Titolo originale | Jimmy's Hall |
Anno | 2014 |
Genere | Drammatico, |
Produzione | Gran Bretagna, Irlanda, Francia |
Durata | 109 minuti |
Regia di | Ken Loach |
Attori | Barry Ward, Simone Kirby, Jim Norton, Andrew Scott, Francis Magee Mikel Murfi, Sorcha Fox, Martin Lucey, Shane O'Brien (II), Brían F. O'Byrne, Karl Geary, Denise Gough, Aisling Franciosi, Donal O'Kelly, Seán T. Ó Meallaigh, Conor McDermottroe, Seamus Hughes, Aileen Henry, Stella McGirl, John Cronogue, Michael Sheridan, Rebecca O'Mara, Diane Parkes, Padraig Fallon, Chris MacManus, Johnny O'Dowd, Anna Crossley, Róisín Judge, John McCarrick, Hugh Gallagher (II), Colm Gormley, John Colleary, Shane Cullen, Joe Lafferty, Tom Colsh, Shane Cronogue, Sean Fox, Dorothea Jones, Dorothy Jones, Niko El Santo Zavero. |
Uscita | giovedì 18 dicembre 2014 |
Tag | Da vedere 2014 |
Distribuzione | Bim Distribuzione |
MYmonetro | 3,01 su 4 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 10 dicembre 2020
Irlanda, 1921. Jimmy Gralton apre un locale culturale ma è costretto a chiuderlo perchè tacciato di essere comunista. Dieci anni dopo ci riprova. In Italia al Box Office Jimmy's Hall - Una storia d'amore e libertà ha incassato 1,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel 1921, un'Irlanda sull'orlo della guerra civile, Jimmy Gralton aveva costruito nel suo paese di campagna un locale dove si poteva danzare, fare pugilato, imparare il disegno e partecipare ad altre attività culturali. Tacciato di comunismo era stato costretto a lasciare la propria terra per raggiungere gli Stati Uniti. Dieci anni dopo Jimmy vi fa ritorno e sono i giovani a spingerlo a riaprire il locale. Gralton è inizialmente indeciso ma ben presto cede alle richieste. Chi gli era stato ostile in passato torna a contrastarlo.
Ken Loach torna nell'Irlanda che aveva messo al centro del suo cinema ne Il vento che accarezza l'erba e lo fa in modo apparentemente inusuale. Perché al centro di questa storia ci sono uomini e donne che difendono quello che un tempo avremmo definito un dancing. La musica che accompagna le dure immagini della Depressione americana potrebbe aprire un film di Woody Allen ma il contesto è e resta quello più amato dal regista inglese: la vita di uomini e donne che cercano nella condivisione di idee e di spazi quel senso della socialità che altri vorrebbero irregimentare per poterlo controllare il più possibile. Quello che Jimmy Granton (attivista socialista realmente esistito) edifica per due volte è di fatto un centro sociale ante litteram in cui si possono condividere saperi ma anche la gioia dello stare insieme. Definire 'peccaminose' le danze che vi si praticano è, per la chiesa locale e per gli esponenti della destra, solo un pretesto per impedire la circolazione di idee ritenute pericolose. Chi frequenta la Pearse-Connolly Hall è spesso anche un buon cristiano che partecipa alla messa domenicale. È proprio questo che va colpito e debellato da quel potere ecclesiastico che però, a differenza dei reazionari più retrivi, è ancora capace di comprendere l'onestà degli intenti dell'avversario. Il film esce in un tempo in cui a Roma siede un pontefice che ha dichiarato di saper ballare la milonga e di non sostenere ovviamente il comunismo ma anche di aver conosciuto tante brave persone che erano comuniste. Jimmy's Hall potrebbe piacergli.
Ken Loach dirige un film molto bello e commovente ambientato nell’Irlanda dei primi anni ‘30. Jimmy Gralton ritorna in patria dopo essere stato costretto a rimanere dieci anni a New York; ritorna a lavorare la sua terra e a vivere con la sua mamma, coraggiosa donna irlandese che una volta portava i libri da leggere nelle scuole. Riapre con i compagni e amici la sala – un centro sociale [...] Vai alla recensione »
Ken Loach ha il merito di essere uno dei pochi registi della scena internazionale che riesce a fare un cinema impegnato, coerentemente impegnato su temi sociali tipici della sinistra senza compromessi. Un duro e puro del messaggio solidale; ed è un merito perché il messaggio è scontato, il mezzo non lo è mai. E nella semplificazione estrema dei temi che tratta il regista [...] Vai alla recensione »
Un grande registra, un bravo sceneggiatore ed ecco un ottimo film. Se si aggiunge che questo binomio è uno degli ultimi rimasti a trattare argomenti seri e, anche se collocati, come nel caso di questo film, in tempi lontani, attuali come non mai! Il film è una storia di amore e fondamentalmente di ribellione, che senza mezzi termini mette da una parte il potere, i ricchi e la chiesa [...] Vai alla recensione »
Non è uno dei migliori film di Ken Loach, anche se è interessante l’approccio indirizzato a mostrare il conflitto di classe che intreccia strettamente il conflitto religioso cattolico-protestante e quello nazionalistico. Chi non può dimenticare l’Irlanda di registi come Sheridan o Greengrass, o anche solo, per es., Philomena, per quanto riguarda il peso della Chiesa [...] Vai alla recensione »
Protagonista principale di questo bel film è l’ Irlanda con i suoi colori, il verde dei suoi prati, la campagna accogliente con i suoI magnifici animali, cavalli e buoi. L’Irlanda lacerata nella prima metà del XX secolo da guerre d’indipendenza e civili, sommosse, scioperi, arresti e deportazioni, lotte religiose tra cattolicesimo e chiesa anglicana.
Superficiale. Miope. I titoli di testa scorrono su immagini della crisi del '29 negli Stati Uniti, crisi che sembrerebbe la madre di tutti i mali (nel proseguio del film così si sentenzia). La cattivissima chiesa cattolica ostacola in tutti i modi un onesto ragazzone irlandase che all'inzio ha il solo scopo di far ballare al calduccio i suoi compaesani e poi si scopre essere comunista [...] Vai alla recensione »
JIMMY'S HALL – UNA STORIA D'AMORE E LIBERTà (UK/FR/IRL/BELG/GIAP, 2014) di KEN LOACH. Con BARRY WARD, SIMONE KIRBY, ANDREW SCOTT, JIM NORTON, BRIAN F. O'BYRNE Irlanda, 1932. Sullo scenario della Grande Depressione, va al governo il partito repubblicano di sinistra (Fianna Fáil). Jimmy Gralton, piccolo proprietario di idee socialiste fuggito a New York perché [...] Vai alla recensione »
Assieme a ‘Pride’, il nuovo film di Ken Loach ha segnato un Natale caratterizzato dal racconto, ravvivato in ogni caso da britannico umorismo, di gloriose sconfitte, ma anche della necessità di combattere certe battaglie indipendentemente dal loro esito: sin dall’inizio ci sono pochi dubbi su quale sia il destino che attende la lotta di Jimmy Gralton contro i mulini a vento [...] Vai alla recensione »
Ken Loach propone una dramma dolce ambientato nell'irlanda rurale degli anni '30. Loach abbandona , o quasi, i lirismi e l'intimismo dei sui ultimi film e torna agli inizi. Un ritorno alle origini, quasi una riscoperta delle proprie radici culturali, personali, stilistiche. un bel film che consiglio a tutti ( credo che un pubblico maturo lo apprezzi moltissimo).
...come sempre Ken Loach è riuscito nella difficile operazione di far convivere il buon cinema a temi storici e sociali di alto spessore. Bella l'ambientazione e pur nella linearità della costruzione non mancano momenti di forte emozione. L'ennesimo centro di un regista lucido e appassionato.
All'inizio, la messinscena potrebbe apparire più accurata di altri Loach, come era avvenuto nel "Vento che accarezza l'erba", incredibile Palma d'Oro a Cannes nell'anno di "Volver e "Babel". Ma invece, nonostante i tentativi di non (s)cadere nel manicheismo, mettendo in evidenza i dubbi del prete anziano e non "eroicizzando&qu [...] Vai alla recensione »
Irlanda 1932. Dopo dieci anni di esilio negli USA, un uomo rientra a casa. Verrà contattato dagli amici e conoscenti di un tempo per rimettere in piedi una piccola sala da ballo. Questo non piacerà per niente a ecclesiastici e conservatori. Comunista! Bastava questo epiteto per tacciare tutti coloro che si battevano per una maggiore giustizia sociale.
Un film molto bello ambientato nell'Irlanda dei primi anni trenta. Il regista racconta la storia di Jimmy tornato da un decennio di esilio a New York dalla madre anziana. Jimmy su richiesta di un gruppo di giovani ridà vita alla vecchia sala da ballo rurale, lui e gli altri vogliono un luogo in cui essere se stessi ed è questo a preoccupare poichè si inizia [...] Vai alla recensione »
Dopo il vento che accarezza l'erba, Ken Loach torna a parlare di Irlanda e dei difficili anni d'inizio '900 quando il Paese stava vivendo una guerra civile. Se con Il vento che accarezza l'erba, il regista britannico ha descritto la fase della guerra con gli inglesi, che arrivò a dividere perfino i due fratelli protagonisti del film, con questa pellicola descrive la fase successiva.
KEN LOACH emoziona con su JIMMY’S HALL. O mejor seria titular “Cuando los libros amenazan la prepotencia y ruindàd del poder.” En la Irlanda del 1932, 10 años despuès de la independencia del pais, y despuès de haber estado obligado a 10 años esilio fuera de Irlanda, al haber sido tildado de comunista por tener un humilde salòn [...] Vai alla recensione »
“O con Dio o con Gralton” - così il reverendo padre dall’alto del suo scranno nella consueta predica della domenica. Ken Loach torna in terra irlandese e traspone sullo schermo la storia di un attivista realmente vissuto negli anni ’30 che, dopo la Grande Depressione, torna in terra natia (dopo essere stato costretto all’esilio un decennio prima).
Ken Loach e la sua Irlanda sono una cosa sola, ormai. E dopo la parentesi da commedia (seppur venata di impegno) de La parte degli angeli, torna a raccontarcela nella sua storia, nella sua lotta per l'indipendenza, nei suoi uomini simbolo. Scegliendo James Gralton. Un uomo qualunque, a prima vista, convinto dei suoi ideali, ateo, e per questo tacciato di comunismo e anche per questo mandato [...] Vai alla recensione »
Irlanda, anni 30, Jimmy Gralton torna da New York dopo dieci anni di esilio. Vorrebbe evitare la militanza attiva ma i suoi compagni gli chiedono di riaprire la sala da ballo, centro della vita sociale della piccola comunità locale in cui ė nato ed ė tornato. La sua iniziativa trova parecchi nemici, prima fra tutti la chiesa cattolica. Un film che parla del contesto sociale irlandese degli [...] Vai alla recensione »
KEN LOACH non ha mai sbagliato un film, è un regista impegnato che fotografa con occhio non di parte le questioni politiche in questo caso di un comunista irlandese costretto con la forza e la violenz all'esilio dai fasciti locali coadiuvati dalla chiesa cattolica. Gli attori molto bravi tutti dall'interprete principale a l'ultimo dei figuranti dove spicca un magistrale Jim Norton [...] Vai alla recensione »
A mio modesto avviso, in questo caso si può parlare davvero di un capolavoro. È il sequel ideale di "Il vento che accarezza l'erba", del 2006, che è il potente affresco corale della guerra d'indipendenza irlandese e della successiva, sanguinosa, guerra civile tra irlandesi. Qui invece Loach vuole raccontarci una storia apparentemente insignificante, quella di [...] Vai alla recensione »
Film in cui si narra la vera storia di Jimmy Gralton che negli anni '20, ritornato in Irlanda dal suo esilio a New York, viene persuaso dai suoi compaesani a riaprire nel suo villaggio la sala da ballo e centro di altre attività culturali al fine di potersi nuovamente riunire piacevolmente e simpaticamente. La decisione incontrerà, come molti anni prima causandogli l'esilio, [...] Vai alla recensione »
Il graffio è quello di sempre, purtuttavia questa ultima prova risulta meno convincente di tante altre, se messa vicino a “Il vento che accarezza l'erba” o anche al divertentissimo “La parte degli Angeli”, tanto per restare in Irlanda, le differenze si colgono. La vicenda è raccontata con mano decisa e sicura, i personaggi sono molto poetici e fortemente [...] Vai alla recensione »
Le prime scene con una fotografia eccellente sono fulminati poi però il film si siede un po'. Il film è girato bene ,gli attori sono corretti , i paesaggi meravigliosi , la ricostruzione storica anche nell'uso degli abiti d'epoca perfetta ma tutto dopo un po' diventa scontato Si puo' vedere ma un velo di noia ogni ti pervade .
Veramente una piacevole serata. Un film serio ben recitato e girato che tratta di argomenti seri con nitidezza e senza fronzoli esretici. Ci sono momenti che destano anche una forte emozione come lo struggente ballo senza musica dei due protagonisti e l'arrivo dei giovani in bicicletta nel finale. Inoltre voglio sottolineare anche la piacevolezza del cinema Alfieri dove non ero mai stAto, cosa [...] Vai alla recensione »
Ho avuto la fortuna di vedere il film quest'estate in un'anteprima estiva, lo aspettavo da quando è stato presentato a Cannes e ne avevo visto il trailer. Che gioia per gli occhi, per le orecchie, per il cuore. Un Loach più leggero del solito, ma con i temi a lui cari ben presenti e sempre sostenuti fermamente. L'Irlanda, le lotte, la chiesa, la voglia di esprimere la propria [...] Vai alla recensione »
In giorni di festa, malgrado l'atmosfera rilassata che potrebbe indurre a visionare facili commedie natalizie, due importanti film stranieri, sono nelle sale con un importante messaggio: l'affermazione della libertà dell'individuo rotta da convenzionalismi o piegata ad assurdi regimi monarchici, fautori solo di un'intolleranza figlia dell'ignoranza.
Film veramente bruttino, indisponente. Filma didascalico, film a tema. Di una inutilità sconcertante. Sceneggiatura raffazzonata. Casting assolutamente fuori luogo. Boh, ma che voleva dire? Stanno sempre a ballare dentro a sta benedetta sala.
il film, tratto da una pièce teatrale, racconta la storia dell'irlandese Jimmy Gralton che nel 1931 una volta ritornato dagli Stati Uniti nella Contea di Leitrim per aiutare la madre vi riaprirà la sala da ballo per consentire alla comunità del posto di avere un luogo dove potersi incontrare, discutere e ballare. La riapertura della sala verrà osteggiata dai politici [...] Vai alla recensione »
Dopo aver tifato Loach a più non posso, negli anni in cui l'impegno civile non era poi così tanto scontato, sono rimasto un po' deluso da questo film. Specialmente dopo aver gustato appieno vitalità e trovate registiche (come lo strepitoso incipit ferroviario-processuale) de "La parte degli angeli". E' vero che quanto qui narrato è storia, e che [...] Vai alla recensione »
Meraviglioso Ken Loach che ci mostra la strada del futuro parlando del passato. Un futuro in cui si possa ardentemente cercare di soddisfare le proprie aspirazioni, indipendentemente dalle difficoltà del presente e dalla possibilità di riuscirci. Con gioa e condivisione, con altruismo e solidarietà, Jimmy pianta il seme della speranza che i giovani coltiveranno anche dopo il suo [...] Vai alla recensione »
Anche per chi è stato un grande regista arriva il momento di smettere. Spero che Loach abbia il coraggio di farlo con la necessaria dignità. Questo film non aggiunge nulla alla sua fama. Peccato!
Un film un bigottamente anticlericale, scritto da un veterocomunista inglese che cerca di attaccare i sacerdoti cattolici irlandesi, quelli cioè che si sono opposti all'invasione dei capitalisti anglicani, tra cui non è improbabile ci sia stato anche qualche parente di questo regista noioso.
L'inarrestabile Loach torna nell'Irlanda degli anni chiave intorno al 1920, tra riconoscimento dell'indipendenza dal Regno unito e guerra civile che oppose gli indipendentisti radicali ai repubblicani che avevano accettato il Trattato che divideva l'isola: Eire cattolica e Irlanda del Nord rimasta sotto la corona britannica. Torna dove aveva già ambientato Il vento che accarezza l'erba, Palma d'oro [...] Vai alla recensione »
Sono invecchiato vagabondando per vallate e per colline...». Seduti in circolo nella sala da ballo che si sono da poco ricostruiti, Jimmy Gralton (Barry Ward) e i suoi leggono "La canzone di Aengus il vagabondo". Che cosa è, e dove è, la piccola trota d'argento che nella poesia di William Butler Yeats diventa una fanciulla e subito svanisce? Ognuno cerca la sua risposta, felice di immaginare e argomentare. [...] Vai alla recensione »
Nel 1932, Jimmy torna, dagli Usa, nella sua Irlanda. Su richiesta dei giovani del luogo, l'uomo riapre l'«all», locale dove si balla e ci si confronta; osteggiato, però, dalla chiesa locale e da molti concittadini che temono le sue idee progressiste. Quello di Loach è un cinema politico caratterizzato da una forte divisione tra «buoni e cattivi» e questa sceneggiatura è fatta su misura per schematizzare [...] Vai alla recensione »