli affari, ma nell'Inghilterra vittoriana la condizione della donna era ben diversa. Prova ad approfondire.
» Alice ripete come un mantra: “è impossibile solo se credi che lo sia”. Pensi che per un adulto sia positivo mantenere la capacità, tipica dell'infanzia, di stupirsi e di credere a ciò che appare impossibile?
» La pazzia del Cappellaio ha un fondamento scientifico: a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, per lavorare il feltro i cappellai venivano a contatto con il mercurio, che li avvelenava provocando loro allucinazioni e instabilità mentale. Prova a scoprire qualcosa di più su questo metallo tossico.
» La Regina Rossa pensa che “è meglio essere temuti che amati”. La stessa teoria è stata portata avanti nel ‘500 da Niccolò Machiavelli nel trattato “Il Principe”. Se frequenti le superiori, prova a chiedere al tuo insegnante di spiegarti il pensiero di questo celebre teorico.
» Il film è ispirato ai romanzi di Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie” e “Attraverso lo specchio”. Sono due superclassici e te ne consiglio la lettura ma, ti avviso subito, rispetto al film troverai molti più simbolismi, giochi di parole e significati non immediati.
» Sei riuscita/o a risolvere l'indovinello che il Cappellaio Matto pone di continuo ad Alice (“perché un corvo assomiglia a uno scrittorio”)? Pensaci, la soluzione c'é…
Cosa accade quando un sogno si trasforma in ricordo? Quando un’indecisa inconsistenza onirica assume contorni meno ambigui e si cristallizza in memoria? È questa l’esperienza compiuta da Alice in Underworld, il sottomondo dark nel quale Tim Burton rilegge controluce l’originario Wonderland, il paese delle meraviglie. Un’Alice diciannovenne rivisita con una coscienza postmoderna il mondo stralunato [...] Vai alla recensione »
C'è qualcosa di rassicurante in Tim Burton. Forse per il fatto che, a un uomo del suo talento ma anche con il suo senso dell'umorismo, sia consentito di girare dei film a Hollywood. Basti pensare a Mars attacks, parodia dei film di fantascienza degli anni Cinquanta con le teste dei marziani che esplodono quando attaccati al suono della musica country di Slim Whitman o all'apoteosi del "peggior regista del mondo" Ed Wood.
La piccola Alice è preoccupata. «Papà, prima di addormentarmi vedo cose assurde come un coniglio con un panciotto. Pensi che sia fuori di testa»? E il padre, rassicurante: «Non temere figlia mia, tutti i migliori sono fuori di testa». Il prologo dell'Alice di Tim Burton condensa le aspettative di un incontro che si annunciava epocale. Da una parte il più grande creatore di sogni degli ultimi vent'anni, [...] Vai alla recensione »