Anno | 2008 |
Genere | Drammatico, |
Produzione | Italia |
Durata | 108 minuti |
Regia di | Marco Risi |
Attori | Libero de Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Massimiliano Gallo, Ernesto Mahieux Salvatore Cantalupo, Gigio Morra, Gianfranco Gallo, Antonio Buonomo, Duccio Camerini, Marcello Mazzarella, Paco De Rosa, Renato Carpentieri, Gianfelice Imparato, Daniele Pecci, Ennio Fantastichini. |
Uscita | venerdì 27 marzo 2009 |
Tag | Da vedere 2008 |
Distribuzione | 01 Distribution |
MYmonetro | 3,18 su 12 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 3 aprile 2019
Storia di Giancarlo Siani, giovane cronista de "Il Mattino" ucciso dalla camorra a ventisei anni. Il film ha ottenuto 6 candidature ai Nastri d'Argento, 3 candidature a David di Donatello, In Italia al Box Office Fortapàsc ha incassato 732 mila euro .
Fortapàsc è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
CONSIGLIATO SÌ
|
Giancarlo Siani è un giovane praticante, impiegato "abusivo" per il Mattino col sogno di un contratto giornalistico e di un'inchiesta incriminante contro i boss camorristi e i politici collusi. Lucido e consapevole, Siani si muove tra Napoli e Torre Annunziata, un avamposto abbattuto dal terremoto e frequentato dagli scagnozzi armati di Valentino Gionta. Indaga, si informa, verifica i fatti e poi scrive pagine appassionate e impetuose sui clan camorristi e sulla filosofia camorristica. Era il 1985 quando Vasco Rossi cantava "ogni volta che viene giorno" e un giornalista di ventisei anni moriva assassinato per "ogni volta che era stato coerente".
Gli ingredienti per realizzare l'ennesima agiografia di una vittima (dimenticata) della camorra c'erano tutti. C'era la vicenda personale di Giancarlo Siani, c'erano gli Ottanta, quelli dei tangentisti e dei faccendieri, delle commesse e della corruzione, delle spese inutili e della burocrazia gonfiata, degli omicidi del generale Dalla Chiesa, c'era un Paese sordo alle idee di Siani che scriveva (e lavorava) per un'Italia migliore, c'era l'inevitabile sacrificio finale. Ma Marco Risi non ha realizzato un altro film sulla camorra, concentrandosi esclusivamente sulle tappe di avvicinamento di Siani prima a una consapevolezza di sé e della lotta politica, poi a una strategia letteraria e provocatoria. La camorra è in ogni gesto di chi si oppone a Siani, in ogni silenzio indifferente, nelle grottesche indagini dei carabinieri, nella "clemenza" della magistratura, nelle assurde pratiche rituali di "guappi" spietati e armati, che intendono porre la corruzione e la violenza come norma fondamentale di convivenza sociale. Risi, all'interno del medesimo spazio (Torre Annunziata), distingue due campi contrapposti, determinando il fronteggiarsi delle due parti: i villains che utilizzano la forza della pistola per ascendere l'empireo della carriera camorristica, l'eroe che avvia la sua opera di progressiva e inarrestabile bonifica dell'illegalità con la macchina da scrivere, puntando sul valore della persuasione. Sullo sfondo c'è Napoli e l'isteria collettiva che circondava nel 1985 Maradona, involontario capopopolo, occasione di riscatto, speranza di rivalsa calcistica e sociale, sul ricco Nord da parte del garzone del macellaio e di una città pronta ad osannare e a stritolare. Napoli come corpo corruttore e Napoli generatrice di "antidoti" capaci di riequilibrare moralmente l'ordine esistente. Napoli, ancora, sede del "Mattino", che invia in un polveroso avamposto battuto dai fuorilegge un giornalista eroico, immagine della possibilità di progresso e fertilità contro l'aridità e l'improduttività dell'arroganza. Dopo il vuoto e la degradazione giovanile dei suoi ragazzi fuori, che hanno la Lazio come sommo ideale, che alimentano la loro forza con un linguaggio osceno, che scelgono la via dell'omologazione passiva e che hanno bisogno del branco per riconoscersi, il regista milanese si concentra su un ragazzo solare senza lati oscuri, isolato dai politici di palazzo in un non luogo sventrato e svuotato per essere riempito dall'eccitazione del business e poi affondato nei liquami chimici. Se il Maradona di Risi (Maradona - La mano de Dios) non ha mai smesso di cercare il suo pallone, Siani non ha mai smesso di cercare la verità e di morire per questo giovanissimo dentro la sua Citroën Mehari e sotto il cielo di Napoli. Risi coglie l'importanza della solitudine in cui viene abbandonato Siani e la spirale dentro cui viene fatto scivolare lentamente fino al massacro del settembre '85. Con la linearità di un cinema che non ha tesi da dimostrare ma una bruciante urgenza di raccontare, Fortapàsc mette in piazza una classe politica che mira alla propria autoconservazione, una società incivile che chiede la legittimazione di essere incivile e un giornalismo (impiegatizio) che continua a ignorare le proprie responsabilità nel degrado sociale, etico, linguistico e culturale del Paese.
Per la prima volta dopo un anno e mezzo circa di frequentazione di questo sito ho il piacere di complimentarmi con la Gandolfi che questa volta ha centrato lo spirito del film senza perdersi né nei classici riassunti riempitivi né in attacchi personali palesemente in malafede. Sottoscriverei ogni parola anche se non essendo perfetta manca di un paio di annotazioni: la presenza della voce narrante del [...] Vai alla recensione »
Fortapasc: storia di un eroe per caso Con ventiquattro anni di ritardo la storia di Giancarlo Siani approda sugli schermi italiani in un film di Marco Risi, che si ispira alla lezione di impegno civile di Rosi, Petri, Damiani, Squitieri, grandi registi che hanno fatto grande il cinema italiano. Fortapasc racconta gli ultimi quattro mesi di vita del giovane cronista napoletano, ucciso con [...] Vai alla recensione »
Ho visto il film e devo dire che per un regista come Marco Risi, che ci ha abituati a film-documentari, ha tirato fuori il meglio di sé. Anche se il Cast non presenta attori famosissimi, il regista è riuscito in modo egregio a raccontare una storia vera con attori emergenti ma di qualità (De Rienzo-Lodovini, eccezionale la somiglianza dell'attore con Siani), affiancati da attori noti di spicco (Fantastichin [...] Vai alla recensione »
FortApàsc (*** e ½) : Regia di Marco Risi, interpreti L. Rienzo, V. Lodovini, N. Riondino, O1 Distribution. Si tratta dell’opinione di Risi sulla camorra. Preceduto da Gomorra, arriva nelle sale Fort Apasc, amara riflessione sull’Italia del Sud. La parola che definisce il titolo viene dalla frase pronunciata dal sindaco di Torre Annunziata dopo l’ennesima strage della camorra: “Non siamo a Fort Apasc” [...] Vai alla recensione »
“FORTAPASC” di MARCO RISI; ITA, 09. La sera del 23 settembre 85, sotto casa sua, è ucciso il giovane giornalista Giancarlo Siani, “reo” di aver messo a fuoco conflitti interni alla camorra e le collusioni di questa coi politici di Torre Annunziata. Nel 2001 già il giovane regista Maurizio Fiume, utilizzando come set anche la redazione di Metropolis, aveva dedicato un film a Giancarlo, “E io ti seguo”. [...] Vai alla recensione »
Ci sono i giornalisti giornalisti e i giornalisti impiegati, in questo paese è meglio fare i giornalisti impiegati. E' la frase pronunciata da E. Mahieux alias caporedattore di G. Siani a focalizzare la tematica del film. Un film difficile ma riuscito sia nella trattazione della vicenda "storica" sia nel racconto di una vita vera. Complimenti ad un regista che non si è preoccupato di ottenere consensi [...] Vai alla recensione »
Fortapasc è un film d'impegno civile che tutti dovrebbero andare a vedere. Non si tratta di una biografia del giovane e combattivo Siani, ma del racconto dei suoi ultimi mesi di vita, del suo duro impegno contro la camorra e contro la zona grigia della politica che scende a copromessi e si nutre della malavita campana. La forza dei suoi articoli e la sua libertà d'inchiesta l'ha reso un giornalista sc [...] Vai alla recensione »
Un film splendido che racconta gli ultimi mesi di vita di Giancarlo Siani, un giornalista di Torre Annunziata poi trasferito a Napoli, che scriveva degli articoli sulla camorra. uesti pezzi giornalistici erano fastidiosi per i mafiosi perchè ne raccontavano le malefatte e davano speranza e coraggio alla gente, un risultato che Siani non si sarebbe mai immaginato.
Bel film , ricco di suggestioni e citazioni visive, linguaggio cinematografico che sposa tensione, denuncia, tra fiction e realtà. Belle le scene di Camorra, bello anche l'accostamento nel montaggio del mondo della Politica a quello del Malaffare, chiave giusta la "normalità" di un eroe postumo. Gli attori sono bravi, dal convincente Libero De Rienzo al preciso Daniele Pecci ma soprattutto merito [...] Vai alla recensione »
Torre Annunziata, alias Fortapasc, è la frazione di Napoli in cui si consuma la tragedia di Giancarlo Siani, giovane giornalista del Mattino, assassinato dalla camorra a soli ventisei anni per una serie di articoli (di fatto mai pubblicati!) a denuncia delle commistioni tra malavita e amministrazione comunale. Il film attraversa gli ultimi due anni della vita di Siani.
Cronaca senza retorica , forse il privato tende a prevalere sul racconto, ma le relazioni politico-mafiose sono chiare(e gia discusse in altri film) e l'obiettivo è quello di restituirci il Siani persona , non mitizzato , con la sua ingenuità che è forse "innocenza" ( o "inconsapevolezza") . Ma è l'innocenza della speranza di poter cambiare le cose raccontando il presente.
La storia di Siani è raccontata con misurato equilibrio. Risi mostra il volto di una Napoli sotto assedio, la Napoli degli anni ottanta, in mano alla n.c.o. e allo strapotere del clan Nuvoletta e Alfieri-Bardellino (nuova famiglia) e dell’affiliato Gionta nel feudo di Torre Annunziata, e soprattutto degli intrecci tra criminalità organizzata, politica ed imprenditoria.
Giancarlo Siani è un giornalista giornalista...non un giornalista impiegato. E fa una brutta fine solo per aver fatto bene il suo lavoro. Ben interpretato, recitato e scenograficamente curato. Marco Risi impeccabile. cinema impegnato senza annoiare e con spunti sempre educativi. Bello!
Bel film , ricco di suggestioni e citazioni visive, linguaggio cinematografico che sposa tensione, denuncia, tra fiction e realtà. Belle le scene di Camorra, bello anche l'accostamento nel montaggio del mondo della Politica a quello del Malaffare, chiave giusta la "normalità" di un eroe postumo. Gli attori sono bravi, dal convincente Libero De Rienzo al preciso Daniele Pecci ma soprattutto merito al [...] Vai alla recensione »
Film che rende onore ad uno di quei piccoli grandi eroi della storia del nostro paese troppo spesso dimenticati. Siani ha avuto il coraggio di fare quello che allora molti suoi colleghi preferivano evitare: "il giornalista giornalista", cioè colui che con il suo lavoro, raccontando la verità, straccia il velo dell'omertà dai rapporti tra camorra e politica.
Non serve raccontare la trama del film, parla di giornalista ucciso dalla camorra, serve, invece, parlare del perché un uomo sacrifica la propria vita per un ideale. 26 anni aveva Giancarlo Siani quando è stato ucciso dalla camorra, con tutta l'ingenuità e l'incoscienza, o forse è meglio chiamarlo "insolente coraggio" , che quell'età ti offre. [...] Vai alla recensione »
Tra poco il Gotha della politica cinematografica si riunirà per l'autocelebrazione di ogni anno e già dalle candidature si può capire, se non altro, quello che NON sarà premiato. Come per esempio "Si può fare" che è senz'altro il miglior film della cinquina (e non solo) così come il gruppo dei Baustelle per "Giulia non esce la sera". Sperando per decenza che il mondo degli addetti ai lavori non voglia [...] Vai alla recensione »
Pesante è l'argomento che viene rappresentato con una leggerezza che lo rende visibile a ogni tupo di pubblico, compreso quello giovanile. Merito anche dell'attore protagonista che restituisce la figura di un giornalista che dà lustro alla sua professione.Un film di impegno civile che non cambierà nulla della realtà immutabile che denuncia ma che va fatto per non smettere di sentirsi vivi.
Film che rende giustizia a Giancarlo Siani, giornalista che purtroppo oggi pochi ricordano, ma che a suo tempo e con pochi mezzi, diede non poco fastidio ai clan che si spartivano Napoli e provincia, che di fatto arrivarono alla conclusione di doverlo eliminare. Ottima la scelta di iniziare e concludere il racconto con la canzone "Ogni volta" di Vasco (cantante preferito dal giornalista), proprio [...] Vai alla recensione »
un ottimo film, delicato ma penetrante al tempo stesso. forse non solo il cognome è stato tramandato, ma anche un pizzico di bravura. alcune scene sono dei veri gioielli (come la scena dell'inseguimento durante la sparatoria). bravissimo de Rienzo e molto buona la seceneggiatura. un film che consiglio, uno dei migliori in un uscita, da non perdere assolutamente.
Una cronaca senza fronzoli o retoriche. Il privato alle volte prevale ma sono chiare le connessioni politico-mafiose . Il film ci restituisce il protagonista in tutta la sua umanità, nella sua "innocenza" intesa come la speranza(o volontà) che le cose possano cambiare. Una lezione sull' "eroismo" che puo essere tale soltanto non essendo eroi.Perciò non chiamiamolo eroismo.
Sono una fan di Roberto Calabrese e come tante che abbiamo visto il film per lui ci siamo chieste come mai non c'era il suo nome visto che e' tra i ruoli principali, nonche' quello che manda gli scagnozzi ad uccidere Siani...speriamo di vedere il suo nome e la sua foto...comunque il film e' bellissimo e spero se ne parli come e' giusto che merita...una del fans club di Roberto calabrese
Ci sono film impiegati e film film, questo è un film film.
Mai premio però fu più immeritato di quello dato alla coppia dimezzata De Sica & se stesso, con il fantasma di Boldi MAI evocato sul palco. Senza considerare la caduta di stile del medesimo il quale in un attimo di esaltato compiacimento (forse inconsciamente sfuggitogli) ha fatto notare al conduttore il fatto che fosse alla conduzione per la sua influenza. Mah, meno male che è finito!
film molto bello. I comprimari superiori anche ai protagonisti. Buona la regia. Consiglio.
la persona a cui mi riferisco e la stessa a cui mi riferivo nel forum di carnage,che qui da il meglio (o peggio molto più adatto a tale persona) della sua cattiveria.certa gente dovrebbe essere bloccata appena fà le affermazioni che tale persona ha fatto,in quanto CRUDELI in quanto c'è gente che nel terremoto in abruzzo è morta,ferita anche irreparabilmente.
Un bel film, di cui il cinema italiano dovrebbe andare fiero. Non un'inopportuna agiografia, ma uno splendido esempio di film di impegno civile di cui da anni non c'è traccia nel cinema italiano. Bravissimo Libero De Rienzo, che interpreta con misura e sensibilità, il protagonista Giancarlo Siani. Il film, che narra la storia del giornalista ucciso dalla camorra venticinque [...] Vai alla recensione »
Avevo 13 anni quel giorno. Sono nato e cresciuto nell'area vesuviana, quella di Carmine Alfieri. Avevo solo 8 anni quando uccisero il Sindaco del paese dove sono nato. Forse, fu quello il giorno che cambiò la mia vita. Come tanti giovani , avrei potuto scegliere i soldi, il potere, la camorra, scelsi la legalità. Questo film ha fatto rivivere la mia infanzia, la mia giovinezza, [...] Vai alla recensione »
“Baaria” di Giuseppe Tornatore, “Fortapasc” di Marco Risi, “Il grande sogno” di Michele Placido, “Si può fare” di Giulio Manfredonia e “Il Vincere” di Marco Bellocchio: sono queste le cinque pellicole pronte a contendersi la candidatura italiana alla corsa all’Oscar per il miglior film in lingua non inglese. Uno solo sarà scelto. Io tifo per l’ottimo film di Marco Risi “Fortapasc”.
Toh! Guarda guarda chi ha vinto quest'anno... gli attori da me indicati in questo forum. Chiamatemi Piera, Piera Detassis.
Come avevo pensato il Gotha si è radunato e si è premiato secondo pronostici. Solo dai ragazzi è venuta una ventata di verità: "Si può fare", senz'altro IL MIGLIORE. Dalla furia dell'autocelebrazione si sono salvati solo Battiston e Piera Degli Esposti i quali sono riusciti ad agguantare al statuetta forse per la distrazione generale... (ironico). Che dire, finalmente cala il sipario e l'anno prossimo [...] Vai alla recensione »
Giancarlo Siani, un giornalista-giornalista che racconta semplicemente la verità. La verità che fa paura a quei bulli con le pistole, ai quali anche le autorità si piegano o si sentono impotenti. Giancarlo sceglie di scegliere, sceglie di raccontare e per questa "colpa" paga. Libero Di Rienzo non è una sorpresa, ho letto che vuole smettere di fare l'attore, ti prego RIPENSACI!
Questo è il classico film per "parlare" del quale l'anonimato avrebbe fatto comodo... Invece no! Per la recensione a stasera. Ma penso già di sapere quello che scriverò... L'intuito a qualcosa serve...
un film ke sarebbe un peccato non vedere! Affronta nel migliore di modi un tema sempre attuale...... RISI si comferma il migliore! ke dire..... un film consigliatissimo
(così i seguaci di pietro berti non mi attaccheranno pensando che mi stia accanendo sulla sua persona) vorrei sottolineare il fatto che nella puntata di Cinematografo di ieri Rondi, noto paladino del cinema italiano, abbia espresso viva soddisfazione per la presenza di quattro film nostrani nella classifica dei primi dieci SENZA RICORDARE minimamente "Fortapàsc".
bello il film ben girato bravi gli attori,in particolare (attore protagonista) la gente buona muore sempre grande uomo bello credere in quello che si fa ,disposto a tutto,anche la morte. politica camorra uno schifo assoluto bella la scena qundo parla ai ragazzi,chi risolvera i problemi voi il futuro film da vedere......................
Tanto per cambiare "con tutto il rispetto per la morte del giornalista" noi italiani facciamo film o sulla mafia o sulla camorra o amore, sesso, bugie! CHE PALLE!!!! rari i film diversi....e rari i bravi attori italiani! Gli attori italiani sono da teatro non da cinema! A parte i grandi e pochi! ma BASTA CON STI FILM MAFIOSI, LO CREDO CHE POI CI DANNO DEI MAFIOSI ALL'ESTERO!
Fortàpasc il film su Giancarlo Siani, il giornalista ucciso dalla camorra nel 1985, esce nelle sale il 27 marzo. Domani, anteprima a Napoli. Il regista Marco Risi: «Un giovane pulito, armato solo di taccuino» «Questa pellicola non è una risposta a Gomorra. Doveva essere realizzata già cinque anni fa, ma ci siamo riusciti solo adesso». Marco Risi sgombera il campo immediatamente, addirittura prima [...] Vai alla recensione »
L' uscita del film cade all' indomani di una serata tv memorabile: quella di Saviano ospite di Fazio. Il protagonista del film di Marco Risi è stato un predecessore dell' autore di "Gomorra". Giancarlo Siani aveva la vocazione del cronista e, da precario del Mattino di Napoli, si appassionò alle vicende di Torre Annunziata e raccontò ciò che vedeva, compresi traffici e complicità illeciti.
Morire a vent'anni, o poco più, per aver usato la testa. Tale fu il destino di Giancarlo Siani, il giornalista precario del Mattino ("abusivo", diceva lui) ucciso sotto casa il 23 settembre 1985. Morire a 26 anni per aver scritto nomi, collegato fatti, intuito retroscena. Senza mai coprirsi, anzi continuando a fare la vita che deve fare un ragazzo tra amici, fidanzata, uscite serali.
È fin troppo facile individuare i motivi per elogiare Fortapàsc, tredicesimo film del 57enne Marco Risi. La volontà (lungamente frustrata, per anni a nessuno è sembrato importar nulla di questo film) di togliere dall'oblio una storia italiana fondante, quella del giovane cronista Giancarlo Siani ucciso dalla camorra nel 1985. La capacità di legare un caso di cronaca vecchio di cinque lustri all'attualità, [...] Vai alla recensione »
Un taccuino e curiosità. Armi semplici che bastano a Giancarlo Siani, un cronista che faceva il suo mestiere. Fortapasc, il film di Marco Risi, è semplice ed efficace. Al centro la storia (vera) di un 'abusivo' In cerca di notizie a Torre Annunziata, dove basta imbattersi in una prima comunione per avere un pezzo coraggioso. Siani non fa il paladino dell'anticamorra, scrive quella che veda: una realtà [...] Vai alla recensione »
Giancarlo Siani non porta l'impermeabile stropicciato che era di Corso Salani, alias Andrea Purgatori in Muro di gomma, anche se c'è qualcosa di quest'ultimo in lui. La penna dello stesso Purgatori intanto che firma la sceneggiatura insieme a Marco Risi e a Jim Carrington di Fortapàsc, il film che Risi ha girato a Napoli e che racconta la storia di Giancarlo Siani, ucciso dalla camorra, a ventisei [...] Vai alla recensione »
La fine è nota. Giancarlo Siani, giovane giornalista del Mattino di Napoli, non sopravvisse ai suoi coraggiosi articoli sulle famiglie camorristiche di Torre Annunziata. E proprio dalla fine, da quella tragica sera del 23 settembre 1985, comincia Fortapàsc, diretto con mano estremamente sicura da Marco Risi. Giancarlo e le persone con cui trascorre la vita: la fidanzata, l'amico diviso tra macchina [...] Vai alla recensione »
Noi non siamo a Fortapàsc», dice Ennio Fantastichini sindaco di Torre Annunziata; ma il film gli risponde che tutta Italia è Fort Apache, luogo-slinbolo dell'assedio da parte della malavita. Il film racconta gli ultimi mesi di vita di Giancarlo Siani, coraggioso giornalista dei quotidiano campano Il Mattino, ucciso dalla camorra a 26 anni con dieci colpi di pistola nel settembre 1985.
Nel 1985 Torre Annunziata era il serbatoio ideale per la malavita. Sessantamila persone e una produttività legale pressoché azzerata: altissimo numero di tossicodipendenti, disoccupati e di iscrizioni al collocamento, centro nevralgico del contrabbando e del traffico di droga. A comandare il boss emergente Valentino Gionta, presto troppo potente e quindi in conflitto con i clan Bardellino e Nuvoletta. [...] Vai alla recensione »
Il lavoro fa male, meglio fare l'amore. Aveva ragione Irene Grandi e con la sua ironia leggera e sensibile Giancarlo Siani l'avrebbe apprezzata. Perché lavorare onestamente al sud è impresa eroica che diventa suicida se si è alla ricerca della verità. E Giancarlo Siani, come gli diceva il suo caporedattore, era un giornalista giornalista, non un giornalista impiegato.
Giancarlo Siani o le illusioni dei giornalisti che credono di cambiare il mondo. C'è voluto un quarto di secolo perché questo delitto di camorra, che colpì un «praticante» del Mattino di Napoli per aver divulgato i rapporti fra delinquenti professionali e delinquenti semiprofessionali (imprenditori, amministratori pubblici) diventasse Fortapàsc. Morale: chi va al cinema, e che ha meno di trent'anni, [...] Vai alla recensione »