giovanni_b_southern
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giovedì 29 dicembre 2022
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si può vedere. anche se leggerissimamente banale
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L'idea è 'rubata' a Troisi e ci sta. Il film è gradevole. Forse un pochetto banale nel finale. Ma tutto sommato gradevole alla visione
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giovanni morandi
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mercoledì 28 settembre 2022
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un''occasione persa per un film sui beatles giovann
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Un'occasione persa (ha commentato l'amico Francesco Cavallin) per fare un "bel film" sulla straordinaria (già di per se) avventura' dei Fab Four, che, almeno finora, nessuno ha avuto "il coraggio" di fare. Certo, il film del 2016 di Howard, "Eight Days A Week" ha documentato, a colori, la parte dei Concerti, con interessanti interviste...ma nulla di più. E nemmeno, a noi beatlemani, può bastare il recente film/ documentario Get Back di Jackson.
Da un' altra parte, il buon film/musical della Taymor-Across The Universe-ha utilizzato ottimi musicisti e riuscite cover, ma anch'essa si rivela molto incompleta e con una trama troppo fantasiosa.
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Un'occasione persa (ha commentato l'amico Francesco Cavallin) per fare un "bel film" sulla straordinaria (già di per se) avventura' dei Fab Four, che, almeno finora, nessuno ha avuto "il coraggio" di fare. Certo, il film del 2016 di Howard, "Eight Days A Week" ha documentato, a colori, la parte dei Concerti, con interessanti interviste...ma nulla di più. E nemmeno, a noi beatlemani, può bastare il recente film/ documentario Get Back di Jackson.
Da un' altra parte, il buon film/musical della Taymor-Across The Universe-ha utilizzato ottimi musicisti e riuscite cover, ma anch'essa si rivela molto incompleta e con una trama troppo fantasiosa. In questo film, più fantascientifico che probabile, si parte da un assurdo, e, nonostante la bravura del protagonista, ci si sforza di cercare, mi ripeto, una specie di "miracolo", mentre sarebbe stato sufficiente raccontare, (cosa avvenuta per molte star) la "straordinaria" avventura dei Beatles, anche con interpreti non musicisti, doppiandoli con le incisioni originali (per i milioni di beatlemani-come me-sarebbe una goduria).
Ma tornando al film, si narrra diJack Malik, un cantautore di Lowestoft in difficoltà. La sua manager e amica d'infanzia Ellie Appleton lo incoraggia a non rinunciare ai suoi sogni. Dopo che Jack è stato investito da un autobus durante un blackout globale, canta Yesterday per i suoi amici e scopre che non hanno mai sentito parlare dei Beatles. Dopo aver realizzato che il mondo non ricorda più la band, Jack inizia a suonare le loro canzoni, facendole passare come proprie.
Ellie fa registrare a Jack una demo con un produttore musicale locale. A seguito di un'esibizione alla televisione locale, Jack è invitato dalla pop star Ed Sheeran ad esibirsi come suo numero di apertura a Mosca. Ellie rifiuta di unirsi a lui, dicendo che è impegnata nel suo lavoro di insegnante, quindi l' amico roadie di Jack, Rocky, viaggia con lui. Dopo il concerto, Sheeran sfida Jack a un duello tra cantautori; perde a "The Long and Winding Road" di Jack. A Los Angeles, l'agente spietato di Sheeran, Debra Hammer lo ingaggia per la sua etichetta e pianifica la sua ascesa alla fama mondiale.
Alla festa d'addio di Jack, Ellie confessa di essere innamorata di lui da sempre. Sperando di innescare ricordi di altre canzoni dei Beatles, Jack va nella loro città natale di Liverpool, visitando monumenti come Strawberry Field, Penny Lane e "La tomba di Eleanor Rigby". Ellie si unisce a lui a Liverpool e trascorrono una serata da ubriachi e si scambiano un bacio, ma Ellie gli dice che non è interessata a un'avventura di una notte. La mattina dopo, Jack e Rocky inseguono Ellie alla stazione ferroviaria, dove lei si congratula con Jack ma gli dice che non può far parte della sua vita da celebrità. Jack ritorna a Los Angeles, con il cuore spezzato.
L'etichetta discografica si prepara a lanciare l'album di debutto di Jack. I produttori rifiutano i titoli da lui suggeriti, presi dai dischi dei Beatles, e nominano l'album One Man Only, spingendo sul suo talento. Jack li convince a lanciare l'album con un concerto sul tetto a Gorleston. Nel backstage, due fan si avvicinano a lui e gli dicono che sanno che ha plagiato le canzoni, ma lo ringraziano, temendo che la musica se ne sia andata per sempre. Gli danno l'indirizzo di John Lennon, sopravvissuto alla vecchiaia, sotto i riflettori pubblici. Jack chiede a Lennon se ha condotto una vita di successo; Lennon risponde che ha vissuto felicemente con sua moglie. Consiglia a Jack di seguire chi ama e dire sempre la verità.
Sheeran organizza che Jack si esibisca allo stadio di Wembley. Jack confessa alla folla di aver plagiato la musica e di amare Ellie, e che Rocky caricherà le canzoni gratuitamente su Internet, sabotando l'uscita del disco. Jack ed Ellie si sposano e hanno una famiglia insieme, e Jack diventa un insegnante di musica.
Un film "molto strano", tra il musical e la fantascienza. L'improvviso black out collettivo dei Beatles mi fa ricordare quando John Lennon dichiarò che la band era più popolare di Gesù...
Certamente aveva torto, ma, riguardo alla Musica Pop del XX secolo, aveva ragione; forse anche per questo, in questa coproduzione con Russia e Cina (che pare abbia pagato per diritti, su alcuni brani dei Beatles, circa 10 milioni di sterline), verso la fine si "immagina" che John Lennon sia ancora oggi vivo e vegeto...magari !
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deh
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martedì 16 marzo 2021
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e i bitols miglior sound del momento.
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quando tutte le cose sembrava andare a al meglio e il mondo
volgere al senso unico betoliano, col mondo nelle
mani e i bitols e lennon il grande
riferimento pseudoidentitario, qualcuno suonò la compisizione
yesterday, sorprendendo di nuovo, i beatles sembravano essere
ciò, non sembra possibile non ricordarsi del mitico gruppo
sonoro dei beatles, le grandi canzoni e il resto, ma
quando la fama diventò mondiale sembra anzichè
affrontare i problemi come si sarebbe dovuto di solito
anzichè pensare fosse scocciatura ma
dando importanza nel mettere a posto le cose
qualcuno semba aver preferito la strada
dell'estromissione delle persone in qualche modo,
e al non condividere forse al meglio,
la band si scompose intraprendendo le
carriere da solisti.
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quando tutte le cose sembrava andare a al meglio e il mondo
volgere al senso unico betoliano, col mondo nelle
mani e i bitols e lennon il grande
riferimento pseudoidentitario, qualcuno suonò la compisizione
yesterday, sorprendendo di nuovo, i beatles sembravano essere
ciò, non sembra possibile non ricordarsi del mitico gruppo
sonoro dei beatles, le grandi canzoni e il resto, ma
quando la fama diventò mondiale sembra anzichè
affrontare i problemi come si sarebbe dovuto di solito
anzichè pensare fosse scocciatura ma
dando importanza nel mettere a posto le cose
qualcuno semba aver preferito la strada
dell'estromissione delle persone in qualche modo,
e al non condividere forse al meglio,
la band si scompose intraprendendo le
carriere da solisti... camuffati da beatles,
senza più quel folto pubblico raggruoppato come
sardine a guardare, e con ciascuno di conseguenza col suo
onesto portamento
impegnato in qualche modo al sopravvivere in qualche modo,
non potendo sentir più quel sound vivo e non
ricordandone le note la miglior cosa da fare forse
sarebbe stata quella di adattarsi alla band del momento
per un qualsiasi ruolo, di modo da essere distinto nel
dire a chi rivolgesse il suo dire a un componente;
non ha suonato con? quello
forse eri tu, io suono la chitarra nel miglior gruppo del momento,
comunque un docufilm di spessore a
narrare qualche tratto artistico e ricordarne il mitico sound.
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enzo70
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martedì 29 dicembre 2020
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un intenso omaggio ai liverpool
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Jack Malik è un musicista, ma non ha un grande talento. Non riesce a trovare le parole e la musica per affermarsi e per andare oltre la continua serie di insuccessi. Ma un bel giorno si sveglia e scopre che nessuno, tranne lui ed una coppia che incontrerà nel seguito, conosce le parole e la musica delle canzoni dei Beatles. E sulle note di let it be e yellow submarine Jack Malik diventa il nuovo idolo musicale della scena. Ma rispetto agli echi delle sirene del successo, del denaro prevalgono il senso di dignità e l’amore per la sua manager Ellie che lo inducono a dire la verità e a riconoscere ai Beatles la paternità di quella musica. Alla fine un grandissimo omaggio ai quattro scarafaggi di Liverpool.
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Jack Malik è un musicista, ma non ha un grande talento. Non riesce a trovare le parole e la musica per affermarsi e per andare oltre la continua serie di insuccessi. Ma un bel giorno si sveglia e scopre che nessuno, tranne lui ed una coppia che incontrerà nel seguito, conosce le parole e la musica delle canzoni dei Beatles. E sulle note di let it be e yellow submarine Jack Malik diventa il nuovo idolo musicale della scena. Ma rispetto agli echi delle sirene del successo, del denaro prevalgono il senso di dignità e l’amore per la sua manager Ellie che lo inducono a dire la verità e a riconoscere ai Beatles la paternità di quella musica. Alla fine un grandissimo omaggio ai quattro scarafaggi di Liverpool.
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mirkotommasicinema
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martedì 8 dicembre 2020
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avvenente
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Musicista fallito un bel giorno si sveglia e scopre che i Beatles non sono mai esistiti ! La premessa affascina, lo sviluppo è altrettanto ardimentoso e avvenente.
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belliteam
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lunedì 16 novembre 2020
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a tutto beatlesmania
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Anni luce lontano da trainspotting, Danny Boyle gira un grande omaggio ai Fab4 partendo da un blackout planetario, che cancella dalla memoria del mondo intero la musica dei Beatles, tranne che ad un mediocre musicista, il quale poi sfruttera' questa situazione per acquisire notorieta' e successo...
Film leggero, che ci da' la possibilita' di riascoltare pezzi evergreen del quartetto di Liverpool con anche una simpatica e ironica chicca, di un cameo di Ed Sheeran.
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elgatoloco
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giovedì 23 luglio 2020
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un po''fantastico, ma per intero musiclae
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"Yesterday"(Danny Boyle, 2019, storia di Jack Barth, sceneggiatura di Richard Curtis), film vagamente"fantastico"(il cantaturoe-magazziniere, dapprima noto solo in ambito locale, che propone"Yesterday"e qualcosa d'altro dei"Beatles", dopo un incidente-è stato travolto da un cambion-non ricorda essere stati i"Beatles"o meglio Mc Cartney e Lennon, talora Harrison, quasi mai lo scadente batterista"rimpiazzo"Ringo Starr autore delle musiche, salvo poi un"repechage"mnestico)è più che altro un'occasione per riproporre in brani beatlesiani, in un mondo(quello immaginato da Barth e realizzato da Boyle)che sembra di aver perso la memoria del quartetto di Liverpool, con l'occasione di qualche attempato"aficionado".
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"Yesterday"(Danny Boyle, 2019, storia di Jack Barth, sceneggiatura di Richard Curtis), film vagamente"fantastico"(il cantaturoe-magazziniere, dapprima noto solo in ambito locale, che propone"Yesterday"e qualcosa d'altro dei"Beatles", dopo un incidente-è stato travolto da un cambion-non ricorda essere stati i"Beatles"o meglio Mc Cartney e Lennon, talora Harrison, quasi mai lo scadente batterista"rimpiazzo"Ringo Starr autore delle musiche, salvo poi un"repechage"mnestico)è più che altro un'occasione per riproporre in brani beatlesiani, in un mondo(quello immaginato da Barth e realizzato da Boyle)che sembra di aver perso la memoria del quartetto di Liverpool, con l'occasione di qualche attempato"aficionado"... L'interprete Himesh Patel, britannico di origini indiane, rende bene il peronsaggio, "stando al gioco", ossia gestendo il suo personaggio come se realmente avesse perso(quasi, in realtà)la memloria dei"Beatles", addirittua riscontrandone-ricercandone la genesi su"Wkipedia", mentre l'interprete musicale (che non è Patel)tende a scegliere soprattutto il reperotrio più melodico della famosa band, salvo lasciarsi andare a tratti a un ritmo molto rockegiato, quasi fosse una sorta di "risarcimento"per un melodismo eccessivo. UNo di quei film, "sommamente inutili",ma certamente piaacevoli, volti un po'a riscoprire il mito beatlesiano, forse ritenuto un po'"al tramonto"(anche se a livello statistico, ossia di vendite e di ascolti, le cose sembrano stare diversamente), che anche la fimografia dell'Untied Kingsdom riscopre e pratica, da qualche anno, con notevole continuità, dato che sembra passato il tempo del cinema come arte, dove Ken Russell, in qualche modo, ne era quasi un"ultimo alfiere"e dove il cinema politico è considerato sempre ristretto a una nicchia, non troppo nutrita, per la verità. OLtre a Patel, certamente "in parte", anche l'interprete principale femminile, Lily James, è certamente brava e adatta al ruolo, dove sorge la considerazione seguente: nel finale, quando il cantante "abdica"al suo fantomatico ruolo autorale, riconoscendo l'autoralità mc cartneyana- lennoniana(prevalentemente), rinunciando al copyright, clamorosamente e dichiarando di voler sposare la sua findanzata, è quasi una presa d'atto del"principio di realtà"versus quello di piacere(dunque sogno, illusione), ceranco però di salvare il meglio di quanto il principio di piacere , comunque, sa offrite... El Gato
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sergiofi
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venerdì 12 giugno 2020
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yesterday, storia di un clone
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“Yesterday” è un’elegia dei Beatles? Forse, ma non c’era certo bisogno di questo film per confermarne la magia e l’ineludibilità della loro presenza nel panorama della scena musicale globale. Un mondo senza i Fab Four che senso potrebbe avere, oggi come ieri e come domani? Le loro canzoni ci accompagnano lungo le circa due ore di durata del film. Anche per questo, è davvero impossibile annoiarsi.
Ma “Yesterday” non è solo Beatles. È anche la storia di un insuccesso cronico che diventa un (improbabile e avariato) successo cosmico. Di un marketing aggressivo e spersonalizzante. Di un’amicizia che, come spesso accade, era già amore.
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“Yesterday” è un’elegia dei Beatles? Forse, ma non c’era certo bisogno di questo film per confermarne la magia e l’ineludibilità della loro presenza nel panorama della scena musicale globale. Un mondo senza i Fab Four che senso potrebbe avere, oggi come ieri e come domani? Le loro canzoni ci accompagnano lungo le circa due ore di durata del film. Anche per questo, è davvero impossibile annoiarsi.
Ma “Yesterday” non è solo Beatles. È anche la storia di un insuccesso cronico che diventa un (improbabile e avariato) successo cosmico. Di un marketing aggressivo e spersonalizzante. Di un’amicizia che, come spesso accade, era già amore. Troppi temi da infilare in uno stesso script, forse, senza correre il rischio di lasciarne qualcuno indietro.
Il risultato finale è molto più che buono. “Yesterday” è divertente, cinico, tenero, empatico, coinvolgente. Non un capolavoro, ovviamente. Ma un prodotto di ottima confezione, questo si. La prova provata che il successo non diventa sempre e comunque il mostro che tutto divora. Che può essere anche messo da parte, se la vita che si decide di vivere è di gran lunga migliore di quella che la notorietà (per di più immeritata) potrebbe regalare.
L’accoppiata Boyle-Curtis era in grado di fare molto di più, va detto. Ma il cinema non è la tv. Il tempo è tiranno. Dentro le due ore bisogna farci stare tutto. Anche in uno spazio così ristretto, in “Yesterday” questo accade. Alcuni lati restano oscuri, ma la storia non sembra soffrirne più di tanto. Non è il prodotto ‘usa e getta’ che alcuni ci hanno visto. Si lascia ricordare con piacevolezza e ti fa venire voglia di rivederlo. Cosa volere di più da un film, dal cinema?
Himesh Patel (al suo debutto cinematografico) e la deliziosa Lily James occupano i loro spazi con impeccabile bravura. Si calano nelle parti con naturalezza disarmante. Kate Mc Kinnon, nel ruolo di una manager d’assalto, offre un cameo imperdibile. Ed Sheeran, con qualche impaccio, impersona se stesso.
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telor
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martedì 4 febbraio 2020
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quattro o cinque stelle?
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Certamente 5 stelle per le canzoni che hanno “impastato” la mia adolescenza emotiva e che, al riconoscimento anche di una sola nota “chiave” di un brano, riprendono il sopravvento!
Ma quattro stelle certamente ci sono tutte per il film nel suo insieme.
Tanto per cominciare, per un mix non facile da comporre: celebrazione di un mito, storia d’amore sottotono ma profonda, ricostruzione storica con vari flashes che -appunto- appaiono e scompaiono, citazioni dal mondo reale e musicale dei Baronetti di Liverpool.
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Certamente 5 stelle per le canzoni che hanno “impastato” la mia adolescenza emotiva e che, al riconoscimento anche di una sola nota “chiave” di un brano, riprendono il sopravvento!
Ma quattro stelle certamente ci sono tutte per il film nel suo insieme.
Tanto per cominciare, per un mix non facile da comporre: celebrazione di un mito, storia d’amore sottotono ma profonda, ricostruzione storica con vari flashes che -appunto- appaiono e scompaiono, citazioni dal mondo reale e musicale dei Baronetti di Liverpool.
Le citazioni quindi, la prima proprio ad inizio del film e che connota il momento dell’impossibile accadimento: il crescendo strumentale di A Day In The Life che, camuffato all’inizio ma poi riconoscibile, segna il momento del black-out mondiale che fa "sparire" i Beatles dalla scena mondiale.
Ancora oltre: le scritte a lettere maiuscole che scorrono sulle immagini di luoghi Beatlesiani; gli accorgimenti o gli spunti che furono utilizzati negli arrangiamenti originali; lo “sbaglio” di Rocky che apre la porta sul “vero” tetto di Savile Row invece che sulla terrazza dell’hotel fronte-mare.
E ancora, per la poesia dell’incontro con un John Lennon che, non essendo mai stato un Beatle, all’età di 78 anni vive da solo in un cadente cottage sulla riva dell’oceano, dopo una vita di lavoro per i mari, forse facendo il cameriere di bordo come fece il padre nella realtà.
Insomma, 4 stelle ci sono tutte, e quella finale la assegnerei per lo spirito degli anni ’60 e ’70 che il film ha saputo evocare. Non grazie alla irresistibile sequenza delle canzoni (cosa facile, come nei films: Bohemian Rhapsody e Rocketman). No, regista e sceneggiatore lo hanno fatto scegliendo di chiudere il racconto con una scelta aperta alla soluzione del “noi” piuttosto che quella dello “io”, vera essenza di quegli anni.
Spero che non sia per questo motivo che il film non abbia riscosso il successo di pubblico che meriterebbe ... perché se così fosse, sarebbe la prova che “sentiamo” diversamente da allora, e non credo proprio che ciò sia un bene.
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felicity
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lunedì 3 febbraio 2020
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un travolgente omaggio alla musica dei beatles
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Una commedia semplice, senza guizzi, troppo spesso scontata e riassumibile nel concetto che le canzoni dei Beatles, anche “inventate” oggi, avrebbero successo.
La sceneggiatura di questo film è priva di senso. Ma quello che è privo di senso nel film non è la premessa iniziale, che fa parte del patto con lo spettatore e quindi viene accettata a priori con tutte le sue folli conseguenze, quello che è privo di senso è la rappresentazione delle dinamiche umane.
I comportamenti dei personaggi non hanno niente a che fare con la realtà, ma neanche seguono le comunque piacevoli e consolidate prassi della commedia. Sono solo privi di senso.
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Una commedia semplice, senza guizzi, troppo spesso scontata e riassumibile nel concetto che le canzoni dei Beatles, anche “inventate” oggi, avrebbero successo.
La sceneggiatura di questo film è priva di senso. Ma quello che è privo di senso nel film non è la premessa iniziale, che fa parte del patto con lo spettatore e quindi viene accettata a priori con tutte le sue folli conseguenze, quello che è privo di senso è la rappresentazione delle dinamiche umane.
I comportamenti dei personaggi non hanno niente a che fare con la realtà, ma neanche seguono le comunque piacevoli e consolidate prassi della commedia. Sono solo privi di senso.
Yesterday intrattiene soprattutto per l’enorme patrimonio musicale che sfodera, offrendo agli spettatori la possibilità di conoscere e ripassare un po’ dei brani più famosi dei Beatles, ma non sfrutta a pieno le potenzialità della divertente premessa e preferisce attraversare le acque sicure della commedia romantica convenzionale.
Può bastare una grande idea per fare un grande film? Probabilmente no.
E Yesterday lo dimostra. Però può bastare per fare un buon film con alcuni momenti che ci portiamo dietro.
Ed è un cinema che conferma che oggi la musica è come la poesia. Quella bella si tramanderà nei secoli.
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